Monza 20 luglio 2010
Continua il monitoraggio a cura della Fim Cisl Brianza sulle situazioni di crisi nel nostro territorio,
realizzato nel periodo gennaio – giugno 2010.
In tutta la Brianza in questo primo semestre sono 456 le aziende industriali ed artigiane coinvolte da
processi di crisi e/o difficoltà con un totale in queste realtà di 14.067 addetti occupati e di 9.839 addetti
coinvolti dall’utilizzo di “ammortizzatori sociali.
Nello specifico i dati, in difetto negativo (mancano alcuni dati di realtà dove come Fim Cisl non siamo al
momento a conoscenza), relativi al settore metalmeccanico e del territorio della Brianza vedono:
158 aziende con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e 5.614 addetti
coinvolti
34 aziende con l’utilizzo di cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) e 2.232 addetti
coinvolti
257 aziende con l’utilizzo di cassa integrazione in deroga con 1.579 addetti coinvolti
17 aziende hanno utilizzato la procedura di mobilità (licenziamenti) con 414 addetti coinvolti.
Vanno segnalati 10 casi di queste aziende dove si utilizza uno strumento “doppioâ€, in particolare 2 aziende
dove oltre alla CIGO si utilizza anche la CIG in deroga per la presenza di apprendisti, in 4 aziende oltre
alla CIGO si utilizza la mobilità e in altre 4 aziende oltre alla CIGS si utilizza anche la mobilità .
Fatto 100 il totale degli occupati nelle aziende prese a riferimento da questo campione, si evince che il
57% dei lavoratori è coinvolto con l’utilizzo della CIGO, il 39% dalla CIGS e CIG in deroga e infine il 4%
dalla mobilità .
Questi dati testimoniano che si sta tentando, nonostante le grosse difficoltà dovute all’eccezionalità di
questa crisi e il massiccio ricorso agli strumenti, di mantenere una tenuta occupazionale dentro le
aziende, cercando di evitare il più possibile il ricorso della mobilità (licenziamenti collettivi), anche se in
diverse realtà si sta facendo evidente la voglia di ricorrevi da parte delle aziende.
In riferimento al secondo semestre del 2009, vi è una leggera diminuzione del numero delle aziende
industriali coinvolte da processi di crisi ma non del numero degli addetti, rimangono pertanto numeri
ancora importanti, a testimoniare che la crisi non è ancora finita, anzi è tuttora molto evidente.
Pur in una rilevazione parziale e in difetto, va inoltre segnalato che in molte di queste aziende si sono fatti
più di un accordo per la gestione dei singoli ammortizzatori, in qualche caso con passaggio dalla cassa
ordinaria alla cassa straordinaria per superamento del periodo massimo utilizzabile della CIGO.
Vi sono anche aziende industriali che stanno utilizzando la CIG in deroga perché hanno utilizzato e di fatto
esaurito tutti gli altri ammortizzatori “ordinariâ€.
Nell’utilizzo della cassa integrazione straordinaria, si rileva un aumento del numero delle aziende con
relativo aumento dei lavoratori complessivamente coinvolti, a cui vanno aggiunte tutte le aziende che
hanno fatto ricorso alla cassa integrazione in deroga.
Rimane il problema delle lavoratrici e dei lavoratori “precari†con contratto di somministrazione e/o a
termine che sono quelli che “troppo silenziosamente†hanno già perso il posto di lavoro perché le aziende
non li hanno confermati alla scadenza del loro contratto.
Dal nostro osservatorio vediamo in aumento i casi di lavoratori colpiti dai provvedimenti legati alla crisi,
che presentano grosso problemi legati alla diminuzione del loro reddito.
A fronte di poche realtà che sono in controtendenza e stanno presentando segnali positivi, in qualche
caso anche con assunzioni, prevediamo che con l’autunno possano aumentare invece i casi di aziende
con grosse difficoltà di natura finanziaria e che possano incorrere in provvedimenti di natura fallimentare.
La crisi finanziaria ed economica internazionale ha prodotto conseguenze di rallentamento dell’attivitÃ
produttiva e si è sovrapposta alla debolezza strutturale del nostro apparato industriale.
Il calo degli ordinativi sommato in molti casi alla sospensione dei programmi di investimento rischia di
ritardare o vanificare gli sforzi necessari per l’innovazione dei prodotti e servizi.
E’ necessario che il sistema industriale individui e sviluppi strategie di sviluppo di lungo periodo, per
consentire al nostro sistema di fronteggiare le difficoltà e di uscirne in condizioni adeguate.
Il rallentamento dei programmi di investimento è conseguenza anche delle politiche restrittive di accesso
al credito praticate dal sistema bancario, che pur sollecitato a diversi livelli, non sta mostrando segnali di
revisione.
Occorre difendere il sistema industriale con politiche adeguate!
Vanno attuate politiche pubbliche di sostegno agli investimenti e all’accesso al credito, condizionate da
programmi di consolidamento industriale e piani sociali per l’occupazione da parte delle imprese
Va tutelata e sostenuta l’occupazione che costituisce insieme patrimonio professionale e di conoscenza
per le aziende e preziosa ricchezza per il nostro territorio con l’utilizzo di strumenti alternativi ai
licenziamenti e con l’attuazione di politiche attive del lavoro e di riqualificazione
Occorre quindi attivare le energie e le competenze dei sistemi locali (istituzioni, sistema formativo,
imprese, sindacati), per l’analisi dei punti di criticità e l’individuazione di obiettivi e progetti di
rafforzamento dei fattori di competitività , con la pianificazione dello sviluppo del territorio
Riportiamo nello specifico la situazione del monitoraggio effettuato nelle quattro zone sindacali su cui
siamo organizzati in Brianza come metalmeccanici.
Zona di Vimercate
104 aziende coinvolte con 5.383 addetti occupati e 3.276 addetti coinvolti, di cui:
32 aziende con utilizzo di CIGO e 1.649 addetti coinvolti
14 aziende con utilizzo di CIGS e 941 addetti coinvolti
55 aziende con utilizzo di CIG in deroga e 619 addetti coinvolti
4 aziende con utilizzo di mobilità e 69 addetti coinvolti
Zona di Desio
180 aziende coinvolte con 4.504 addetti occupati e 3.522 addetti coinvolti, di cui:
72 aziende con utilizzo di CIGO e 2.205 addetti coinvolti
12 aziende con utilizzo di CIGS e 651 addetti coinvolti
95 aziende con utilizzo di CIG in deroga e 506 addetti coinvolti
8 aziende con utilizzo di mobilità e 160 addetti coinvolti
Zona di Carate
111 aziende coinvolte con 1.742 addetti occupati e 1.212 addetti coinvolti, di cui:
37 aziende con utilizzo di CIGO e 699 addetti coinvolti
4 aziende con utilizzo di CIGS e 138 addetti coinvolti
69 aziende con utilizzo di CIG in deroga e 299 addetti coinvolti
2 aziende con utilizzo di mobilità e 76 addetti coinvolti
Zona di Monza
61 aziende coinvolte con 2.438 addetti occupati e 1.762 addetti coinvolti, di cui
16 aziende con utilizzo di CIGO e 996 addetti coinvolti
4 aziende con utilizzo di CIGS e 502 addetti coinvolti
38 aziende con utilizzo di CIG in deroga e 155 addetti coinvolti
3 aziende con utilizzo di mobilità e 109 addetti coinvolti
Cordiali saluti
Il Segretario generale
Fim Cisl Brianza
Gianluigi Redaelli



















