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Una dorsale verde per il Nord Milano


Il 26 giugno, presso l’acquario a Milano, è stato presentato ufficialmente il progetto della Provincia di Milano denominato Dorsale Verde Nord Milano. L’Assesssore Pietro Mezzi ha dato l’avvio ai lavori di un processo che vedrà coinvolte le Amministrazioni, le Associazioni e i cittadini portatori d’ interessi diffusi di circa 100 comuni del nord milanese.

Non sarà, ha infatti affermato Mezzi, un progetto calato dall’alto, bensi un percorso partecipato, in cui saranno chiamati alla partecipazione numerosi attori dei territori.

I prossimi appuntamenti sono previsti con i primi due audit (ascolto dei comuni interessati): il 9 luglio nel Centro Parco Groane "Polveriera" di Solaro e il 16 luglio presso la sala Polifunzionale Comune di Casorezzo.

Il progetto Dorsale nasce, dopo una lunga e laboriosa gestazione, partorito come strumento di valore aggiunto al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale e dotandosi dell’ambizioso traguardo di creare un collegamento ecologico tra il Ticino e l’Adda, recuperando e valorizzando varchi, in uno spazio mediamente urbanizzato al 75% . La Dorsale Verde è stata definita un’infrastruttura, nel senso che ha lo scopo di offrire alle popolazioni dei territori ambienti riqualificati e salubri tali da possedere un’alto grado di ricettività e fruibilità per la popolazione e per la sopravvivenza delle altre speci animali e vegetali.

Il corridoio verde lungo 65 Km per 29 mila ettari di superfice, mette in connessione 4 parchi regionali e 10 parchi locali.

Purtroppo la struttura territoriale del nord milanese negli ultimi decenni ha subito una conurbazione diffusa e spesso senza controllo, è venuto a mancare un governo di pianificazione soprattutto e su scala regionale. Oggi gli interventi che si possono mettere in programma hanno la carenza temporale di essere postumi.

Ad Arturo Lanzani, Prof. del Politecnico di Milano e secondo relatore del convegno, è stato affidato il compito di coniugare ed amalgamare l’infrastruttura verde all’infrastruttura autostradale pedemontana. Un’impresa senza dubbio complessa, visto che l’autostrada va ad intersecarsi in buona parte agli ultimi brandelli di territorio verde sopravvissuti all’inurbazione. La struttura urbanistica della città infinita, così è definita la struttura socio-territoriale che si è venuta acreare a nord di Milano e che interessa 5 province, non può prevedere un futuro senza un livello vitale di ecostistema, in grado di rendere vivibile la grande piattoforma produttiva lambarda ai suoi abitanti. Lanzani ha quindi illustrato una serie di linee guida che mirano al recupero e la valorizzazione di territori che vanno anche oltre i perimetri dei parchi regionali e locali.

Anche qui c’è una scommessa aperta, la maggior parte degli strumenti urbanistici, che regolano l’infrastruttura verde, sono patrimonio dei comuni con i loro PGT. Purtroppo, com’è noto, i continui tagli alle leggi finanziarie nazionali spingono i singoli comuni a concedere facilmente licenze di costruzione. Questo accade anche in comuni con inurbazione dell’85%, perché, incamerando gli oneri di urbanizzazione, possono così sopperire alla mancanza di fondi nei bilanci.

Indubbiamente sarebbe stato meglio che la metropoli milanese si fosse dotata di una struttura amministrativa più ampia, come ad esempio le altre grandi metropoli europee hanno già fatto da molti anni, creando la città metropolitana. In mancanza di un vero federalismo territoriale, l’amministrazione provinciale di Milano cerca, con gli strumenti in suo possesso, di rimediare all’ennesimo ritardo del paese Italia.

www.provincia.mi.it

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