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Cosa ci fa un distributore nel Parco di Monza?

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Il nuovo distributore nel Parco, forse il primo passo per la realizzazione di un vero impianto industriale

Il 10 settembre la Giunta comunale monzese ha approvato il progetto presentato dalla SIAS, la società che gestisce l’Autodromo, per la costruzione nel Parco di Monza di un nuovo impianto di distribuzione di carburanti alternativi: metano, idrometano, gpl, idrogeno gassoso, idrogeno liquido.

Il distributore occuperà un’area di più di 8.800 metri quadrati davanti alla piscina del Parco, attualmente a prato boschivo. La sua costruzione comporterà ovviamente l’abbattimento degli alberi, e poi la realizzazione di depositi sotterranei di GPL, metano ed idrogeno, la copertura di più di 2.300 metri quadrati con asfalto per strade, mentre la parte rimanente sarà coperta con blocchetti filtranti, la costruzione della pensilina di copertura, di box di servizio, del locale di 60 metri quadri per il gestore.

L’ingresso al distributore sarà pubblico, attraverso la Porta Biassono e via Santa Maria della Selve.

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La zona del Parco di fronte alla piscina, dove dovrebbe sorgere il nuovo distributore, 
con’ingresso da via Santa Maria delle Selve

 

Fin dalla prima presentazione del progetto in Commissione Ambiente l’opposizione ha sollevato numerose argomentazioni contrarie a questo progetto, sia di contenuto che procedurali.

Prima di tutto si chiede che il Parco, in quanto monumento nazionale, venga tutelato, e quindi che non venga permessa la realizzazione di un distributore di carburanti, pur se alternativi, al suo interno, quando potrebbe benissimo essere realizzato in aree esterne, più accessibili.

Oltre ad un ulteriore sacrificio di verde ed alberi, il distributore porterà sicuramente ad un aumento delle automobili che entrano nel Parco.Inoltre la nuova costruzione porterà con sé un notevole impatto ambientale, sia dal punto di vista estetico, che da quello dell’inquinamento atmosferico, senza contare il rischio di perdita di sostanze chimiche che, se pur definite ecologiche, restano altamente inquinanti.

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Il prato boschivo destinato alla realizzazione del distributore


Si teme, in realtà, che questo del distributore sia solo il primo passo verso la realizzazione di un progetto complessivo, già annunciato dal Centro Ricerche MONZA RESEARCH INSTITUTE, con sede all’Autodromo, che prevede la realizzazione di un grande centro di ricerca sulla mobilità compatibile. Un bel tema per la ricerca, all’apparenza, dietro cui però si nasconde un vero e proprio nuovo impianto industriale all’interno del Parco. Impianto sul quale la SIAS potrebbe puntare per attirare investimenti pubblici e mantenere la sua presenza nel Parco, magari anche dopo un possibile trasferimento del Gran Premio d’Italia a Roma.

L’opposizione contesta al progetto anche la violazione della destinazione d’uso urbanistica, perché il Piano di Governo del Territorio di Monza non prevede questo genere di impianti nel Parco, a cui destina altre aree ben più adatte.

Ancora, si protesta perché il progetto non è stato presentato in Commissione Parco, e non è previsto venga portato all’attenzione del Consiglio Comunale di Monza, così come non è stato presentato alla Circoscrizione 5, competente sul Parco, per il consueto parere.

Michele Faglia, capogruppo in Consiglio Comunale della lista civica Città Persone ha scritto a al Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, al Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano, al Presidente ed al Direttore del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, chiedendo venga impedito quello che definisce uno “scempio ambientale”.

Anche il Comitato per il Parco e le associazioni ambientaliste stanno prendendo posizione, raccogliendo sui loro siti web le proteste dei cittadini.

Infine è da notare che perfino il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Allevi, si è dichiarato contrario alla realizzazione del distributore, appena approvato dalla Giunta monzese di cui lui stesso fece parte fino a meno di un anno fa.

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Un’immagine del progetto del distributore nel Parco

 

Ora la parola finale spetta alla Conferenza dei servizi, chiamata a dare l'approvazione finale al progetto. Saranno chiamati a parteciparvi il ministero dei Beni culturali, la Forestale, il Parco della Valle del Lambro, il Comune di Monza, l’ASL, la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco ed infine la Regione, che del resto avrebbe già predisposto uno stanziamento di 2,1 milioni di Euro per finanziare il progetto.

Un altro fronte si è aperto, nella tormentata storia del Parco di Monza.

 

 

Valutazione ambientale distributore parco"

 

Monza Research Insititute: progetto per il centro di ricerca e formazione mobilità compatibile nell’Autodromo di Monza

Comments:

Commenti 

 
0 #1 claudio 2010-09-27 09:40
non sono solo i balconi a sporgere...
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+2 #2 ivan 2010-09-27 11:24
Il distributore nel parco
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0 #3 Marco 2010-09-27 13:16
Lo facciano ma su un'area dismessa, o nel parcheggio di un centro commerciale, non nel Parco di Monza.
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0 #4 Giacomo Correale san 2010-09-27 13:51
Nella valutazione di impatto ambientale, come in altre occasioni, non vi
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+2 #5 Antonio Grazioli 2010-09-27 15:53
Da possessore di auto a metano, devo dire che a Monza si sente l'esigenza di un nuovo distributore di metano e carburanti alternativi.

Al momento le uniche opzioni sono il distributore AGAM davanti allo stadio e un distributore a Desio. Nella migliore delle ipotesi significa farsi qualche chilometro, stare nel traffico 20-30 minuti, e fare poi la coda al distributore dove, grazie a incentivi e rottamazioni, ci sono sempre almeno 4-5 auto in attesa. E un pieno dura anche 5 minuti...

Ma proprio nel Parco? La cosa non ha proprio senso alcuno! Di spazi, ad esempio dietro l'ospedale nuovo, tanto per restare pi
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+2 #6 Claudio 2010-09-27 22:20
Forza Roma ! Che lo portino via l'Autodromo , la Sias e facciano schiattare di rabbia i politici monzesi.
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0 #7 daniela 2010-09-28 09:50
Oltre al danno anche la beffa: il distributore sara' finanziato con i fondi CEE destinati alle sperimentazioni sui carburanti alternativi. I fondi, poi destinati alla regione, sono comunque anche nostri.
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