La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

Frammenti di Virginia Woolf a teatro

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20111215-frammenti-a

Intervista video al regista Accordino. Tre donne per una scrittrice. In scena nel weekend al Binario7 di Monza

 

Corrado Accordino presenta la nuova produzione de La danza immobile/Ethica. Tre attrici e un attore in scena per "Frammenti di me. Virginia Woolf". La scrittura della grande autrice inglese, la sua vita, la sua follia.

 

 

 

 

Teatro Binario 7,  16 - 17 - 18 dicembre
FRAMMENTI DI ME . Virginia Woolf

regia Corrado Accordino

Biglietto: Intero € 18 - Ridotto € 12 - Under18 € 6

di Ken Ponzio
con Tamara Balducci, Marta Lucini, Debora Zuin
e con Riccardo Pradella
regia Corrado Accordino

scene e costumi Marichiara Vitali
assistente alla regia Valentina Paiano
produzione La Danza Immobile / eThica?

Le date in programma:

venerdì, 16. dicembre 2011
Inizio Spettacolo ore: 21:00

sabato, 17. dicembre 2011
Inizio Spettacolo ore: 21:00

domenica, 18. dicembre 2011
Inizio Spettacolo ore: 16:00

domenica, 18. dicembre 2011
Inizio Spettacolo ore: 21:00

 

Può sembrare sciocco, ma tutto ebbe inizio quando, leggendo una sua biografia mi venne in mente una canzone di Fabrizio De André: “Se ti tagliassero a pezzetti / il vento li raccoglierebbe / il regno dei ragni cucirebbe la pelle / e la luna tesserebbe i capelli e il viso / e il polline di Dio / di Dio il sorriso”… 

Chi era Virginia Woolf?

Un genio, una romanziera visionaria, una matta, una capra (come la chiamavano in casa quando era piccola), un critico letterario, una lesbica, una frigida, una moglie, una donna molto spiritosa, una femminista,  una donna, una maniaco-compulsiva? Descriverla in questi termini non è voler banalizzare la sua complessa personalità? Non è invece l’insieme di tutto questo?

In una pagina del suo diario afferma: ”Noi siamo le parole; noi siamo la musica; noi siamo la realtà. E io lo vedo, tutto questo, quando subisco una scossa.”

 

    

“Frammenti di me. Virginia Woolf” è un tentativo sperimentale di raccontare Virginia Woolf attraverso il suo mondo: le parole. Lei esiste in quanto parole, in quanto scrittura. E la scrittura le ha permesso di esistere, di vivere e di arginare la sua follia e i suoi fantasmi. Perché folle o matta o malata, che dir si voglia, lo era.

La difficoltà di racchiudere la sua essenza paratatticamente, in modo lineare, in un testo con i suoi personaggi, i loro sviluppi ad arco, i loro conflitti, non è possibile, mentre lo è avvicinarsi il più possibile seguendo il suoi salti spazio temporali, le sue intuizioni, le sue visioni. Questo sì, si può fare.

La sua vita è racchiusa nei suoi scritti, nella “Signora Dalloway”, ne “Le onde”, in “Orlando”, “Al Faro”, “Gli anni”, “Tra un atto e l’altro” così come nei suoi diari, e le persone a lei più care, dal marito Leonard, a Vanessa sua sorella, Vita Sackville-West, Lytton Strachey, Katherine Mansfield eccetera, ne fanno parte. Sono i suoi figli, parti di lei, suoi frammenti, appunto. Lei chiamava la propria scrittura “life-writing”. “Esisti? O ti ho inventato io?” chiese Virginia a Vita dopo aver finito di scrivere Orlando.

“Frammenti di me. Virginia Woolf” è una partitura di voci, di suoni, di dasein portato in vita da tre attrici e un attore. Un quartetto per attori.

note di drammaturgia

Di tanto in tanto Virginia Woolf sentiva come delle frustate, dolorose anche, “il colpo” lo chiamava lei, lungo tutto il corpo: “(…) è il segno di qualcosa di reale che si cela dietro le apparenze; e sono io che lo rendo reale esprimendolo a parole. Solo con l’esprimerlo gli conferisco unità; e questa unità significa che ha perduto il potere di farmi del male; mi dà una grande gioia, forse perché così facendo tengo lontano il dolore, rimettere insieme i frammenti. Questo è forse il piacere più intenso che io conosca. È l’ebbrezza che io provo quando scrivendo mi sembra di cogliere i collegamenti precisi” (…) “noi siamo le parole; noi siamo la musica; noi siamo la realtà. E io lo vedo, tutto questo, quando subisco una scossa.” (VW, Momenti di Essere)

Ma che cosa ha a che fare la signora Woolf con noi? Cos’ha da dire quella signora decisamente eccentrica nei primi del ‘900 (di Virginia Woolf tutti sanno che era una scrittrice, che era lesbica, che era pazza e che è morta suicida…) a noi, persone ormai abituate a vedere e sentire di tutto? Quali sono i frammenti di Virginia Woolf che ha lasciato a noi “lettori comuni”? Che cosa ha da dire Mrs. Dalloway nel 2011? E Miss La Trobe? E Rhoda? E Bernard?

Mi piace pensare che la signora Woolf ci abbia lasciato, oltre a straordinari scritti, un modo di pensare, di rivoluzionare questo pensiero per affermare la propria voce, la propria identità di donna e di essere umano, di analizzare il nostro modo di vivere e di porre domande. Con la prosa. Con le parole, “perché noi siamo le parole”. E con le parole possiamo costruire le realtà, alterarla, possiamo alterare anche il tempo. Lei l’ha fatto.

Il venerdì 28 marzo 1941 la cinquantanovenne scrittrice Virginia Woolf si suicida annegandosi nel fiume Ouse… No, non precisamente. Quel giorno lei scompare e il suo corpo verrà ritrovato solo ventun giorni più tardi, il 18 aprile. Che cosa accade durante quei giorni?

Mentre la società si perde in inutili chiacchiere, un uomo riceve una visita da una donna che vuole degli eredi.

Ken Ponzio

 

Gli autori di Vorrei
Author: Antonio Cornacchia

Art director e designer della comunicazione. Artista di formazione, ha studiato all'Accademia delle Belle Arti. Ha fatto parte dei team di creativi di Pasquale Barbella e di Gavino Sanna. Come esperto di comunicazione visiva, è autore di campagne pubblicitarie e politiche, progetti grafici ed editoriali. Firma siti web di giornali, istituzioni, aziende, enti non profit. Come agitatore culturale inventa e cura rassegne, anima associazioni, disegna idee. È il direttore di Vorrei.

Il sito con il portfolio: www.antoniocornacchia.com


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