La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

Comunicati stampa.

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Cominicato stampa LAV: vivisezione un male da curare.

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Comunicato stampa LAV

VIVISEZIONE, UN MALE DA CURARE:
NEI WEEK-END DEL 17-18 E 24-25 MARZO
GIORNATE NAZIONALI DELLA LAV (www.lav.it) PER
CHIEDERE A GOVERNO E PARLAMENTO
UN RECEPIMENTO RIGOROSO DELLA DIRETTIVA UE
E IL DIVIETO DEFINITIVO DEI TEST COSMETICI SU ANIMALI
A VIMERCATE SABATO 24 TAVOLI LAV IN
PIAZZA ROMA, A MONZA DOMENICA 25 IN
PIAZZA CARROBIOLO, DALLE 9,30 ALLE  18,30.


“Lo sviluppo dell’Italia e la sua capacità di imporsi nello scenario scientifico ed economico internazionale passa anche attraverso l’implementazione dei metodi di ricerca che non fanno uso di animali: una scelta di responsabilità scientifica, etica e politica”. Lo afferma la LAV che nei week-end del 17–18 e del 24-25 marzo sarà presente in centinaia di piazze
italiane per chiedere a Governo e Parlamento, attraverso due distinte raccolte-firme, emendamenti sostanziali e rigorosi al recepimento della Direttiva 2010/63UE sulla vivisezione e di opporsi alle pressioni in atto per posticipare lo stop  definitivo europeo ai test cosmetici su animali. A Vimercate sabato 24 tavoli LAV in Piazza Roma, a Monza
domenica 25 in piazza Carrobiolo.

Tra le sperimentazioni più invasive recentemente autorizzate in Italia, che per questo scopo ogni anno manda a morte circa 800 mila animali e l’UE ben 12 milioni, ricordiamo: investigazioni nel cervello di scimmie per studiare il movimento degli arti, valutazioni elettrofisiologiche per indagini psichiatriche e rigenerazioni dei nervi senza anestesia,
studi su sostanze d’abuso e xenotrapianti tra maiali e scimmie utilizzati come bacini di organi. Sperimentazioni che non hanno prodotto alcun avanzamento per la ricerca, ma rappresentano solo costi per la nazione e morte per le centinaia di migliaia di animali uccisi ogni anno.

Entro il 10 novembre, Governo e Parlamento nazionali sono chiamati ad apportare modifiche sostanziali alla normativa che consente la sperimentazione in vivo, oggi regolata dal dettato comunitario: se gli emendamenti proposti dalla LAV in fase di recepimento, con particolare riferimento agli esperimenti in deroga (test su cani, gatti, primati, senza anestesia), al divieto d’allevamento di animali “da laboratorio” e all’implementazione dei metodi alternativi, fossero accettati, le maglie della vivisezione nel nostro Paese sarebbero senz'altro molto, molto più strette. 

Dall'altro lato c’è la difesa del bando definitivo e totale ai test cosmetici su animali: previsto a partire dal 2013, rischia di essere posticipato di almeno altri dieci anni, consentendo ancora la commercializzazione in Europa di prodotti cosmetici come shampoo, deodoranti o rossetti che possono essere stati testati su topi, conigli o cavie. Esistono centinaia di metodi alternativi di grande efficacia (modelli informatici, analisi chimiche, indagini statistiche come l’epidemiologia e la metanalisi, organi bioartificiali, microchip al DNA, microcircuiti con cellule umane), peraltro validati a differenza dei modelli animali che non hanno mai subito alcun processo di validazione, eppure in Italia il principio, stabilito per legge (116/92) di preferire i metodi alternativi viene spesso ignorato, lasciando che si perpetui un modello di ricerca, quello su animali, crudele, obsoleto e pericolosamente fuorviante. Basti pensare che il numero dei lobbisti farmaceutici supera quello dei ricercatori e la quota economica investita per operazioni di marketing e comunicazione è maggiore di quella versata per la ricerca, per capire che farci ammalare può essere più remunerativo che farci guarire. Se diventassimo un popolo sano, culturalmente conscio di una corretta alimentazione e stile di vita,
dell’importanza della prevenzione, chi veicola gli interessi sulla sperimentazione animale perderebbe il loro maggior cliente.

E’ noto che il 90% dei farmaci non supera le prove cliniche (test su volontari), mostrando effetti avversi che sulle prove precliniche (su animali) non erano stati rilevati: una ulteriore conferma della non affidabilità scientifica del modello animale a fini di ricerca. "Sono circa 197mila gli europei che muoiono ogni anno a causa di reazioni indesiderate dei farmaci, ossia la quinta causa di morte negli ospedali”, riferiscono le stime pubblicate dall'Ufficio dei consumatori nell'Ue (Beuc). Per l’Italia il quadro non è più rassicurante, infatti, nel 2009 il numero totale di reazioni avverse agli antibiotici è stato pari a 1643, contro le 1303 del 2008.

"Le altre specie non possono essere da modello per l’uomo, a causa delle differenze genetiche, fisiologiche, anatomiche, risposta immunitaria e comportamentale, un’ovvietà che chiunque guardi un bambino e un ratto ha ben presente, ma che fatica ad essere visibile per i molti ricercatori che credono nell’utilità della sperimentazione su animali", afferma la
biologa Michela Kuan, responsabile nazionale LAV settore Vivisezione. Alcuni esempi, tra i più eclatanti: a differenza dell’uomo, i roditori non sono in grado di vomitare le tossine; l’uomo può accumulare agenti nocivi dal naso e dalla bocca mentre i roditori respirano solo dal naso; ratti, topi e criceti sintetiz-zano la Vitamina C all’interno del loro corpo ottenendo così naturalmente un potente agente anticancerogeno mentre l’uomo non è in grado di farlo; i ratti hanno una elevata capacità enzimatica di non accumulare massa grassa (che in
loro si accumula nel fegato) a differenza dell’uomo nel quale si accumula nelle arterie, diventando una potenziale causa di patologie; i ratti vivono solo 2-3 anni; un’altra differenza è che i ratti femmina hanno una salute migliore se possono continuamente restare gravide; inoltre è diverso l’assorbimento del ferro nelle diverse specie.

“La ricerca ci riguarda tutti e tutti dobbiamo pretendere una ricerca davvero efficace, all’avanguardia, non crudele: firmare le due petizioni della LAV ci aiuterà ad andare in questa direzione - prosegue la biologa Michela Kuan, responsabile LAV settore Vivisezione - In campo cosmetico, ogni giorno è possibile preferire ottimi prodotti aderenti  allo standard “stop ai test su animali”, certificati da ICEA per LAV: per scoprire quali sono le aziende di cosmetici che non sacrificano animali si può consultare la Guida al non testato costantemente aggiornata su www.lav.it”.

Nei week-end del 17–18 e del 24-25 marzo 2012 sarà possibile sostenere questa campagna portando a casa le uova di Pasqua della LAV, realizzate in cioccolato equosolidale. Per scoprire qual è la piazza più vicina e “metterci la firma”, basta visitare il sito www.lav.it o telefonare allo 06 4461325.
17 Marzo 2012

LAV Sede di Monza

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