Vorrei | Rivista non profit

Comunicati stampa

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Siamo felici di invitarvi a partecipare numerosi alle nostre iniziative di questo fine settimana. Venerdi 5 ore 18/20 presentazione del progetto Scuola Famiglia ad indirizzo steineriano. Sabato 6 febbraio vi presentiamo il teatrino "L'Asinello", una fiaba animata con musica dal vivo, scritta dai Fratelli Grimm.

Seguirà un laboratorio.

Vi aspettiamo!

Lo staff di Legambiente Seregno

 

Legambiente Seregno

Associazione di Volontariato

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20831 Seregno (MB) 

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PEDEMONTANA: AMBIENTE COMPROMESSO, AUTOSTRADA “A PEZZI”, RISCHIO DIOSSINA

L’autostrada Pedemontana è arrivata a Lentate sul Seveso e sta scaricando il traffico di percorrenza sulla superstrada Milano-Meda. Un traffico per la verità scarso che è circa il 30% delle percorrenze previste ma quanto basta per portare al collasso una superstrada già di per sé satura. E’ un’autostrada che per la parte sinora realizzata (tratta A e B1 + tangenziali di Varese e Como 1° lotto) ha avuto costi realizzativi altissimi e un impatto devastante per il territorio e l’ambiente, con il bosco della Moronera e della Battù sventrati e intere aree agricole e verdi spazzate via. C’è un altro aspetto da evidenziare: i flussi di traffico scarsi sin dal tempo della gratuità che continuano ad essere tali anche per  l’elevato pedaggio. Flussi che non consentono entrate sufficienti per ammortizzare l’infrastruttura e fare utili. Insomma, pedemontana si conferma un’autostrada inutile. Mancano poi i fondi per il completamento dell’intera autostrada poiché il “project financing” è completamente fallito, le banche han deciso di non investire più e nonostante una dubbia defiscalizzazione vero AIUTO DI STATO (su cui sono state fatte segnalazioni alle commissioni europee per violazione alle procedure), mancano circa 3 MLD all’appello e il denaro sinora investito (1,2 MLD) è solo pubblico. Un vero disastro cui si aggiungono prospettive ancora peggiori. In questo panorama  e in previsione della presentazione del progetto esecutivo della tratta B2 (ancora senza copertura economica), gli ambientalisti di INSIEME IN RETEche sin dal 2007 denunciano l’inutilità e la nocività di quest’infrastruttura - hanno chiesto che prima di qualsivoglia progetto esecutivo si dia rispondenza alle prescrizioni del CIPE e alle norme di legge rispetto ad una delle criticità maggiori: la presenza di DIOSSINA TCDD dell’ICMESA nelle zone della tratta B2 e C che saranno attraversate dall’autostrada. E’ stata una lunga battaglia e, finalmente, ora esiste un Piano di Caratterizzazione per capire, dopo le analisi effettuate, i livelli di concentrazione della diossina e decidere il da farsi e cioè se sia possibile far passare un’autostrada attraverso questi terreni contaminati, se sia necessaria una bonifica che tenga conto della necessità di impedire l’aerodispersione di diossina. Bonifica che, in tal caso, avrebbe costi rilevanti non previsti dal piano finanziario, già in crisi, di Pedemontana.

Uno sviluppo “insostenibile”!

La diossina è il risultato di un pessimo modo di intendere lo sviluppo industriale. Analogamente l’autostrada Pedemontana è stata concepita come un’opera che in nome dello sviluppo può sacrificare l’ambiente. Per questo la Soc. Pedemontana prevedeva una serie di progetti di compensazione ambientale, in una discutibile logica “riparatoria”: si distrugge da una parte, si restituisce parzialmente dall’altra. Di fatto l’autostrada Pedemontana, però, avanza senza nemmeno rispettare le progettazioni iniziali: la Tratta A di Pedemontana è percorribile dal gennaio 015 ma di tutti i progetti di COMPENSAZIONE AMBIENTALE, solo quello di Cassano Magnago - peraltro ridotto - è in fase di progetto esecutivo. La tratta B1, aperta a novembre 015, non contempla nel cronoprogramma le previste compensazioni ambientali ed è incompleta di molte opere accessorie e di connessione. A rischio anche la promessa Greenway, che avrebbe dovuto accompagnare tutta la tratta autostradale con un percorso di viabilità lenta per biciclette e percorribilità pedonale.

Dire la verità, fare la cosa giusta

Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti, ma c’è ancora chi, nelle istituzioni, cerca di non dire la verità. Una verità che proclama l’assenza di una programmazione economica finanziaria sensata e, ancora più l’assenza di risorse per la realizzazione dell’opera così com’era stata concepita e approvata dal CIPE. Adesso lo scenario è completamente trasformato, adesso è il momento di dire la verità su quello che non può essere realizzato. Il re è nudo. Quello che Pedemontana e Regione Lombardia non dicono è che i soldi non ci sono e non saranno sufficienti, che questo modello di viabilità su gomma non regge più e che vanno trovate SOLUZIONI DIFFERENTI a quest’inutile autostrada. E’ essenziale che i lavori si fermino lì dove sono arrivati e che si verifichi come intervenire per sistemare le gravi criticità che sono state causate, riducendo quanto più possibile il danno per le comunità e per l’ambiente. Difendere il territorio dallo scempio che è sotto i nostri occhi e che si scarica  sui comuni già feriti dal disastro diossina è il primo passaggio per riprogettare insieme – istituzioni e territorio – uno sviluppo veramente sostenibile, che deve riguardare la riqualificazione di tutti i sistemi di viabilità “lenta”, il potenziamento del trasporto pubblico e su ferro.

Seveso/Meda, 1 febbraio 2016

Coordinamento Ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE

TANGO’S GEDANKE  The Bosso Concept Ensemble
 Il Tango: un pensiero triste che si balla  13 febbraio 2016 - ore 21,00

VILLASANTA (MB) | Teatro Astrolabio | via Mameli 8

Il quarto appuntamento dell’anno con Brianza Classica è in programma per sabato 13 febbraio, alle ore 21.00, al Teatro Astrolabio di Villasanta

Il concerto, che vedrà esecuzioni musicali accompagnate da testi recitati, introdurrà il pubblico nell’universo del tango, bene culturale protetto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’Umanità dal 2009, linguaggio e fenomeno vivo di cultura. Dire che è «un pensiero triste che si balla» (frase di Enrique Santos Discépolo, paroliere di Carlos Gardel, il più amato tra i cantori del tango), non ne esaurisce la ricchezza di senso. 

The Bosso Concept Ensemble saprà raccontare la storia di questo appassionante genere musicale grazie all’uso del bandoneon, strumento insostituibile per l’esecuzione del tango, e attraverso le note di Piazzolla, Arroyo, Salgàn e dello stesso Jorge Bosso, immergendo gli ascoltatori nell’ombra del non detto e nella malinconia di cose perse o lontane, in un mondo colmo di miti, in­tri­ghi, rav­vol­gi­men­ti, bugie e ve­ri­tà.

Il prossimo appuntamento è in programma per il 20 febbraio ad Arcore

TESTIMONIANZA CONGIUNTA “COMPAGNI DI VIAGGIO”

I Percorsi nella memoria 2016 organizzati dal Consorzio Brianteo Villa Greppi chiudono con un evento eccezionale, unico e probabilmente irripetibile. Quattro testimoni, sopravvissuti ai lager nazisti, raccontano insieme la propria esperienza di deportazione  sabato 6 febbraio alle 16.00 presso l’Antico Granaio del Consorzio Brianteo Villa Greppi.

Vittore Bocchetta (98 anni), Ines Figini (94 anni) , Venanzio Gibillini  (92 anni), e Sultana Razon (84 anni), deportati a Flossemburg, Ravensbruck, Auschwitz Birkenau, Dachau, Bergen-Belsen si troveranno per ricordare e raccontare, anche in memoria di Italo Tibaldi, a cui sono dedicati i Percorsi 2016 che, deportato giovanissimo a Mauthausen, dopo il ritorno in Italia ha dedicato la sua vita a ricostruire le deportazioni dall’Italia ai lager nazisti riportandole nel suo libro “Compagni di Viaggio”.

Vittore Bocchetta, classe 1918, ha operato nel CLN Veronese, dal ’41 inizia a subire arresti e a trascorrere periodi di prigionia. Nonostante tutto riesce a laurearsi in Filosofia, ma nel luglio del ’44 viene arrestato nuovamente e deportato a Bolzano e poi a Flossemburg e Hersbruck. Trova la libertà riuscendo a nascondersi e fuggire durante la marcia della morte del ’45. Rientrato in Italia alla fine della guerra decide di partire e si stabilisce in Venezuela e poi a Chicago, dove ottiene il Ph.D. (Doctor of Philosophy) e dove lavora come critico d’arte e come docente di Letterature Comparate presso alcune Università. Dal ’72 si dedica completamente alla pittura e alla scultura, ricevendo importanti riconoscimenti. Alcune sue opere sono oggi esposte nei più importanti musei americani, come il Chicago Cultural Center o lo Smithsonian American Art Museum di Washington.

Venanzio Gibillini è nato in Francia nel 1924. Residente a Milano con la famiglia, lavorava al deposito locomotive di Milano-Greco. Arrestato nel luglio del 1944 con l’accusa di sabotaggio, è stato trasferito in Germania, dopo una breve detenzione nel carcere di San Vittore. Imprigionato prima nel lager di Flossenbürg e poi in quello di Kottern (sottocampo di Dachau) è riuscito a fuggire a Pfronten nel 1945, durante la “marcia della morte” durata due giorni. Da anni racconta la sua storia di deportazione ai ragazzi delle scuole.

Sultana Razon Veronesi, classe 1932 , testimone della prigionia in giovanissima età insieme all’intera famiglia viene rinchiusa prima nel campo fascista di Ferramonti di Tarsia, poi spostata al confino a Taglio di Po e infine imprigionata nel campo di Fossoli. Viene deportata  in Germania nel lager di Bergen Belsen e si salva grazie ad un’intuizione del padre.  Solo da un paio di anni ha deciso di raccontare la sua storia di deportata. Ha di recente scritto il libro autobiografico: “Il cuore, se potesse pensare”.

Ines Figini è nata il 15 luglio 1922 a Como, dove ancora risiede. Giovanissima lavoratrice alla Tintoria Comense, nel marzo 1944 si trova a difendere dei compagni di lavoro che avevano partecipato ad uno sciopero e per questo viene arrestata e deportata prima a Mauthausen, poi ad Auschwitz Birkenau ed infine a Ravensbrück. La sua liberazione avviene durante la marcia della morte nella primavera del 1945. Oggi, all’età di 92 anni, conserva la grande forza di volontà dei testimoni, una forza che la spinge a raccontare la sua storia di deportata.

 

“Uniti per la Brianza”: intesa con le polizie locali per incrementare la sicurezza urbana

tavoli di coordinamento al via in Provincia

per servizi congiunti di vigilanza, pattugliamento e presidio del territorio

 

Monza, 3 febbraio 2016. Su conclude oggi il calendario di incontri organizzati dalla Provincia con i comandi delle Polizie Locali della Brianza: quattro le aree individuate - anche su input del Comitato Provinciale dell’Ordine e della Sicurezza pubblica istituito presso la Prefettura - per ottimizzare le risorse umane e strumentali in tema di sicurezza e aumentare la vigilanza e la presenza della forza pubblica sul territorio. L’obiettivo è la sigla di protocolli operativi tra Comuni finalizzati ad incrementare la presenza delle Polizie Locali attraverso servizi di pattugliamento in forma associata e coordinata, anche razionalizzando gli interventi, i mezzi tecnologici e le strutture impiegate e favorendo l’omologazione delle procedure operative adottate; le sinergie adottate, inoltre, consentiranno di accedere ai finanziamenti regionali. “Vorremo varare una serie di associazioni intercomunali per garantire presidi omogenei in tutta la Brianza – spiega Gigi Ponti, Presidente della Provincia MB – anche avvalendoci dell’ausilio e delle dotazioni a disposizione degli agenti della Polizia Provinciale “ Le associazioni intercomunali di Polizia Locale saranno individuate sulla base dell’omogeneità del territorio, del numero degli abitanti e dei confini territoriali contermini, ciascuna con una Compagnia di Carabinieri di riferimento. Una prima proposta di aggregazione suddivide così il territorio MB:

 

ZONA GROANE

Barlassina, Cogliate, Lazzate, Misinto, Ceriano L.;

Limbiate, Varedo, Bovisio Masciago, Cesano Maderno;

BRIANZA CENTRALE

Lissone, Desio, Muggiò, Nova Milanese;

Meda, Seveso, Lentate sul Seveso;

ZONA EST

Bellusco, Cavenago Brianza, Mezzago;

Agrate Brianza, Carugate (MI);

Cornate d’Adda, Bernareggio-Aicurzio, Ronco Briantino, Roncello, Burago Molgora, Sulbiate, Busnago, Caponago;

Brugherio, Villasanta, Concorezzo, Arcore;

Vimercate, Ornago, Carnate;

ALTA BRIANZA

Seregno, Albiate;

Renate, Veduggio con Colzano, Cassago Brianza (LC);

Besana in Brianza;

Giussano, Carate Brianza, Briosco, Verano Brianza;

Usmate Velate, Lesmo, Camparada, Correzzana;

Macherio-Sovico, Vedano al Lambro, Triuggio, Biassono,

Monza;

Era un campione ammirato e celebrato. E’ diventato un mito il 1° maggio del 1994, quando, a 34 anni, perse la vita in seguito ad un gravissimo incidente sulla pista di Imola. Ayrton Senna è stato senza dubbio un pilota straordinario, un uomo - soprattutto - che ha lasciato un segno indelebile non solo nell’universo sportivo. L’idea della mostra “Ayrton Senna. L’ultima notte”, allestita negli spazi dell’Autodromo Nazionale Monza, Museo della Velocità dal 17 febbraio al 24 luglio 2016, nasce dal libro scritto dal giornalista Giorgio Terruzzi intitolato “Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna” (editore 66THAND2ND, collana “Vite inattese”, 2014). Un romanzo avvincente da cui emergono gli ultimi momenti della vita e le riflessioni del grande pilota nel suo approssimarsi al momento fatale. Attraverso una selezione di circa cento fotografie di Ercole Colombo – uno dei più grandi fotografi della Formula 1 - la mostra intende raccontare la carriera sportiva, ma anche gli aspetti più intimi del campione brasiliano. Il percorso espositivo, arricchito dai testi di Giorgio Terruzzi, ripercorre i momenti più significativi di Ayrton Senna: gli inizi con il kart, l’esordio nel mondo della Formula 1, le vittorie e le sconfitte storiche, gli amici colleghi e i piloti rivali, il rapporto complesso con Alain Prost, gli amori, la fede, le dinamiche famigliari e le sue ultime, drammatiche ore in pista. La mostra presenta inoltre alcuni oggetti di Senna tra i quali il kart originale del 1979 con cui il pilota, agli esordi della sua carriera, vinse diverse gare che rivelarono ben presto il suo grande talento. Da semplice divertimento giovanile, il mondo dei motori si trasforma rapidamente nella sua vera ragione di vita. Le corse e le competizioni diventano per Ayrton un mezzo per esprimersi e per andare oltre. Una passione irrefrenabile, ma anche un sentimento contrastante che spesso ha reso difficile la sua esistenza, i rapporti professionali e affettivi. Il pubblico avrà la possibilità di immergersi in un racconto emozionante e coinvolgente che culmina con l’ultima notte del pilota, trascorsa nell’ormai celebre “Suite 200” dell’Hotel Castello a Castel San Pietro, vicino al circuito di Imola. In una sala suggestiva, in una stanza sospesa nel tempo e nello spazio, i visitatori potranno condividere le sensazioni, le riflessioni di una notte colma di pensieri dalla quale emerge il ritratto inedito di un campione, ma anche e soprattutto di una persona particolarmente sensibile, la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile. La mostra, a cura di Giorgio Terruzzi e di Ercole Colombo, è ideata, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con l’Autodromo Nazionale Monza e con il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

Lettera aperta ai Consiglieri della Camera di commercio di Monza e Brianza, alle associazioni di categoria, alle istituzioni del territorio

Il personale della Camera di Commercio di Monza e Brianza rende noto il proprio intendimento in merito al possibile futuro di questo ente, come emerso in occasione dell’Assemblea del personale dello scorso 28/01. Nata nel 2007, la nostra Camera si è insediata in tempi rapidi, e pur potendo contare su un numero limitato di risorse umane ha assicurato l’effettività e l’efficienza delle attività nel giro di pochi mesi, laddove altre esperienze della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese raccontano una storia ben diversa. Con il tempo siamo cresciuti, garantendo sempre più servizi e risorse al sistema imprenditoriale locale e ci siamo distinti quale punto di riferimento per le imprese, i professionisti, gli operatori economici e i portatori di interesse del territorio.

Dal 2008 ad oggi abbiamo riversato 25 milioni di Euro alle imprese del territorio per progetti di sviluppo aziendale, risorse che hanno avuto un effetto moltiplicatore e hanno attivato investimenti e occupazione sul territorio. Solo per citare alcuni numeri abbiamo formato gratuitamente 11.500 imprenditori, prestato consulenza gratuita a 4.500 aspiranti imprenditori, portato all’estero 11.000 imprese, e supportato oltre 7.000 aziende nella ricerca di bandi e finanziamenti. Contributi, formazione, internazionalizzazione, credito e innovazione, mediazione e regolazione del mercato, informazione economica, gestione dei SUAP: questo l’elenco - decisamente parziale - delle attività che questo ente è riuscito a potenziare sul territorio. Grazie alla nostra struttura amministrativa snella ed efficiente, siamo giunti ad avere un solido equilibrio finanziario,  tanto che – anche con il drastico taglio del 50% del diritto annuale (lo stesso taglio che mette a rischio la sopravvivenza di molti enti) - restiamo perfettamente in grado non solo di mantenere la nostra stabilità finanziaria ma anche di continuare a riversare risorse sul territorio.

E nonostante gli interventi legislativi - alcuni già approvati, altri solo annunciati- abbiano ristretto la capacità di riversare risorse sul territorio e reso incerto il futuro nostro e delle nostre famiglie,  la qualità dei servizi non è mutata, continuando ad operare nel tentativo di “fare di più con meno”. Oggi ci troviamo ad un punto fondamentale per il futuro del nostro ente e di noi lavoratori. Perché ad essere in gioco non sono solo i nostri destini professionali, quelli delle nostre famiglie, ma soprattutto quello dell’intero sistema che abbiamo contribuito a creare. Se le riforme paventate dal Governo prenderanno corpo, nei termini sinora trapelati, il nostro organico sarà oggetto di un drastico taglio del 15%, quando già le risorse umane attuali sono ben al di sotto della pianta organica prevista per il nostro ente.

Il taglio del personale arriverebbe al 25%, qualora intervenisse un qualunque accorpamento con altre Camere, che peraltro, stando alla bozza di decreto in circolazione, comporterebbe anche la soppressione delle sedi periferiche, quale verrebbe ad essere la nostra. Ed è proprio su questo punto che intendiamo richiamare la vostra attenzione. La Camera di Commercio di Monza e Brianza, infatti, è  – alla stregua dei criteri indicati dalla Legge Delega - in grado di restare autonoma, potendo contare su un numero di imprese iscritte ben oltre la soglia fissata di 75.000.

Né vi sono, d’altro canto, ragioni di ordine finanziario che rendano necessario o anche solo auspicabile tale accorpamento: come detto, infatti, il nostro Ente gode di un elevato – ed invidiato - grado di stabilità economica e solidità patrimoniale. Lo dimostrano i dati sull’indice di rigidità elaborato da Unioncamere  che collocano il nostro ente al terzo posto in Italia per capacità di riversare risorse sul territorio, solo dopo Bergamo e Brescia. I costi legati a noi, ovvero al personale, al nostro lavoro e le spese di funzionamento della struttura sono più leggeri rispetto a quanto succede nelle altre realtà camerali.

E allora non possiamo che chiederci, e chiedervi, quale senso ci sarebbe nel dissipare questo patrimonio di conoscenze, di professionalità e di servizio al territorio?

Dove finirebbe il sistema, la struttura che ha garantito a voi, alle vostre imprese, così come a tutti gli utenti, di fruire di questi servizi?

Come sarebbero impegnate le risorse che le imprese della Brianza versano attraverso il diritto annuo?

Quale sorte avrebbe la rappresentanza di un territorio che siamo orgogliosi di servire e che abbiamo raccontato in questi anni dando voce alle eccellenze, alle identità e alle storie della Brianza?

A chi gioverebbe la scelta di un accorpamento?

Non certo a noi, lavoratori, e questo ve lo possiamo assicurare. Ma neppure a voi imprenditori, operatori ed istituzioni del territorio, che perdereste la certezza di avere risorse, umane e economiche dedicate. E infine a nessuno di quanti – e sono molti, moltissimi - nel corso di questi anni hanno individuato nel nostro ente un punto di riferimento sul territorio. E allora, poiché siamo certi che il Vostro intento sia esclusivamente quello di difendere il bene del nostro territorio e le nostre imprese, vi chiediamo, ancora una volta: perché?

Vi sta parlando chi, ogni giorno, è a contatto con le imprese, le conosce “per nome e cognome”, le supporta nel commercio all’estero, per partecipare a una fiera, per aggiornarsi nella formazione, per partecipare a un bando d’innovazione, se devono ottenere un certificato, una visura, un bilancio, o se hanno bisogno di un punto d’ascolto nella lotta contro l’usura e l’estorsione. Lavorando - chi faccia a faccia, chi nelle retrovie - in questi otto anni abbiamo raccontato il nostro territorio: la Brianza, operosa che difficilmente si arrende, orgogliosa e ritrosa al tempo stesso, generosa e silenziosa. Nella nostra quotidianità abbiamo dato forma alle straordinarie intuizioni dei nostri organi di governo per servire al meglio il nostro territorio.

Per questo, non resteremo a guardare: nel proclamare lo stato di agitazione, dichiariamo la nostra più ferma contrarietà sia ai contenuti del decreto, così come circolati nella bozza, che a qualunque ipotesi di accorpamento del nostro ente.

Chiunque abbia a cuore gli interessi della Brianza – crediamo - non potrà che fare altrettanto.

Monza, 02 febbraio 2016                                                                                      

I dipendenti della Camera di commercio di Monza e Brianza

La Proloco Villasanta organizza:

dal 20  al 28  febbraio

 "TRAMWAY A VAPORE"

Monza - Barzanò - Oggiono

Storia dell'antico tranway della Brianza,

legame tra paesi, uomini e culture

 Mostra espositiva

Inaugurazione sabato 20 febbraio ore 16.00

apertura mostra

da martedì a venerdì dalle 15.00 - 18.00

sabato e domenica 10.00-12.00  e 15.00-18.00

 Villa Camperio

Villasanta - Via Confalonieri

BRUNI E DE CAPITANI INTERPRETANO

IL VIZIO DELL’ARTE DI ALAN BENNETT

AL CINETEATRODUSE DI AGRATE BRIANZA

Monza, 1 febbraio. Il terzo appuntamento della Stagione Binario Duse, a cura de La Danza Immobile in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Agrate Brianza, è con Il vizio dell’arte in scena venerdì 12 febbraio, ore 21.00, presso il Cineteatro Duse.

«Pensavamo che Alan Bennett non fosse in grado di ripetere il successo di The History Boys, ma con The Habit of Art è senza ombra di dubbio riuscito di nuovo a fare il botto. Irriverente e spassosa, ma anche profondamente e inaspettatamente commovente, la sua è una pièce che parla di teatro, di poesia e di musica, di etica e della paura di invecchiare, anche se sembra che Bennett, invecchiando, sia diventato più coraggioso e più ambizioso che mai. [...] Sono veramente pochi i lavori che ricordo in cui risate, commozione, ingenuità e tecnica si intrecciano con una simile abilità. The Habit of Art è sicuramente un grande successo». Così ne ha scritto The Telegraph.

Ferdinando Bruni e Elio De Capitani non potevano che condividere l’entusiasmo con cui la stampa inglese ha accolto questo testo proseguendo, dopo la lunga e felice esperienza di The History Boys, la loro esplorazione del teatro di Alan Bennett.

Il vizio dell'arte è un esilarante gioco di "teatro nel teatro". Si assiste alla prova di una nuova produzione del National Theatre, intitolata Il giorno di Calibano: cuore del play è l’incontro tra Wystan Hugh Auden e Benjamin Britten, che si rivedono, ormai anziani, dopo vent'anni di lontananza. Per Bruni e De Capitani due splendidi ruoli con cui confrontarsi: il primo, che firma anche traduzione e regia con Francesco Frongia, interpreta la parte del poeta inglese e il secondo quella del compositore.

L'ironia di Bennett non emerge solo nel confronto serrato tra i due protagonisti, che si sdoppiano nei ruoli degli attori e dei loro celebri personaggi. Intorno si agitano gli altri interpreti, l'autore, il direttore di scena e i tecnici, tutti alle prese con le idiosincrasie, le insicurezze e i vizi di ogni compagnia teatrale che si rispetti, descritte con l'acutezza e la cattiveria di che le ha vissute dall'interno. Nella produzione dell'Elfo questi ruoli saranno interpretati da Ida Marinelli, Alessandro Bruni Ocaña, Umberto Petranca, Michele Radice, Vincenzo Zampa e Matteo de Mojana.

RASSEGNA STAMPA

Con la messinscena del Vizio dell'arte di Alan Bennett il Teatro dell'Elfo conferma la felice vena creativa che sta esprimendo da qualche anno, e centra ancora l'obiettivo dopo un'impressionante serie di successi. Al di là dei singoli risultati, colpisce l'irriducibile costanza del cammino intrapreso: sottovalutare l'unicità di un simile percorso vuol dire non comprendere come questa compagnia abbia saputo adattare la propria storia alle esigenze di un nuovo pubblico, di un nuovo spazio, di una nuova forma di consumo culturale, senza snaturarsi, ma incarnando un profondo impulso di cambiamento. Al crocevia di queste fortune c'è, non a caso, ancora Bennett, che col suo History boys è assurto, nel 2010, a vero nume tutelare dei primi passi nella "multisala" milanese. L'autore inglese, per gli attori e i registi dell'Elfo, si sta rivelando un importante punto di riferimento: le sue pièce sono brillanti, provocatorie, intelligenti, elegantemente trasgressive. Si riallacciano a una tradizione, ma la loro scrittura appartiene inequivocabilmente al nostro tempo.

Renato Palazzi, Il sole 24 ore

La "commedia nella commedia" ricostruisce tra verità e fantasia, ridicolo e crudeltà, questo rapporto (tra Auden e Britten) fatto di intelligenza, cultura, passione per l'arte, ma anche reciproca diffidenza e attrazione sessuale. Si parla della vecchiaia, del teatro, di arte, vita, omosessualità, tutte cose che Bennett attraversa con la consueta ironia e leggerezza dei suoi dialoghi, tra un "vaffa" di Auden a Britten e un pensiero sulla perdita dell'innocenza, tra la voglia di consumare una "marchetta" e un interrogarsi sulla conoscenza. Il tema è, dunque, dei più rigorosi e l'uso del teatro nel teatro apre una percezione diversa della realtà che ci viene raccontata.                                                                         

Anna Bandettini, la Repubblica

Ma poi a esser bello è lo spettacolo, non solo perché dà vita. È bello per come la dà. Ida Marinelli, la regista, è in ombra e però in grado di salire alla ribalta dei sentimenti come sempre le accade. Elio De Capitani, con il suo parrucchino, sembra un omosessuale inglese più omosessuale di Britten: a volte ci fa ridere, a volte tocca corde più segrete.

L'interpretazione memorabile è di Ferdinando Bruni: per come si è invecchiato (con pancia e spalle cadenti), per come trascina i piedi nelle pantofole; per come si tira giù il golf ogni minuto; per come irride ed è ben lontano dal temere la morte che verrà.

Con loro, Umberto Petranca, il biografo; Tim, il prostituto; e Michele Radice, l'autore del testo nel testo che si deve rappresentare, di cui è eroe Calibano, l'uomo che niente altro vuole se non la conoscenza.

Franco Cordelli, Corriere della Sera

Con la maturità gli Elfi hanno trovato la loro età dell'oro. Coerenti nella scelta di testi e autori, per lo più di provenienza angloamericana, da qualche stagione non sbagliano un colpo. Il vizio dell'arte di Alan Bennett lo conferma. Tra l'entusiasmo di un pubblico che si lascia stregare ma non blandire.

Agile e curatissima, la regia di Bruni e Francesco Frongia è in felice sintonia con il testo, i suoi dentro e fuori, il suo umorismo colto. Sul palco tutto aperto dell'Elfo si mescolano gli attrezzi della sala teatrale e la scenografia della disordinata stanzetta di Auden, i piani si intrecciano, ma la visione resta: nitida. Anche nei song, quando a cantare sono i mobili o le rughe.

Una delle migliori prove di Ferdinando Bruni, arrogante stropicciato Auden e capriccioso, fragile Fitz. Questione di voce, timbri, il vero protagonista è lui. Con Elio De Capitani che regge il gioco dando al suo Britten le sfumature del tormento represso e al suo Henry la malinconia ironica dell'attore eterno secondo. Ida Marinelli, Umberto Petranca, Alessandro Bruni Ocaña, Vincenzo Zampa, Michele Radice, Matteo de Mojana completano un cast tutto da applaudire.

Sara Chiappori, la Repubblica

 

STAGIONE 2015/2016

BINARIO DUSE

Venerdì 12 febbraio, ore 21.00

IL VIZIO DELL’ARTE

di Alan Bennett

traduzione di Ferdinando Bruni

regia Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

con Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Ida Marinelli, Umberto Petranca, Alessandro Bruni Ocaña, Vincenzo Zampa, Michele Radice, Matteo de Mojana

luci Nando Frigerio

suono Giuseppe Marzoli

costumi Saverio Assumma

musiche dal vivo Matteo de Mojana

voce registrata Giorgio Gaddi

produzione Teatro dell'Elfo

CINETEATRO DUSE

via Marco D’Agrate, 49 | Agrate Brianza (MB)

Biglietti: intero € 15 | ridotto (under 25 - over 60) € 10 | under 18 € 6

BIGLIETTERIA:

Da lunedì a venerdì, dalle 15.30 alle 18.30, presso il Teatro Binario 7 (via Filippo Turati, 8 | Monza)

Venerdì 12 febbraio, dalle ore 19.00, presso il Cineteatro Duse (via Marco D’Agrate, 49 | Agrate Brianza)

Informazioni e prenotazioni:

Tel. 039 2027002

biglietteria@teatrobinarioduse.com

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Ok da Giunta di Monza a nuovo Piano anticorruzione: intensificati i controlli interni e soddisfatti tutti i parametri sulla trasparenza

Monza, 02 febbraio 2016 - La Giunta comunale ha approvato il Piano di Integrità e Anticorruzione per il triennio 2016-2018, che contiene conferme ed aggiornamenti dei precedenti piani. Per la sua realizzazione si è ricostruita una mappa dei rischi di esposizione al fenomeno corruttivo utilizzando le informazioni rilevate nelle analisi dei procedimenti e dei processi del 2014-2015 e si sono puntualizzate tutte le misure previste di contrasto. E’ stato inoltre costituito un team di lavoro che ha elaborato un nuovo sistema di controllo di gestione e valutazione della performance amministrativa e di monitoraggio degli obblighi di trasparenza.  Infatti il Comune di Monza adempie a tutte le voci della “Bussola della Trasparenza” soddisfacendo 66 indicatori su 66. Sono state effettuate giornate di formazione specifica su questi temi, prevedendo per il 2015 un minimo di 4 ore annue obbligatorie per tutti i dipendenti e un minimo di 8 ore l’anno per dirigenti e funzionari delle aree più esposte a rischio. L’analisi delle schede di valutazione dei corsi compilate dal personale ha permesso di rilevare un sostanziale miglioramento delle conoscenze e una valutazione positiva circa l’efficacia dei corsi stessi a livello di prestazioni professionali. Seguendo poi le linee guida tracciate dal Piano di Integrità e Anticorruzione 2013, è stata mantenuta la rotazione obbligatoria degli incarichi dirigenziali, che proseguirà a cadenza quinquennale e sarà sottoposta ad una valutazione specifica. La prima rotazione è prevista nel 2017, per le posizioni a più elevato rischio. Sono stati operati poi numerosi controlli, da quelli sulle decisioni degli organi politici (tutte le delibere consiliari e oltre il 90% delle delibere di Giunta) a quelli sulla presenza in servizio del personale, con 120 verifiche nel 2014 e 128 nel 2015 effettuate dai Dirigenti e registrando una sola anomalia che ha dato luogo a procedimento disciplinare. Per facilitare il compito di whistleblowing, dal gennaio 2014 è attiva una casella di posta elettronica a disposizione del personale che, in condizione di totale riservatezza, può segnalare comportamenti anomali e fatti rilevanti.  Ulteriori controlli vengono effettuati sugli organismi ed enti partecipati del Comune, attraverso indagini a campione su aspetti quali il trattamento economico degli amministratori e del personale e l’utilizzo del patrimonio comunale (autoveicoli e immobili) da parte di dirigenti e amministratori. Infine il Piano prevede alcuni miglioramenti programmati, tra cui spicca quello inerente il sistema informativo per la gestione dei dati, dei documenti e dei provvedimenti, e che già nel 2015 ha interessato le procedure di pubblicazione all’albo e lo svolgimento delle fasi di ammissione alle procedure di selezione del personale e dei collaboratori autonomi.

Ufficio stampa del Comune

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