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Da Albiate parte un coraggioso progetto per il territorio

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Il convegno promosso dalle associazioni per "Un parco per la Brianza centrale"

Numerosa è stata la partecipazione al convegno di sabato 14 presso la sala consiliare di Villa Campello ad Albiate, promosso dalle associazioni Insieme in Rete e da La rivista che vorrei. L'alto livello delle relazioni e dei contributi non ha, neanche per un attimo, sconfinato in un seminario accademico, nonostante il grosso impegno del Politecnico di Milano e la presenza di una schiera di tecnici. Fin dall'apertura le modalità dei temi trattati sono state alla portata di tutti, molti infatti erano i cittadini presenti, in gran parte appartenenti alle associazioni, ma anche amministratori e consiglieri dei comuni limitrofi, compreso il comune grande assente, Seregno, di cui non è mancata la consigliera comunale Giusi Minotti.  Alla presenza dei Sindaci dei tre comuni, intervenuti con parole di apprezzamento per l'iniziativa e a cementare questo progetto comune, ha iniziato la giornata una breve presentazione di Zeno Celotto di WWF Seregno a nome della Rete seguito dai saluti del Sindaco di Albiate Filippo Viganò.

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Si sono succeduti gli interventi, coordinati dall'arch. Carolina Pacchi, a partire dalle relazioni degli arch. Pietro Mezzi e Diego Terruzzi,  rispettivamente assessore provinciale al territorio e tecnico della direzione regionale lombarda al territorio. Questi interventi hanno messo a fuoco il nuovo parco nel contesto regionale e provinciale, dalla Dorsale Verde al piano paesistico regionale, come a zoomare da un area vasta verso lo specifico del territorio brianzolo. Tutti elementi importanti per aiutare e stimolare lo sviluppo del nuovo Plis.
Sono seguiti gli interventi dei prof. arch. Arturo Lanzani e  Maddalena Maria Reggio, entrambi molto concreti sul piano del progetto proposto. Un parco sovracomunale, estendibile a 5 comuni limitrofi, con pochi interventi, una leggera riforestazione nella parte centrale e la creazione di 5 aree d'ingresso, una per ogni comune, anche queste con strutture leggere per la fruizione della popolazione locale di ogni età, piste ciclabili, sentieri con filari e siepi per favorire l'attraversamento ciclabile tra i comuni.

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Maria Rosa Redaelli e Pier Luigi Sala

Una delle preoccupazioni dei comuni è infatti la sostenibilità dei costi di manutenzione, com'è noto, da noi il verde è considerato un lusso, una spesa a perdere, anche se in realtà la salubrità dei luoghi è un bene di primaria importanza per la salute della popolazione. La scelta delle amministrazioni è stata pubblicamente dichiarata dai Sindaci di Macherio e Sovico, Maria Rosa Redaelli e Pier Luigi Sala: attivare un percorso di partecipazione con le associazioni, la la cittadinanza e gli agricoltori superstiti, in modo da coinvolgerli e dare vita al parco, inventando una fruibilità consapevole, attività educative, ricreative e ludiche. Su questo tema si è svolto l'intervento dell'arch. Paolo Conte, portavoce della Rete, che ha portato all'attenzione alcuni progetti di recupero ambientale. Non secondarie sono le relazioni e gli scambi esperienziali con gli altri parchi già attivi da tempo che non sono mancati dal portare il proprio apprezzato contributo, in particolare dagli arch. Antonio Varisco e Alfredo Viganò, per il parco Rio vallone e Valle Lambro. Anche l'arch. Daniele Cassanmagnago, del cda di Pedemontana ha portato il suo contributo di idee progettuali per l'attuazione del parco, peraltro attualmente le sole risorse disponibili al progetto sono lo stanziamento di due milioni di euro per le compensazioni ambientali dell'autostrada Pedemontana, che passerà nel territorio dei comuni di Macherio e Lissone.

Una grande quantità di architetti, dunque; qualcuno, nelle associazioni ambientaliste, sostiene che gli architetti sono pericolosi perché il loro fine è costruire, ma qui in questo guazzabuglio iper-urbanizzato della Brianza, solo gli architetti possono salvare il territorio regolato esclusivamente da strumenti urbanistici. Sta ora alle amministrazioni e alla popolazione porre le basi per la rivalorizzazione ambientale, anche favorendo  l'aiuto esperto di ambientalisti, agronomi e della vicina Scuola di Agraria di Monza.

 

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