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International Troubadours, musica da molto lontano

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Il trio di Alberto Turra sul palco del Binario7 ha presentato il secondo album "Sacred ground"

Se siete affezionati ascoltatori di Lifegate radio, sicuramente conoscete la rassegna musicale "Terra", i percorsi di musica sostenibile ideati da Basilio Santoro e Alberto  Turra. Dieci appuntamenti al Teatro Binario7 di Monza, che permettono al pubblico di fare esperienza e tesoro di musica classica, jazz e etnica.

Sabato 9 Aprile è stata la volta degli International Troubadours sul palco monzese che hanno presentato il loro secondo disco, Sacred Ground, realizzato insieme a Alberto Pederneschi.

I trovatori, come spiegato all'inizio del concerto da Basilio Santoro, direttore artistico di Lifegate Radio, sono sempre esisistiti sulla terra: inizialmente, erano quei musici che traevano ispirazione e dedicavano le loro opere agli dei pagani e alla natura (ricordate Orfeo?); poi, nell'alto Medioevo, si sono trasformati poco alla volta nei cantastorie e  nei poeti che si accompagnavano con la musica per celebrare l'amor cortese.

Riallacciandosi idealmente a questi avi, gli International Troubadours (lo stesso Turra, Davide Tedesco e Alberto Pederneschi) hanno composto musiche - odi - per la terra e la natura, per ricordarci il nostro legame ad essa e celebrarla proprio come facevano i loro antenati.

Nessuna parola, soltanto musica e suoni: la voce umana serve a sottolineare ed esprimere il pathos di questo amore arcaico ed infinito.

Durante il concerto, la chitarra di Turra si mescola al contrabbasso di Davide Tedesco, ritmati dalle percussioni di Pederneschi. La voce che i trovatori emettono è senza una lingua precisa, l'insieme ha un sapore multietnico, come dimostra il mappamondo illuminato al centro del palco.

Sale sul palco due volte anche Sarah De Magistri, voce già del primo progetto degli International Troubaours: anche lei sembra onorare qualche dio pagano o la Natura con i suoi vocalizzi amorfi, con cui esprime intensamente quell'amore arcadico e sacro.

Tre mistici, sembrerebbero a vederli all'opera: fortunatamente, durante le brevi e poche pause dalla musica, si rivelano essere umani, capaci di rendere esplicito quell'afflato - questo sì - mistico che li lega alla terra.

Musica sacra, musica umana, musica decisamente internazionale.

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