Home Ambiente Ambiente Quel curioso triangolo fra la Sardegna e il Signor B.


Quel curioso triangolo fra la Sardegna e il Signor B.

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Storia di amicizie e affari fra Auchan, il Signor Zuncheddu, la famiglia Berlusconi.
E quella muraglia del Rondò dei Pini, c'entra qualcosa?

L'11 gennaio scorso ho letto casualmente questa frase in un articolo dell’Unità, dal titolo significativo “Colonizzatori di cemento”, scritto a proposito della visita in Sardegna di Silvio Berlusconi, corso a presentare il candidato anti-Soru, Cappellacci «Nella foto di gruppo a ridosso del palco a sostegno del Grande Sconosciuto (n.d.r – appunto Cappellacci) ci sono anche altri due amici storici del Cavaliere: l'editore Zuncheddu e il sindaco di Cagliari Floris. Sono due candidati "mancati", ma non portano rancore. L'editore (N.d.R. Zuncheddu) pubblica il quotidiano più letto dell'Isola, l'Unione Sarda, che da 4 anni picchia durissimo sull'inventore di Tiscali. Ieri il ringraziamento del premier, che ha rilasciato al quotidiano un'intervista a tutta pagina firmata dal direttore. Controlla anche le tv regionali e Videolina e ha per Cappellacci la cura che la Pravda aveva per Breznev. Zuncheddu è un Berlusconi in sedicesimo. Come l'altro, parte dall'edilizia. A Capoterra, su un terreno che nel 1969 fu trasformato da paludoso a edificabile e che due mesi fa ha scontato con alluvioni e morti quell'affronto alle leggi della natura, Zuncheddu ha spadroneggiato con le centinaia di case costruite dalla sua cooperativa sullo stagno di Santa Gilla».

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In realtà, quel nome, Zuncheddu, mi ricordava qualcosa anche per Monza, dove, nel 2001, mi risultava aver sottoscritto - in qualità di legale rappresentante dell’ImmobiliarEuropea - il famoso accordo di programma per la realizzazione di quel grosso e contestato intervento a ovest del Rondò dei Pini, o piazzale Virgilio che dir si voglia, il centro commerciale che ospita l'Auchan.

Andando poi sulla pagina online dell’Unione Sarda. ho giusto trovato nella colonna di destra della homepage, un banner pubblicitario che riporta questo lapidario slogan: “Dai un nuovo indirizzo alla tua vita. Piazza Santa Gilla. Un’iniziativa di ImmobiliarEuropea s.p.a. Un gradino sopra”.

Quella del “gradino sopra” deve essere una passione perchè anche a Monza si è andati qualche “gradino sopra” la visuale dello storico asse prospettico di viale Cesare Battisti. Lì dove campeggia ancora oggi un grande cartellone con il logo dell’immobiliarEuropea, identico a quello di Cagliari, lasciando quindi presumere che sia la persona che l’immobiliare, siano in realtà le stesse: appunto Sergio Zuncheddu e la sua ImmobiliarEuropea.

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Ma chi è Sergio Zuncheddu, oltre a essere il braccio destro di Berlusconi in Sardegna? In wikipedia, l’enciclopedia online, si può leggere: “Sergio Zuncheddu è un immobiliarista di Burcei, maggior azionista de l'Unione Editoriale S.p.A., la quale controlla il quotidiano l'Unione Sarda, le reti private locali Videolina e TCS. È fondatore de il Foglio diretto da Giuliano Ferrara.” Com'è noto, quel quotidiano è sostenuto economicamente anche dalla moglie di Silvio Berlusconi, la signora Veronica.

Comunque, il terzo attore per quell’intervento a Monza, è la francese Auchan. Sempre per curiosità, ho cercato e trovato un articolo in internet, datato agosto 2008, che descrive tutte le ramificazioni di quella società francese. Fra l'altro, si può leggere: «A dicembre sarà inaugurata nell'area di Napoli una location originale, il centro Vulcano buono di Nola, disegnato da Renzo Piano come una collina artificiale ricoperta di erba: una galleria circolare lunga un chilometro con 160 negozi, 14 medie superfici, 7.800 posti nel parcheggio, per 23 mila metri quadrati, oltre naturalmente l'iper Auchan, sistemato in un'area contigua.Previsto dal piano di crescita anche il raddoppio dei centri di Mestre, Bussolengo (Verona) e Casamassima (Bari) e i nuovi insediamenti di Messina e Catania Icom (vicino all'aeroporto)in società con l'Immobiliare europea della famiglia Zuncheddu (come per Cinisello Balsamo).

Non vi sono quindi dubbi. È proprio lui, con l’ImmobiliarEuropea, sia a Monza che a Cinisello Balsamo con o per Auchan, con due grossi centri commerciali, posti a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Dimenticavo di dire che anche nel grosso intervento a Santa Gilla di Cagliari, c’è – guarda caso - un ipermercato di Auchan. Ma le triangolazioni non si fermano lì.


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Ecco come appare oggi il viale che porta alla Villa Reale di Monza

Come noto, qualche anno fa, Paolo Berlusconi (fratello del Premier e fino a non molto tempo fa proprietario dell’area della Cascinazza di Monza) ha avuto qualche problema nel Comune di Cerro Maggiore, dove una società da lui controllata, la Simec, gestiva una discarica che è finita all'attenzione della Procura di Milano. Si veda in proposito quest’altro articolo, che spiega tutta la vicenda, conclusasi con la condanna di Paolo Berlusconi ed il patteggiamento per la modica cifra di circa 49 milioni di euro. Vi si legge

«Da una parte la Simec, che deve pagare il risanamento ma ha le casse vuote, dall'altra l'Auchan, il colosso francese della grande distribuzione che da anni attende di aprire un centro commerciale a ridosso della discarica, senz'altro con le casse piene. La soluzione non può che essere vicina. Auchan prende su di sé i costi della messa in sicurezza della discarica e, come contropartita, la Regione avrebbe garantito il via libera all'apertura del grande magazzino. Detto, fatto. Auchan dà un finanziamento di sei miliardi (N.d.R. delle vecchie lire), si legge nell'ordinanza, “subordinato all'apertura del centro commerciale”. Oltretutto, la cifra versata dai francesi alla Simec è assai più consistente del costo totale del risanamento della zona. Grazie alle perizie dell'ingegner Mario Catania, docente universitario del Politecnico e braccio destro di Formigoni per i problemi ambientali, già arrestato per gli appalti sulle alluvioni, i sei miliardi di costo effettivo vengono raddoppiati. E la “cresta” sarebbe stata utilizzata per sistemare i bilanci della Simec. Una soluzione perfetta per salvare capra e cavoli, deve aver pensato Formigoni. Una soluzione, diranno gli investigatori, che ha consentito “al presidente della Regione di uscire da una situazione in grado di comprometterne la propria futura credibilità politica senza recare dispiaceri di sorta alle società del gruppo Fininvest che avevano prestato le fideiussioni».

Risulta quindi evidente un rapporto esistente, tra Auchan e Paolo Berlusconi. In sintesi: Sergio Zuncheddu è persona molto vicina ai Berlusconi, sia politicamente che nel mondo immobiliare e dell’editoria, e opera anche con o per Auchan, alla quale Paolo Berlusconi deve almeno un salvataggio per diversi miliardi delle vecchie lire (Cerro Maggiore, Rescaldina).

Questi fatti forse spiegherebbero ciò che è accaduto a Monza, in fondo a viale Cesare Battisti. Non si comprendeva bene, allora, tutta la fretta che aveva il Sindaco Colombo di Forza Italia, eletto nel dicembre del ’97, di spostare subito il Tribunale (previsto dal PGT precedente sulle aree dell’ex Fossati e Lamperti, di proprietà del Comune), collocandolo in estrema periferia, sulle aree dismesse della caserma IV Novembre (di proprietà del demanio).

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Poco tempo dopo giunse l’ingresso nell’operazione della Auchan - Rinascente che aveva nei paraggi della ex caserma una grossa area e un vecchio nulla osta commerciale (della Rinascente) che risaliva peraltro ai primi anni ‘70. Quell’area era però destinata a verde e servizi dal PRG adottato nel marzo del ’97 e rimasto in salvaguardia per diversi anni.

Con la promozione della Regione, a guida Formigoni di FI, e su richiesta del Comune di Monza, a guida Colombo di FI, tutto ciò si trasformò in un accordo di programma per la realizzazione, anche, di un “centro servizi polifunzionale privato”, costruito da ImmobiliarEuropea. Insediamento che in realtà altro non era che l’ennesimo ipermercato intorno a Monza, da costruirsi insieme ad altri edifici con funzioni terziario-ricettive ed altre ancora. Naturalmente non mancavano le destinazioni pubbliche, collocate soprattutto sulla ex Caserma IV Novembre.

Oggi però, l’ignaro viandante che passi di lì e si addentri nelle vie laterali, potrà notare come sulla ex Caserma IV Novembre ancora non sia stato realizzato proprio nulla a destinazione pubblica. Il centro commerciale è invece in funzione dall’agosto dello scorso anno.

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Casi separati? Semplici intrecci? Una persona comune sarebbe portata a pensare che gli insediamenti e i piani regolatori, per destinazioni, qualità e quantità, siano e debbano essere guidati da ponderate logiche di pianificazione e motivate da reali fabbisogni. Visti sotto questa luce, alcuni interventi invece sembrano del tutto inspiegabili, sia per le ricadute che provocano che per la stessa logica urbanistica in senso stretto. Certo che, rileggendo le vicende sopra evidenziate, verrebbe invece da pensare che, in certi situazioni, la pianificazione e la programmazione urbanistica degli interventi non c’entri proprio nulla, o molto poco.

La ragion d’essere delle città non è sempre ovvia e palese, talora anzi è arcana e contradicente a facili interpretazioni
(G. de Finetti, La Città. Architettura e politica, a.I, n. 1, dicembre 1945, editoriale)

 


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