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Che ne sarà di noi. Nel 2015
Che ne sarà di noi. Nel 2015 Stampa E-mail
Di Gimmi Perego   
Domenica 18 Maggio 2008

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A
ll'interno del processo di crescente integrazione delle economie di tutto il mondo, noto come globalizzazione, anche Monza e la Brianza si trovano ad affrontare cambiamenti importanti, che ne decideranno il futuro. Una prima scadenza a breve termine è quello del 2015, quando a Milano si volgerà l'Expo dedicato al tema Nutrire il pianeta, energia per la vita.

20080504-expo-gimmi-logoexpo.jpgL'Expo per il nostro territorio è naturalmente una occasione importante. Ma è anche una minaccia.

L'evento, inoltre, si incrocia con il processo di costituzione della nuova Provincia di Monza e Brianza, ormai avviato, che vedrà un passaggio importante l'anno prossimo con l'elezione del livello politico. Per capire quale sia il modo migliore di affrontarlo vale la pena di ricordare alcuni dati di fondo condivisi da molti di coloro che ragionano sul futuro.

L'Italia infatti vedrà diminuire la propria popolazione, nonostante l'immigrazione. Vedrà diminuire anche la sua importanza nella produzione di beni di consumo, vista la concorrenza dei paesi emergenti a basso costo di manodopera. Dovrà quindi innovare ed elevare il livello tecnologico del suo sistema produttivo e per farlo avrà un grande bisogno di personale ad alta specializzazione, sia italiano che straniero. Dovrà, come tutti, affrontare una profonda trasformazione nel modo di produrre ed utilizzare l'energia, i cui costi cresceranno esponenzialmente. Infine avrà bisogno di rafforzare e rilanciare un settore che la vede da sempre tra i protagonisti: quello del turismo, soprattutto del turismo diffuso e di qualità.

Monza e la Brianza, saranno interessate in modo ancora più forte da questi processi. Sia per mantenere ed evolvere la sua forte vocazione produttiva, sia per attirare risorse, personale ed attività qualificate e perché no, attirare flussi turistici di buon livello qualitativo, avrà bisogno prima di tutto di migliorare la qualità del suo ambiente, e dovrà rafforzare le sue infrastrutture, per ottenere maggiori livelli di accessibilità ed affrontare i problemi di inquinamento e di crescente costo dell'energia.

Ecco perché le risorse che verranno stanziate per l'Expo dovranno servire ad affrontare non solo le esigenze contingenti dell'evento mondiale, ma andare nella direzione giusta per garantire uno sviluppo adeguato ad affrontare le sfide future.

Detto questo, possiamo ragionare sul futuro utilizzando la tecnica degli scenari, che non sono previsioni, non sono piani ma storie del futuro coerenti, che ci aiutano a capire le relazioni tra gli attori e l'ambiente e soprattutto le possibile conseguenze.

Il primo scenario vede la Provincia di Monza e Brianza affrontare l'occasione dell'Expo consapevole del cambiamento in atto nei processi nazionali ed internazionali, e con la ferma intenzione di utilizzarlo per migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e contemporaneamente garantire uno sviluppo compatibile.

Le azioni che vengono intraprese si rivolgono su due fronti: la valorizzazione dell'ambiente e del territorio ed il rafforzamento dell'accessibilità soprattutto grazie al trasporto pubblico.

Il Piano Territoriale predisposto dalla nuova Provincia contiene precise indicazioni per la salvaguardia delle aree verdi e per realizzare tutte le nuove costruzioni all'interno delle aree già edificate, riqualificando le aree industriali dimesse che altrimenti diverrebbero luoghi di emarginazione. In particolare si riconosce il valore nazionale ed europeo del complesso Parco e Villa Reale, e più in generale di quella che ancora è in parte la "verde Brianza". Si decide quindi di utilizzare l'Expo per portare all'attenzione internazionale questo notevole patrimonio ambientale ed artistico, rimettendolo a nuovo e garantendo una adeguata accessibilità. Un nuovo Piano di riqualificazione del Parco e l'attuazione del progetto Carbonara in modo simile a quanto già sperimentato in Piemonte a Venaria Reale, permettono di avere a disposizione un polo di attrazione senza paragoni per le attività più qualificate dell'Expo. I numerosi visitatori scoprono in che modo sia possibile garantire nuova vita al patrimonio storico salvaguardando l'ambiente.

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Il contesto ambientale della Provincia di Monza. Parco e Villa Reale ne rappresentano il cuore.

Dal punto di vista dell'accessibilità la nuova Provincia non ha dubbi: è necessario dare priorità al trasporto pubblico, sia per contribuire alla diminuzione degli livelli di inquinamento, già allarmanti, sia perché il costo dell'energia, e del trasporto privato si fa sempre più elevato.

Una struttura fondamentale per l'intera Provincia è rappresentata dalla linea ferroviaria Est-Ovest, che in gran parte esiste già e va solo riqualificata, che permette di servire tutto il territorio e di collegarlo velocemente all'aeroporto di Malpensa. Nuove fermate sulla linee esistenti e la riorganizzazione dei convogli secondo principi moderni di tipo S-Bahn (navette ad orari frequenti e cadenzati che penetrano in Milano sfruttando le linee esistenti) rendono gli spostamenti molto più comodi che non sulle arterie stradali congestionate.

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Le ferrovie esistenti e previste

Ma non basta: si realizza anche un collegamento tra Monza, il Parco ed il sistema metropolitano milanese, grazie alla linea M5 già prevista dal Comune nel suo Piano di Governo del Territorio, che tra l'altro serve il nuovo Polo istituzionale (sede della Provincia e Fiera) sull'area dell'ex-caserma al Rondò dei Pini. Soprattutto per i monzesi, questo nuovo collegamento smentisce vecchie paure, perché non favorisce Milano, svuotando Monza, ma all'opposto induce i milanesi a scoprire il patrimonio ambientale del Parco e della Villa, coinvolgendo anche il suo centro storico a misura d'uomo.

I risultati di queste politiche non tardano a farsi sentire. Favorite dal tessuto produttivo esistente e dalle nuove condizioni di accessibilità e di qualità ambientali, molte nuove attività legate all'informatica vanno a localizzarsi in Brianza, invertendo la crisi della "Silicon Valley" del Vimercatese. Il nuovo polo ambientale e culturale del Parco e della Villa Reale induce un altro genere di attività qualificate, legate all'ambiente ed al restauro dei beni artistici. La crescente pressione di queste attività rende del tutto obsoleto il vecchio autodromo, che lascia definitivamente il campo quando la FIA decide di non effettuarvi più il Gran Premio. L'industria del mobile tradizionale nel Nord-Ovest della Provincia trova giovamento dall'innovazione di prodotto legato alle nuove opportunità dell'informatica diffusa. Famosa la "poltrona virtuale" dotata di Ipod, IPhone e connessione wireless, concepita da un ingegnere svedese naturalizzatosi a Meda, che trova grande successo soprattutto nei nuovi mercati asiatici.

Il secondo scenario vede la Provincia di Monza e Brianza subire, in occasione dell'Expo, l'assalto delle molte forze decise ad appropriarsi delle risorse disponibili, senza un progetto comune.

Ecco aprirsi, allora, la corsa alla costruzione dell'albergo, all'ottenimento della deroga per costruire un altro centro commerciale, alla introduzione di nuove attività commerciali perfino nel Parco di Monza. Le risorse, disperse verso i privati, non consentono la riqualificazione né del Parco né della Villa Reale, mentre le aree verdi della Brianza vengono assalite in nome dell'emergenza Expo che tutto giustifica.

Monza, il capoluogo, dà l'esempio, con la sua variante al PGT che permette la costruzione di cinque nuove torri, per la gran parte sulle ultime aree verdi, prevede una metrotranvia inutile sul Canale Villoresi, reintroduce l'ippodromo nel Parco di Monza.

Si ottiene il decentramento di alcune attività legate all'Expo nel territorio brianzolo, ma la competizione tra i diversi campanili e la difficoltà nell'individuare un luogo di adeguata visibilità porta pochi visitatori dispersi in spazi fieristici piccoli ed anonimi.

Grande è invece lo sforzo sul piano infrastrutturale, per la costruzione di nuove strade. Vengono confermati i già rilevanti fondi per la realizzazione della Pedemontana, che del resto non viene completata in tempo, e molte nuove strade vanno a servire le nuove costruzioni realizzate. L'edilizia assorbe un ruolo economico prevalente, attirando mano d'opera non qualificata dai paesi più poveri, mentre le attività produttive tradizionali continuano nel loro declino.

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Le previsioni (attuali) di nuove strade, in rosso.

I risultati di queste politiche, terminato l'Expo, sono clamorose. Quello che era uno dei distretti più ricchi e produttivi d'Italia subisce un forte declino che naturalmente viene attribuito alla concorrenza delle nazioni emergenti ed ai problemi sociali generati dal forte aumento della popolazione straniera. Si assiste ad un nuovo fenomeno: Milano torna a guadagnare popolazione, nei quartieri più ricchi, a causa della fuga di chi può dalla Brianza.

Naturalmente non credo che il futuro seguirà uno dei due scenari. Probabilmente pescherà da uno e dall'altro, anche se i casi estremi, a volte, succedono.

Riferimenti:
Il sito Web dell'Expo 2015 Nutrire il pianeta, energia per la vita:
http://www.milanoexpo-2015.com

Per quanto riguarda gli scenari, ringrazio caldamente Giacomo Correale, mi sono (liberamente) ispirato al suo articolo "Brianza: due storie del futuro" apparso su Sistemi&Impresa n.3, marzo 2008, ESTE Milano.

Le mappe della Provincia di Monza e Brianza provengono da Argomenti e contributi n. 11, dicembre 2006, "Le tre città della Brianza, temi e prospettive della nuova Provincia", Centro Studi PIM, Milano, liberamente scaricabile da:
http://www.pim.mi.it/News/Cartelle%20dati/Volume_11.zip



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Giacomo Correale Santacroce  - Scenari     |78.12.254.xxx |19-05-2008 11:54:37
Mi fa molto piacere che Gimmi Perego abbia ripreso il mio discorso sui possibili scenari futuri di Monza e Brianza, e ne abbia inventato altri due più mirati e approfonditi sul territorio brianzolo.
Confesso che quando ho immaginato le due “storie del futuro” della Brianza per l’articolo pubblicato da Sistemi & Impresa, credevo di fare qualcosa di molto provocatorio, di smuovere i monzesi prospettandogli la possibilità di un avvenire entusiasmante, ma anche di uno disastroso. Facendoli riflettere sul fatto che questo avvenire dipende anche dalle loro scelte. Mi aspettavo una reazione, un interesse, se non proprio una mobilitazione. Invece niente.
Temo che, qualunque sia il valore dell’articolo, ciò dipenda anche da una ormai coriacea insensibilità rispetto agli eventi, diffusa ai vertici come alla base. “Qualunque cosa accada, poi tutto si aggiusterà”, sembra pensare andreottianamente la gente.
Che fare allora, per agitare le acque e dare una mano a chi poi vuole programmare e decidere bene? Si potrebbe promuovere un convegno proprio per discutere sui futuri alternativi possibili per la Brianza, sulla base degli scenari già delineati e di altri elementi di conoscenza.
Occorrerebbe coinvolgere non solo istituzioni e ricercatori, ma anche la business community (imprenditori e lavoratori) e associazioni culturali e sociali.
Ad esempio si potrebbe sottoporre ai capi delle imprese più importanti della Brianza, in particolare di quelle operanti nei settori più innovativi, una serie di domande su quali possono essere le condizioni ambientali (ambiente naturale, vita culturale, scuole e università, mercato del lavoro, centri di ricerca, mobilità, servizi sociali) che possono condizionare la loro permanenza e crescita, o al contrario possibili fughe verso lidi più attraenti.
paolo forneris  - sogno....   |77.43.12.xxx |20-05-2008 15:57:12
"(...) che lascia definitivamente il campo quando la FIA decide di non effettuarvi più il Gran Premio (...)"
più che scenario un sogno...
porca sidella, perchè ogni volta mi devo svegliare?!?
Gimmi Perego  - Sogni ma non troppo     |88.42.96.xxx |21-05-2008 15:52:13
Caro Paolo, grazie per il tuo commento.
Tieni presente che la FIA è sempre più attratta dai nuovi paesi emergenti, che offrono impianti nuovi ed adeguati e cifre notevoli per il Gran Premio. A Monza invece le risorse sono scarse e giustamente i vincoli ai cambiamenti dell'impianto notevoli. Il contratto con FIA scade tra qualche anno... Vedremo se verrà rinnovato!

Intanto ringrazio anche Giacomo per il suo commento. Sono a disposizione per ogni occasione che aiuti ad approfondire il dibattito e svegliare un po' i brianzoli!

Gimmi

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