Segnalati da Vorrei:
Legambiente Monza: ventennale mercatino biologico - domenica 26 maggio
Mozart in prima nazionale al Binario 7
Lettera aperta delle associazioni ambientaliste su viale Cavriga
Monza: XI° International Art Action Festival
Omaggio a Gabriele Basilico al MuFoCo
  • Chi siamo
  • La redazione
  • Privacy e utilizzo del sito
  • Newsletter
  • Comunicati stampa
  • Cerca nel sito
  • Partnership
  • Contattaci
La rivista che vorrei
  • Home
  • Ambiente
  • Culture
  • Lavori
  • Persone
  • Rubriche
  • Recensioni
  • Iniziative
  • Blog
  • Video
  • Dossier
    Sei qui: Home Ambiente


    Fuoco amico sulla Villa Reale e il Parco

    Dettagli
    Mercoledì, 18 Aprile 2012
    Giacomo Correale Santacroce

    alt

    Arrivano dichiarazioni pericolose per il futuro dell'edificio anche da ambienti "vicini" come il FAI e Philippe Daverio?

     

    Sappiamo tutti che sulla  Villa e il Parco Reale di Monza incombono da sempre interessi speculativi (uso il termine “speculativi” per significare  che antepongono il tornaconto economico ai valori culturali e ambientali, anche a costo di comprometterli). Ma  il pericolo più subdolo sta nell’atteggiamento di alcuni uomini di cultura molto influenti sul futuro del monumento.

    Citerò due  casi.

    1. Recentemente, il Vice Presidente Esecutivo  del FAI (Fondo Ambiente Italiano), Marco Magnifico,  si è espresso in modo molto pesante sulla Villa Reale di Monza. A suo parere,  “La Villa Reale di Monza non è Venaria, ma un albergone che prima gli Asburgo e poi i Savoia usavano per belle feste in settembre. E’ del Piermarini, ma non c’è nulla di strepitoso”.

    Non oso competere con i giudizi di questo esperto di beni culturali. Tuttavia, mi sembra legittimo esprimere qualche dubbio. La Reggia di Venaria, prima del restauro, era un rudere in condizioni ben peggiori della Villa Reale di Monza. Temo che, se Magnifico si fosse espresso prima del recupero, frutto di un investimento di  280 milioni di euro, l’avrebbe liquidata. Quanto al “nulla di strepitoso”, non mi sembra che la Villa di Monza   sfiguri rispetto alla struttura massiccia e alquanto  informe  di Venaria, o rispetto alla Scala di Milano. Anzi, mi sembra decisamente più armonica ed elegante (in senso matematico, non berlusconiano). E quanto alle feste, anche Luigi XVI aveva destinato  Versailles a quella funzione, sia pure con  scopi politici.

    Ma il Magnifico, come molti altri meno colti di lui, sembra non  capire che  il valore della Villa di Monza è anche e soprattutto ambientale, per la sua integrazione con un Parco che è un esempio straordinario di architettura del paesaggio (strano, per il  dirigente di un Fondo che dovrebbe fare dell’ambiente la sua ragione d’essere!). 

    Due sue osservazioni  meritano tuttavia attenzione, che in qualche modo attenuano  il giudizio negativo.

    La prima, quando  egli parla del “cretinismo di alcuni restauri dello Stato, con gli appartamenti di Umberto e Margherita ridipinti da un imbianchino come un alloggio qualunque”. Allora, questo “albergone” non è proprio un alloggio qualunque! Chi ha  ora l’incarico di restaurare/ristrutturare la parte nobile della Villa dovrebbe tenerne conto .

    La seconda, quando  dice che, “se dopo l’orario di chiusura la Villa viene affittata  per convegni e feste, non c’è  nulla di male”. Perfettamente  d’accordo!  Ma dopo l’orario di chiusura, non per tutta la giornata, come prevede il Disciplinare della gestione affidata ai salvifici  privati.

    2. Come è noto, un paio di anni fa è stato costituito il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, con l’obiettivo di una gestione unitaria del complesso monumentale “per la sua conservazione, il  recupero e  la valorizzazione... sviluppandone i valori culturali, ambientali, architettonici e paesaggistici” (art. 2 dello Statuto). 

    Tra gli organi statutari del Consorzio è previsto (art. 12) un Comitato Scientifico, composto di personaggi  “scelti e nominati tra persone  italiane e straniere particolarmente qualificate e di riconosciuto prestigio nelle materie d’interesse del Consorzio, con particolare riferimento alle competenze specifiche nel campo della tutela e conservazione dei beni culturali e paesaggistici”. 

    Questo  Comitato Scientifico è di là  da venire. In compenso  il privato concessionario del restauro e della gestione del corpo centrale della Villa, forte del trasferimento dei poteri consortili,  ha costituito un suo  comitato scientifico, composto di un presidente e quattro “responsabili di area”. Le aree sono: Cultura, Food, Formazione, Eventi/Spettacoli”. Un organo che appare  più come qualcosa di para-manageriale   che   scientifico-culturale.

    A ricoprire il ruolo di responsabile dell’Area Cultura  è stato chiamato  un personaggio di notevole  competenza, grande conoscitore e guida straordinaria per la visita di monumenti prestigiosi: Philippe Daverio. Ora, a  chi  ha cercato di coinvolgerlo nell’impegno per un restauro della Villa  rispettoso dei suoi valori storici e culturali,  ha espresso la convinzione che  l’affidamento a privati sia la migliore delle soluzioni. Evidentemente  anche lui non nutre  una particolare considerazione per i valori  storici, culturali e ambientali della Villa e del Parco, e non trova disdicevole  farne oggetto di un utilizzo speculativo, disinteressandosi dei probabili effetti distruttivi sul monumento.

     In conclusione: forse, per chi è abituato ad occuparsi  di oggetti  d’arte di consolidato  valore non solo culturale, ma anche economico,   i monumenti e gli ambienti  che richiedono un  faticoso e costoso lavoro di conservazione e restauro   rivestono minor interesse.  Il tutto, con la giustificazione della insufficienza delle risorse finanziarie pubbliche, che obbligherebbe  alla peggiore, e più impropria, forma  di ricorso ai privati: la forma speculativa, cioè del massimo profitto “a prescindere”.  

    Questo non   significa, ovviamente,  escludere che  dalle visite a monumenti,  mostre ed eventi di alto livello culturale e richiamo per il grande pubblico, oltre che dalle attività accessorie, come i bookshop e le cafeterie, venga tratto un giusto profitto.

    Significa, prima di tutto, non   dimenticare mai che la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali e ambientali rientra tra i compiti fondamentali delle pubbliche istituzioni. Compiti che consistono nel destinare a quei beni  risorse adeguate, da ricavare con la tanto auspicata revisione della spesa pubblica (detta, per lip service, spending review), e  nel  sovrintendere autorevolmente sulle attività  operative, spesso  affidate  a privati.

    Ma anche per quanto riguarda il ricorso alle risorse finanziarie private, esistono e vanno esplorati senza tregua modelli economici  non devastanti di valori superiori, come la raccolta di fondi (detta fund raising) da donatori, scarsamente praticata nel nostro Paese,  o anche le sponsorship finalizzate  all’aumento della notorietà o della immagine di una impresa (come nella recente operazione Della Valle-Colosseo).

    Allora mi sembra lecita la domanda: non è che ci troviamo di fronte  a una tardiva adesione, da parte di  certi uomini di cultura,  a una visione economica di tipo liberista,  proprio nel momento in cui questa viene  messa sempre più in discussione? A una sorta di inedita  trahison des clerques?

     

    Giacomo Correale Santacroce

     
    Gli autori di Vorrei
    Author: Giacomo Correale Santacroce

    Giacomo Correale Santacroce, laureato in Economia all’Università Bocconi con specializzazione in Scienze dell’Amministrazione Pubblica all’Università di Bologna, ha una lunga esperienza in materia di programmazione e gestione strategica acquisita come dirigente e come consulente presso imprese e amministrazioni pubbliche. È autore di numerose ricerche, saggi e articoli pubblicati su riviste e giornali economici.

    Ora in pensione, dedica la sua attività pubblicistica a uno zibaldone di economia, politica ed estetica

    Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


    Aggiungi commento


    Codice di sicurezza
    Aggiorna

    Invia
    Annulla
    JComments

    vorreihappyhour

    Brianza-Terra-di-Arte-e-Cultura

    » Qui chi ha già aderito
    » Da qui puoi aderire anche tu

    Scarica gratis

    20130111-scrivere-in-brianza-modIl primo de I libri di Vorrei.
    “Scrivere in Brianza"
    di Azzurra Scattarella
    con le interviste
    a 15 scrittori e poeti.

    Scaricalo gratis ora!

     

    Comunicati stampa

    • Sopratunnel della SS36 come? Risultati e valutazioni
    • News da Seregno TV (17 maggio 2013)
    • Riccardo Montolivo sostiene il Comitato Maria Letizia Verga di Monza
    • Aiutateci a salvare l'area agricola Dofuor di Albiate
    • 25 maggio 2013: il quarto compleanno di Arci Acropolis
    • "Collezionismi" il 23 maggio (ore 21) al MAC di Lissone
    • CRI Monza - Lezione di disostruzione pediatrica - 25 maggio 2013
    • Legambiente Monza: ventennale mercatino biologico - domenica 26 maggio
    • Comunicato stampa Enpa: rivio iniziative
    • Patrimonio storico Monza: manutenzione nuova segnaletica

    » Archivio dei comunicati stampa

    Ultimi articoli

    Quando Civati scriveva su Vorrei

    Quando Civati scriveva su Vorrei

    Città e campagna: il territorio e la speculazione sui suoli

    Città e campagna: il territorio e la speculazione sui suoli

    Al Parco di Monza un anno di Casa della Poesia

    Al Parco di Monza un anno di Casa della Poesia

    Civati “Chiediamoci cosa sarà il Pd”

    Civati “Chiediamoci cosa sarà il Pd”

    La Scuola Agraria di Monza

    La Scuola Agraria di Monza

    Agricoltura in Brianza: qualità e volontà, o annegheremo nei capannoni

    Agricoltura in Brianza: qualità e volontà, o annegheremo nei capannoni

    Ritorno all'agricoltura?

    Ritorno all'agricoltura?

    Cosa ospiterà davvero la Villa Reale di Monza?

    Cosa ospiterà davvero la Villa Reale di Monza?

    I lettori commentano

    • Ritorno all'agricoltura?
      FRANCO
      gentilissimo romano bonifacci, non concordo assolutamente sulla questione federconsorzi carrozzone ...
       
    • Eroina e controllo sociale
      Nicola
      Non conoscevo la strategia di diffusione in Italia, articolo interessante e chiaro, approfondirò.
       
    • Civati “Chiediamoci cosa sarà il Pd”
      Ivan
      Da questo e altri articoli, mi par di capire che il vertice del pd non "ascolti". Boh, nelle relazioni ...
       
    • Ritorno all'agricoltura?
      Giorgio Majoli
      K. Marx - F. Engels, L’ideologia tedesca,(1846) La piú grande divisione del lavoro materiale e ...
       
    • I racconti di Adamo. La pulce ha messo i baffi
      brunetta frigerio
      Originale, tenero,diverten te e commovente, inconfondibile Adamo..una Liberazione con più poesie e ...

    Area riservata

    • Login | Logout
    • I miei articoli

    Gli amici su Facebook

    asterisco-vorrei icon_email facebook  youtube MySpace Connessioni
    Testata giornalistica registrata al Tribunale di Monza, n. 1927 del 24/9/2008 | N° ROC 17857
    © Associazione Culturale Vorrei - C.F. 94612100159. Credits e Copyright - Condizioni di utilizzo.
    Sostieni La rivista che vorrei con un contributo via PayPal, carta di credito o bonifico bancario. È semplice e veloce, leggi qui. Scrivici a info@vorrei.org
    Tutti i materiali presenti in questo sito sono protetti da diritto d'autore, è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale.

    Sito creato da Antonio Cornacchia