Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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Il lato oscuro della Brianza. Il manicomio di Mombello

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Il lato oscuro della Brianza. Il manicomio di Mombello

A Limbiate, località Mombello, c'è in Villa Pusterla–Crivelli. Uno dei luoghi che più hanno segnato la storia dell’Italia moderna. Napoleone Bonaparte la scelse come suo quartier generale e qui furono prese importanti decisioni storiche come la creazione della Repubblica Cisalpina, la fine della Repubblica di Venezia, la caduta di Genova e furono preparate le basi per il trattato di Campoformio...

Parco di Monza: ecco cosa c'è da fare

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Parco di Monza: ecco cosa c'è da fare

Il materiale su cui lavorare per elaborare una visione di lungo respiro e un piano organico  è ricchissimo. Dagli atti del convegno “Il Parco della Villa Reale di Monza al bicentenario della fondazione” del 2006 alla proposta di legge regionale 435 del 2009. Una ipotesi di elenco di interventi.

In difesa del Cinema Roma di Seregno

Culture ~ Carmela Tandurella

In difesa del Cinema Roma di Seregno

  Dal centro storico di Seregno rischia di sparire uno degli spazi pubblici più amati, più frequentati e più attivi sulla scena culturale cittadina. Lottare perché le sale cinematografiche non vengano espulse dai centri storici vuol dire difendere una idea  di spazi pubblici dove  la socialità sia vissuta come piacere di condividere con altri storie, pensieri, sogni, impegno civile: cultura, insomma.

Anna Mosca: Amo vivere vicino ai confini per poterli varcare

Culture ~ Valentina Selini

Anna Mosca: Amo vivere vicino ai confini per poterli varcare

Incontro con l'artista a proposito di “Luminesia”, progetto per sensibilizzare, incoraggiare a vedere oltre, a sentire, ad arrivare a utilizzare la macchina fotografica con la consapevolezza che anche le emozioni hanno un volto e questo volto va mostrato

Nomadi e Flavio Giurato. Ritorno al futuro

Culture ~ Fabio Pozzi

Nomadi e Flavio Giurato. Ritorno al futuro

BandAutori 2. Nel secondo episodio della rubrica musicale si analizzano i nuovi dischi di due nomi storici ma profondamente diversi tra loro della musica italiana: i Nomadi e Flavio Giurato, tra conferme e sorprese, nuove sfide e legami col passato

La poesia, la crisi, il jazz: Paola Luffarelli alla Notte dei libri 2015

Culture ~ Carmela Tandurella

La poesia, la crisi, il jazz: Paola Luffarelli alla Notte dei libri 2015

Intervista alla cantante intorno all'ultimo album “Nothing to lose” e a Emily Dickinson

La scuola delle arti, la Liberazione, il senso, il consenso. L'esempio

Culture ~ Antonio Cornacchia

La scuola delle arti, la Liberazione, il senso, il consenso. L'esempio

   “Storia di una cicatrice. Italiani io vi esorto alle istorie” il saggio di fine anno della classe di Luca Spadaro per La scuola delle arti chiude il ciclo di 70 Liberazioni

Cari saluti da Monza

Culture ~ Giustino Pasciuti

Cari saluti da Monza

Nel suo nuovo libro, edito da Novaluna, Alfredo Viganò sfoglia la sua raccolta di cartoline d'epoca e l'album dei ricordi

L'Anpi in festa a Besana per i 70 anni della Liberazione

Persone ~ Vorrei

L'Anpi in festa a Besana per i 70 anni della Liberazione

  Dal 24 al 28 giugno 2015 incontri, musica e resistenza

Un Arcangelo per Nova Milanese

Culture ~ Vorrei

Un Arcangelo per Nova Milanese

Al pittore il Segantini-Bugatti 2015. Fino al 5 luglio mostre, incontri, workshop. Un turbine di arte fra Villa Vertua e Villa Brivio

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La Pianura Padana, a suo modo, è un eden di specie animali. Vediamo quali

 

Non è vero che il Nord padano è il regno del cemento e dell’asfalto, della rottura del legame con la natura, della violenza artificiale all’ambiente. Non sono d’accordo. Io non ho mai visto tanti animali come nella cintura milanese. Il mio “Mondo di Quark” inizia a S. Donato e finisce a Monza e spazia da S. Siro a Segrate. Troppa grazia per un rude e bifolco uomo del Sud peninsulare di fronte a cotanto rigoglìo.

Come un novello Darwin (ma cardellini e tartarughe scarseggiano), da mesi annoto le specie che più colpiscono il mio immaginario scientifico. Andiamo con ordine.

 

 

COLOMBO (Columba livia, o anche in calabrese “picciune”)

Premessa: si prega di non utilizzare il termine calabrese in presenza di donne accompagnate da uomini di quella regione, se non volete terminare anzitempo la vostra esistenza, poiché il sostantivo indica qualcosa di propriamente attinente alle gonadi femminili.

Il colombo, già conosciuto a latitudine Sud, prolifera in numero spropositato al Nord, in città e in campagna, su asfalto e su terra. Lo trovi in nugoli che seguono i trattori durante la semina. Ma lì non dà fastidio. Il fastidio lo avverti quando metti in inverno due briciolette di pane sul davanzale sperando di sfamare i passerotti e, invece, chiare prove (caconi che non possono uscire dal corpicino di un passero) indicano che hai pure tu, come l’agricoltore, sfamato loro.

 

 

CORVO (Corvus monedula, o anche in calabrese “corvu”)

Premessa: potete liberamente utilizzare il termine calabrese, senza timori per la vostra vita.

È il terrore e padrone dei cieli. Lo vedi appollaiato sul terrazzo dell’ufficio dove lavori e dal quale, nella stagione degli amori, lancia starnazzi lunghi e lenti da film horror. Dallo stesso terrazzo punta il cibo e parte in picchiata e non puoi fare meno di pensare che, se in USA hanno come simbolo la fiera e maestosa aquila dalla testa bianca, a Milano abbiamo quel che ci meritiamo. Ai più fortunati, può capitare di vedere scene puramente western, come i corvi che in gruppo attaccano e spennano vivo un piccione (vedi la voce precedente nel suo etimo zoologico), oppure che si librano in volo con un budello lungo così di cane morto dalla strada che stai attraversando.

 

ANATRA (Anas platyrhynchos, o anche in calabrese “papara”)

Premessa: il termine calabrese va usato con attenzione nei confronti del genere femminile, se non volete rovinarvi la serata («che hai detto? Ah, volevi dire che sono scema? Scherzavi? Devi vedere come scherzo poi io…»).

Le anatre popolano i canali cittadini, le lingue d’acqua e… pure i campi di mais a luglio dalle parti di Milano Sud. Guidare con prudenza, perché capita di incrociare la mamma anatra che porta a spasso i piccoli sull’asfalto per imparare la beccata sui chicchi caduti. Bisogna attendere che finiscano, perché pure suonando il clacson non si spostano… e fare una strage non sarebbe bello (Konrad Lorenz che mi hai fatto…).

 

AIRONE (Ardea cinerea, il calabrese non lo contempla)

Apri la finestra, esci a comprare il giornale e a volte la quiete viene rotta da grida inumane in alto nel cielo. Sulle prime ti spaventi, poi alzi lo sguardo e capisci: è un grosso uccello gobbo e dal becco aguzzo che ti sta passando sulla testa, in viaggio da uno stagno all’altro. È molto bello, ma non puoi fare a meno di pensare “se questo ora sgancia sono fottuto”.

 

RANA (Hyla arborea, in calabrese semplicemente “rana”)

A qualcuno piacerà (soprattutto da mangiare, come si usa in queste lande), ma vi assicuro che sentirne a viva forza il concerto notturno nelle sere d’estate perché il caldo è così insistente che non puoi chiudere gli infissi, rompe abbastanza le gioie di famiglia.

 

 

RATTO (rattus norvegicus, in calabrese e non solo “zoccola”)

Animale che abbonda anche a Sud, ma almeno a Nord puoi prenderti la soddisfazione di metterlo sotto con l’auto nelle sere nebbiose, circostanza che ha un ché di poetico, in quanto capisci che l’onomatopea fumettistica “puff” esiste, poiché il roditore morto ammazzato fa proprio quel rumore.

 

NUTRIA (Myocastor coypus, in Calabria non lo abbiamo mai visto)

La prima volta vis à vis con ‘sto coso ti fa venire il cuore in gola perchè ritieni di esserti imbattuto in un mostro creato dai veleni dell’industrializzazione e lo racconti pure agli amici del posto:

-          ia cchi zoccola ch’è vistu,

-          cosa?

-          ho visto un topo enorme, grosso così

-          ah, ma ne sei sicuro? Non è che era una nutria?

-          ‘na cosa?

-          una nutria, un castorino. Vicino ai corsi d’acqua è pieno

 

Scettico, hai bisogno di un google qualsiasi per verificare ed eccola, sul tuo schermo, la zoccola enorme del Sudamerica col pelo crespo e marroncino e le glabre gambe posteriori da coniglio, sputata sputata quella vista… e io che mi ero immaginato il castoro simpatico e biondo del Canada, bello tomo tomo e col pelo lucente che se ne va a fare le dighe nel Manitoba…  curi cazzi: a Milano, ti tocca fare i conti con suo cugino immigrato. Terroni, come te, pure gli animali.

Gli autori di Vorrei
Author: Ivan Commisso

Ivan Commisso, classe 1976, mi occupo di analisi dei mezzi di comunicazione in una grande concessionaria di pubblicità italiana. La mia formazione universitaria è economica. Sono giornalista pubblicista, scrivo per lo più di sport e politica (agonismo in entrambi i casi) e mi piacciono le metafore, i dolci e la Calabria.

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Comunicati stampa

20150303 speciale liberazione

20150429 di cosa parliamo

testate-moduli-piu-letti

La matita di
Fulvio Fontana
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