| Il petrolio in Brianza e i sindaci che parlano chiaro |
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| Di Alfio Sironi |
| Venerdì 25 Luglio 2008 |
![]() Nei giorni scorsi avevamo ironicamente sottolineato la “prudenza” del comunicato stampa rilasciato dopo l’ultima conferenza dei sindaci del casatese, ricamando in tono canzonatorio quella paginetta così incolore. È lecito aspettarsi, quando il tema è il trivellamento del suolo del prorpio paese, che la prudenza venga espressa in questi termini: ehi, calma, diteci chi, dove, quando, come e perché trivellerà. I sindaci brianzolo-lecchesi, invece no, loro hanno un altro concetto di prudenza, secondo loro “prudente” è questo: non sottolineare gli elementi di rischio che un progetto di trivellamento potrebbe portare con sé nel nostro territorio. O almeno, questo si deduce dando un’occhiata al succitato comunicato. Dimenticando eventuali post provocatori, satirici, dimenticando i documenti trasparenti di un gruppo di sindaci che “prudenzialmente” si esprime, ma fattivamente lascia le scelte che riguardano il nostro territorio in mano ad altri, al di là di tutto questo, oggi scrivo solo per sottolineare un fatto positivo: uno tra i primi cittadini (che pure ha partecipato alla suddetta conferenza), Mario Villa (foto in alto), sindaco di Monticello Brianza, ha impugnato carta e penna e redatto un documento contenete le motivazioni che lo hanno portato a prendere le distanze dalla conferenza dei sindaci e ad esprimere parere negativo nei riguardi del progetto immaginato dall’azienda australiana Po Valley. Lettera (prudenzialmente?) inviata alla Provincia e al Ministero. Non una paginetta abbozzata, ma un resoconto puntuale e argomentato (leggete qui). Vorrei vedere più spesso amministratori che si impegnano per la tutela, reale, del proprio territorio: Villa lo fa e lo fa da tempo. Smettiamola di prendere decisioni solo quando sono false decisioni: la conferenza, come ogni altro organo direzionale, dovrebbe stabilire linee di governo, compiere delle scelte, smetterla di recepire i flussi e le trasformazioni che trovano altrove la propria origine. Se la conferenza deve esistere per mantenere buoni rapporti di vicinato e far marciare tutto il circondario insieme verso l’appiattimento (con o senza trivelle), bè, siamo di fronte a un organo la cui utilità deve essere messa in forte discussione.
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A proposito, eccone qua uno.. Domenico Finiguerra. E’ di oggi il 
























