La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Contro Facebook

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Trovo molto interessante la provocazione che Gianfranco Franchi muove contro i Social Network (accusati di livellare verso il basso la comunicazione e disperdere le energie intellettuali) nell’editoriale di Lankelot.eu di novembre 2008.

Lankelot è un sito per gli amanti del buon leggere, nel quale scrivono e si confrontano addetti ai lavori, scrittori e semplici appassionati. I comuni denominatori sono la serietà di analisi e approfondimento e, appunto, la passione con cui il lavoro di studio viene affrontato. Questa base ne fa un sito di riferimento per chiunque ami il libro e la letteratura.

L’intervento in oggetto, pur non riguardando la letteratura in senso stretto, ha però centrato il colpo avviando la discussione più lunga mai verificatasi sul sito. Sono già stati superati i duecento commenti, a conferma del fatto che le righe di Franchi colgono nel vivo sbugiardando uno dei vizietti più alla moda del momento.

Fatta questa doverosa specifica, ribadisco il piacere di leggere un parere critico nei confronti di Facebook e soci, pur prendendone le distanze in più punti.

Fate le vostre considerazioni.

Contro i social network

 

Qual è il primo rivale di un sito letterario? Non certo la carta stampata, con la quale andiamo al limite a integrarci, nel caso di Lankelot, preferendo quelle opere, quegli artisti e quegli editori che quotidiani e periodici trascurano o scartano (cfr. questa pagina per promemoria); non certo la televisione, condannata dalla sua natura, niente affatto interattiva e democratica, e dalla sua programmazione, mai o quasi letteraria (e quando letteraria: mainstream), a venire sconfitta se non saprà essere protagonista di una metamorfosi. I nostri rivali sono i social network.

Spiego.

Cos’è un social network? Secondo Wikipedia (qui la fonte) “la versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete (…). La rete delle relazioni sociali che ciascuno di noi tesse ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, si può così (…) organizzare in una mappa consultabile, e arricchire di nuovi contatti. Il fenomeno delle social network nacque negli Stati Uniti e si è sviluppato attorno a tre grandi filoni tematici: l’ambito professionale, quello dell’amicizia e quello delle relazioni amorose. Le social network online ebbero un’esplosione nel 2003, grazie alla popolarità di siti web come Friendster, Tribe.net e LinkedIn. (…) Attualmente, i due social network più gettonati sarebbero Facebook e Myspace, rispettivamente con 132 e 117 milioni di utenti, con il sorpasso del primo sul secondo nell’aprile del 2008”.

Qual è il problema? Il problema è che la struttura di social network come myspace e facebook semplifica l’approccio al web, illude l’iscritto d’essere protagonista, livella verso il basso la comunicazione, appiattendola sulla quotidianità e sulle frivolezze. Se myspace poteva e doveva restare una grande risorsa riservata solo e soltanto ai musicisti di tutto il mondo, che potevano scambiarsi pareri e confrontare le loro creazioni, facebook è partita con un approccio più simile all’ex “massoneria del web”, cioè small world: schede di ogni iscritto, rete di contatti accessibile ai nuovi amici, comunicazioni funzionali e utilitaristiche o ludiche. Uno può chiedersi: a cosa mi serve? Se ho già il mio software di messaggistica/telefonia (Skype, Messenger…), se ho già il mio forum specialistico, se ho già l’e-mail e gli sms, a che pro?

In effetti, il “pro” è uno e uno soltanto: l’esibizionismo.

Facebook – esattamente come Myspace per chi non era musicista – diventa un formidabile strumento di deconcentrazione durante gli orari di lavoro, uno svago e una deviazione durante la giornata, una demenziale agenda setting (quanti amici devo guadagnare oggi? A chi devo scrivere per diventare più popolare?), uno scarso veicolo pubblicitario (ogni giorno veniamo bombardati da segnalazioni di eventi e da comunicati di qualsiasi genere: che visibilità rimane se nessuno fa selezione?), un vacuo strumento per accertarsi che i vecchi compagni di classe siano in vita. C’è una ragione per cui avete smesso di frequentarvi: non avete più nulla da dire. Facebook ne dà conferma. Così come Myspace. Così come Linkedin, prima ancora, e Small World.

A cosa possono servire, in realtà, i social network?

A garantire la possibilità ai neofiti del web di navigare e divertirsi con siti facili ed elementari; a mostrare le potenzialità del web a chi pensava, causa propaganda dei media rivali (tv e carta stampata in primis) che Internet fosse solo pornografia e contenuti deliranti e/o autoreferenziali; a perdere tanto tempo; a illudere chi non ha vita sociale o adeguata “visibilità” (torniamo alla questione narcisistica/pubblicitaria) di avere trovato una soluzione.

Intanto, fanno danni. Fanno danni a siti come il nostro, perché molti dei nostri iscritti passano le ore che potevano dedicare al Web creativo/utile, allo studio, alla consultazione delle fonti, alla scrittura di pagine di critica e al confronto intellettuale ed estetico altrove. E quell’altrove è il social network, a cazzeggiare e scambiare quattro parole con vecchi e nuovi “amici”.

Fanno danni sul lavoro, esattamente come le messaggerie, perché deviano l’impiegato dalla concentrazione sul suo lavoro.

E così, tornando al nostro problema, si riducono le visite; si riduce l’interazione; si riduce la proposta di nuovi articoli; si offende l’intelligenza. Anni fa, in coincidenza col boom di myspace, avevo notato che tutti quelli che scrivevano di musica su Lankelot erano spariti: dissolti, liquefatti, in un attimo. Non è stata soltanto colpa della crisi dell’industria del disco; è stato per via dell’apparizione di myspace. Era, in effetti, il loro paradiso: decine di migliaia di band amatoriali e pro, provenienti da tutto il mondo… come criticarli?

Adesso, invece, noto che tanti iscritti consegnano il tempo libero precedentemente riservato a questo e ad altri progetti analoghi direttamente a Facebook. Ho passato gli ultimi due anni a studiare metodicamente dinamiche interazionali dei social network, cancellandomi infine da entrambi i siti “mainstream” in questione, per tornare qui. Le ragioni, ormai, vi saranno chiare.

Credo che Internet sia una grande speranza di perfezionamento per lo studio, la ricerca, l’informazione: un’informazione libraria più completa, capillare e democratica, interattiva e critica, è il viatico a una rivoluzione culturale.

Smarrire intelligenze e idee per colpa della concorrenza di webzine e blog letterari di qualità mi sta bene. Smarrirle per colpa del cazzeggio colorato di facebook e myspace mi ferisce e mi irrita a morte. Non recedo dalla mia posizione e invito tutti al confronto su queste tematiche.

Lunga vita al Web di progetto, e alla piccola e media editoria di qualità, alla ricerca e al confronto autentico.

Franchi

Gli autori di Vorrei
Author: Alfio Sironi

Nato nel mite ottobre del 1983, risiede in una sempre meno verde zona della Brianza collinare. Nella vita si occupa di agricoltura e frequenta un master sulla sostenibilità ambientale dalle parti di Reggio (nell'Emilia). E’ geografo di formazione e giornalista a tempo perso. Dal giugno 2009 è assessore all’ambiente nel Comune di Casatenovo, senza aver ancora capito se ciò sia un bene, per sé e per la collettività. Dorme poco.

Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


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Commenti  

#1 claudio 2008-11-17 11:13
il problema pare non essere facebook in se, ma facebook come concorrente....
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#2 Roberta 2008-11-17 22:51
non solo, ma sembra di sentir parlare un vecchio, stanco professore: "è colpa della televisione se gli scolari non studiano più".
se il tono della sua rivista è questo, glielo spiego io perchè perdono lettori
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#3 Jack 2008-11-19 15:31
Non sono d'accordo con l'analisi di Franchi. Il web è per sua natura democratico e libero, e i social network costituiscono delle offerte che l'utente può accettare o rifiutare... esattamente come il suo sito. Io possiedo un account facebook e uno myspace con la mia band, ma questo non mi impedisce di leggere libri o navigare in riviste come questa. E poi... un po' di sano cazzeggio ogni tanto non sarà anche salutare?
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#4 Arpa 2008-11-28 13:22
Claudio: certo. Ma non commerciale, specifichiamo. Lankelot.eu è gratuito e ogni spesa grava sulle spalle del fondatore, senza alcun introito, a parte qualche banner di google, tutti tra l'altro anche questi selezionati. Per dire: una concorrenza di natura intellettuale e dialettica, non di mercato. C'è molta differenza.

Roberta: come negare il rischio di facebook, più presente che in altri siti: la dipendenza dell'appiattime nto? Come con la televisione, no? Una persona teledipendente è una cosa buona per l'alta cultura? Bisogna essere parrucconi per riconoscerne il pericolo?
Se si frequenta solo Petrarca c'è lo stesso identico pericolo di degenerazione che se si frequenta solo Maria de Filippi, per dire. Equlibrio, che ne caso di facebook, vista la sua natura palesemente assuefacente, è giusto vi si debba approcciare con consapevolezza e cautela.
Per il tono del sito: vieni e leggi gli ultimi due articoli pubblicati e poi uno qualunque preso a caso fra i migliaia. Ti renderai conto se serietà e rigore sfociano in pesantezza e accademismo, o in noia. Prova, può essere interessante.
www.lankelot.eu

Jack: sono fondalmente d'accordo con te. Ma il problema della democrazia, e della libertà individuale in genere, è sempre lo stesso ed è quello al quale allude Franchi: la frequente mancanza di igiene nelle scelte. La libertà è cosa sacra, ma se una persona è libera di impoverirsi potenzialmente, per quanto totalmente leggittimo, può e deve essere invitata a riflettere? Poi ognuno gestisce se stesso e i suoi rischi come più gli piace: io sono iscritto a facebook, ad esempio. Sono consapevole del pericolo ma non disdegno un'avvertenza perché mi rende più libero.
Citazione
#5 LRCV 2008-11-28 15:52
http://it.youtube.com/watch?v=UJDwSSze1lM
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#6 Federico Armeni 2009-01-22 00:28
Sono paicevolmente impressionato da questo articolo, di cui spero presto avere una traduzione in inglese.

F.
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#7 Dario 2009-01-29 03:48
Mi sono iscritto a Facebook per curiosità anche se a me non piacciono molto questo genere di siti, però l'ho trovato abbastanza simpatico per interagire con i miei amici; ho trovato un lavoro estivo su facebook... il suo attacco è di poco valore, le distrazioni dal lavoro le ha chi non ha voglia di lavorare, il suo "sito letterario" non deve sentirsi in pericolo di fronte a Facebook.

Se non fosse stato per facebook non sarei arrivato qui da lei e scoprire questo sito; davvero! ;-)
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#8 Lorenzo 2009-02-13 23:09
Sono d'accordo con Franchi. C'è molta banalità in giro. Chi non vuole essere banale deve spengere le fonti che gli apportano banalità: tv, facebook.. cercare ciò che non è banale per se stesso. E questo non perchè la non banalità è elegante o rende intellettuali o letterari (se si dice così!). La banalità è una boccata di morfina, la creatività è aria fresca. se poi piace esser banali, beh non ho niente in contrario a chi fa scelte consapevoli => ma purtroppo lo sviluppo della consapevolezza non è una delle priorità di facebook. Comunque l'importante è star bene e se ti fa star bene facebook o ti fa cazzeggiare nel modo giusto, vuol dire che ancora non sai sperimentato lo star bene.
Citazione
#9 Jack 2009-02-14 15:31
Secondo me, cose come facebook sono solo strumenti di comunicazione, i contenuti sono a discrezione dell'utente. La banalità non è nel contenitore in sè, ma solo nel comportamento di chi lo usa. Lo star bene è una sensazione che copre un'immensa varietà di situazioni, con un grado di intensità che cambia tantissimo. Nemmeno io credo che FB in sè e per sè sia veicolo di chissà che grandi estasi. Credo però che se non ci fosse facebook (o qualunque cosa vogliamo considerare "banale") qualcuno lo inventerebbe. Qualcuno che già di partenza non è interessato all'offerta del sito di Franchi o di altri simili. Se vogliamo trovare un problema, a parer mio è questo, e non i social network.
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#10 Virginia 2009-04-17 16:45
Complimenti, hai centrato in pieno. La gente dovrebbe darsi una bella svegliata prima di trovarsi un giorno davanti a loro stessi ed accorgersi di aver impiegato male il proprio tempo. Un tempo che non ritornerà.
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#11 Ciro 2009-04-18 17:21
Facebook? Myspace? Il social network più geniale è Last Fm, tutta la musica del mondo gratuita e in modo legale, per una democrazia della musica..
Facebook come tutti i media ha i suoi pro e i suoi contro. Tra i contro ci sono problematiche serissime relative alla privacy che viene violata in maniera brutale.
Tra i pro (e scusate se è poco) c'è che è il mezzo di informazione e di veicolazione delle idee, per il momento senza censure.
A proposito, forse è la volta buona che riusciamo a far capire agli italiani cosa sia la P2, Licio Gelli, e come si è costruito il suo impero il nostro amato Silvio :-)
Vi consiglio un bellissimo gruppo a cui iscrivervi, nel quale si sta discutendo ad un test di ingresso da riservare ai politici per entrare nelle università, un pò come si fa per gli studenti e le università, dato che in questi ultimi anni di università statali, oramai i test saranno tutti a numero chiuso.
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=35559792019
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#12 Emilio Alessio 2009-04-18 18:09
Ciao a tutti, sono il fondatore del gruppo che ha appena citato Ciro. Volevo solo dire che in realtà il mio gruppo è, per così dire, semiserio, anche se effettivamente mi piacerebbe molto che nella realtà esistesse questo tipo di test per i politici: l'ho fatto io per entrare a medicina (e vi assicuro che ho studiato come un matto per passarlo) non vedo perchè non dovrebbero farlo coloro che ci vanno a rappresentare!

Comunque io credo che Facebook, come qualsiasi altra cosa al mondo, non è una cosa nè buona nè cattiva a priori. E' un po' come la televisione, tutto dipende da come viene usata! Io ad esempio uso Facebook per fare, a modo mio, informazione. Mi permette di far arrivare le mie idee a persone che altrimenti non avrei mai conosciuto!
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#13 Danx 2009-05-13 21:52
Facebook è noioso, basta conoscere altri siti dove arricchirsi di informazione e cultura.
Facebook va bene per segnalare alcune cose, magari inviare link...se uno invece lo usa per dire i biiip suoi, allora codesto essere ha solo da perderci e io lo elimino.
Basta usarlo poco e bene, no?
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#14 matilde 2009-05-25 14:32
nn è vero facebook è bellissimo!!! ma solo certe volte ti annoi!!!
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#15 Danx 2009-05-25 17:16
La tua scritta e tutti i tuoi punti esclamativi la dicono lunga sulla tua annosa ricerca di qualcosa di profondo
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#16 Alessandro de Leo 2009-05-28 15:10
Il ragionamento non fa una grinza. A mio parere, però, il problema restano le persone, non lo strumento. Io mi sono iscritto a Facebook da una settimana scarsa, e ho notato che la qualità dell'interazion e dipende dalle persone, così come accade nella realtà quotidiana. Gli idioti si limitano a chattare e a condividere pattume di ogni sorta; la gente più "evoluta" condivide articoli e video su politica, attualità e arte. Io, per esempio, condividerò questa pagina con i miei contatti di Facebook. I (le?) social networks non aggiungono nè sottraggono nulla, semplicemente ci facilitano nello scambiare opinioni e materiale. La qualità di questi elementi è relativa all'IQ della gente.
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#17 Blu Falabella 2009-06-14 00:45
Mi trovo pienamente d'accordo con le accuse mosse da Gianfranco Franchi.
Tuttavia credo che il problema non sia il mezzo, in questo caso facebook o myspace, ma il fine col quale viene utilizzato. Ecco perchè io, e sicuramente molti altri come me, si permettono ancora di utilizzare socialnetwork come facebook o myspace.
Come fare a sensibilizzare la gente ad un giusto e corretto utilizzo dei suddetti se non operando attraverso gli stessi?
Adesso che ho conosciuto lankelot sicuramente mi dedicherò anche ad esso.
Un saluto e a presto,
Blu...
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#18 giovanna 2009-10-19 17:07
appunto.
se vi ho trovati è stato per un post su facebook.
che ha il pregio di farti seguire anche i percorsi degli altri, non solo i tuoi.
e quanto agli amici, non è detto che se con una persona non vuoi uscire a berci una birra tu non debba aver niente da dire... magari leggi i suoi blog e i suoi articoli.
aggiungerei che facebook è un surrogato di tante cose. quando poi si ha da fare davvero, la gente non ci va.
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#19 alberto 2009-11-09 21:59
Trovo le riflessioni di Franchi molto interessanti, perchè anche io auspico che in un futuro prossimo un dibattito culturale sempre più ampio e vivo possa svolgersi in rete. Da parte mia, a queste critiche nei confronti di Facebook et similia aggiungo la personale e sgradevole sensazione di poter essere controllato. Infatti, quale migliore occasione per autorità o privati malintenzionati di ottenere informazioni su di noi se non quella di fornire tali dati già organizzati, suddivisi e soprattutto concentrati su una piattaforma violabile? Penso che questa ipotesi, che sembra uscita dalla trama di un film, possa già essere in atto e non credo che Facebook sia inviolabile per chi ha penetrato i sistemi informatici di Nasa, Cia, Pentagono...
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#20 kikko 2009-12-18 10:48
Ho letto con interesse l'articolo e tutti i commenti.
Personalmente, dopo un anno di attività in FB, la scorsa settimana, dopo essermi congedato dagli amici in FB, mi sono cancellato come utente.
Ho sentito questa esigenza perchè mi rincresceva la mancata possibilità di approfondire tematiche in modo costruttivo.
Nella quindicina di gruppi cui mi ero iscritto, purtroppo, il tenore dei dialoghi era piu improntato alla "chat" anzichè delle riflessioni; fors'anche perchè gli iscritti devono scrivere e rispondere ad altre mille persone e cosi si restano ad uno strato superficiale di un dialogo.
Non sono nè pro, nè contro FB, semplicemente non m'interessa conoscere ed avere mille amicizie se poi, realmente, faccio fatica ad avere un dialogo vero con una sola.
Sebbene avessi 300 amicizie in FB, avevo una sorta di "solitudine" perchè gli scambi non mi hanno edificato per nulla.
Certo non è una questione che FB o le persone che vi partecipano siano superficiali (ci mancherebbe che mi permettessi di dire cio' ...) ma bensì io stesso mi sentivo superficiale dopo aver effettuato il logout.
Per concludere non credo che la privacy, soprattutto quella dei nostri figli, sfoggiati nelle foto personali, siano veramente protetti ... un fenomeno cosi grande fa gola ... gola a chi della morale, del rispetto, dell'etica, ecc non gliene può fregar de meno ed alla fine credo che facebbok si rivelerà un grande boomerang che farà male, molto male.
Ai posteri ...
Citazione
#21 michele 2009-12-19 14:53
Si può sempre fare un gruppo "chiuso", al quale bisogna registrarsi, Lì il cazzeggio chattesco è molto minore, e anche la chat diventa utile
Citazione
#22 massimo 2011-02-23 13:44
Buongiorno
segnalo a chi interessato che ‘autorita’ garante della concorrenza e del mercato non ritiene messaggio pubblicitario, l’nvito a collegarsi a facebook rivolto da Radio 3 ai radioascoltator i, in quanto , cito testualmente “aderire ad un social network non costituisce un’ipotesi di messaggio pubblicitario, non essendo rivolto alla vendita di beni o servizi da parte di uno specifico professionista”.
Mi chiedo dunque come mai non si invitino i radioascoltator i a collegarsi ai siti Rai (visto che ci sono) e si preferisca reindirizzare i clienti su siti commerciali privati. Se non e’ pubblicita’ questa cosa sarebbe pubblicita? Sarebbe come se io invitassi delle persone a recarsi presso un centro commerciale specifico, in quanto il mio invito non costituisce un’ipotesi di messaggio pubblicitario, non essendo rivolto alla vendita di beni o servizi da parte di uno specifico negozio di quel centro commerciale.
Se i centri commerciali sono notoriamente punti di aggregazione dei nostri giovani, come uscire dall’equivoco? Aiutatemi a capire. Grazie
Citazione
#23 cesko_zigio 2011-07-13 18:01
video giustappunto appena postato:
http://www.youtube.com/watch?v=DU4G9kZKOD0
spero vi piaccia!
Citazione

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