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Severino, la verità, la tecnica.

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Terzo incontro di Abitatori del tempo con il filosofo bresciano


Emanuele Severino è stato il terzo oratore della rassegna Abitatori del tempo 2011. Il suo intervento  si è tenuto venerdì 18 Febbraio nella bella location del Teatro Manzoni di Monza. La sala era naturalmente piena per ascoltare il professore bresciano così noto al pubblico della rassegna. Per chi non lo sapesse, infatti, l'intera manifestazione prende il nome da un libro proprio di Severino (ed. Bur, 2009). E in tema di ricordi, la serata è cominciata proprio con un commosso ricordo della professoressa Rosanna Lissoni,  assessore alla cultura che diede vita alla rassegna, scomparsa un anno fa, nominata da Severino come "ottima filosofa".

E dopo il passato, il presente, quello attuale dell'Egitto. Severino si dice stupito dello stupore che alcuni hanno provato davanti allo sconvolgimento egiziano. A suo dire, la rivolta era nell'aria già da tempo. Ci fa notare come da oltre due secoli le gioventù si sono ribellate nei confronti di regimi assolutistici e verso quelle che chiama "strutture immutabili del mondo", che hanno portato alla caduta del Nazismo come dell'assolutismo zarista.
Il rapporto tra verità e tecnica, materia della conferenza, è un rapporto ormai tramontato nel nostro secolo, ove la democrazia procedurale ha cancellato quella reale, ove l'arte non cerca più di raggiungere canoni estetici assoluti, ove la scienza ha rinunciato alla verità per poter espandere i propri confini al massimo, cercando modi per essere sempre più potente.

Oggi, la verità, ciò che non può essere altrimenti, ha finito per essere battuta dalla tecnica. Questa frase così ermetica viene spiegata da Severino con l'esempio del Prometeo incatenato nel dramma di Eschilo. Egli pronuncia questa frase: "La tecnica è troppo più debole della necessità", mostrando agli uomini le meravigliose invenzioni che potranno ottenere grazie a ciò che lui ha rubato agli dei. Duemila anni dopo, nel nostro presente, la situazione è rovesciata. Quelle macchine, quelle invenzioni, quelle scoperte che dovevano servire a rendere la vita umana più facile, hanno finito per dominarlo e sono esse a servirsi di lui. La tecnica è ben più forte della verità.
Attraverso citazioni in greco, esempi tratti da Aristotele e Platone, Severino porta gli ascoltatori ad una verità sull'uomo moderno. Egli, che confida ormai solo nella scienza e nella tecnica da sé stesso creata, dimentica che la scienza non è verità, non è ananke, parola greca che significa necessità, fato già scritto, certezza assoluta. La scienza si fonda un sapere probabilistico, falsificabile. Ed è qui che casca tutta la sicumera dell'uomo moderno.
Al termine della conferenza, moltissime domande si affacciano alla corte del filosofo. E moltissime altre restano nella mente degli ascoltatori.

 

 

Chi è Emanuele Severino

Si laurea all'Università di Pavia nel 1950, come alunno dell'Almo Collegio Borromeo, discutendo una tesi su Heidegger e la metafisica sotto la supervisione di Gustavo Bontadini. L'anno successivo ottiene la libera docenza in filosofia teoretica. Dal 1954 al 1970 insegna filosofia all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. I libri pubblicati in quegli anni entrano in forte conflitto con la dottrina ufficiale della Chiesa, suscitando vivaci discussioni all'interno dell'Università Cattolica e nella Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio). Dopo un lungo e accurato esame la Chiesa proclama ufficialmente nel 1970 l'insanabile opposizione tra il pensiero di Severino e il Cristianesimo.

Il filosofo, lasciata l'Università Cattolica, viene chiamato all'Università Ca' Foscari di Venezia dove è tra i fondatori della Facoltà di Lettere e Filosofia, nella quale hanno insegnato o insegnano alcuni dei suoi allievi (Umberto Galimberti, Carmelo Vigna, Luigi Ruggiu, Mario Ruggenini, Italo Valent, Vero Tarca, Luigi Lentini, Giorgio Brianese, ecc.). Dal 1970 al 2001 è stato professore ordinario di filosofia teoretica, ha diretto l'Istituto di filosofia (diventato poi Dipartimento di filosofia e teoria delle scienze) fino al 1989 e ha insegnato anche Logica, Storia della filosofia moderna e contemporanea e Sociologia. È stato docente alle Vacances de l'Esprit nel 1996, nel 2001 e nel 2008.

Nel 2005 l'Università Ca' Foscari di Venezia lo ha proclamato Professore emerito. Attualmente insegna presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. È accademico dei Lincei e Cavaliere di Gran Croce. Da alcuni decenni collabora con il Corriere della sera.

Da Wikipedia.it

 

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