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Golf Club, tanto rumore per nulla

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Il circolo che occupa 1,2 milioni di metri quadri del Parco di Monza  ne "restituisce" 600 per motivi di sicurezza e il Comune suona le campane a festa. Ma c'è davvero una buona notizia...

Se tutte le notizie dal Golf Club di Milano inserito nell’Imperial Regio Parco di Monza si riassumessero nei 600 metri quadri “restituiti” all’uso pubblico, potremmo ben dire scespirianamente: tanto rumore per nulla. 600 metri. Su 7 milioni di mq del Parco e 1,2 milioni del Golf: un nulla!

Ma qual è lo scopo di questa “restituzione”? Non per offrire maggiori spazi al godimento del pubblico, non per recuperare qualcosa del disegno violato del Parco storico. Semplicemente, e al solito, “per ragioni di sicurezza”. Si è constatato che il budello residuo di quello che fu il Viale del Serraglio, stretto tra la recinzione inutile della inutile pista di alta velocità e quella del Golf, è troppo stretto per farci passare una autoambulanza, nell’eventualità che qualcuno si sentisse male in quel luogo remoto, inospitale e deserto.

Nessuna idea di recupero del Viale, come immaginato da molti. Del resto il recinto dell’Autodromo “è sacro” (come qualcuno ha detto), e seziona esattamente in due il distrutto Viale. La sua distanza dalla pista garantisce, anche in questo caso, una corsia di sicurezza per una pista inattiva da oltre 50 anni.

L’arretramento della recinzione del Golf mira ad allargare il budello fino a un minimo di 2,2 metri, quanto basta per far passare un veicolo. Per fare ciò, l’area interessata è stata trasformata da “bosco” a “sentiero”, e verranno abbattute quasi 600 piante, definite “ammalate”. Non sono un esperto, ma trovo strano che le piante ammalate siano allineate in modo da coincidere perfettamente con gli obiettivi di messa in sicurezza del budello.

Ma dopo aver parlato del nulla (nel migliore dei casi), vorrei segnalare invece qualcosa di notevole che, non si capisce perché, non riceve la stessa réclame pur essendone ben più meritevole.

Ed è che nel bel mezzo del green è in via di ripristino il Viale delle Noci, che già nelle mappe dell’ottocento attraversava il bosco e le radure a suo tempo dedicate alla caccia. Il Viale corre parallelo all’ex Viale (ora budello) del Serraglio e al Viale Mirabello, asse portante del disegno del Canonica. Questa realizzazione, nel quadro di una serie di interventi per la manutenzione delle zone boschive, mi ha fatto pensare che, pur con i vincoli della concessione, sia possibile rivisitare il campo di golf in una prospettiva storica, conferendogli una sua unicità che ne riduca la caratteristica di “non luogo”, cioè di un modello di campo da golf più o meno standard, con scarsa considerazione del contesto culturale e ambientale di cui è parte integrante.

Ho parlato di questo con il Club Manager, Arnaldo Cocuzza, e ne ho avuto la piena disponibilità ad affrontare l’argomento in un incontro con i conoscitori del Parco.

Egli mi ha detto, tra l’altro, che in Inghilterra, patria del golf, molti campi sono aperti ai passanti, comprese mamme con la carrozzina, anche durante lo svolgimento del gioco, con i giocatori che sospendono i lanci per rispettare i diritti del pubblico. Come dire che l’area dl Golf Milano potrebbe essere aperto ai visitatori del Parco, con le dovute cautele.

Vorrei concludere dando rilievo ad una osservazione della Vice Presidente del Golf Club, Angela Gemelli, una signora graziosa e gentile che mi ha accompagnato con il buggy sul luogo della nuova recinzione. Dopo aver lamentato, con molto candore, la scarsa popolarità del Golf, mi ha manifestato la sua sorpresa nel notare che pochissime persone transitano nelle zone adiacenti, anche nei week end di massimo afflusso nel Parco,

Questa osservazione fa riflettere sul modo di concepire il Parco da parte della amministrazione. Si favorisce l’“aggregazione”, come il campo giochi per bambini alla Cascina del Sole, come se si trattasse di un giardino pubblico, con conseguente degrado dell’ambiente. Si dovrebbe invece favorire la “dispersione”, incoraggiando i visitatori, ad esempio con un servizio di trasporto pubblico elettrico, a scoprire le straordinarie e diverse prospettive culturali e ambientali offerte dal Parco.

 

 

Il comunicato del Comune di Monza

Il Parco di Monza guadagna 600 metri quadrati
ceduti dal Golf Club Milano

Sono partiti oggi i lavori per la nuova recinzione del Golf Club Milano che prevede un restringimento dell’area gestita dall’associazione sportiva, pari a circa 600 metri quadrati a nord dell’impianto oltre al rifacimento e la messa in sicurezza della zona pedonale che costeggia il campo.

I lavori rientrano nell’ambito della convenzione stipulata il 29 ottobre 2009 tra il Comune di Monza e il Golf Club Milano.

L’associazione sportiva ha già provveduto a tagliare circa 700 piante morte e pericolanti. Ha inoltre fatto una serie di controlli sugli alberi significativi nell’area oltre a una ripiantumazione di essenze autoctone con particolare attenzione ai viali storici.

Il Golf Club Milano, così come previsto dalla convenzione, ha anche rinnovato gli impianti di irrigazione ottenendo una considerevole riduzione dei consumi idrici, pari al 22% in meno rispetto al precedente consumo.

Si tratta di un momento importante per il Parco di Monza che vede il ritorno di un’area del patrimonio verde. Il Golf Club – afferma l’Assessore al Parco Pierfranco Maffè - ha rispettato la convenzione dando prova della possibile e positiva collaborazione tra pubblico e privato. I lavori in atto costeranno all’associazione sportiva circa 25 mila euro e termineranno nel mese di aprile.

Ricordo pertanto a tutti coloro che sono soliti transitare nell’are interessata ai lavori, nella parte nord dell’impianto, che il viale sarà chiuso al pubblico per permettere l’abbattimento delle piante morte e il rinnovo della recinzione. I lavori renderanno accessibile e sicura ai runner e ai semplici visitatori del Parco un’area ora difficile da raggiungere ai mezzi di soccorso”.

 

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