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Home Culture Culture Fatti in Brianza. La compilation sotto la lente di Vorrei


Fatti in Brianza. La compilation sotto la lente di Vorrei

Tags: Compilation | Download | gratis

20090316-fatti-in-brianza

Una recensione a quattro della prima compilation digitale e gratuita made in MB

 

Avevamo già annunciato l'uscita della raccolta Fatti in brianza, ed ora che l'abbiamo scaricata (gratis e legalmente da qui), ascoltata e riascoltata, eccoci pronti a raccontarvi il nostro parere. Buon ascolto. Ah! i video non sono dei brani inclusi nel pacchetto, sono quelli disponibili online...

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Grenouille Saltando dentro al fuoco

Lele Cattaneo says

La Brianza è la nuova patria del rock? Si, assolutamente si.

Dai luoghi comuni che la vogliono terra un po’ snob del perbenismo, del bigottismo moderato, dell’agiatismo targato piccole medie e imprese , del consenso quasi unanime al berlusconismo, alla Brianza luogo comune di aggregazione musicale , territorio con un’identità poliedrica, di sperimentazione innovative, luogo in primis dei giovani, che forse trovano nella musica il loro veicolo migliore per sfatare i tabù del disimpegno e del bamboccismo.

Un disco a cinque stelle, dal quale partono gli echi di una Rock Revolution. Nulla, assolutamente nulla da invidiare alla scena underground di Milano City. Dalle sperimentazioni, ai richiami al passato, passando per le contaminazioni di generi, la poesia intimista, le urla rabbiose, gli scritti d’autore e le performance strumentali.

Vicini e irraggiungibili, l’ossimoro degli E-VAN ci rimanda a “Pablo Honey” dei Radiohead.; “Prima di lasciarmi uccidimi, non sentirò il dolore”, la canzone si conclude con il tema della tragicità dell’amore accompagnate dagli struggenti riff di chitarra elettrica degni di un Riccardo Tesio, che alimentano un’ atmosfera straziante alla Creep.

..A la prochaine dei CANTI DAI MOBILIFICI. Immaginatevi una base strumentale alla Sigur Ros e spruzzateci sopra le voci dei poeti esteti del legno. “Lontano, pensare è sbagliato”, maleficio rivolto all’eccesso di introspezione che ci imbriglia.

Dimensione eterea e trasognante, in perfetto stile shoegaze (Slowdive) per Doran degli AIM, un dream pop che tocca le tue corde più interne.

“Oggi ho deciso di farmi male. La terza guerra Mondiale”. Il pezzo dei GRENOUILLE sembra fuoriuscito direttamente da “Frogstomp” dei Silverchair.

HERMANO AND THE MARINES hanno raccolto in pieno le lezioni Capovilliane, (Teatro degli Orrori), Membro è un pezzo di chiara derivazione sludge, melvinsniana.

Altro che onedeadmanband, “THE BIG SOUND OF COUNTRY MUSIC”, ci fa vivere del sano e pregiato country-blues, (Johhny Cash) e distanzia in termini di qualità JOHN SBRANZA, forse troppo simile, nello stile e nel lessico al Vasco Brondi (le luci della centrale elettrica), e GIANLUCA GRASSO, che a differenza di John ci offre un cantautorato più romantico e rilassato.

Scusate il gioco di parole, ma più che Monkey for Breakfast, i KEIBE, nel loro progetto elettronico sembrano essersi cannibalizzati i Gorillaz, da cui è assai arduo trovare delle discordanze.

STEFANO VERGANI E ORCHESTRINA ACAPULCO? Dai, non scherziamo, questo è Paolo Conte con l’Orchestrina Acapulco. Chapeu.

Indice su anche per i VEDA, che, abbandonate le influenze dei Timoria si lasciano andare ad un crescendo grunge con ritornello rabbioso e aggresivo ( ottima il risuono della batteria), per gli ARANCIONI MECCANICI , con un pezzo indie allegro e scalzonato, alla Franz Ferdinand,e per rimanere nel mondo Brit, Erika dei DEAR ci riporta alla mente “Common people” dei Pulp.

Non manca l’esibizione al piano da lacrimoni di SARA DE NOVA, “da bianca cenere”, ottima tecnica (qui il richiamo è a Ludovico Einaudi).

And You dei NEVER TRUST è un concentrato di hard-rock abbinato ad una grintosa female voice (una Courtney Love, per intenderci).

Infine chiudiamo con la band anagraficamente più giovane, i WAITING FOR MEMORIES, che presentano un veloce brano post-hardcore punk. I ragazzi hanno un gran potenziale.

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Stefano Vergani Pesci e poltrone


Sofia Marelli says

È difficile immaginare che la Brianza sia davvero così bella. Le 23 canzoni di Fatti in Brianza sono delle vere e proprie perle, con una originalità e una sperimentazione sorprendenti per la pavida sonnolenza tipica della nostra zona. Queste gemme musicali, pur avendo ciascuna una propria peculiarità, sono ascrivibili in due generi: da un lato il rock caustico e perverso, dall’altro il cantautorato alternativo e d’avanguardia. Alla prima categoria appartengono brani incazzosi come La terza guerra mondiale dei Grenouille, oscuri e morbosi come Doran degli Aim, marci come Jennifer dei The Nuv. Ma forse le sorprese più gradite sono le canzoni della seconda categoria, quelle più introspettive,. Sotto questo punto di vista, Fatti in Brianza contiene brani di ottimo livello: Bellosguardo di Stefano Vergani & Orchestrina Acapulco, una canzonetta sgangherata che sa di vino e osteria, che potrebbe essere stata scritta da Vinicio Capossela; Da Bianca Cenere di Sara Denova, una straziante suonata di piano; e, forse, la canzone più bella del lotto, Path Traced In The Snow di Iree, un delicato brano art-pop giocato su note di piano increspate da suoni elettronici e da una voce commossa. Insomma, Fatti in Brianza raccoglie tutto ciò che di bello e di creativo la scena artistica brianzola ha seminato in questi anni. E se son rose, fioriranno.

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Keibe Promo

Carlo Motta Says

La prima cosa positiva di Fatti In Brianza è senza dubbio il fatto di essere un prodotto fatto in Brianza, per l’appunto. Il territorio Brianteo, seppur pieno zeppo di realtà musicali assolutamente interessanti e di artisti dalle grandi doti, è sempre stato alquanto privo di mezzi per valorizzare questa sua ricchezza, di iniziative per mettere in luce i suoi “gioielli”.

C’è poi da dire che questa mancanza non ha penalizzato solamente gli artisti, bensì anche gli ascoltatori. E con questo aspetto della “questione brianzola” si introduce da solo il secondo lato positivo di questo lavoro di Via Audio Records, la sua qualità.

Il cd è sicuramente ben fatto, la chiarezza e la pulizia dei suoni lasciano intendere che il lavoro di mixaggio sia stato lungo e preciso, e che lo studio (o gli studi) dove i vari artisti hanno inciso le tracce siano professionistici.

La qualità della musica è anch’essa molto buona. Le tracce, numerose, sono molto differenti l’una dall’altra e questa diversità, nel complesso, riesce a trasmettere all’ascoltatore la sensazione di un lavoro variopinto, di un bouquet sonoro molto ampio, che rimanda all’ampia gamma di artisti presenti sul territorio. In questa raccolta si passa dall’indie rock della miglior tradizione italiana, con gruppi come i The NUV, i Paradisi Noir, i Grenouille, che riescono a spaziare daigli Afterhours ai Bluvertigo, ai Deasonika senza troppa fatica, a sonorità electro/post punk che più British non si può, come nel caso di Keibe con “Monkey for Breakfast”, di Aim, Xela, Never Trust.

Rappresentata degnamente anche la tradizione cantautorale con artisti come Stefano Vergani, già molto apprezzato anche ben al di fuori dei confini brianzoli, Arturo Fiesta Circo, Gianluca Grasso.

Un lavoro di buona fattura, insomma, un album che si ascolta davvero volentieri, e un’iniziativa che serve anche a far immaginare all’ascoltatore quanta qualità c’è sul territorio, quanto il sottobosco musicale brianzolo sia più vivo, e profumato, che mai.

Voto: 7,5

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Arturo Fiesta Circo T'en fais pas

 

Alfio Sironi says

Questo Fatti in Brianza mi pare un progetto riuscito. Vetrina condivisa, rappresentativa e non malvagia del substrato sonoro brianzolo.

Si presenta bene, si scarica meglio (perché è gratis) e fa da volano a tutta una serie di produzioni, nomi e personalità diverse, disperse. Pare un modo efficace di fare rete, in un universo, quello dei musici, che sviluppa il concetto in modo molto involontario. O almeno questo è ciò che appare.

Da geografo di formazione, alla vista della tag “Brianza”, riportata nel titolo, non ho potuto esimermi dal tentativo di rintracciare nel prodotto - seguendo quel sottile, a volte evanescente, filo di lettura e comprensione che accomuna vino e musica - radici culturali, fisiche e locali che hanno nutrito queste composizioni.

Ne risulta un’immagine abbastanza verosimile della Brianza di oggi, ventre della globalizzazione, territorio in forte stato di avanzamento, verso non si sa quale direzione. Brianza percorsa da flussi, attraversata da forze, moduli e aggressioni globali, svuotata di senso, qualche volta, in cerca di redenzione, quasi sempre. Ognuno alla redenzione ci arriva a suo modo, in questa raccolta, e non senza qualche passo falso.

Si lasciano ascoltare piacevoli deja vu come quelli di Vergani, dei NUV o de I deserti di Sara, cattura l’anomia dipinta dai Grenouille, la satira automatica degli Arancioni Meccanici. Sorprendono il sound dei Keibe, la vena finanche eccessiva di Arturo Fiesta Circo, il piano di Sara Denova. Altri brani hanno meno forza.

Mi pare manchi totalmente, a questa terra, una continuità, un filo di collegamento, col il proprio passato, quello di cui abbiamo perso ogni traccia. In questo disco ne sentite gli echi? Io no. La brianzolitudine, narrata altrove, qui mi pare non trovi albergo, nemmeno come sentimento di distanza, distacco o superamento. Il risultato è la sensazione di un apparente sradicamento. Tuttavia abbiamo un’immagine abbastanza nitida, veritiera, di un panorama sonoro intessuto, corroborato, da stili e codici che vengono da lontano, ma da pochi punti, sempre gli stessi, che da qualche decennio continuano a imperversare.

Ecco, a voler trovare una linea di fondo, che ci confermi un tratto brianzolo medio, troverei questo: un prodotto buono e consigliabile, lontano dal recente passato, ma in cui non è facile scovare idee nuove, nuove davvero.

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AIM Too wild

Dal sito: www.viaaudio.it

FATTI IN BRIANZA COMPILATION
Catalogo VAR 004 - Marzo 2009

 

Più di 20 progetti per Via Audio Records e per una nuova compilation che celebra il meglio di una scena musicale ultimamente infuocata. Dalla canzone d'autore di Stefano Vergani al sapore jazzato dell' Arturo Fiesta Circo, dalle sfumature eteree degli Aim alla rabbia metropolitana dei Grenouille, dal sapore d'oltreoceano di TheBigSoundOfCountryMusic all'elettronica dei Keibe, passando per la sperimentazione rock poetry dei Paradisi Noir e il pianoforte di Sara Denova. E molto, molto altro ancora.

> SCARICA LA COMPILATION IN UNO ZIP UNICO (150 MEGA)
>

Oppure scarica e ascolta le canzoni singolarmente qui sotto.
(bottone destro del mouse > salva oggetto con nome)

01 TheBigSoundOfCountryMusic - OneDeadManBand
Bye And Bye - download
02 Stefano Vergani & Orchestrina Acapulco
Bellosguardo - download
03 Grenouille
La Terza Guerra Mondiale - download
04 Keibe
Monkey For Breakfast - download
05 Gianluca Grasso
Fughe Da Infermo - download
06 Aim
Doran - download
07 Paradisi Noir
Destino - download
08 Half/Redo
L'Organetto Del Terrore - download

09 The NUV
Jennifer - download
10 Arturo Fiesta Circo
Rimini - download
11 Sara Denova
Da Bianca Cenere - download
12 Iree
Path Traced In The Snow - download
13 Arancioni Meccanici
Automation - download
14 E-Van
Vicini Irraggiungibili - download
15 I Deserti Di Sara
Or-mai - download
16 Dear
Erika - download
17 John Sbranza
Tanto Gli Angeli Non Passano Prima Di Domenica - download
18 Ninfea Nera
Romanticidio - download
19 Never Trust
And You? - download
20 Veda
Cosa Vuoi Di Me - download
21 Waiting For Memories
Xela - download
22 Hermano & The Marines
Membro - download
23 Canti Dai Mobilifici
...à La Prochaine - download
> Copertina fronte e retro in formato PDF

 

 


 


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Commenti  

 
0 #1 zullo 2009-04-02 14:45
coem mai nella recensione band come ninfeanera o altre non vengono nemmeno nominate??
Citazione
 
 
0 #2 Monsieur Lapalisse 2009-04-02 15:58
Forse perchè non hanno colpito come gli altri citati?
Citazione
 
 
0 #3 luigina 2009-04-02 16:42
L'ho ascoltata mille volte! è proprio bella, il mio pezzo preferito è quello degli iree! peccato che duri davvero poco
Citazione
 
 
0 #4 rosa 2009-04-02 18:37
Questa compilation è davvero fica. A me piacciono un casino gli Arturo Fiesta Circo, The Bigsoundofcount rymusic e gli E-Van. Adesso però me la ascolto ancora.
Citazione
 
 
0 #5 ZULLO 2009-04-03 10:03
nella recensione ci sono state critiche positive e negative...il fatto di non citare alcune band è frutto di una recensione a mio parere fatta non bene!!
Citazione
 
 
0 #6 erika B. 2009-04-03 10:11
A ME AD ESEMPIO IL PEZZO DEI NINFEA NERA PIACE MOLTO COME ANCHE QUELLO DEI THE NUV...DEI QUALI SI PARLA A MALAPENA
Citazione
 
 
0 #7 Marta 2009-04-03 11:03
Bè non vengono citate tantissime band.
Io avrei fatto l'analisi di ogni singola canzone invece che leggere un sacco di cose messe li a caso da più persone.
Non mi sembra difficile... se la recensione deve recensire...perchè non lo si fa per ogni canzone?
Citazione
 
 
0 #8 Vorrei 2009-04-03 11:13
x Zullo, Erika e Marta: abbiamo lasciato ai nostri collaboratori tutta la libertà di decidere di recensire nel modo che avrebbero ritenuto più opportuno: c'è chi ha scelto un giudizio complessivo e chi più dettagliato. Non esiste un solo modo di dare il proprio giudizio così come non esiste un solo modo di ascoltare la musica.
Adesso aspettiamo la vostra di recensione, delle canzoni però, non la recensione della recensione :-)
Citazione
 
 
0 #9 erika B. 2009-04-03 11:27
le band accettano le critiche....voi accettate le critiche!! non è difficile come concetto!! che poi ci sia libertà di parola e opinione quello è chiaro!!
Citazione
 
 
0 #10 lele cattaneo says 2009-04-03 11:55
Allora, vi dico la mia, dato che sono stato uno dei recensori. La recensione è stata affidata a quattro persone diverse, che l’ hanno poi inviata alla redazione del giornale. Una scelta intelligente, perché lasciar scrivere la recensione ad una sola persona sarebbe stato, a mio giudizio limitante. Io, Sofia, Carlo e Alfio non siamo dei critici musicali “affermati”, siamo dei ragazzi giovani come voi (io tra l’altro ho 28 anni e credo di essere il più vecchio tra i quattro), appassionati di musica, che hanno deciso di ascoltare questo disco e di fornirne un resoconto.
Per quanto mi riguarda io il disco l’ho ascoltato tutto almeno trenta volte, e nella mia recensione credo anche di aver superato lo spazio destinato ad ogni contributo. Se non ho parlato di certi gruppi, non l’ho fatto perché li reputi inferiori, ma perché ho cercato di privilegiare le diversità di generi, elemento - secondo me - che dona a questo prodotto musicale grande spessore.
Ma la questione è un’altra. Questa è una rivista on-line, che fa dell’interattiv ità il suo pregio. Quindi, a me piacerebbe che nei commenti possiate postare delle vostre personali recensioni, in cui possiate arricchire il lavoro svolto da noi recensori. Se qualche gruppo secondo voi è stato sottovalutato, non menzionato o “trattato male”, esprimete apertamente la vostra opinione. Noi non siamo dei guru della musica, la verità non appartiene a noi.
Confrontiamoci, diteci la vostra. Alimentiamo un sano dibattito, utilizzando questo spazio on-line.
Citazione
 
 
0 #11 mario rossi 2009-04-04 19:39
Secondo me i critici non servono assolutamente a niente.
Citazione
 
 
0 #12 vale 2009-04-05 16:09
bella compilation!a me piacciono molto gli e-van e iree,ho visto che non avete inserito il video degli e-van...se a qualcuno interessa questo è il link http://www.youtube.com/watch?v=ltMrry4YQMY&feature=PlayList&p=FD750706862254A0&playnext=1&playnext_from=PL&index=3
Citazione
 
 
0 #13 mero 2009-04-08 17:19
band che si autoproducono i pezzi, compilation a gratis, impegno sudore e tanto rock...il tutto concepito nella nostra brianza!! chi critica questa compilation non ama la musica, non ama lo vita e sicuramente continuerà solo a spendere soldi per abiti firmati o cd di fottutissime major!!

potere all underground...aiutiamo il sottosuolo che fermenta...non potete neanche immaginare quanta bella roba che ci sta qui sotto!!!
Citazione
 
 
0 #14 Carlo Motta 2009-04-09 11:44
è proprio questo il senso della mia recensione; ho voluto puntare l'attenzione del lettore, più che su ogni singola band, sul fatto di quanta bella musica si trovi nell'underground della zona, nel "sottobosco". Essendo un musicista e avendo avuto la fortuna di conoscere per questo motivo tantissimi artisti posso dire con fierezza che nel sottosuolo della Brianza ci siano delle ricchezze musicali incredibili! Continuiamo a scoprirle!
Carlo
Citazione
 
 
0 #15 Mero x Motta 2009-04-11 11:57
non perchè mi hai scritto tu ma trovo la tua recensione sicuramente la migliore...è naturale che questa compilation racchiuda band (chi + chi -) che solo con la loro forza stanno cercando di aprirsi una strada passo per passo (e quindi con ancora molto da imparare da tutti i punti di vista)...questo è possibile grazie anche al vostro aiuto (dal critico all ascoltatore)...frasi come quelle scritte da Sironi a me personalmente lasciano veramente intristito davanti ad un Italia che come al solito vanta molti piu CRITICATORI che MOTIVATORI!!
Citazione
 
 
0 #16 Pino Timpani 2009-04-14 00:11
Suonare e cantare è uno dei pochi spazi liberi in cui le nuove generazioni si possono ancor oggi avventurare. Più i gruppi e le autoproduzioni sono numerosi, maggiore è la quantità di messaggi da scambiare. Di solito le migliori canzoni sono nelle primissime incisioni; poi spesso si evolve in un riflusso verso la superficialità o per chi ha successo, verso la banalità mediatica.
Il recensore è di norma una figura utile perchè aiuta a far conoscere i Suoni nel mezzo di un oceano di Rumori.
Citazione
 
 
0 #17 alfio 2009-04-16 13:53
Visto che mi si chiama in causa, spiego brevemente riprendendo quanto già detto poco sopra da Lele.
Non sono un recensore, sono uno che ha ascoltato la raccolta come te, Mero.
L'idea che sta dietro a questa pagina a giudizio multiplo mi sembra quella di accendere un dibattito, di dare il la. Di parlarne e, per quel poco che ci è concesso, aiutare la diffusione.
Da parte mia, ho scritto un parere, che non chiede e non pretende. Ho scritto quello che ho sentito dopo qualche ascolto, e che confermo.
Pareri non allineati generano curiosità, voglia di andare a sentire, scoprire.
Citazione
 
 
0 #18 Gianle 2009-05-13 02:36
Leggo ora le critiche fatte alla compilation e vorrei esprimere un'autocritica in quanto parte di essa, sperando di non venire censurato.
Innanzitutto proprio non penso che il mio pezzo esprima l'idea romantica e rilassata di cui sopra perchè parla proprio della fine dei sogni romantici: "muore un romantico nudo nel letto, ma non chiamate il medico, è il suo destino perfetto."
In secondo luogo volevo in questo spazio esprimere il mio disappunto nei confronti di chi dice di voler dare spazio all'underground e invece lo sfrutta per farsi quei quattro soldi (spero almeno che siano solo quattro) per poterli poi ridistribuire all'attuale scena musicale che è a parer mio intrisa di professionisti telematici e buonisti nella maggior parte dei casi assolutamente privi di talento artistico.
Parlo dei cantautori dell'attuale scena italiana che definirei imprendiautori.
Concludo dicendo che il mio pezzo non è assolutamente presentabile in quanto manca di arrangiamento.
L'unica cosa che si salva è il testo, però a quanto pare ne è stato fatto un ascolto superficiale.
Invito le persone che hanno scaricato il pezzo ad ascoltarlo riarrangiato scrivendomi a ilgianla@hotmai l.it
(nel caso volessero).
Lo faccio solo per amore delle mie canzoni, anche perchè non ne ho mai cavato un soldo un po' per volontà mia e il restante po' perchè chi mi conosce sa che non me ne frega niente del denaro, della fama e della gloria cibernetica.
Ma anche della gloria in generale. E gli viene alquanto comodo.
Con piacere, Gianluca.
Citazione
 
 
0 #19 Simone Camassa 2009-05-13 22:18
E quale sarebbe il tuo pezzo, scusa?
Citazione
 
 
0 #20 manuele cattaneo 2009-05-30 13:27
IN effetti riascoltantando il pezzo mi sono accorto che il testo è molto bello, scrivi bene. Ma la parte strumentale non mi piace
Citazione
 

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