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Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Urbanistica a Monza: quali le cose da fare?

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Molte sono le attese, dopo l’urbanistica disastrosa della giunta Mariani-Romani-Clerici. Vediamo quali potrebbero essere ora le questioni da affrontare.

Revocata la variante generale del 21 marzo 2012, altri temi urbanistici per Monza potrebbero essere: il PTCP di Monza e Brianza, il nuovo PGT o altro documento  programmatico, la Villa Reale e il Parco, l’ecomostro al Rondò dei Pini, l’accordo di programma del quartiere Cantalupo, la verifica dei Piani attuativi approvati dalla precedente amministrazione. Vediamo alcune questioni in dettaglio.

La variante del 21 marzo 2012. Come noto, il Consiglio comunale, aveva adottato in tutta fretta una sorta di variante generale che aveva visto, fin da allora, le opposizioni presentare un esposto al Prefetto (e ad altri), documento che metteva in luce le diverse irregolarità di tale atto. Anche in campagna elettorale l’attuale Sindaco Roberto Scanagatti aveva promesso un suo azzeramento, revoca che, come noto, è stata votata lunedì 2 luglio dal Consiglio comunale.

 

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PGT 2012 

Questo fatto, non è marginale anche rispetto al Piano territoriale di coordinamento Provinciale (PTCP) che, adottato il 22 dicembre del 2011, aveva introdotto praticamente le previsioni di quella variante generale (decaduta), ma non quelle, ben più ampie, del PGT vigente a Monza dal 2007, soprattutto per quanto riguarda le aree agricole. Vistose in quel PTCP le esclusioni di ampie aree nei quartieri di San Donato (Cascinazza), Casignolo, S. Albino e San Fruttuoso (Torneamento). Nel momento in cui a Monza è rimasto in vigore solo il PGT del 2007, anche la Provincia dovrebbe prenderne atto, rivedendo l’entità e l’ampiezza degli Ambiti agricoli strategici, così come richiesto fin dal 19 marzo da alcune osservazioni presentate dalle associazioni ambientaliste di Monza e Brianza riunite nel coordinamento “Osservatorio PTCP”. Recentemente, dopo la revoca di quella variante generale del 21 marzo 2012, anche le associazioni ambientaliste e i comitati di cittadini di Monza hanno inviato una nota in tal senso alla Provincia. Tra l’altro, una volta chiarito il destino e il regime di quella aree, vi è ora anche la possibilità di aderire ai Parchi locali di interesse sovracomunale (PLIS) dei Comuni confinanti (Medio Lambro, Cave, Grugno Torto).

 

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PTCP 2011

Avvio del procedimento per il nuovo PGT.  La legge regionale 12 del 2005 sul Governo del territorio, stabilisce che il Documento di piano del PGT (la sua parte strategica) abbia una durata di cinque anni. Poiché quello del 2007 era stato approvato dal Consiglio comunale il 29 novembre di quell’anno, questo decadrà nella stessa data del 2012. L’articolo 13 delle stessa legge stabilisce poi le procedure da seguire nella elaborazione del Piano, le quali consistono nel dare avvio al procedimento attraverso un avviso pubblico che contenga il termine entro il quale chiunque ne abbia un interesse, anche diffuso, possa presentare al Comune suggerimenti e proposte. Non può sfuggire come questo momento di partecipazione dei cittadini possa influire sulla successiva elaborazione del Documento di piano (DP).

Anche le consultazioni per la Valutazione ambientale strategica (VAS) dovranno avere un loro lasso di tempo utile per consentire di ascoltare la città. Terminata l’elaborazione del nuovo DP del PGT, un mese prima che venga adottato dal Consiglio comunale, si dovranno promuovere ulteriori consultazioni per raccogliere i pareri della Parti sociali ed economiche (associazioni, comitati, sindacati, categorie  varie). Una volta adottato il PGT, si aprirà la fase delle osservazioni e quindi l’approvazione definitiva del nuovo Documento di Piano.

Un percorso non semplice e breve, che comunque, prima o poi, dovrà essere avviato, anche se la legge consente, in caso di inadempienza e fino all’approvazione di un nuovo Documento di Piano, di approvare un documento di inquadramento allo scopo di definire obiettivi e indirizzi nell’ambito della programmazione integrata di intervento (Pii). D’altra parte rimane la necessità di rivedere il PGT del 2007 che, “rodato” ormai da cinque anni, presenta alcuni aspetti da migliorare, sia per alcune scelte puntuali che più generali, per una sua accorta gestione pubblica e di tutela ambientale.   


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PGT 2007

Villa Reale e Parco. A tutti è noto come siano in corso i lavori di ristrutturazione della Villa Reale. La stessa è stata concessa a un privato per 22 anni che la gestirà autorizzandola per gli usi più svariati. Anche in questo caso, in campagna elettorale, è stato promesso che la cosa dovrà essere rivista alla luce di una regia pubblica. Non solo. Vi è poi la contrastata questione del distributore di carburanti nel Parco, in località Santa Maria della Selve, in area posta tra il campeggio e la piscina. La cosa ha visto la ferma opposizione sia delle associazioni ambientaliste sia di un ampio fronte di Enti pubblici i quali ritengono che quell’impianto non dovrebbe essere realizzato. Vi è quindi ora da far seguire alle parole i fatti, procedimento peraltro già avviato, ma ancora non concluso. Sarebbe poi auspicabile che anche la concessione quasi ventennale alla Sias dell’autodromo fosse rivista, soprattutto per quanto riguarda le demolizione, almeno di alcune parti, della pista sopraelevata orami dismessa da decenni e in cattivo stato, che intralcia i cannocchiali prospettici di alcuni grandi viali del Parco (es. del Mirabello).


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Curve sopraelevate

Ecomostro al Rondò dei Pini. Sia pur citato da pochi in campagna elettorale, il problema costituito da quel palazzone di sette piani posto sulla prospettiva proveniente dalla Villa Reale, è certamente un problema da affrontare. Finora, a nulla sono valse le giuste proteste sia delle associazioni ambientaliste (Legambiente, Italia Nostra e FAI) sia quelle della stampa locale. Si sa che il privato aveva presentato a suo tempo una proposta, che però non è mai stata resa nota e poi è stata definitivamente abbandonata dall’amministrazione comunale. Varrà quindi la pena ripercorrere l’ipotesi di eliminare almeno tre piani di quell’edificio alla luce del cambio della Giunta, cosa che vedrebbe il forte favore sia degli ambientalisti che di quei cittadini che amano i luoghi storici di Monza e la loro tutela (es. il belvedere della Villa e la visuale). Tra l’altro, non va dimenticato che l’Accordo di programma relativo a quell’insediamento non è mai stato portato a termine nella sua interezza, in particolare sulla parte della ex Caserma IV Novembre. Vi è quindi spazio per una sua revisione anche alla luce di quanto è stato realizzato sinora.


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Il centro commerciale da viale Cesare Battisti

Accordo di programma del quartiere Cantalupo. Promosso nel 2011, aveva visto in Consiglio comunale diverse e forti perplessità nonché la votazione di due mozioni, che mettevano in evidenza come quell’intervento, pur di edilizia sociale, andasse ad invadere alcune aree agricole, mentre avrebbe dovuto essere finalizzato alla ristrutturazione e all’ammodernamento degli edifici esistenti, evitando altresì la realizzazione di un ghetto in un quartiere che già ne presenta le caratteristiche. Alcune difficoltà sopraggiunte ne hanno messo in forse la sua realizzazione. Si tratterà quindi di rivedere tale Accordo di programma utilizzando le copiose risorse, anche regionali, in modo tale che gli aspetti critici vengano superati, evitando la costruzione di nuovi palazzoni, pur di edilizia popolare, su aree agricole.    


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ADP Cantalupo

Verifica di alcuni piani attuativi approvati. Come noto, la precedente amministrazione, aveva approvato, tra la fine del 2011 e i primi mesi del 2012, una serie di piani di lottizzazione con semplici delibere di giunta, così come avrebbe consentito una legge nel caso quei piani fossero stati conformi allo strumento urbanistico vigente, cioè il PGT del 2007. Molte sono invece i dubbi nel merito di tali approvazioni, cosa fatta rilevare già da alcune osservazioni che le associazioni ambientaliste e singoli cittadini avevano presentato in Comune entro i termini prescritti, richieste peraltro rimaste inascoltate. Destano forti perplessità alcune interpretazioni sulla conformità urbanistica di tali PL, che dovrebbe essere attentamente riverificata, per una correttezza formale e sostanziale di tali atti. Si tenga conto che lo stesso PGT del 2007, dalla sua adozione del 9 marzo, alla sua approvazione finale del 29 novembre, aveva visto una serie di casi che non convincevano. Si tratterà quindi di sottoporre a un nuovo controllo le diverse situazioni, tenendo anche conto dei rilevi mossi dai cittadini e dalle associazioni e avviando, nei casi ritenuti necessari, un annullamento in autotutela dei Piani stessi. Per un caso, quello di via Valsugana, sono già iniziate le procedure.  


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PL Valsugana

Queste alcune delle possibili cose da fare che non sono poche e di poco conto. Sarà quindi bene attendere i tempi necessari, anche se finora, almeno sulle questioni più urgenti, pare proprio si stia procedendo.  

 

 

 


Gli autori di Vorrei
Author: Giorgio Majoli

Mi sono laureato in architettura al Politecnico di Milano nel 1976, con una tesi di urbanistica sulla Brianza. Ho lavorato sino al 1980 in una società di ingegneria per la progettazione di industrie “chiavi in mano” per l’estero. Dal 1980 al 2007 sono stato dirigente del Settore pianificazione e programmazione territoriale del Comune di Monza. Sono socio fondatore di Legambiente Monza (nel 1984) e poi presidente nei primi anni Novanta e tra il 2000 e il 2004. Sono nel direttivo del Centro Culturale Ricerca (CCR Monza) dal 1981. Ho organizzato negli anni numerose serate a tema, sempre su problematiche ambientali e territoriali. La mia passione è l’urbanistica e la pianificazione territoriale.

Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


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Commenti  

#1 nando 2012-07-11 15:27
Io non vi capisco però. In tutte le aree densamente urbanizzate del mondo la città si sviluppa in verticale lasciando molto spazio al verde sul piano, e mette i servizi sottoterra. L'agricoltura - se presa in considerazione - è idroponica e si sviluppa in edifici appositi. Qui invece siamo fermi al "recupero" dell'esistente (non solo ciò che è storico, ma qualunque schifezza edilizia) e alle "zone agricole" (dove nessuno coltiva e coltiverà più, quindi si tratta di aree incolte e degradate inutili persino ai fini della biodiversità). Avete una visione vecchia e provinciale, per di più così la città muore.
Citazione
#2 Nanda 2012-07-12 04:44
Le sue teorie risalgano agli anni '20, non sono state realizzate (verticalizzazi one e grandi spazi verdi), tanto meno in Italia. L'articolo si riferisce a Monza, dove tutte le aree agricole sono ancora oggi coltivate. Certo c'è chi le vorrebbe tutte edificabili (per ovvi motivi), per molto inutile e dannoso cemento.
Citazione
#3 claudio 2012-07-12 12:12
Sinceramente mi sembra che sia il comune che l'articolista non abbiano le idee chiare.
Per esempio demolire la seconda pista al mondo, sicuramente meno importante della Villa, ma se si aspetta ancora un po' rispetto a noi sara' contemporanea. Sono entrambi, ormai, pezzi di storia.

in piu' parla di lottizzazioni, accirdi &c senza entrare nello specifico.
Qualsiasi citta' in crescita e' appunto in crescita.
Le citta in decrescita nn costruiscono e divengono sacche di poverta'.
qual'e' lo scopo del dibattere?
non si capisce.
Citazione
#4 Giorgio 2012-07-12 19:38
Gentile lettore, come scritto nell’articolo, la pista di alta velocità è in disuso da decenni. Per esempio: nel PRG del 1997 redatto da Leonardo Benevolo se ne prevedeva la demolizione. Anche nel Piano dell’Università di Genova dei prima anni ’90 la pista veniva considerata invasiva e quindi da demolire. Si veda in proposito: http://www.vorrei.org/ambiente/1-ambiente/403-lo-scempio-del-parco-visto-attraverso-i-piani-e-gli-studi-dei-tecnici.html . Per quanto riguarda i PL e gli ADP trova, sempre in questa rivista, alcuni articoli di maggior dettaglio. Per esempio, per i PL: http://www.vorrei.org/ambiente/1-ambiente/4481-piani-di-lottizzazione-approvati-dalla-giunta-no-grazie-.html; mentre per l’Adp Cantalupo:
http://www.vorrei.org/ambiente/1-ambiente/4188-altre-case-su-aree-agricole-al-quartiere-cantalupo-di-monza.html . Così come la questione delle città in decrescita è stata affrontata in: http://www.vorrei.org/ambiente/1-ambiente/1043-unoccasione-storica-per-le-nostre-citta-la-decrescita.html . Non è peraltro vero che le città che decrescono divengono sacche di povertà. Anzi, a volte sono tra le più ricche (economicamente ) d’Italia...
Cordiali saluti.
Citazione
#5 nando 2012-07-13 02:18
La mia non mi pare un'idea anni venti, forse non è comprensibile per chi non viaggia all'estero. E al Politecnico (facoltà di urbanistica) il vecchio professore dice le stesse cose di Majoli, i giovani assistenti invece quello che sostengo io.
Quanto all'agricoltura a Monza..... ma fatemi il piacere! L'unica cosa che sanno fare bene i nostri coltivatori è ricevere i sussidi. Ma andate in giro per la città (in periferia soprattutto), dentro la realtà, oppure vivete chiusi in ufficio con le vostre mappe colorate?!?! Con affetto...
Citazione
#6 Nanda 2012-07-14 03:57
Mi risulta che, proprio al Politecnico di Milano(facoltà di urbanistica) i professori migliori e più giovani siano impegnati nella difesa del suolo come bene comune, e pertanto da sostenere e da finanziare (Cee). In Brianza la non occupazione di nuovo suolo agricolo è stata ormai assunta come chiaro obiettivo delle Istituzioni. Solo qualche vecchio nostalgico del cemento dice il contrario. Un caro saluto.
Citazione
#7 nando 2012-07-16 01:38
Ma perché chi non è della Sua idea, cara Nanda (se crede di fare ironia, con questo nickname, me ne frego...), deve essere un "cementificator e" ??? Ma è proprio una fissazione!
Il mio impegno per la tutela dell'ambiente è chiaro, e da tempo, ne trova traccia da anni su vari siti di Monza e Brianza. Qui io ho parlato di sviluppare la città in verticale e lasciare molto verde al suolo, chiunque non abbia "fissazioni" vetero-urbanist iche credo lo abbia capito.
Non occupare il suolo agricolo? Ah bene, e allora perché nessuno dice niente sul mega-appalto succulento della Pedemontana? Quello sì è una vergogna, non l'idea di edifici più alti a vantaggio del verde...
Citazione
#8 ivan 2012-07-16 20:26
Intervengo solo per sottolineare che di Pedemontana e questioni connesse questo sito se ne occupa da anni, grazie al puntuale lavoro di Pino Timpani. Basta inserire in un motore di ricerca "pedemontana vorrei" ed escono numerosi articoli. Insomma, anche su quell'opera abbiamo detto molto, e per tempo.
Citazione
#9 nando 2012-07-16 22:42
Ma certo, leggo sempre"Vorrei". Dicevo in generale, mi riferivo a partiti e associazioni, perchè sulla Pederovina non ho visto lo stesso rigore (in generale) adottato per altre situazioni. "Nanda" ha capito, ne sono certo....
Citazione
#10 maurizio 2012-07-16 22:56
Caro Nando, invece di chiedere spiegazioni su un articolo abbastanza chiaro, pur se non dettagliato, perché non ci spiega lei a cosa servirebbe sviluppare la città in verticale? E poi, non crei ad arte confusione: quelli favorevoli a uno stop al consumo di suolo lo sa benissimo che non possono essere favorevoli alla pedemontana, ma qui si parla di Monza. O sbaglio?
Citazione
#11 nando 2012-07-17 03:19
Volentieri spiego, ma è molto complesso. Provo. Il concetto di "città verticale" degli anni 20 (Hilberseimer e altri) è stato ripreso e profondamente modificato in questi anni duemila. Il futuro dell’architettu ra sostenibile urbana è sviluppare in alto. Per fare un esempio paradossale (ma chiaro) tutti i 115mila abitanti di Monza con relative residenze e attività terziarie potrebbero essere contenuti benissimo in un grattacielo che occuperebbe, al suolo, un'area minima della superficie attuale della città. Lo spazio restante al piano potrebbe essere unicamente verde e agricolo. E' un esempio per dare corpo ad un concetto.
Esistono già diversi progetti di edifici capaci di contenere oltre 500mila abitanti, qualcosa si sta già costruendo in grandi aree metropolitane asiatiche, gli Usa ci stanno pensando per Los Angeles.
Nella nostra Italia di dimensioni più ridotte, io penso a torri nel verde gestito come "controlled wilderness". Sostengo questa ipotesi perché comunque sia, piaccia o no, il consumo di suolo, anche nella nostra città, continua e nessuno è mai riuscito a fermarlo.
In concreto, a Monza io sarei favorevole alla riqualificazion e di certe aree ex industriali a questa condizione: espansione verticale e totale recupero del territorio restante a verde.
Le torri bianche di Vimercate, se fossero state immerse in un parco pari almeno al loro sviluppo in altezza, mi piacerebbero molto.
Citazione
#12 maurizio 2012-07-18 16:26
Su quanto dici, ti seguo già di più. La questione è però: esiste a Monza tutta questa richiesta di abitazioni? Ha senso sviluppare una città di modeste dimensioni in verticale? Non è un discorso più adatto alle aree metropolitane?
Citazione
#13 ivan 2012-07-19 16:49
In un contesto culturale (anche religioso) e urbanistico del tutto diverso, si fa qualcosa per il consumo di suolo e favore della natura in Giappone, dove sembra incredibile ma hanno il 68% di superficie boscata.
Lì l'approccio non è solo sulla verticalità (che comunque abbonda) ma proprio sul contenimento della presenza antropica, quando possibile.
Citazione
#14 nando 2012-07-19 21:57
Concordo, non esiste una grande richiesta di vani a Monza. Però, è indubbio che si continua a costruire. E' un dato oggettivo, nessuno può negarlo, qualunque giunta ci sia. E allora dico: si consenta (moderatamente) di edificare, ma si ruotino di 90 gradi gli ideali parallelepipedi degli edifici: più alti con molto verde intorno. In particolare nelle ex aree industriali abbandonate, che a causa del conflitto tra "cementificator i e non" restano paralizzate e fatiscenti per decenni. Tutto qui.
Citazione

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