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La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

No-Outlet a Sulbiate: il Consiglio Comunale mette in minoranza il Sindaco Stucchi

Intervista al portavoce del Pd Maurizio Sarchielli: ecco le ragioni della nostra contrarietà

 

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a lenta e implacabile proliferazione di grandi centri commerciali nei territori brianzoli si consuma spesso con drammatiche rotture di alleanze politiche locali: negli ultimi anni abbiamo assistito, partendo dall'insediamento dell'Auchan di Monza, a una serie di rimescolamenti nei tradizionali schieramenti di centrosinistra e centrodestra, indubbio segnale della valenza trasversale degli interessi in campo: non si tratta di posizionamenti ideologici, quanto di interessi immediati e innervati nelle strutture complesse delle comunità locali. La popolazione residente acquista sempre più consapevolezza della portata nefasta che gli insediamenti portano alla configurazione del territorio, non tanto nella singola cittadina, ma nel complesso urbanistico sovra locale, in questo caso dell'area vasta del Vimercatese.

Nella rivista Vorrei abbiamo trattato alcune di queste vicende, in particolare nell'ultimo periodo la Decatlon di Brugherio, la Pam-Antares di Desio e l'Outlet del Gigante di Arcore. Quest'ultima di Sulbiate ci è sembrata portatrice di alcuni elementi di novità: la sezione locale del Pd, rappresentata nella maggioranza amministrativa con un assessorato, si è messa di traverso allo strano progetto: barattare un pezzo di territorio per sopperire a un accordo non rispettato dalla società autostradale Pedemontana. Con una scelta decisa e sentendosi interprete degli interessi generali il circolo del Pd si è messo in gioco, perdendo in prima battuta il “cadreghino” garantito nell'amministrazione, ma contemporaneamente guadagnando credibilità e capacità di rappresentazione del volere popolare. In questi tempi in cui la politica, specie quella nazionale, vive di accomodamenti e mediazioni infinite non è cosa da poco vedere qualche elemento di chiarezza nell'esercizio della democrazia.

 

Dopo la movimentata serata del 13 giugno in cui il Consiglio Comunale di Sulbiate ha approvato l'emendamento presentato dal Pd contrario all'insediamento dell'Outlet, si è consumata la frattura nella maggioranza amministrativa. Sarchielli, il Pd di Sulbiate è stato il principale promotore del movimento No-Outlet: come è nata l'idea di reagire con determinazione, anche a costo di di provocare una grave crisi nella maggioranza guidata del Sindaco Stucchi con cui siete alleati?


La nostra contrarietà a questo genere di indirizzi urbanistici era già stata manifestata pubblicamente nel novembre del 2010. Avevamo inviato una lettera ai nostri referenti provinciali e regionali. Il Sindaco disse che ci eravamo allarmati inutilmente perché la delibera della precedente Giunta, di cui non faceva parte il Pd, era decaduta. Ma per noi era importante segnalare la nostra contrarietà a questo modello politico di uso del territorio. In quel caso si parlava solo del PE19.

Vuol dire che al permesso edificatorio originale si sono sommate ulteriori concessioni?


Si, quando la proprietà ha richiesto il raddoppio dell'aera, inserendo anche il il PE20 (da 20.000 a 40.000 mq) è risultato evidente che non si poteva non essere coerenti con quanto già affermato nel 2010 ed anche ci siamo un po' preoccupati ed allarmati per il modo di procedere di Stucchi: non è la Giunta che delibera su questi argomenti ma è il Consiglio Comunale. Abbiamo provato a spiegarglielo ma non ha voluto sentire ragioni: una delibera di Giunta è sempre vincolante, Stucchi dice di no. Occorre precisare che il primo punto del programma del 2009 ha come tema: qualità della vita e protezione del territorio. Con questa delibera Stucchi lo ha tradito palesemente.

Qualche settimana fa il Sindaco ha ritirato le deleghe al vostro assessore, nella stampa locale è apparsa una situazione confusa, quali sono le motivazioni soatanziali della decisione?


L'Assessore Fassina ha fatto il possibile per cercare di recuperare l'intransigenza e l'ottusità del nostro primo cittadino che in buona sostanza come ultima ragione, per giustificare la decisione, sosteneva: "Se non lo facciamo noi lo fa certamente qualcun altro". Per aver dissentito pubblicamente a Fassina è stata revocata la fiducia. Ai consiglieri Pd ha detto di stracciare la tessera perché a suo giudizio erano manovrati dal partito. So che può sembrare delirio, ma così è avvenuto.

Così avete pensato di continuare la battaglia fuori dal palazzo e coinvolgere nel percorso decisionale la cittadinanza, che cosa avete ottenuto?


Abbiamo iniziato grazie al nostro blog una campagna di sensibilizzazione pubblicando quotidianamente le "Pillole di NO Outlet" per provocare e far riflettere in nostri lettori circa i rischi che la comunità stava correndo. La cosa ha interessato molti cittadini non solo di Sulbiate ma anche del Vimercatese. Alcuni Sindaci dei paesi limitrofi si sono interessati ed allarmati. Prima della delibera non erano stati nemmeno preventivamente consultati dal nostro primo cittadino. Grazie alla collaborazione arrivata da amici di altri paesi si è costituito una sorta di Movimento No-Outlet sovracomunale, che ha raccolto, più di 2000 firme a un appello che è stato consegnato a tutti i consiglieri comunali in occasione del CC in cui Stucchi ha scoperto di non avere più la maggioranza ed è stato battuto politicamente. E' stato bello scoprire di non essere soli a credere in questi ideali. Abbiamo conosciuto persone nuove che altrimenti non avremmo mai incontrato. Ha sorpreso con quanta facilità ha risposto la cittadinanza. Al nostro emendamento si è astenuto anche il suo capogruppo! Sulla mozione della minoranza un suo consigliere ed un suo assessore. Per Stucchi è stata una sconfitta politica totale!

Stucchi ha dichiarato alla stampa che il voto del CC non è stato regolare e quindi non essendo vincolante ha ritenuto opportuno proseguire l'iter del progetto, ventilando peraltro la possibilità di sostituire il vostro gruppo con voti favorevoli provenienti dall'opposizione di Pdl e Lega: c'è una certa somiglianza a parti invertite della situazione in campo nazionale, dove il governo Berlusconi procede a stento con un pugno di voti raggranellati quotidianamente utilizzando diversi espedienti, non temete che alla fine il progetto sarà realizzato ugualmente?


Il giorno dopo la seduta del CC, è andato in giro a dire in paese ed alla stampa che l'emendamento Pd era una stupidaggine oltreché un illecito. Non è vero non è così! L'emendamento è lecito: è Stucchi a essere molto confuso. Anche i rappresentati della Lega e del Pdl hanno condiviso le istanze del movimento No-Outlet. Chiediamo da almeno un mese una verifica della maggioranza. Stucchi incomprensibilmente ci continua a negare il confronto. Quello che conta per noi sono gli impegni assunti nel programma del 2009 e per definire e rilanciare modalità di collaborazione e l'azione di governo il Patto elettorale firmato il 4 maggio 2009, base portante della nostra nuova lista civica. Altro è fuori misura e non esiste. L'atteggiamento del primo cittadino è confuso, illogico e politicamente incomprensibile. In questa vicenda è apparsa evidente proprio la posizione incoerente di Stucchi: solo qualche anno fa aveva firmato documenti con altri sindaci per evitare l'espansione del Globo di Busnago, il paese vicino al nostro in cui il centro commerciale si è gradualmente espanso fino a divenire l'agglomerato commerciale più vasto d'Italia. Siamo serenamente in attesa di risposte.

 

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Il castello di Sulbiate

 


Gli autori di Vorrei
Author: Pino Timpani

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980) Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica ( consigliere comunale della Lista civica Per Villasanta) e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Lavoro dal 1979 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 ( Orwell qui non c'entra nulla).

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