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Legambiente Monza: ventennale mercatino biologico - domenica 26 maggio
Mozart in prima nazionale al Binario 7
Lettera aperta delle associazioni ambientaliste su viale Cavriga
Monza: XI° International Art Action Festival
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La rivista che vorrei
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    Venerdì, 11 Aprile 2008
    LRCV

     

    La rivista che Vorrei
    Testata giornalistica
    registrata presso il Tribunale di Monza, n. 1927 del 24/9/2008
    N° ROC 17857

    Direttore: Antonio Cornacchia

    Comitato direttivo: Antonio Cornacchia (Presidente)
    Simone Camassa, Giorgio Majoli, Pino Timpani (Consiglieri).

    Editore: Associazione culturale Vorrei - Monza
    Codice Fiscale 94612100159

    Soci dell'associazione culturale:
    Romano Bonifacci, Simone Camassa, Ivan Commisso, Antonio Cornacchia, Giacomo Correale Santacroce, Giorgio Majoli, Antonio Piemontese, Fabio Pozzi, Pino Timpani.

    Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

    Tutti i materiali presenti in questo sito sono protetti da diritto d'autore,
    è vietata qualsiasi riproduzione totale o parziale

    senza l'autorizzazione formale dell'editore e degli autori.

     

    Credits

    Progetto editoriale, art direction e realizzazione del sito web
    Antonio Cornacchia

    Redazione e cura dei contenuti
    Redazione di Vorrei

    Piattaforma tecnologica
    Joomla

    Hosting
    Aruba spa

     

     

    La realizzazione di Vorrei è frutto esclusivo del lavoro volontario dei collaboratori.

    Questa rivista non beneficia di nessun contributo da enti pubblici o privati.

     

     

    ***

    La rivista che Vorrei in pillole

     

    Che roba è?

    Il progetto La rivista che vorrei è nato alla fine del 2007 da un appello fatto circolare su internet (qui il blog) in cui si chiedeva se l'informazione disponibile nei dintorni di Monza era ritenuta sufficiente e soddisfacente o meno. La nascita della rivista, pochi mesi dopo, è abbastanza chiara come risposta?

    Una rivista?

    Abbiamo scelto la forma rivista perché pensiamo che di cronaca, di notizie, brevi, lanci, agenzie, news, flash, fuzz e buzz ce ne siano - buoni o cattivi - fin troppi. Quello che accade, più o meno, lo sappiamo già. Vorremmo provare a capire perché accade. Usando le parole, i suoni, le immagini e quelle nuovissime tecnologie chiamate curiosità e intelligenza.

    Di che stanno parlando?

    Messa da parte la cronaca, la nostra attenzione - e quella di chi ci segue - vogliamo dedicarla al territorio, alla cultura, ai rapporti fra le persone e a quanto le persone fanno. O non fanno. Vorremmo tanto riuscire a ridare senso a parole come ambiente, politica, confronto, cultura, contribuendo a grattare via le incrostazioni che ne hanno rovinato la natura originaria, riducendole a slogan, formulette; buone per tutto e per niente.

    Dove?

    Abbiamo un luogo fisico di nascita, Monza e la Brianza, ma ne abbiamo un altro di riferimento - meno tangibile ma altrettanto concreto - che è quello del confronto. Vogliamo riflettere su quello che accade, vicino o lontano che sia. Per questo motivo abbiamo chiesto di partecipare anche a chi in Brianza non ha mai messo piede. A volte occorre fare molta strada per vedere meglio dove siamo.

    Chissà chi ci sta dietro.

    La rivista che vorrei ha un motore semplice e democratico sotto il cofano: i redattori e collaboratori sono editori di se stessi. Non devono rispondere ad una società o a chicchessia. La linea editoriale è definita "dal basso", dall'assemblea dell'associazione culturale "Vorrei", proprietaria della testata, che elegge anche il Comitato di redazione e il direttore.

    Ma con chi ce l'hanno?

    Fra il parlare a chi già è d'accordo con noi e il parlare a chi se ne frega di quel che diciamo, proviamo a cercare un'altra strada. Ragionare con tranquillità, ironia, spirito laico. Questo vogliamo tentare. Chiediamo semplicemente attenzione, bene prezioso in cambio del quale offriamo impegno, voglia di capire, di cercare. Età, stipendio e orientamento politico dei possibili lettori non li stabiliamo a priori. Sappiamo solo che li vorremmo simpatici, intelligenti ed educati.

    Sì, ma a quale mulino porta l'acqua?

    Per statuto La rivista che vorrei non vuole e non può legarsi ad un partito. Ciò non significa rinunciare ad una propria posizione o ad un proprio punto di vista. Anzi. Proprio per non "subire" posizioni e imposizioni, dichiara da subito che quando ci sarà da schierarsi troverà al proprio interno tutto il coraggio necessario per esprimersi e confrontarsi. La foglia di fico dell'equidistanza e di un'ipocrita obiettività non è nel nostro guardaroba, abbiamo delle idee e vogliamo confrontarci, per capire e dare il nostro contributo alla discussione. Siamo pronti ad ascoltare ma non abbiamo nessuna voglia di fare da pedana a nessuno, men che meno da zerbino.

    I soldi del KGB.

    La rivista che vorrei è un progetto no-profit. Talmente no-profit che chi ci scrive, fotografa, disegna, filma o collabora in qualsiasi modo, non solo non ci guadagna ma addirittura ci mette di tasca propria, per pagare i bolli e le tasse che anche una semplice associazione culturale deve sostenere per esistere. Contributi, donazioni e sponsorizzazioni sono benvenute, ma per statuto non possono arrivare da chi opera in palese contrasto con i principi e i valori a cui La rivista che vorrei si ispira e fa riferimento. » Qui è disponibile la versione integrale dello statuto.

    Il solito circolino autoreferenziale.

    Il progetto è nato aperto: in poco tempo si sono avvicinate anche persone che mai si erano incontrate prima nella loro vita, non solo amici e parenti. E così vuole restare. Chi ha voglia di partecipare è benvenuto, le porte sono aperte. Per entrare come per uscire.

    vorreihappyhour

    Brianza-Terra-di-Arte-e-Cultura

    » Qui chi ha già aderito
    » Da qui puoi aderire anche tu

    Scarica gratis

    20130111-scrivere-in-brianza-modIl primo de I libri di Vorrei.
    “Scrivere in Brianza"
    di Azzurra Scattarella
    con le interviste
    a 15 scrittori e poeti.

    Scaricalo gratis ora!

     

    Comunicati stampa

    • 25 maggio 2013: il quarto compleanno di Arci Acropolis
    • "Collezionismi" il 23 maggio (ore 21) al MAC di Lissone
    • CRI Monza - Lezione di disostruzione pediatrica - 25 maggio 2013
    • Legambiente Monza: ventennale mercatino biologico - domenica 26 maggio
    • Comunicato stampa Enpa: rivio iniziative
    • Patrimonio storico Monza: manutenzione nuova segnaletica
    • Cgil MB: lunedì 20 maggio 2013, ore 10, assemblea esodati
    • Sguardi onlus - "Festa di solidarietà 2013" a Monza
    • Al Manzoni di Monza: concorso di Illustrazione, mostra di disegni e premiazione bambini
    • News da Seregno TV (maggio 2013)

    » Archivio dei comunicati stampa

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      Non conoscevo la strategia di diffusione in Italia, articolo interessante e chiaro, approfondirò.
       
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