“Questa sera il Consiglio comunale di Desio si riunisce per affrontare la questione ‘ndrangheta.
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Vorremmo che fosse l’occasione per fare finalmente chiarezza. E non a parole, con un documento inutile e contraddittorio - quello proposto dal Sindaco, sul quale peraltro la maggioranza è spaccata - che pur contiene alcuni buoni propositi, ma che già in partenza li sconfessa attraverso un’analisi inaccettabile di quanto accaduto a Desio, tesa a minimizzare la presenza della ‘ndrangheta e a sorvolare sui rapporti che questa intratteneva - come emerso da alcune intercettazioni riportate dalla stampa - con esponenti politici desiani di diverso livello, anche della maggioranza che lo sostiene.
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Occorrono i fatti e, tanto per cominciare, le immediate dimissioni del pidiellino Natale Marrone, che già ha lasciato gli incarichi di partito, ma che non si è ancora sentito in dovere – né altri per lui – di rimettere il mandato da consigliere comunale.
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La specchiatezza delle istituzioni è una priorità : chiunque risulti a diverso grado coinvolto in inchieste sulla criminalità organizzata deve essere allontanato. E’ impressionante quanti esponenti del Pdl compaiano a vario titolo nelle carte di questa maxi-indagine, a partire da Massimo Ponzoni, che intanto - giusto per l’appunto - continua a essere segretario della Presidenza del Consiglio regionale. La politica deve assumere un ruolo di primo piano nella lotta alle infiltrazioni malavitose e i partiti sono chiamati a dotarsi di un codice etico.
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E poi, certo, serve uno scatto dell’intera comunità , che deve sentirsi nel suo complesso impegnata a contrastare la presenza capillare e inquietante delle mafie sul nostro territorio.
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A questo proposito, oltre a rilanciare la necessità di costituire un osservatorio provinciale per la legalità con tutti i soggetti istituzionali, politici e associativi, ci rivolgiamo anche alla locale Unione dei commercianti proponendo – come già feci invano alla fine degli anni ’90 quando ero assessore – un questionario anonimo per gli associati, con l’obiettivo di monitorare in città il fenomeno del racket e dell’usura.
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Da oltre trent’anni le famiglie Iamonte e Moscato sono e operano a Desio. La posizione assunta dal Sindaco Mariani rappresenta un oltraggio all’evidenza e al senso di responsabilità . Sarebbe il caso che ne traesse le dovute conseguenze, rassegnando, subito dopo Marrone, anche le proprie dimissioniâ€.
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Monza, 22 luglio 2010
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Consiglio Regionale della Lombardia
Ufficio stampa Sinistra Ecologia LibertÃ



















