
Una mostra del fotografo Francesco Cocco al Binario7 di Monza per Emergency
Francesco Cocco, fotografo dell'agenzia Contrasto dal 2003, ci porta nel cuore della situazione afgana con una serie di 24 immagini in bianco e nero.
Lo fa con la mostra "L'Afghanistan, la guerra" inaugurata ieri 18 maggio presso la sala espositiva del Teatro Binario 7 a Monza.

Essenziali, immediate, le sue fotografie rivelano l'orrore di un conflitto che nell'arco di trent'anni ha portato alla morte di un milione e mezzo di persone e a oltre quattro milioni di profughi.
Il reportage di Cocco si sofferma tanto sulla desolazione dei paesaggi segnati dai lunghi anni di conflitto, quanto sui volti e sulle ferite della popolazione, vittima dei combattimenti. Il nostro sguardo non può non subire l'impatto forte di questi scatti.

Vorremmo che si trattasse di immagini di repertorio - come sottolinea lo stesso Claudio Gatti,
coordinatore del programma Afghanistan di Emergency - ma si tratta purtoppo di una quotidianità che continua a interessare
un paese non così lontano da noi e in cui a perdere la vita sono soprattutto ragazzini giovanissimi, sotto i 15 anni.
Fondamentale l'aiuto di Emergency che a partire dal 1999 ha realizzato tre ospedali in Afganistan (Un Centro chirurgico ad Anabah, uno a Kabul e un centro di maternità ad Anabah) e l'impegno costante dell'organizzazione nel garantire soccorso e assistenza sanitaria nel paese colpito dalla guerra. basti pensare che in Afghanistan Emergency ha curato più di 2.800.000 persone.
Francesco Cocco ha in passato collaborato con Medici senza Frontiere documentando la vita degli immigrati clandestini in Italia.

Si potrà visitare gratuitamente la mostra fino al 7 giugno nei seguenti orari:
da lunedì a venerdì dalle 10.00 alle 18.00
sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00
festivi dalle 14.00 alle 18.00
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Commenti
NON LONTANO DA NOI
-LA STUPIDA FORMA DI ODIO VERSO L’UOMO E LA RAGIONE,
L’INTERPRETAZIO NE DEL MASSACRO E MORTE,
NELLE TASCHE
PROBABILMENTE LA VALUTA DI GIUDA,
L’OCCHIO PERDUTO E CONDANNATO PER SEMPRE DI UN BAMBINO,
IL SUICIDIO,
IL PECCATO,
IL MONDO VORTICOSO DI UN CORPO E IL SUO SILENZIO,
ATTIMI,
FAME,
SETE IN OGNI LUOGO E SENSO,
GLI SPARI PRIMA DI UN SONNO IMPOSSIBILE,
PAURA,
PAURA DI RESTARE UCCISO DAI PENSIERI INSANGUINATI,
FIORI CALPESTATI DA UNA GROSSA LUCE SENZA ANIMA
E I MURI PRONTI AD URLARE…
E NON C’È PIÙ NIENTE DI VIVO,
LÀ DENTRO,
LÀ FUORI
NEL VERSO DI UN UOMO SBAGLIATO.
“PER NON DIMENTICARE I VERSI DELLA GUERRA, NELLA GUERRA”
©2011
MS,
Maurizio Spagna
e il giro del mondo poetico-
www.ilrotoversi.com
info@ilrotovers i.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo