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Comunicati stampa.

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Expo: opere dei Musei Civici di Monza in prestito a Milano per le mostre internazionali

Expo: opere dei Musei Civici di Monza in prestito a Milano per le mostre internazionali

Monza, 23 marzo 2015 - Sono 4 le opere dei Musei Civici di Monza che sono state richieste e concesse a importanti realtà espositive che organizzano mostre a Milano nell’ambito di EXPO 2015. Si tratta del “Prigioniero croato”, olio su tela di Anselmo Bucci, prestata alle Gallerie d’Italia per la mostra “La grande guerra. Mito e realtà”, in programma dal 1 aprile; “Tanaquil”, incisione bulino su carta, esposta nella mostra “D’après Michelangelo. La fortuna dei disegni per Tommaso Cavalieri nella grafica, nella pittura e nelle arti applicate”, in programma al Castello Sforzesco dal 16 settembre. Due importanti opere di Salvatore Fancello e Pompeo Mariani, in esposizione dal 26 marzo al Museo delle Culture di Milano, nuova sede museale che aprirà i battenti proprio in quel giorno. Si tratta de “La partenza del legionario”, di Fancello e di “Veduta al Cairo”, olio su tela di Mariani, quest’ultima presente nel percorso espositivo permanente del nuovo museo civico di Monza Casa degli Umiliati e che per il periodo di assenza sarà sostituita da un’altra opera dello stesso autore, “Ulivi a Bordighera”. Per l’opera di Fancello, bassorilievo a piastrelle di ceramica smaltata, l’accordo prevede un intervento di restauro a carico del Comune di Milano e dell’organizzatore della mostra. L’opera è la gemella di “Lavori campestri”, dello stesso autore, attualmente esposta nel museo cittadino monzese e anch’essa sottoposta a lavori di restauro finanziati grazie al contributo dei cittadini nell’ambito della campagna lanciata dal comune, PartecipArte. Le due opere furono esposte insieme alla Triennale di Milano, nel 1936.

Ufficio stampa del Comune

 

Mercoledì inaugurazione mostra sul recupero dell’area dell’ex Macello di Monza.

Mercoledì inaugurazione mostra sul recupero dell’area dell’ex Macello di Monza. Ore 18.30, Urban center (via Turati 6). Con sindaco e assessori Colombo e Marrazzo e autori studio.

Monza, 23 marzo 2015 - “Corpi sospesi, luoghi in attesa”. E’ il titolo della mostra promossa dal Comune di Monza sul recupero dell'area dell'ex Macello che sarà inaugurata mercoledì 25 marzo alle ore 18.30 all’Urban center di via Turati 6. Saranno presenti il sindaco Roberto Scanagatti, l’assessore alle Politiche del territorio, Claudio Colombo e l’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Marrazzo.  La mostra esporrà il lavoro di due architetti del Politecnico di Milano, Francesco Nobili e Andrea Zecchetti, che hanno posto al centro della loro tesi di laurea un’originale e articolata idea di recupero. Alla presentazione sarà presente anche Arturo Lanzani, docente del Politecnico ed estensore del documento di piano cittadino. “L’area – commenta l’assessore Colombo - costituisce un bene prezioso per la nostra città, attualmente in gran parte dismessa e in stato di notevole degrado ma ricca di potenzialità. Il nuovo documento di piano ha dato alcune indicazioni, sulle quali vogliamo aprire una discussione pubblica e partecipata. Il lavoro dei due architetti segnalatoci dal Politecnico dimostra l’attenzione del mondo accademico e culturale nei confronti di una parte importante del tessuto urbano monzese. La mostra all’Urban center sarà quindi un primo momento di confronto con la città e, in particolare, con i quartieri maggiormente interessati a cui seguiranno altri appuntamenti”.

Ufficio stampa del Comune

 

Primi eventi targati Monza Bike Friendly

Monza, 20 Marzo 2015 - Con EXPO alle Porte, il tema di una mobilità più sostenibile diventa cruciale e sono tanti gli interventi in questo senso che vanno promossi e integrati, come la possibilità di arrivare a EXPO in bicicletta o l'incremento di servizi a favore di chi si sposta in bicicletta. 

Il sottoprogetto n.9 del programma "Monza emozione vera – Monza true emotion" nell'ambito del bando di Regione Lombardia sui "Distretti di attrattività", con l'obiettivo di migliorare l'attrattività del territorio di Monza in vista di EXPO2015, è tutto dedicato alla promozione del cicloturismo in città e vede il coinvolgimento del DESBri, Distretto di Economia Solidale Monza e Brianza.  Sono stati a questo scopo coinvolti tutti gli operatori del territorio che si occupano a diverso titolo di bicicletta (da chi le produce a chi le ripara, da chi le noleggia a chi organizza itinerari turistici) per condividere e sviluppare buone pratiche e progetti per la promozione del cicloturismo in città.

Con la presente vi segnalo i primi eventi nati in seno al progetto, il primo dei quali si svolgerà Domenica 29 Marzo nel parco di Monza. Si tratta di una biciclettata guidata gratuita all'interno del Parco di Monza (accompagnamento a cura di PBS Team) che si concluderà con la possibilità di pranzare usufruendo di uno speciale Menu del Ciclista al prezzo promozionale di € 12,00 nei punti ristoro aderenti (al momento Cascina del Sole, Osteria del Dosso, Chiosco della Montagnetta,Bar La Torretta, Bar Cavriga, Bar Chiosco Villasanta, Le cucine di Villa Reale).Consigliata la prenotazione.

Il menu resterà in vigore tutti i giorni a pranzo ed è riservato ai ciclisti: un accordo frutto della disponibilità degli operatori coinvolti nel progetto. Tante le collaborazioni che stanno nascendo per incentivare l'uso della bicicletta in città e facilitare la vita dei ciclisti, continuate a seguirci!

Fra le iniziative in corso, la creazione di una rete di esercizi commerciali e locali "Bike Friendly": continua la raccolta di adesioni! http://des.desbri.org/news/realizzazione-monza-rete-esercizi-commerciali-e-locali-bike-friendly.

DESBri

www.desbri.org

desbri.expodiffuso@gmail.com 

 

Ultimo spettacolo della prosa in abbonamento: un giallo espolivo al Manzoni di Monza

“TRAPPOLA MORTALE”
Dal 26 al 29 marzo al Manzoni di Monza va in scena l’ultimo spettacolo della Stagione di
Prosa 2014-2015. Un giallo teatrale di grande successo con interpreti di eccezione chiude la
rassegna in abbonamento, che ha visto quest’anno un aumento sia nel numero degli
abbonamenti (in particolar modo nella versione mini, ovvero nella proposta di 4 spettacoli
promossa durante il periodo natalizio) sia nel numero degli spettatori che hanno acquistato il
singolo biglietto scegliendo fra gli 8 titoli del cartellone in abbonamento.
di Ira Levin
regia ENNIO COLTORTI
con CORRADO TEDESCHI, ETTORE BASSI, MIRIAM MESTURINO
con Silvana De Santis nel ruolo di Helga
e con Giovanni Argante
produzione Ass. Cult. Artù
adattamento testo Ennio Coltorti
traduzione Luigi Lunari
scene Gianluca Amodio
costumi Marina Luxardo
musiche Gary Yershon
luci Stefano Lattavo
quando giovedì 26/03 ore 21.00
venerdì 27/03 ore 21.00
sabato 28/03 ore 16.00 e ore 21.00
domenica 29/03 ore 16.00
dove TEATRO MANZONI DI MONZA
sito http://www.teatromanzonimonza.it/stagione-di-prosa/trappola-mortale/
video youtube al debutto al Manzoni di Milano https://youtu.be/S_XxnnHp-vI
Trappola mortale (Deathtrap) è un testo teatrale avvincente che usa il pretesto del tono noir per descivere
l’avidità dell’uomo senza scrupoli alla continua ricerca del potere, della realizzazione personale e dei propri
insaziabili istinti.
Sydney Bruhl è un commediografo ormai finito, incapace di dare tensione e drammaticità ai testi che porta in
scena. La prima del suo ultimo spettacolo, un giallo, è un incredibile fiasco. Forse solo un nuovo inatteso
successo potrebbe salvare la sua reputazione di scrittore e l’occasione d’oro gli viene offerta dal giovane
Clifford Anderson che ha appena terminato di scrivere un giallo veramente avvincente: trappola mortale.
Emerge con forza ed evidenza il fatto che dentro ogni trappola se ne nasconde un’altra come dentro ogni
uomo non esiste una sola anima ma una confraternita in lotta tra di loro.
Dal testo di Ira Levin, scrittore statunitense di successo e indimenticato autore di Rosemary’s Baby, Trappola
mortale (Deathtrrap) è un classico del giallo teatrale che si presenta come un perfetto gioco a incastri tra
umorismo, suspence e forte tensione narrativa in una nuova edizione aggiornata ai nostri giorni da Ennio
Coltorti dove computer e tecnologia sostituiscono le vecchie macchine da scrivere, per rendere ancora più
avvincente un testo considerato un classico del teatro del giallo, definito dalla critica “due terzi thriller, un
terzo commedia” perchè i momenti di forte suspance sono perfettamente incastrati con altri momenti molto
spiritosi, a volte comici.
Dopo la prima, avvenuta il 26 febbraio 1978 al Music Box Theatre di Broadway, lo spettacolo è stato
rappresentato per cinque anni consecutivi con un totale di 1793 repliche; il giallo più lungo mai rappresentato
a Broadway. Nel 1982 Sydney Lumet ne dirige il film con protagonisti Michael Caine e Christopher Reeve.
Ricordiamo anche una straordinaria edizione sempre con la regia di Ennio Coltorti che vinse il biglietto
d’oro… con protagonista Paolo Ferrari. Sono passati più di 25 anni da quell’edizione, forse è il caso di
riproporla no?
Uno spettacolo prodotto da Gianluca Ramazzotti per Artu’ produzioni.
PREZZI DEI BIGLIETTI
INTERI platea € 28 +2prevendita – balconata € 25 +2prev. – galleria € 15 +1prev.
RIDOTTI platea € 26 +2prevendita – balconata € 23 +2prev. – galleria € 13 +1prev.
Riduzioni riservate a:
– (per tutti i turni) persone diversamente abili, under 18, Enti Convenzionati
– (per il turno del sabato pomeriggio) utenti (muniti di tessera) dei sistemi interbibliotecari di BrianzaBiblioteche e del
Vimercatese.
INFO E BIGLIETTERIA
Teatro Manzoni di Monza | Via Manzoni 23, Monza | 039.386500
www.teatromanzonimonza.it
http://www.facebook.com/TeatroManzoniMonza
Biglietti in vendita in botteghino e on-line (solo biglietti interi). Orari apertura botteghino: dal martedì al sabato 10.30-13 e 15-18 e
30 minuti prima dell’inizio delle recite.
Biglietterie online tramite www.teatromanzonimonza.it (bigliettoveloce.it e ticketone.it)
Per le persone diversamente abili con carrozzina vengono riservati dei posti, raggiungibili dall’accesso in via Locatelli.
GRUPPI
Sono previste riduzioni sia per gruppi scolastici sia per gruppi organizzati: per info sui biglietti inviare la richiesta con i propri
recapiti a: promozione@teatromanzonimonza.it
PARCHEGGIO CONVENZIONATO
Parcheggio di Piazza Trento Trieste: € 4 (dalle 20 all’1 per gli spettacoli serali, dalle 15 alle 19.30 per quelli pomeridiani). Tutti gli
spettatori possono usufruire della tariffa convenzionata vidimando in Teatro il biglietto del parcheggio prima dello spettacolo, e
effettuando poi il pagamento alle casse del parcheggio

 

Il film della prossima settimana alla Procultura di Monza - martedì 24 marzo

Martedì 24 marzo in occasione del ventennale di LIBERA e con la collaborazione de IL VILLAGGIO GLOBALE, PROCULTURA presenta il film di Giulio Manfredonia LA NOSTRA TERRA. Programma dell’evento: ore 15.30 Proiezione del film ore 20.15 Assaggio di prodotti di LIBERA offerti da “IL VILLAGGIO GLOBALE” Bottega del Commercio Equo e solidale ore 21.00 Proiezione del film Al termine della proiezione interverrà RAFFAELLA CONCI, presidente dell’azienda di LIBERA TERRA “TERRE JONICHE” di Isola di Capo Rizzuto. Nell’atrio saranno esposti i lavori realizzati dagli studenti dell’IIS CATERINA DA SIENA di Milano, a sostegno delle famiglie e delle vittime della mafia, .

"Ribellarsi alla mafia con pomodori, zucchine e melanzane. E' quello che si immagina il film di Manfredonia, bravissimo quando si tratta di orchestrare una coralità di attori (...) Stefano Accorsi, convincente (...), Sergio Rubini, strepitoso (...). Il tono da commedia, leggero e divertente, con il quale è raccontato un fatto pur drammatico, è la chiave vincente di un film davvero notevole, quasi sulla falsariga di 'La mafia uccide solo d'estate'. Una pellicola assolutamente da non perdere." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 18 settembre 2014)

Vai alla scheda del film

 

Monza - Rapporto alla città e Liceo Artistico Nanni Valentini

Monza li 20 Marzo 2011

Ieri sera al binario 7 si è tenuta una giunta aperta alla cittadinanza sull’operato nel prima metà mandato.

Circa la richiesta di ristrutturazione dell’edificio ex Borsa, assurda vergogna in villa reale, sono state vantate migliori relazioni con provincia e regione. Vorrei ricordare che dal 2011, a seguito della raccolta di firme, in proposito tutti gli amministratori, da Allevi addirittura a Mariani, ci hanno detto le stesse cose, “avete ragione e in un futuro medio lontano, appena avremo i soldi, faremo quello che ci chiedete”.

 Per non continuare a fare aria fritta come purtroppo stiamo facendo da 4 anni con i nostri amministratori locali , si impongono due domande al comune di Monza.

  1. Per poter intervenire è necessario un accordo tra i due proprietari Comune di Monza e Regione Lombardia. Quindi voi che da 2  anni e mezzo siete il comune di Monza e che  vi dichiarate interessati a che la scuola resti lì dignitosamente, dovreste fare una richiesta formale alla regione per arrivare alla stipula di un accordo di programma in questo senso, perché non lo fate?

  2. A voi spetterebbe metà del costo di ristrutturazione, 2 milioni e mezzo, li avete stanziati ?

Inoltre, perché Vimercate, per ristrutturare la villa Borromeo, ha trovato il modo di andare in deroga al patto di stabilità e Monza no, forse che chi vuole fa e chi non vuole promette?

Cordialmente

Luciano Morabito

Presidente Comitato Genitori Isa-Las

 

"Morire di petrolio" sabato 21 marzo (15:30) al Circolo Libertà di Monza

SABATO 21 MARZO 2015 ORE 15:30, PRESSO IL CIRCOLO LIBERTA'  VIALE LIBERTA' 33 MONZA,

“Morire di petrolio”: in un libro la vittoria dei cittadini contro la Tamoil a Cremona

Grazie all'"azione popolare", un cittadino si è costituito in giudizio contro il colosso petrolifero, poi condannato in primo grado per disastro ambientale. E il Comune ha incassato un milione di provvisionale. "Negli anni Novanta la città condizionata da Gheddafi"

La storia di un piccolo gruppo di cittadini – militanti radicali – supportati da due avvocati, un geologo e un deputato, che per oltre un quarto di secolo si è battuto per la salute delle persone e dell’ambiente, in una delle più belle aree verdi appoggiate sul Po intorno a Cremona, è tutta in “Morire di petrolio. Trent’anni di lotte radicali a Cremona contro l’inquinamento ambientale, economico, sociale e politico”. Un libro (Reality Book, pp. 201, euro 12), di prossima uscita, che racconta la battaglia di un manipolo di attivisti che ha portato alla condanna in primo grado dei vertici della Tamoil, raffineria responsabile di “disastro doloso di natura ambientale” – si legge nel dispositivo della sentenza arrivata lo scorso luglio – senza precedenti. Un pronunciamento giunto dopo sette anni di indagini, 40 udienze, perizie, controperizie, analisi, campionamenti, sopralluoghi.

“La durata è la forma delle cose”, dice l’autore del saggio, Sergio Ravelli, ispirandosi a una frase del filosofo Bergson. “Perchè un tale risultato è stato possibile solo grazie ad una lotta fatta di professionalità, rigore morale, rischio personale(con esposizione all’isolamento) e in maniera disinteressata senza alcun tornaconto. Tenacia che ci ha portato a trovare quel pertugio che ha portato al rinvio al giudizio”. E quindi all’istruzione del processo, da parte del giudice Guido Salvini, terminato, oltre che con la condanna dei dirigenti, con l’ordine di pagamento, da parte dell’azienda, di una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione di euro al Comune di Cremona. La più alta mai concessa in Italia in casi simili, e pari solo al risarcimentoThyssen. Ma in quel caso l’amministrazione comunale si era costituita parte civile, a Cremona la precedente giunta non lo aveva fatto, accontentandosi di un accordo stragiudiziale con Tamoil: in sintesi, la rinuncia a costituirsi in cambio della bonifica dell’area). Somma che arriva così grazie all’azione popolare, istituto utilizzato di rado (4 volte in 12 anni) seppur previsto dal Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali, avanzata da un semplice cittadino che si costituito parte civile nel processo agendo per conto del Comune. Il caso Cremona fa scuola, in giurisprudenza, anche perché per la prima volta un giudice ha esteso la fattispecie di reato previsto dall’articolo 434 del codice penale, nella parte in cui si legge “altri disastri dolosi”, all’ambiente.

Quasi mai utilizzata, l’azione popolare permette a un cittadino di costitursi  parte civile al posto del Comune Pubblicità.

Ecco perché, partito come racconto, il volume si è trasformato in manuale tecnico-giuridico per la “scienza e la coscienza civica e ambientalista”, da poter essere utilizzato in tutta Italia ove esistono “bombe ecologiche come la Tamoil”. Un insediamento produttivo attualmente dismesso – ora è un deposito – e in attesa di una bonifica che secondo molti mai verrà portata a compimento.

Ma se oggi rappresenta un simulacro di se stesso, il polo produttivo ebbe un peso decisivo come terminale del potere di Gheddafi, proprietario della raffineria. Il capitolo “Tamoil agente di Gheddafi” ci riporta agli anni Novanta. E nel contesto di una piccola città, dove l’establishment politico-istituzionale locale era in una condizione di totale subalternità al rais, così come l’Italia lo era sul piano energetico nei confronti della Libia. In quegli anni le sanzioni dell’Onu che gravavano sul regime libico, a seguito dei fatti di Lockerbie, comportavano il blocco petrolifero, aggirato però in quanto mai si sono arrestati i flussi di denaro (Italia-Libia) e di petrolio (Libia-Italia), vuoi per esigenze occupazionali (360 i dipendenti della raffineria, più altri 1.000 se consideriamo l’indotto), vuoi per il prezzo conveniente al quale veniva acquistato il combustibile.

Negli anni Novanta, l’establishment della città era in condizione di totale subalternità a Gheddafi

Una ricostruzione giornalistica del 1997 narra del viaggio in Libia di una delegazione di dirigenti Tamoil e di amministratori locali. “Per superare l’embargo decretato dall’Onu – si legge nell’articolo – il gruppo cremonese raggiungerà Tripoli attraverso la Tunisia”. Nessuno, poi, è in grado a quantificare l’ammontare delle sponsorizzazioni che grazie a Tamoil sono piovute sulla città (cultura, sport, associazioni; ma anche il patrocinio a numerose manifestazioni).

Dopo la sconfitta di Tamoil in prima grado, un dilemma si apre tuttavia in città. Che farà, a questo punto, il Comune, una volta depositate le motivazione della sentenza e resa esecutiva la provvisionale di un milione di euro? Si accontenterà dei soldi? Si metterà d’accordo per una somma maggiore e rinuncerà all’appello? E farà lo stesso sul versante civile, per il risarcimento completo del danno? A oggi, una risposta ancora non c’è.

Cremona, i manager della Tamoil condannati perdisastroambientale

La società stessa aveva denunciato la situazione di inquinamento "storico" nel 2001, ma per il giudici le pratiche inquinanti nella raffineria vicina al Po, ora semplice deposito, erano continuate anche in tempi recenti e persino successivamente alla denuncia. Condanne da uno a sei anni per cinque manager

Disastro ambientale: ora lo dice anche una sentenza. Sono stati condannati quattro dei cinque dirigenti Tamoil a processo a Cremona per l’inquinamento dei terreni. Dopo sette anni di indagini e quaranta udienze il gup Guido Salvini ha inflitto la pena più pesante, per disastro ambientale doloso, ai manager Enrico Gilberti e Giuliano Guerrino Billi. Sei anni più sei mesi di arresto per l’inquinamento del sottosuolo e 9mila euro di ammenda per il primo, tre anni per Billi. Il libico Mohamed Saleh Abulaiha e Pierluigi Colombo sono stati invece condannati per disastro ambientale colposo. La pena stabilita è di un anno e otto mesi, più quattro mesi di arresto e 6mila euro di ammenda. Assolto invece il quinto imputato, il francese Ness Yammine, per non aver commesso il fatto: era arrivato infatti a Cremona solo nel 2007 e non era a conoscenza della situazione precedente.

In una requisitoria fiume che aveva ricostruito tutte le fasi della vicenda, il pm Fabio Saponara aveva richiesto per i manager condanne da sei a tredici anni di reclusione per il reato di avvelenamento delle acque, che il gup ha poi ridefinito in disastro colposo.

La vicenda era iniziata nel 2001, quando Tamoil si era “autodenunciata” come sito inquinato. In questo modo la compagnia libica si era avvalsa della normativa che consentiva la non punibilità per gli inquinamenti precedenti, ma obbligava a informare ComuneRegione e Arpa della reale situazione di inquinamento. La compagnia avrebbe dovuto anche attivarsi per ripulire le falde dei terreni inquinati. Tamoil era all’epoca proprietaria della raffineria che oggi è soltanto un deposito, situato a pochi passi dall’argine del Po e a meno di due km dal centro della città. L’inquinamento aveva investito non solo la zona del sito industriale ma anche i terreni esterni vicino all’argine del fiume in cui si trovano affollati circoli ricreativi di Cremona con piscine e attrezzature sportive. 

La perizia di 368 pagine disposta dal giudice aveva smontato la ricostruzione della difesa, secondo la quale l’inquinamento era “storico” e precedente alle attività della raffineria: i tre periti hanno stabilito che l’inquinamento è “riconducibile in modo univoco ai processi chimici svolti negli anni nello stabilimento petrolchimico”. Tra l’altro la perizia ha rilevato una forte presenza di MTBE, l’additivo usato per la benzina verde solo dalla prima metà degli anni 80.

A partire dal 2007 sono stati estratti dal terreno e dalla falda acquifera enormi quantità di idrocarburi contenenti tra l’altro anche benzene. Dalla fine del 2008 al 2011 sono stati recuperati 1800 metri cubi di idrocarburi che galleggiavano sulla falda acquifera. I terreni della raffineria e a valle sono
ancora intrisi di queste sostanze.

Nel corso del giudizio abbreviato è stato infine scoperto che lo sversamento di idrocarburi era continuato anche dopo il 2001, data della “autodenuncia”, a causa delle pessime condizioni della rete fognaria della raffineria: in aula sono stati sentiti anche ex dirigenti ed ex dipendenti di Tamoil assieme a dipendenti di alcune ditte esterne che avevano parlato di rete fognaria “gruviera” all’origine dell’inquinamento, delle criticità strutturali delle condotte fognarie e di come l’azienda fosse consapevole di inquinare intervenendo però tardivamente sulle sue fogne colabrodo.

I risarcimenti saranno ora stabiliti in un separato processo civile, ma il giudice Salvini ha intanto riconosciuto una provvisionale per i soci delle società canottieri, di Legambiente e del Dopolavoro ferroviario.

E per il Comune di Cremona arriva un regalo inaspettato: l’amministrazione, tra molte polemiche, aveva deciso di non costituirsi come parte civile, nonostante l’invito del giudice. Il Comune aveva sostenuto di non essere stato danneggiato dalla compagnia libica. Per questo lo aveva fatto un comune cittadino,Gino Ruggeri, tesoriere dell’Associazione Welby di Cremona, utilizzando l’articolo 9 del Testo unico sugli Enti locali che prevede la sostituzione da parte di un cittadino elettore. Il risarcimento di un milione di euro a titolo di provvisionale riconosciuto dal giudice in suo favore lo incasserà però, malgrado l’inerzia,  del Comune.

 

Corso di formazione sul gioco d'azzardo patologico a Monza

FATE IL NOSTRO GIOCO

9 e 22 aprile e 6 maggio  dalle ore 9.00 alle 16.30 Auditorium  ASL MB, via Elvezia 2  Monza

Il Gioco D’Azzardo Patologico costituisce una dipendenza i cui risvolti sociali, umani e legali stanno assumendo grande rilevanza, grazie anche al fatto che gli studi epidemiologici hanno misurato una prevalenza ed una crescita particolarmente preoccupante del fenomeno. Il corso di formazione si propone di fornire conoscenze, dati e orientamento rispetto agli strumenti di prevenzione e gestione clinica del Gioco Patologico. Ma una attenzione particolare sarà dedicata ad una riflessione su aspetti “meno frequentati” dalla comune divulgazione: quelli delle contraddizioni giuridiche, del ruolo dei mass-media e del punto di vista dei gestori dei locali in cui è permesso giocare.

PRIMA GIORNATA  Marcello Esposito  (Economista e sociologo - Associazione NO Slot) Epidemiologia e sociologia del gioco d’azzardo: i dati nazionali e internazionali. Mappe e Geolocalizzazione. Pietro Barbetta (Psicoterapeuta - UNI Bergamo) Aspetti clinici generali del gioco d'azzardo patologico. Criteri diagnostici e diagnosi. Analisi del disturbo, all’interno dei diversi modelli teorici.  Anna Biffi (Coordinatrice del progetto “Fate il nostro gioco”) Maria Ornella Perego (Area prevenzione Dipendenze ASL MB) Biagio Tinghino (Osservatorio  Dipendenze ASL MB) Come prevenire e affrontare il problema: presentazione degli approcci ,dei progetti sul territorio delle reti costruite. 
SECONDA  GIORNATA  Ufficiale dell’Arma dei  Carabinieri di Monza e Brianza   Contraddizioni normative Il fenomeno dell’usura. L’impatto di “azzardopoli” nelle comunità locali e nelle famiglie.   Fabrizio Varesco (Regista) Game Over – Il Documentario come denuncia e come strumento di prevenzione   Stefano Lavorini (Gestore sala SNAI) Un altro punto di vista: un commercio che “scotta” 
TERZA GIORNATA  Roberta Smaniotto (Psicologa Associazione AND) Approcci e strumenti  operativi di presa in carico della famiglia del giocatore problematico o patologico. Un modello sperimentato.

Destinatari  Operatori dell’ASL MB, dei Comuni, degli Sportelli di ascolto, Dirigenti Scolatici, Volontari di associa-zioni (sindacati, patronati, Caritas, Ciessevi, oratori, ecc.), gli Esercenti e i Medici di cure Primarie e i Farmacisti territoriali.
Segreteria organizzativa  U.O. Sviluppo e Formazione Risorse Umane tel +39 0392384288/9   fax +39 0392384839 e-mail formazione@aslmb.it
Per iscriversi
Collegarsi all’indirizzo www.aslmonzabrianza.it nella sezione Azienda ASL, link FORMAZIONE, alla voce scheda di adesione online.
Il Gioco D’Azzardo Patologico costituisce una dipendenza i cui risvolti sociali, umani e le-gali  stanno assumendo gran-de rilevanza, grazie anche al fatto che gli studi epidemiolo-gici hanno misurato una pre-valenza ed una crescita parti-colarmente preoccupante del fenomeno. Il corso di formazione si pro-pone di fornire conoscenze, dati e  orientamento rispetto agli strumenti di prevenzione e gestione clinica del Gioco Patologico. Ma una attenzio-ne particolare sarà dedicata ad una riflessione su aspetti “meno frequentati” dalla co-mune divulgazione: quelli  delle contraddizioni giuridi-che, del ruolo  dei mass-media e  del punto di vista dei gestori dei locali in cui è permesso giocare.  
Partecipazione e accreditamento  
La soglia minima di partecipazione richiesta è dell’80% dell’orario previsto.  Secondo le indicazioni contenute nella D.G.R. n. 12784 del 31.12.14 all’evento sono stati preasse-gnati n 14.7 crediti ECM per tutte le figure profes-sionali sanitarie. L’attestato crediti sarà rilasciato solo ed esclusiva-mente ai partecipanti che avranno raggiunto la so-glia minima di partecipazione, superata la verifica di apprendimento e compilato il questionario di valuta-zione del gradimento. È in corso richiesta di accreditamento per la forma-zione continua degli Assistenti Sociali. 

Centro di Servizio per il Volontariato di Monza e Brianza

Via A. Correggio 59

Monza, Mi 20900

Italy

 

Nuova fermata ferroviaria Monza Est Parco: Giunta comunale approva accordo con Regione e RFI

Nuova fermata ferroviaria Monza Est Parco: Giunta comunale approva accordo con Regione e RFI

Monza, 18 marzo 2015 - La Giunta Comunale ha approvato nella seduta di ieri ieri il testo dell'accordo concordato con Regione Lombardia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per realizzare la nuova fermata ferroviaria Monza Est Parco, fra le vie Einstein e Confalonieri/De Marchi. L'intervento che sarà realizzato da RFI ma interamente finanziato dal Comune di Monza include un sottopasso ciclopedonale fra le vie interessate e un marciapiedi per consentire l'accesso ai treni della linea Monza-Molteno-Lecco S7 (“Besanino”). La fermata sarà di tipo urbano e non di interscambio. L'accordo contempla la stesura entro sei mesi di una convenzione che stabilirà nei dettagli tempi e modi di intervento. I treni potranno fermare a Monza Est Parco a partire dalla fine del 2016, anno nel quale RFI realizzerà importanti lavori sui binari nella stazione centrale di Monza riducendo i tempi di percorrenza di treni da e per Lecco via Molteno guadagnando i due minuti necessari affinché il treno fermi a Monza Est Parco. “Si tratta di un intervento previsto nel programma del Sindaco Scanagatti e che è tra le priorità di questa amministrazione - dice l'assessore alla Mobilità, Paolo Confalonieri. Con la fermata incrementeremo l'offerta di modi di trasporto alternativi all'auto privata. Inoltre questa fermata garantirà un altro comodo accesso al Parco di Monza per chi proviene da Milano senza usare l'auto privata”.

Ufficio stampa del Comune

 

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