Dopo l’arresto di Carlo Chiriaco, direttore dell’Asl di Pavia, un altro nome della sanità lombarda compare nelle carte dell’inchiesta sulla ‘ndrangheta. Pietrogino Pezzano, direttore generale dell’Azienda sanitaria di Monza e Brianza, sarebbe stato intercettato e fotografato in compagnia di malavitosi.
“La rete dei tentativi di penetrazione criminale nelle istituzioni lombarde - afferma Chiara Cremonesi, consigliera regionale di Sel - si fa così sempre più fitta e torna a lambire direttamente la Regione. Indipendentemente da eventuali responsabilità penali che, nel caso, sarà compito della magistratura accertare, crediamo non sia opportuna la permanenza alla guida dell’Asl di un dirigente che abbia intrattenuto relazioni quantomeno incaute e, come dicono gli inquirenti, di reciproca disponibilità con la locale di Desio.
Chiediamo perciò che Formigoni disponga la sospensione di Pezzano e che intervenga al più presto in Consiglio. Non può non aver nulla da dire sul fatto che tre esponenti della sua maggioranza - Ponzoni, Giammario e Ciocca - oltre a tre dirigenti di nomina regionale - Chiriaco, Pilello e Pezzano - si ritrovino a diverso grado coinvolti in questa maxi indagine sulla criminalità organizzata.
Certo che, guardando agli ultimi due anni, da Guarischi a Prosperini a Rinaldin, fino ai casi emersi nelle indagini di questi giorni, l’immagine e la sostanza del centrodestra in Consiglio regionale preoccupano, oltre ad apparire davvero mortificanti”.
E non da meno è la situazione in Consiglio provinciale, dopo che nell’inchiesta ha fatto capolino il nome dell’assessore al personale e alle società partecipate Rosario Perri.
“Fosse anche soltanto per l’intercettazione in cui l’assessore, parlando con il figlio, fa riferimento a 500/600 mila euro nascosti nei tubi di casa e a conti svizzeri cifrati - dichiara Daniele Cassanmagnago, portavoce provinciale di Sel - sarebbe imbarazzante che continuasse a svolgere il suo incarico senza fornire spiegazioni.
Ma le carte lo chiamano in causa pure in relazione al caposocietà della locale di Desio Candeloro Pio e a Moscato, entrambi arrestati. E un conto è la rilevanza penale, ancora da verificare e di competenza della magistratura, tutt’altro l’opportunità politica.
Per questo riteniamo che Allevi debba prendere immediatamente provvedimenti, sospendendo Perri dalle sue funzioni, a tutela della Provincia. E di fronte alle dimensioni inquietanti che la vicenda sta assumendo, con un’indagine che mette in luce la capillarità della presenza della ‘ndrangheta sul nostro territorio e le manovre per infiltrarsi nelle istituzioni locali, chiediamo che il Consiglio provinciale si riunisca in seduta straordinaria per affrontare la questione”.
Monza, 20 luglio 2010
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Consiglio Regionale della Lombardia
Ufficio stampa Sinistra Ecologia Libertà



















