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    Un PGT tutto da rifare?

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    Venerdì, 06 Maggio 2011
    Giorgio Majoli

    20110506-cementificazione

    La stessa maggioranza a Monza presenta 4 maxi emendadamenti che modificherebbero profondamente il progetto presentato. Molti gli emendamenti delle opposizioni non  ammessi alla discussione in aula. Presentato un esposto al Prefetto.

    A fine marzo sono stati presentati gli emendamenti al PGT di Monza, illustrato al Consiglio comunale nel dicembre del 2010. Dei circa tremila depositati dalle opposizioni (Lista Faglia, PD, SEL), ma anche da FLI e da Forza Lombarda, ne spiccano poi 4 "maxi”, firmati dai capigruppo di maggioranza.

    Leggendo questi ultimi, verrebbe quasi da pensare che la Giunta non abbia più l'appoggio della sua maggioranza. Infatti, il numero e l'entità dei 4 maxi emendamenti, con decine e decine di modifiche proposte,  è tale da prefigurare un altro PGT, ben diverso da quello reso noto al pubblico dalla Giunta nel 2010 e poi presentato al consiglio comunale.

    Qualora si consideri che il PGT é sempre accompagnato da una Valutazione Ambientale Strategica, che serve appunto per rilevarne le criticità e le ricadute sul territorio, VAS che ha proprie procedure di consultazione pubblica, per raccogliere i pareri, risulta evidente che se i 4 maxi emendamenti venissero accolti, sarebbe necessario rifare almeno quella parte del Piano. Come detto, le quantità volumetriche, le destinazioni d'uso, alcuni azzonamenti parziali, la stessa disciplina sul commercio, sono tali da prefigurare una sorta di “variante nella variante”. Infatti sono stati modificati (in più e in meno) tutti i 38 ambiti strategici e i 6 poli della cosiddetta “città rinnovata”, che riguardano le preziose aree agricole di Monza, con pesantissime edificazioni.

    Non è dato per ora capire quali interferenze vi siano tra tutti gli emendamenti presentati e quali sarà il loro ordine di discussione e votazione. Questa non è però una questione marginale: un emendamento può annullarne un altro (effetto domino), non potendosi decidere due volte sullo stesso oggetto. Di solito, nella discussione, vale il principio del giorno e dell'ora di presentazione (ordine cronologico). I 4 maxi emendamenti della maggioranza sono stati presentati alle 11,50 del 31 marzo, mentre, molti altri, sono stati depositati prima, e quindi dovrebbero avere la precedenza, sia nella loro illustrazione, che nella discussione e votazione.

    Ad una accorta lettura sembrerebbe poi che gli emendamenti siano stati predisposti addirittura dagli Uffici del Comune e paiono porre rimedio ad alcuni errori e mettere mano ad alcune inspiegabili modifiche parziali, senza peraltro che nei 4 maxi emendamenti venga riportata alcuna motivazione a supporto di tali modifiche urbanistiche. Quali siano stati i criteri di scelta di alcune aree, di alcuni indici, di alcune norme e di alcune quantità e non di altre, non è dato saperlo. Se è vero che il Consiglio ha ampio margine di discrezionalità nelle decisioni, questo fatto non può assurgere a puro arbitrio.

    Senza considerare che i sette criteri di non ammissibilità degli emendamenti e la loro applicazione pare del tutto contradditoria, soprattutto se applicata ai 4 maxi emendanti della maggioranza. Infatti i criteri numero 5 e 6, non hanno ammesso quegli emendamenti che necessitano di ulteriori attività di pianificazione da parte degli Uffici. Peccato che proprio quelli presentati dai capigruppo di maggioranza (Ghezzi e altri) dicano chiaramente che gli Uffici dovranno modificare tutti gli ulteriori atti del PGT. La disparità di trattamento pare quindi del tutto evidente.

    In realtà i 4 maxi emendamenti contengono, come detto, una corposa serie di modifiche, per decine di varianti parziali. Però, nel parere finale di regolarità tecnica e della loro conseguente ammissibilità, questi specifici emendamenti non vengono  suddivisi, ma considerati come fossero una sola modifica e quindi con un solo parere tecnico favorevole, tra l’altro, espresso dal dirigente del settore nonché direttore generale del Comune, ma anche progettista di questo PGT.

    Ben diversa avrebbe dovuto essere l’istruttoria tecnica. Come per tutti gli altri emendamenti redatti dalle opposizioni, il parere tecnico doveva essere espresso su ogni singola modifica proposta e non una sola volta, nel loro insieme, così come dovrà esserlo per la loro votazione, così come prevede l’art. 21 del Regolamento del Consiglio comunale.

    Le forze di opposizione, LCP, SEL e PD, ma anche Futuro e Libertà, hanno per questi e altri motivi presentato il 4 maggio un esposto al Prefetto, al Sindaco e al Presidente del Consiglio, per chiedere di indagare sulla questione dell’ammissibilità degli emendamenti, rilevando appunto diversi elementi di contraddittorietà e disparità di trattamento, tra quelli presentati dalla maggioranza e quelli formulati dalle opposizioni.

    Nel frattempo, sabato 7 pomeriggio, le associazioni, i comiti spontanei di cittadini, gli studenti e i gruppi politici che contrastano questa vergognosa variante urbanistica, terranno una manifestazione che si svilupperà lungo il canale Villoresi per concentrarsi alle ore 17 all’area della Cascinazza, vicenda emblematica di questo PGT. La cittadinanza è stata inviata a partecipare attraverso volantinaggi e la stampa locale.

    Iniziativa-7-maggio-su-PGT-Monza-001

    Gli autori di Vorrei
    Author: Giorgio Majoli

    Mi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1976, con una tesi di urbanistica sulla Brianza. Ho lavorato sino al 1980 in una società di ingegneria per la progettazione di industrie “chiavi in mano” per l’estero. Dal 1980 al 2007 sono stato dirigente del Settore pianificazione e programmazione territoriale del Comune di Monza. Sono socio fondatore di Legambiente Monza (nel 1984) e poi presidente nei primi anni Novanta e tra il 2000 e il 2004. Sono nel direttivo del Centro Culturale Ricerca (CCR Monza) dal 1981. Ho organizzato negli anni numerose serate a tema, sempre su problematiche ambientali e territoriali. La mia passione è l’urbanistica e la pianificazione territoriale.

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