Monza, 20 luglio 2010 – “Gli amministratori coinvolti e chiamati in causa nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘ndrangheta, che registra in Brianza uno dei filoni principali, si facciano da parte. Riteniamo che sia dovere di tutti chiedere un passo indietro a chi, pur non essendo indagato, non solo abbia avuto rapporti con esponenti della ‘ndrangheta, ma si sia reso responsabile di condotte inaccettabili per chiunque, soprattutto per chi amministra la cosa pubblica, come il tentativo di esportare all’estero illegalmente capitali sulla cui esistenza e provenienza speriamo gli inquirenti facciano luce al più presto”.
Lo dichiarano il segretario provinciale PD e consigliere regionale Enrico Brambilla e il capogruppo in Provincia Gigi Ponti, commentando le intercettazioni pubblicate oggi dalla stampa relative che coinvolgono amministratori della Asl brianzola e della Provincia di Monza.
“La situazione sta diventando molto preoccupante – continuano. Le istituzioni devono fare di tutto per tenersi agli occhi dei cittadini al di sopra di ogni sospetto. Per questo chiediamo un passo indietro a chi è coinvolto, soprattutto affinché possano eventualmente dimostrare più liberamente la propria estraneità ai fatti senza coinvolgere gli enti di cui fanno parte”.
“In consiglio regionale – dice Brambilla - il PD ha chiesto una seduta straordinaria settimana prossima alla presenza del presidente della Commissione parlamentare antimafia Beppe Pisanu. Speriamo che la maggioranza accetti la proposta, dimostrando finalmente di voler fare sul serio dopo l’inaccettabile rinvio a settembre della discussione della nostra mozione sulle dimissioni di Massimo Ponzoni dall’ufficio di presidenza del consiglio regionale”.
“In Consiglio provinciale – aggiunge e conclude Ponti - abbiamo chiesto oggi al Commissario di Governo Saccone di inoltrare al Prefetto di Milano la richiesta di una convocazione urgente del Comitato sulla sicurezza. Crediamo non sia possibile per nessuno minimizzare quanto sta emergendo e dovere di chi ha responsabilità di governo affrontare di petto la questione individuando e adottando le misure idonee per tutelare la sicurezza di tutti”.



















