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8 ore di SCIOPERO Per tutto il sito produttivo ex Celestica di Vimercate

20090728-celestica

"Contro le scelte del gruppo Bartolini di disimpegno degli accordi sottoscritti, per fermare i piani di dismissione industriale e per il nostro futuro."

Riceviamo e pubblichiamo

FIM – FIOM – FISASCAT – FILCAMS – FIT – FILT di Monza e Brianza e tutte le RSU del sito produttivo di Vimercate:
BAMES, SEM, SCC, MVS, BORGHI, IBM, ASTRIM, VS, VIVALDI e CARDINO, GEMEAZ CUSIN
PROCLAMANO:
Mercoledì 29 luglio - 8 ore di SCIOPERO
Per tutto il sito produttivo ex Celestica di Vimercate


Quando nel giugno 2000 la multinazionale IBM Corp decideva di cedere le proprie attività industriali alla canadese Celestica, nel sito di Vimercate lavoravano circa 2.900 lavoratori: 1.500 dipendenti IBM Corp. (settore commerciale ) + 1400 dipendenti ex-IBM passati a Celestica.
Nel gennaio 2006 Celestica Corp. cedeva le proprie attività ed i dipendenti (che nel frattempo si erano ridotti a circa 1050, per giungere agli attuali 660) alla “Bartolini Progetti“: iniziava da quel momento la tormentata vicenda della re-industrializzazione del sito di Vimercate.
NON ESSERE COMPLICE DI CHI TI VUOLE MANDARE A CASA!!  
Bartolini ….. Progetti ????
I dipendenti ex-Celestica, sotto la stessa capogruppo “Bartolini Progetti”, venivano divisi in due società: BAMES (parte produttiva) e SEM (progettazione). Iniziava così una lunga e difficile iniziativa sindacale per ridare occupazione e sviluppo Hi.Tech. a quest’area importantissima del vimercatese. Tra Organizzazioni Sindacali, Istituzioni (Ministero del Lavoro, Regione, Provincia, Comune ) e la “Bartolini Progetti”  vengono firmati diversi Protocolli d’Intesa e Accordi Sindacali. In questi tre anni i lavoratori hanno fatto e stanno continuando a fare moltissima Cassa Integrazione, mentre la “Bartolini Progetti”, che si era assunta la responsabilità di portare sviluppo e nuovi insediamenti in Vimercate, NON STA ASSOLUTAMENTE RISPETTANDO gli accordi anche da lei liberamente sottoscritti; anzi, oltre a chiedere un forte aumento del numero di lavoratori BAMES e SEM da porre in  Cigs a zero ore, e zero stipendio, ha nel frattempo chiuso e licenziato i lavoratori (circa 120) di altre società del suo stesso gruppo: Logistic Service (ex-Siemens) e Borghi Trasposti, mentre, dopo aver acquisito appena un mese fa le aziende SCC (170 lavoratori) e MVS (109 lavoratori) ha aperto subito dopo una procedura di Cigs per 12 mesi a zero ore per circa 150 lavoratori!!!
Ma che cos’è questa “Bartolini Progetti” che ha l’arroganza e che firma protocolli di sviluppo e re-industrializzazione e poi, nei fatti, licenzia e mette in Cigs centinaia di lavoratori!!!
Che progetti ci sono a parte quello chiaro di farsi finanziare dallo  stato e chiedere ai lavoratori di investire il proprio stipendio? Che investimenti ha MAI messo in campo la proprietà?
Intervengano le Istituzioni! Facciano sentire la loro voce ed il loro peso politico!! Anche loro hanno sottoscritto, gli stessi protocolli di re-industrializzazione sottoscritti dalle OO.SS. e dalle RSU. Le istituzioni siano garanti dei soldi pubblici spesi a tutela e per aiutare i lavoratori in questi momenti difficili. Le Istituzioni chiedano alla “Bartolini Progetti” di rendere conto del suo comportamento.
La “Bartolini Progetti” non ha realizzato nulla di quanto promesso e sottoscritto. Investa i capitali necessari per attuare quanto previsto nei suoi piani industriali.  E’ giunto il momento che la Società stessa scopra le proprie carte. Dimostri se è veramente interessata ad un progetto di re-industrializzazione e, soprattutto, se ne è capace, altrimenti si faccia da parte !!! NON si scherza con le condizioni sociali ed economiche delle persone !!!
I lavoratori e le lavoratrici hanno pagato, e stanno tutt’ora pagando, un alto prezzo in termini non solo economici  e professionali ma anche umani e familiari.
Ad oggi il futuro di questa area/sito produttivo è ad alto rischio di chiusura e di successive azioni speculative
BASTA  MIETERE,  E’ ORA DI SEMINARE !!!!
per fermare i piani di dismissione industriale
per il nostro futuro
perché vogliamo la re-industrializzazione

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