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Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Mostri di cemento nel Parco di Monza

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Cosa ci fanno queste grandi costruzioni di cemento armato, in pessime condizioni, nel Parco di Monza? Sono state utilizzate solo per pochi anni, e da diversi decenni sono abbandonate, ed in pessimo stato di manutenzione.

Sono la conseguenza un enorme errore, costato molto al Parco ed ai contribuenti, e forse anche la vita ad un pilota ed a quindici spettatori. Sono le curve sopraelevate dell’anello di velocità dell’Autodromo di Monza. Pochi conoscono la loro storia completa.

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L’anello di velocità nell’Autodromo (Immagine tratta da Live Search©)

Negli anni cinquanta la velocità delle auto da competizione diventò sempre più elevata. Per permettere gare spettacolari si progettarono circuiti con curve sopraelevate che possono essere percorse ad una velocità molto alta. Il più famoso è quello di Indianapolis. Da queste esperienze nasce il progetto di modificare l’anello di velocità già esistente dell’Autodromo di Monza, aggiungendo le curve sopraelevate. Progetto finanziato dalla Provincia di Milano e realizzato in pochi mesi: i lavori furono completati nel 1955.

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Auto su di una curva sopraelevata nel Parco di Monza

Ma appena l’anello venne utilizzato per le prima gare, ci si accorse che si era commesso un enorme errore. Già nel Gran Premio del 1956 le vibrazioni a cui le auto vennero sottoposte nelle curve sopraelevate causarono numerosi ritiri, tra cui quello del noto pilota Fangio, per problemi alle sospensioni, allo sterzo, perfino al motore.

Dal 1957 al 1959 il Gran Premio si svolse sul circuito stradale, abbandonando l’anello di alta velocità perché cedimenti del terreno avevano sconnesso la pavimentazione delle curve sopraelevate. Nel Gran premio del 1960 i costruttori inglesi, i maggiori concorrenti della nostra Ferrari, non parteciparono alla gara per protesta contro l’inserimento nel percorso del discusso anello di velocità, sempre a causa della pericolosità e della pavimentazione sconnessa delle curve.

Nel Gran Premio del 1961, che utilizzò ancora le sopraelevate, la Ferrari di Von Trips uscì di strada causando la morte del pilota e di 15 spettatori. Le cause dell’incidente non furono accertate, ma non si può escludere che le vibrazioni delle sopraelevate abbiano fatto saltare le sospensioni o lo sterzo dell’auto, causando la sua uscita di strada.

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Monza Gran Premio 1961: La Ferrari di Von Trips uscendo di strada sta per piombare sugli spettatori

Di nuovo, nel Gran Premio del 1963 tutti i piloti, e specialmente quelli inglesi, si rifiutarono di correre sull’anello di velocità. La gara, quindi, si svolse senza utilizzarlo. La stampa inglese titolò: “Bandito il muro della morte” e “Bandita la pista più impopolare d’Europa”. Da allora, dopo essere stati utilizzati per soli quattro Gran Premi (1955, 1956, 1960 e 1961) l’anello di velocità e le curve sopraelevate vennero abbandonate per questo genere di gare (fonte: “Il leggendario Gran Premio d’Italia”, a cura di Paolo Montagna, A. C. Promotion Milano 1989). Vi si svolsero solo alcune gare della Mille chilometri fino al 1969. In seguito l’evoluzione delle tecnologie automobilistiche resero definitivamente obsolete le curve.

Facciamo ora un salto fino agli anni novanta. Il Comune di Monza si trova di fronte alla delicata scadenza del rinnovo della concessione di una buona parte del Parco alla società SIAS spa che gestisce l'Autodromo. La richiesta del concessionario è forte: la durata deve essere almeno decennale per far fronte ai pesanti mutui accesi per il rinnovo della pista, che tra l'altro causò l'abbattimento di molti alberi e le vivaci proteste di molti cittadini.

Durante le trattative, l’assessore verde Carlo Vittone propose un interessante elemento di novità: in cambio della lunga durata della concessione e di un basso canone di affitto SIAS avrebbe abbattuto gran parte delle curve sopraelevate, conservandone una parte a Nord-Est per motivi testimoniali, e restituito all’uso pubblico una vasta porzione di Parco, comprendente il Roccolo, la Gerascia ed i prati confinanti con il Golf.

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In giallo le aree che SIAS avrebbe dovuto cedere dopo l’abbattimento di gran parte delle curve sopraelevate

In questo modo si sarebbero ottenuti diversi vantaggi. Innanzitutto l’eliminazione di un rudere di cemento armato ormai cadente, che deturpa una buona parte del Parco. In secondo luogo la riduzione dell’area data in concessione a SIAS e quindi l’apertura permanente al pubblico di una vasta area verde molto bella. Infine il recupero di una parte della prospettiva paesaggistica originale a cannocchiale lungo il Viale Mirabello.

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La prospettiva del Viale Mirabello interrotta dal rudere delle Sopraelevate

La concessione, firmata nel 1997 dai comuni di Monza e di Milano con la società SIAS spa contiene questo impegno, tanto che quest’ultima mise a bilancio i fondi necessari all'abbattimento ed allo smaltimento delle macerie, pari a diversi miliardi di lire di allora.

Non solo. Il Piano Regolatore Generale di Monza adottato nel 1997, redatto da Leonardo Benevolo, con sindaco Marco Mariani, confermò questo abbattimento, proponendo di conservare la porzione Nord-Ovest delle curve a fini testimoniali. Le stesse indicazioni vennero recepite nel Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Regionale della Valle del Lambro e nel Programma triennale per la manutenzione e riqualificazione del Parco di Monza, che vide coinvolta anche la Regione Lombardia con la legge regionale n. 40 del 1995.

Insomma, sembrava cosa fatta. Ma purtroppo non è andata così. Subito dopo la firma della concessione fu chiaro che il comune di Milano, comproprietario del Parco, non aveva alcuna intenzione di richiedere l’abbattimento delle sopraelevate. Nacquero addirittura iniziative da parte di fan dell’Autodromo e piloti, rivolte alla difesa integrale delle sopraelevate come monumento dell’automobilismo.

Arriviamo quindi alla primavera di quest’anno, il 2008. La giunta di centrodestra, con lo stesso sindaco Mariani che firmò nel 1997, procede al rinnovo della concessione alla SIAS spa per la bellezza di diciannove anni. Non chiede più l’abbattimento delle sopraelevate, ma il loro il restauro completo. Non prevede più la restituzione all’uso pubblico dei prati tra Autodromo e Golf. Elimina anche diversi vincoli sulla rumorosità. Insomma, concede tutto quello che è possibile concedere.

In questo modo il Parco di Monza ed i cittadini hanno perso una grande occasione. Senza minimamente mettere in dubbio la presenza dell’Autodromo, si sarebbe rimediato al grande errore del 1955, dando inoltre un segnale molto forte di convivenza positiva tra Parco ed Autodromo.

Occorre chiedersi il perché vi sia una difesa così accanita di questi ruderi. Il loro restauro richiede risorse ingenti, e la loro ventilata destinazione a museo dell’automobile ne occuperebbe solo una piccola parte: basterebbe quella che già nel 1997 si prevedeva di conservare.

Il Comitato per il Parco da tempo ritiene che il vero obiettivo sia il mantenimento sotto il controllo della Sias dei prati del Roccolo e della Grascia, come aree di espansione per le future attività in vista di Expo 2015.

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L’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti a Bari, aprile 2006

Naturalmente, di fronte alla nuova concessione alla Sias, le associazioni ambientaliste hanno presentato un motivato ricorso alla magistratura. Le speranze di vedere abbattuto l’ecomostro ci sono ancora.

Gli autori di Vorrei
Author: Gimmi Perego

Sono nato e vivo a Monza. Laureato in architettura, indirizzo urbanistico, dal 1994 al 1997 sono stato consigliere comunale a Monza. Da allora seguo con attenzione le vicende urbanistiche della città, di cui scrivo sul Blog Viva Monza più Verde (www.gimmiperego.blogspot.com). Lavoro in una azienda di distribuzione di software per la cartografia ed i Sistemi Informativi Territoriali (GIS).

Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


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Commenti  

#1 comitato per il Parco A. Ceder 2008-10-05 23:17
Tra poco invieremo le coordinate per una manifestazione/ visita guidata che si terra’ domenica 19 ottobre nella mattinata, seguita da una manifestazione virtuale lunedi 20 ottobre, per dare la possibilita’ a tutti di essere partecipi semplicemente cliccando sul nostro sito.
Grazie per l’attenzione che dedicate al Parco. Cordiali saluti.
Citazione
#2 andrea moriggi 2008-12-03 17:36
lei che si professa competente sappia che l'incidente da lei citato di Von Trips fu alla staccata della curva parabolica del circuito stradale e fu causato da una tamponata di Clark su lotus. e abbia anche la decenza di informare il suo pubblico che le sopraelevate di Monza sono le curve più inclinate al mondo e che molti turisti vengono a
Citazione
#3 Marco 2009-03-17 02:15
Sono felice che già qualcuno mi abbia preceduto specificando il luogo e la modalità dell'incidente di Von Trips. Preciso inoltre che le curve soprelevate furono progettate e COSTRUITE per la prima volta già nel 1922, data dell'apertura del circuito sia stradale sia di alta velocità, per l'appunto le sovrelevate. In seguito furono demolite (parzialmente) e ricostruite nel 1955 ma senza modificare la lunghezza del circuito (complessiva di 10 km di cui 5,5 di stradale e 4,5 di alta velocità).
Non voglio scendere su parole moralizzatrici in quanto appassionato di automobilismo sportivo, e non la critico poichè so di per certo che gente come lei non potrà mai capire l'interesse storico mondiale di migliaia di appassionati nei confronti di quelli che definisce "mostri di cemento". Non so se ridere o piangere.
Citazione
#4 Gimmi Perego 2009-03-17 16:22
Caro Andrea,

Non mi sono professato in alcun modo. Ho solo letto con interesse una pubblicazione ufficiale ACI sulla storia dell'Autodromo, di cui sono in possesso.

Non vi sono riportate le cause dell'incidente.
Né ho scritto che fosse dovuto concertezza alla sopraelevate. Ma se tutti dico tutti i piloti inglesi si sono rifiutati di correre su quelle curve qualcosa ci doveva essere.

Caro Marco,

Sì, ci furono già delle curve simili nel 1922 ma in terra battuta e molto meno impattanti delle attuali in cemento armato.

Gente come me invece cerca di capire. Ed è per questo che condivido la proposta di cui ho scritto, di conservare una porzione di queste curve a fini testimoniali e storici.

Pretendere invece che tutte le curve restino dove sono, con un impatto enorme in un parco storico, senza che vengano più utilizzate, perdipiù con il rischio che crollino in testa a qualcuno, quello no, non lo capisco.

Cordialmente
Gimmi Perego
Citazione
#5 Simone Camassa 2009-03-17 17:12
Sono anche io appassionato di Formula Uno, ma non credo che le sopraelevate dell'autodromo in disuso da quarant'anni muovano una tale quantità di turisti da giustificare il loro mantenimento integrale a scapito del verde del Parco. A me piace l'idea di avere un circuito di Formula Uno all'interno del più grande parco recintato d'Europa, ma sono altresì convinto che tutto ciò che può essere fatto in favore del verde vada fatto. Quindi credo che, una volta lasciata in piedi una parte di quelle sopraelevate come testimonianza storica, il resto possa essere cancellato per fare posto al verde. Non penso che Alonso, Hamilton o Raikkonen piangerebbero se non avessero più le vecchie sopraelevate.
Citazione
#6 Ivan 2009-03-19 10:01
Da semplice turista per caso, penso che il mantenimento in piedi di una parte soltanto delle sopraelevate sia più che sufficiente per ricordare la memoria dei tempi eroici.
Ovviamente, previa ristrutturazion e, perchè quei cosi sono pericolanti.
Da cittadino, riprendo le note di Camassa e mi chiedo: ma quali e quanti flussi turistici attirano le sopraelevate pericolanti? E' stata fatta una quantificazione della forza magnetica sul turista di quei cosi in cemento armato in fase di sbriciolamento? E di quanto costa rispetto all'introito turistico il rischio che cadano al suolo (mai sia sulla testa di qualche ardimentoso turista che si spinge là sotto nottetempo)? E di quanto costa, qui in termini turistici non automobilistici , dover transennare parte del parco per non permettere di avvicinarsi alle sopraelevate pericolanti?
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#7 Claudio 2009-05-25 17:07
Abito a Villasanta e ogni tanto giro in biciletta nel parco ed anche sulle famose sopraelevate. A parte il degrado e la pericolosità visto che in alcuni punti si rischia di sprofondare nel pavimento (vedasi numerose riparazioni e rattoppi),non vedo quale necessità ci sia di sperperare milionidiuero in un restauro che aggiunto anche alla quasi impossibilità di messa in sicurezza di tutto il nuovo circuito, porterebbe ad un bel nulla. L'autodromo ormai c'è, bisogna solo ridurne quanto possibile l'impatto ambientale: rumore. inquinamento, afflusso di auto, ecc. ecc. Quindi abbattiamole e basta.
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#8 francesco 2009-06-24 02:01
il gran premio del 61 non utilizzava le sopraelevate. io posseggo un filmato in cui è evidente. nella foto la ferrari sta salendo su un terrapieno che non è la curva sopraelevata, tanto più che quel rettilineo non si raccorda alla predetta curva. ma chi definisce le curve sopraelevate mostri in cemento che deturpano l'ambiente, sicuramente non possiede un'inquinante automobile e se ne va in ferie in bicicletta. vero ?
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#9 Gimmi Perego 2009-06-25 14:46
Ribadisco la mia fonte: pubblicazione ACI "Il leggendario Gran Premio d'Italia", a cura di Paolo Montagna, A. C. Promotion, Milano 1989.

Penso che sia estremamente attendibile

Gimmi Perego
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#10 Luca 2009-07-03 13:38
io mi sono battuto in passato per conservale, ma e' una mia idea, ci mancherebbe. Rimango comunque convinto che debbano essere completamente ristrutturate, bisogna ripristinare le torrette di segnalazione ed organizzare eventi. Se messe in ordine sono convinto che sarebbero qualcosa di bello da avere, anche dentro il parco. Io quando correvo a piedi od in bici ci passavo sempre.
Tenrle pero' cosi' non e' una bella cosa. Rimango un convinto assertore dell'ordine: ci deve essere cura sia del verde sia delle strutture dell'autodromo, sempre. Un po' di decoro non guasta mai.
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#11 alessandro 2009-11-17 02:22
meno male che le hanno conservate! Altro che abbatterle andrebbero RISTRUTTURATE, rivogliamo la monza ad alta velocità dei fasti di un tempo!
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#12 Gimmi Perego 2009-11-17 14:00
La Monza ad alta velocità o la Monza del verde, dell'ambiente e della qualità della vita?

Gimmi Perego
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#13 Mirko 2009-11-20 18:13
Ciao a tutti. Ho 28 e da più di dieci anni non manco alla tre giorni monzese. Zaino, sacco a pelo e birra al seguito, solo per sentire l'aria piena del frastuono della F1. Si sono uno di quelli.
Adoro il circuito e a quelle sopraelevate ci sono affezionatissim o. Ho iniziato proprio scavalcando loro, e ancor prima mio padre mi portava sopra il sottopasso (una tribuna naturale!).
Ebbene, mi spiacerebbe se venissero demolite le sopraelevate, ma pensare di tenersi un'intero anello in disuso e degrado mi par proprio uno spreco. Magari per i turisti tedeschi che fa foto..
Penso che la proposta nell'articolo sia valida, conserva la memoria storica, abbatte zone degradate e restituisce alla cittadinanza spazio verde, poi nel verde spazio ad eventi e tutto quanto possa essere il più possibile a misura di uomo (non di soldo).
Per me quello rimane il tempio dell'alta velocità, i mostri sono ben altro; di solito son alti diversi piani, hanno tantissime finestre, impazzano dovunque nel silenzio e la collusione generale
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#14 Nicola 2010-04-04 22:31
Buona sera a tutti... ma perchè volete a tutti i costi demolire le sopraelevate? io proporrei un restauro a fini conservativi.
E poi la presenza del circuito "vecchio", non molto largo per quel che mi ricordo, non mi sembra prorio questo "ECOMOSTRO"... non si potrebbe sfruttare il verde all'interno lasciando intatto il circuito?
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#15 Gabri 2010-05-14 17:02
siamo sicuri che poi sarà tutto verde pubblico? O dopo qualche... giorno dalla ipotetica funesta data della demolizione, tutto diventerà PROPRIETà privata del Golf Club? W le sopraelevate, tutte e due!
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#16 claudio 2010-09-12 17:37
Se si definiscono ruderi da abbattere le curve sopraelevate di Monza, proporrei anche di abbattere altri ruderi, come il Colosseo o le piramidi di Giza...
Le curve sopraelevate di Monza sono una importante testimonianza del passato e per questo non devono essere distrutte, ma tutelate.
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#17 Alessandro Zappa 2011-11-10 01:23
le sopraelevate(co me tutto nell'autodromo del resto)bisogna ,oltre che guardarle,ascol tarle perchè hanno tante storie da raccontarci.
Grazie. Alessandro Zappa. Biella
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#18 alessandro 2013-06-23 21:10
Le curve sopraelevate, pur non facendo parte dell’attuale pista su cui si svolge il campionato di Formula 1, sono parte integrante del circuito di Monza e come tali vengono rappresentate su ogni planimetria, mappa o simbolo dell’autodromo, dal logo del circuito al monumento posto al centro della rotonda che da Biassono porta al parco. Fanno parte dell’immagine del circuito di Monza che ogni anno viene diffusa su scala mondiale, come simbolo di continuità con il passato ed esempio rarissimo di struttura legata al mondo dell’automobili smo sopravvissuta dagli anni ’50, nonchè di soluzione ingegneristica che, sebbene non abbia funzionato nel lungo periodo, è entrata nell’immagine collettiva dell’autodromo: in ogni caso, la decisione del loro abbattimento non può essere presa in autonomia da Monza, a fronte di questa enorme importanza storica.
Il “rudere” non separa alcuna zona dal parco, le aree boschive interne sono ampiamente accessibili dall’interno e dall’esterno della zona recintata dell’autodromo, nonchè preservate proprio dalla presenza della pista, che impedisce la costruzione di strutture e strade che potrebbero sì fare un grosso danno ambientale. Non solo, le sopraelevate a differenza del circuito principale sono aperte al pubblico e frequentate da turisti e appassionati. Non si può dire lo stesso del golf, attaccato al tracciato, che occupa privatamente una porzione di parco ben superiore a quello occupato dalla sopraelevata, nonchè inaccessibile e recintato, però misteriosamente nessuno se ne è mai lamentato, e si preferisce attaccare l’autodromo.
Quello che è stato un fallimento iniziale (le gare sull’attuale anello durarono solo qualche anno) è diventato un monumento alla pista di un tempo a cui si fa sempre riferimento nella storia del circuito, nonostante il breve periodo in cui le curve sono state utilizzate: queste non sono ricordate come un fallimento ma come una parte importante di circuito che ha segnato la storia di Monza.
Viale Mirabello non è interrotta dalle curve di velocità ma dalla variante Ascari, mentre passa sotto alla sopraelevata tramite un enorme sottopassaggio. Questo dando per scontato che sia necessario rispettare un tracciato del parco progettato 100 anni fa.
Sembra che la difesa dell’autodromo sia un’esclusiva di destra, quindi contraria ai nostri valori e alla quale dobbiamo opporci. Bisognerebbe invece riflettere sul significato di ambientalismo, di come questo si relaziona alla sinistra e su quali sono i suoi limiti, al posto di distinguere tra buoni e cattivi rischiando tra l’altro di alienare dalla sinistra una parte di cittadinanza per un motivo banale.
L’idea che l’abbattimento delle curve sia da aggiungere all’elenco di opere realizzate per l’Expo mi lascia sconcertato. Immagino la presentazione del progetto a imprenditori e turisti venuti da ogni parte del mondo, mentre fissano uno spazio vuoto: “qui c’era una famosa pista sopraelevata, in occasione dell’Expo l’abbiamo abbattuta”.
Citazione
#19 Martina Pasquale 2013-12-06 13:26
un articolo scritto da un incompetente ignorante di storia. Difendete tanto il parco, si vede! gli alberi sono malati, soffocati da edera e altre piante. invece di attaccare le sopraelevate, che sono la storia di monza, veda piuttosto di proporre un lavoro di pulizia del sottobosco e del parco!
Citazione

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