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Dorsale Verde, Molta+Brianza e la Pedemontana Stampa E-mail
Di Pino Timpani   
Mercoledì 01 Ottobre 2008

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I
l progetto della Dorsale Verde nord Milano, promosso dall’ Assessore al territorio Pietro Mezzi, come piano progettuale di sviluppo del PTCP, lo strumento urbanistico di pianificazione provinciale, si avvia verso l’applicazione concreta sui territoti. Dopo i primissimi incontri di presentazione ai comuni, per i prossimi mesi sono state pianificate una serie di azioni per promuovere il coinvolgimento di una vasta gamma di attori, per dare un maggior impulso al progetto. Un riscontro molto importante della bontà del progetto sarranno le approvazioni dei nuovi PGT comunali che la nuova legge regionale 12 ha messo in azione. Sarà quindi molto importante che nei vari PGT siano recepite le linee e le misure che il PTCP provinciale indica. Attualmente, visto il ritardo di molti comuni nella adozione dei PGT, è assai probabile che la giunta regionale approvi una proroga alla data di scadenza delle approvazioni finali, inizialmente prevista per marzo 2009. Il maggior tempo che si rende disponibile sarà quindi presumibilmente utilizzato dalla provincia di Milano per perfezionare e aggiornare la classificazione dei dati sui territori e renderli disponibili alle Amministrazioni, agli attori, ai cittadini che saranno coinvolti nel progetto di Dorsale Verde, una sorta di osservatorio facilmente consultabile dagli uffici tecnici ma anche dalla cittadinanza. Vedi anche Una dorsale verde per il Nord Milano.

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Daniele Cassanmagnago e Gigi Ponti

Contemporaneamente l’assessorato ha avviato altri lavori che vanno ad integrare il progetto con altri grandi progetti avviati in specifiche parti dei territori interessati. In particolare in Brianza si studia le coniugazioni con Molta +Brianza, un piano strategico ideato per la promozione e la qualificazione del paesaggio e del territorio della Provincia di Monza, sfruttando il potenziale di sviluppo e crescita delle risorse naturali, culturali, paesaggistiche e sociali del territorio. Lo studio fu commissionato nel 2007 dall’assessorato all’attuazione della provincia di Monza e Brianza, condotto da Gigi Ponti, ad Andreas Kipar, architetto tedesco molto attivo in Lombardia. Ispirato ai modelli europei di progettazione partecipata promuove quelle iniziative che concorrono a creare una rete di attori diversi per tutelare l’ambiente come bene comune e il paesaggio come componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale. Il progetto si articola in tre cantieri di lavoro attraverso i quali vuole valorizzare il ricco e complesso patrimonio della provincia: natura, cultura, paesaggio. Ogni cantiere è accompagnato da una scheda che evidenzia le aree con priorità di intervento, gli obiettivi, le proposte progettuali. Tra gli esempi “la scommessa Seveso, il boulevard Villoresi, i giardini della Brianza, il boulevard Prealpi”, le ville di delizia.

"Molta + Brianza" è pensato da Kipar lavorando sui cantieri, per dare una strategia paesaggistica comune al territorio brianzolo. Il paesaggio è dove si fondono la natura, la cultura e la quotidianità: dai capannoni industriali, alle bellezze naturali, alle ville stupende di tante epoche storiche, alle biblioteche, ai beni immateriali dell' intelligenza. Kipar immagina tre grandi aree, Delle Prealpi, Agricolo e Villoresi, immaginando i tre piani in un’unica identità della Brianza.

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Pietro Mezzi

Oltre a Molta +Brianza la Dorsale Verde deve fare i conti anche con l’autostrada Pedemontana, che ironicamente definirei –Brianza e Molta +Metropoli. Com’è noto, l’infrastruttura, già osteggiata nel tempo da numerose Amministrazioni e Associazioni ambientaliste, sta per concludere il suo progetto definitivo. Dopo l’avvio, da parte della nuova direzione, all’accordo di programma e alle interlocuzioni delle popolazioni con i “road show”, si sono succeduti diversi momenti di confronto e dialogo tra i progettisti, gli assessorati, i comuni e infine anche la rete degli ambientalisti. Vedi anche Associazioni ambientaliste, nasce un coordinamento Nord Milano. Anche qui si è concretizzato un progetto di compensazione ambientale affidato al prof. del politecnico di Milano Arturo Lanzani, che va a sommarsi agli altri due precedenti, Dorsale Verde e Molta +Brianza. Se dal punto di vista amministrativo questa esperienza di partecipazione, unica in Italia, è riuscita in qualche modo a mettere in relazione costruttiva ed efficace i tre livelli amministrativi locali, comuni, province e regione lascia tuttavia in sospeso il ruolo interlocutorio dell’associazionismo, essendo esso praticamente ininfluente nelle architetture degli organismi decisionali. Una conseguenza sintomatica è la sussistenza di alcuni aspetti irrisolti, come ad esempio i 5 punti critici del tracciato, ovvero tratti in cui la realizzazione dell’autostrada comporta la distuzione di boschi come ad esempio i boschi di Bernate e il bosco della Moronera. La mancata soluzione di questi nodi renderà monco il processo partecipativo; i dissapori che potrebbero permanere, si alimentano soprattutto dalla lacuna principale del progetto autostradale: la quantità delle risorse messe a disposizione. Se da una parte è vera l’intenzione di rendere effettive le opere di compensazione a verde, per la prima volta in Italia, e vero anche che la somma complessiva è assolutamente insufficente per il contesto territoriale, altamente urbanizzato, del nord Milano, dove occorrerebbe almeno una somma tripla per rimettere ordine a decenni di sconquasso urbanistico e paesaggista.

La regione Lombardia, che vanta di essere tra le regioni piu ricche d’Europa, rischia di procedere nella modernità con molta e appariscente immagine mediatica, poco rispondente alla realtà: è come indossare, in una importante cerimonia, una marsina, addobbata con dei vistosi rattoppi nel tessuto, usato e logoro, facendo finta di nulla, ma con Molta -disinvoltura dell’arte dissimulatoria del Principe De Curtis, in arte Totò.



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Commenti
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Nando Pessina  - La ciclabile salvacoscienze   |151.20.128.xxx |29-09-2008 20:44:39
Leggo che la Pedemontana Spa promette anche lunga una pista ciclabile parallela all'autostrada. La chiama pomposamente "Greenway".
Spero che gli ambientalisti non si accontentino e non si facciano ingannare.
Il problema della Pedemontana è che taglia in due la Brianza, togliendo continuità all'ambiente. Sono previsti solo due o tre "ponti di campagna" assolutamente insufficienti per garantire la biodiversità.
Inn questo, del resto, siamo come al solito in arretrato. Anche Metrobosco, benchè sia un'ottima cosa, realizza un anello intorno a Milano, mentre l'esperienza estera ha dimostrato che occorrono soprattutto linee di attraversamento delle aree urbane.
Nando Pessina
Pino Timpani  - Migrazioni     |94.36.186.xxx |05-10-2008 16:48:16
…negli ultimi anni le associazioni ambientaliste soffrono, come tutti gli aggregati d’impegno nel volontariato, il mancato apporto dei giovani, che come più o meno tutti sappiamo, sono relegati a bruciarsi il tempo nei locali da bere, quindi mediamente il range del volontariato ambientalista viaggia intorno all’età media dei 45-50. Tutti grandi e maturi abbastanza per non farsi abbindolare.
Chi vuole la costruzione delle infrastrutture possiede risorse e mezzi per cercare di far credere quel che vuole, ripetendo alla popolazione un giorno si e l’altro pure che l’impedimento alla “modernizzazione” siano un gruppetto di pseudo-ambientalisti. Secondo il mio modesto parere personale la pedemontana è una secante che trasformerà la metropoli in un'unica conurbazione, spostando il centro nevralgico nel cuore della Brianza, il nuovo centro dei Nonluoghi http://www.vorrei.org/culture/49-culture/319-nonluoghi-fabbriche-di-ecomostri.html . Pasadena, Long Beach, Cinisello, Lissone, Santa Fè, Meda… a Los Angeles gli ambientalisti, ora che la città ha raggiunto i 100 km di raggio, contano molto, c’è voluto il suo tempo, anche qui da noi quando cominceranno ad accorgersi i cittadini, o meglio i consumatori forse si arrabbieranno un pò.
Bisogna assolutamente cercare di salvare le fasce e i corridoi, prima che sia troppo tardi, questo processo di “milanesizzazione” è troppo complesso e difficile da governare, manca una volontà politica forte che sia in grado di puntare ad altri modelli. Siamo in un territorio saturo oltre misura.
Il vero grande imbroglio sono le politiche regionali: solo per l’Expò è previsto un’aumento di 80mila nuovi residenti, essendo la natalità lombarda bassissima, non potrà che essere composto da extra-comunitari, gli stessi che le forze politiche al governo della regione usano per far sentire insicure le popolazioni e carpirne il consenso, quasi un moto perpetuo. Senza una vera politica del territorio per governare questi flussi non basterà l’esercito e bisognerà ripristinare la leva e il richiamo obbligatorio al sevizio militare. Personalmente non potrò essere richiamato perché ho consegnato la cartolina precetto; meno male, così almeno non parteciperò a questa grottesca buffonata di fingere e speculare sui poveri sventurati che hanno avuto la sfortuna di essere migranti.
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