La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

Quale piano territoriale provinciale per Monza?

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Presentato in agosto dalla Giunta Allevi il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. I comuni devono presentare entro 90 giorni il loro parere. "Vogliamo difendere il verde", ma le carte raccontano altro. Almeno per Monza.

 

Il 4 agosto scorso, in periodo quasi balneare, la Provincia di Monza e Brianza ha inviato ai Sindaci dei 55 Comuni la proposta di Piano territoriale di coordinamento provinciale (PTCP) al fine di acquisire il loro parere, obbligatorio ma non vincolante, entro i successivi 90 giorni. Tale fretta è stata così motivata dal Presidente della Provincia, Dario Allevi:

"Stiamo correndo per poter dotare la Brianza di uno strumento fondamentale. Solo con la sua approvazione potremo infatti difendere e tutelare il nostro territorio che ad aggi presenta una superficie urbanizzata di 212,01 kmq su 405,57, pari cioè al 52% . Uno degli indirizzi principali del Piano è pertanto la salvaguardia delle aree non ancora consumate che non vogliamo aumentino nei prossimi anni".

Sono ben note le dichiarazioni dello stesso Allevi sull’eccessivo consumo di suolo della Provincia, seconda sola a quella di Napoli relativamente alla densità di popolazione per chilometro quadrato e relativo suolo occupato.

Esaminando però le cartografie di questa proposta di PTCP relativamente agli Ambiti agricoli strategici (AAS), per quanto riguarda il Comune di Monza, si possono notare alcuni elementi di contraddittorietà rispetto a tali affermazioni. Per questo motivo, il 2 agosto scorso, due giorni prima, il Circolo Legambiente di Monza aveva consegnato in Provincia una lettera diretta allo stesso Presidente e all’Assessore al territorio, Antonino Brambilla, per segnalare tali incongruenze. Una risposta chiarificatrice non è mai pervenuta.

Con tale nota è stato fatto rilevare che, nella proposta di Piano provinciale, sono state inserite solo le poche aree agricole che rimarrebbero dopo l’approvazione della variante generale al PGT, ancora in fase di discussione e di emendamento, e non quelle previste nel PGT approvato a novembre del 2007, e da tale data vigente a tutti gli effetti di legge.

 

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Ambiti Agricoli Strategici (in giallo) del nuovo PTCP - agosto 2011


La differenza non è di poco conto. Infatti nel PGT vigente, peraltro votato praticamente all’unanimità, le aree agricole risultano essere ben 4.255.647 mq, mentre nella Variante generale presentata al Consiglio comunale il 21 dicembre 2010, ancora non approvata, sono solo 1.344.266 mq, con una diminuzione  di ben 291 ettari, pari all’area di circa 300 campi da calcio.

 

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PGT vigente 2007 - Piano dei Servizi

 

 

 


Come è ben noto, il testo unico degli enti locali, il decreto legislativo 267 del 2000, all’articolo 42, stabilisce che i piani urbanistici sono di competenza del Consiglio comunale, e non di altri. Non è quindi ben chiaro il motivo di una scelta così poco restrittiva da parte della Provincia, che ha preferito ascoltare genericamente il Comune, senza accertarsi se tale indicazioni territoriali provenissero da una decisione del consiglio comunale.

E se anche i criteri usati dalla Provincia per indicare gli Ambiti agricoli strategici dei Comuni si riferissero a tre casistiche, cioè Comuni con PGT vigente o adottato oppure con seconda conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) già effettuata, non è ben chiaro perché non sia stata inserito nel PTCP il PGT di maggior tutela del suolo libero (il più restrittivo) nonché quello con maggiore valenza giuridica (PGT vigente).

 

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PGT 2010 - in discussione in Consiglio comunale


Ora ci si auspica che il parere sulla proposta di PTCP che i Comuni devono esprimere alla Provincia entro i primi di novembre (90 giorni dal 4 agosto), venga portato all’attenzione e alle decisioni del Consiglio comunale e non trasmesso dalla Giunta o tantomeno, burocraticamente, dagli Uffici, come pare sia stato fatto in precedenza.

Ciascuno dovrà prendersi le proprie responsabilità di fronte all’elettorato, cioè quale futuro pensi per Monza e se, in defintiva, preferisca la massima compromissione del suolo agricolo e non, invece, un equilibrato rapporto tra aree libere e quelle già urbanizzate.

 

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PGT 2007 vigente - ecosistema urbano

 

Il PTCP di Monza e Brianza è scaricabile dal sito della Provincia

 

Gli autori di Vorrei
Author: Giorgio Majoli

Mi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1976, con una tesi di urbanistica sulla Brianza. Ho lavorato sino al 1980 in una società di ingegneria per la progettazione di industrie “chiavi in mano” per l’estero. Dal 1980 al 2007 sono stato dirigente del Settore pianificazione e programmazione territoriale del Comune di Monza. Sono socio fondatore di Legambiente Monza (nel 1984) e poi presidente nei primi anni Novanta e tra il 2000 e il 2004. Sono nel direttivo del Centro Culturale Ricerca (CCR Monza) dal 1981. Ho organizzato negli anni numerose serate a tema, sempre su problematiche ambientali e territoriali. La mia passione è l’urbanistica e la pianificazione territoriale.

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