La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

Passione, erotismo, pornografia

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49 Scrittori, artisti, blogger, giornalisti tracciano le linee di confine

Disegni di Katia Zotti

U

na domanda facile, tre concetti chiari eppure complessi, difficili da tradurre in parola, da sintetizzare. Non è mai semplice stabilire confini tra le sfumature delle emozioni e del vissuto, raccontarli e guardarli da un punto di vista esterno.
Metterli a confronto e chiuderli in definizioni.
La domanda era questa, sempre la stessa: hanno risposto scrittori, artisti, giornalisti, blogger, personaggi di libri.
Interventi mai uguali, linguaggi contrastanti, un metodo di analisi e di confronto su uno stesso tema.

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Raul Montanari, scrittore, il suo ultimo romanzo è La prima notte (Baldini Castoldi Dalai).
La passione si nutre di inizi, la pornografia di ripetizioni, l'erotismo di sottrazioni.

Cristiana Danila Formetta, scrittrice, il suo ultimo romanzo è La vita sessuale dei camaleonti (Coniglio editore).
Passione è sinonimo di curiosità, passione è scoprire sempre qualcosa di nuovo nella persona che hai di fronte, nella sua testa, nel suo corpo. Quella piccola ruga che gli è spuntata sulla fronte e che ieri non aveva, può tracciare la mappa di un nuovo territorio sentimentale.
L'erotismo invece è quasi un esercizio di stile, è un desiderio amoroso con l'abito della festa, è inventare seduzioni e scenari sempre nuovi.
Quando l'estetica cede il passo alla volgarità, ed esclude quel tocco di poesia necessaria a rendere unico un atto fisico che altrimenti sarebbe sempre uguale, ecco questa per me è pornografia. E il mio cuore da dandy, sanguina.

Marco Faq Girolenti, artista.
Passione = coinvolgimento per assurdo dell'anima che acceca e brucia le persone... talmente è forte che dura meno dell'amore, perché l'amore guarda la sua serenità... e per serenità offro sul piatto anche l'interesse di non dire sempre ho ragione!
Erotismo: è arte, e il suo indotto, fatto di cose... per esempio abbigliamento, profumi, cinema e altra biggiotteria.
L'eros è la parte sindacale della nostra pulsione verso l'altro, è l'immaginifico di come ti attraggono e seduci i tuoi piaceri.
Ha anche la passione... ma la passione è diverso dall'eros, perchè l'eros è tecnica nello stato d'animo... la passione è istintiva e non ascolta.
La pornografia è un codensato di pubbliche vanità, spesso illusorie che scatenano i bassi istinti e il represso e la figura non più come nudo ma solo da masticare, fagocitare e spesso condurla nel vizio di una cosa, in quanto è piacevole mostrare a tutti ciò che ci piace nel solo pensiero di distruggerla e mortificare... a volte è mercimonio... spesso è solo masturbazione del pensiero!

Franz Krauspenhaar, scrittore, il suo ultimo libro è Era mio padre (Fazi).
La pornografia è la fiction di tutte le fiction. Una specie di allucinazione reale. L'erotismo, come ho scritto da qualche parte recentemente, è la carta patinata del sesso. La passione è l'inizio folgorante di una corsa (l'amore) che si spera lunga, ma non lo è quasi mai. In realtà le vedo come tre entità abbastanza separate l'una dall'altra. A erotismo (una parola da rivista pruriginosa anni Settanta) preferisco la parola sesso. In realtà bisognerebbe parlare d'amore anche quando si hanno rapporti poco impegnativi.

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Alessandra MR D'Agostino, scrittrice e blogger, il suo ultimo libro è Vertoiba5 (Zona editore).
Passione, erotismo, pornografia costituiscono un trittico dai lineamenti e dai confini emotivi e morali spesso complessi da riconoscersi e da definirsi, tre entità che possono intersecarsi pur restando dei numeri primi, assoluti, monolitici.

Giovanni Choukhadarian, giornalista.
Trovo pornografica, oscena, immonda, repellente quel che vuoi la sciatteria, l'approssimazione, l'imprecisione, l'inesattezza. Far le robe un tanto al chilo è pornografico, ripetere cose già sentite un miliardo di anni luce fa tanto per il gusto è pornografia, adattarsi ai gusti anche più raffinati perché van di moda è p-o-r-n-o etc.
Erotismo è quello che incuriosisce. La tua richiesta lo è, lo è il tuo sorriso biondo, la maniera in cui, come pare dalle foto, ti porti. Erotismo è, in definitiva, segreto da svelarsi o, con le parole del Cantico, giardino chiuso, fonte sigillata.
Passione è quella che avvolge e da che ci si fa travolgere. E' adulterio col mondo le cose le persone. La passione è un assoluto, il resto forse no.

Eliselle, scrittrice, il suo ultimo libro è Fidanzato in affitto (Newton&Compton).
La passione mi accende, l'erotismo mi intriga, la pornografia mi annoia.

Giuseppe Genna, scrittore, il suo ultimo libro è Italia De Profundis (Minimum Fax).
Passione: il danno che trascina l'esistenza in un amore che non permette di trascendersi.
Erotismo: laddove mente, funzioni emotive e corpo fisico sono unificati nell'apertura e nella condivisione all'altro. E' uno dei veicoli per sperimentare la coscienza.
Pornografia: qualunque identificazione col proprio presente.

Tecla Dozio, editor.
La passione è generata dall'anima. L'erotismo dal corpo. La pornografia è la negazione delle due.

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Pablo Echaurren, artista e scrittore.
Di solito si dice che il limite è in chi guarda, ma non solo il limite è l'impronta d'autore, lo stato di grazia, la volontà di raggiungere uno stile. E' come il confine cha passa tra un quadro (più o meno riuscito) e una crosta.

Enrico Remmert, scrittore, ha pubblicato La ballata delle canaglie (Marsilio) e con Luca Ragagnin Elogio dell'amore vizioso (Marsilio).
Bisognerebbe minare i confini, così chi li attraversa salta in aria e può visitare senza problemi tutti i paesi che vuole (Pornolandia, Erotoburgo, etc...).

Luca Ragagnin, scrittore, con Enrico Remmert ha pubblicato Elogio dell'amore vizioso (Marsilio). Il suo ultimo libro è Un amore supremo (Instar libri).
L'erotismo si serve del bisturi (senza far male), la pornografia utilizza la parola (senza esprimere), oppure: l'erotismo non ha memoria e ricomincia ogni volta da capo, la pornografia è un prontuario numerico, una tavola delle effemeridi, un pallottoliere (si ricorda tutto perché cataloga il tutto), o ancora: l'erotismo è concavo (e pensa che una valle sia il reggiseno del vento), la pornografia è convessa (e crede che il vento sia una scorreggia di un dio a cazzo moscio).
La passione? Luci interne, in perenne attesa di vocabolario.

Alessandro Perissinotto, scrittore, il suo ultimo libro è L'orchestra del Titanic (Rizzoli). E' ideatore del progetto di scrittura e lettura on line LeggoGratis.
Non credo che vi sia oggi un vero confine tra passione, erotismo e pornografia. Sicuramente non c’è tra passione ed erotismo. Domando scusa per l’autocitazione ma, in Una piccola storia ignobile credo di aver sintetizzato questo concetto in un passaggio. La voce narrante è quella della protagonista, Anna Pavesi: "E adesso mi trovavo lì, con un uomo sposato, a condividere un momento che stava diventando di complicità. Sentivo che una sua carezza avrebbe perfezionato quell’istante. Una carezza, niente di più, per completare il piacere della confidenza e del vino. E se quella carezza fosse arrivata, sarebbe stato possibile fermarsi lì? O per forza saremmo andati oltre. Se hai superato i quindici anni e non ne hai ancora ottanta è possibile la tenerezza per la tenerezza?"
No, la tenerezza non basta, la passione si esprime con l’erotismo. Forse, volendo essere particolarmente pignoli, possiamo dire che l’erotismo è una forma di passione più ricercata, travolgente, ma al tempo stesso razionale; una lucida ricerca della trasformazione del piacere fisico in un piacere da gustare con la mente prima ancora che con il corpo. Se la passione è istinto, l’erotismo è fantasia, è creatività.
E poi c’è la pornografia. Sta davvero da un’altra parte? A volte sì, a volte no. Quello che con la passione non ha niente a che vedere è il mercato della pornografia. I film pornografici che vengono prodotti e distribuiti a pagamento possono accendere la passione di chi li guarda (a patto di voler dimenticare la violenza e la sopraffazione che governano una certa parte del mercato del porno), possono fornire spunti per l’erotismo, ma anche suscitare penosi complessi d’inferiorità nella maggior parte degli uomini, i quali non avranno mai prestazioni alla Rocco Siffredi, né la possibilità di mostrare la propria arte amatoria a cinque bellissime donne contemporaneamente.
Sicuramente però, i film pornografici non sono la fedele rappresentazione di una passione e, spesso, neppure la messa in scena di un sogno erotico: sono una finzione troppo smaccata. La diffusione delle tecnologie video ha però aperto la strada a una nuova, strana forma di pornografia, quella domestica (che però già esisteva al tempo delle Polaroid): le coppie si filmano durante l’amore per potersi riguardare, per gioire della loro passione e trasformarla, con lo sguardo e con la mente, in erotismo. Qualcuna di queste coppie gioisce persino dei superamento dei limiti del privato e utilizza la pornografia domestica distribuita su Internet come strumento di condivisione di una dimensione erotica.
Trovo che in tutto ciò non vi sia nulla di immorale, anzi, credo che una visione più gioiosa e aperta del sesso non possa fare che bene alla nostra società e che possa sconfiggere la pornografia malata, quella delle attrici picchiate dai registi, costrette ad agghiaccianti umiliazioni, quella di cui parla lo scrittore Martin Amis in un articolo tradotto poi in italiano nel bel libro-inchiesta del fotografo Stefano De Luigi, Pornoland. Naturalmente, anche la pornografia domestica non è esente dal rischio dell’umiliazione, da quello dello sfruttamento del corpo della donna (il contrario non avviene quasi mai): un fidanzato abbandonato, un partner farabutto, un disguido tecnico possono trasformare un prodotto destinato all’intimità della coppia in una gogna telematica. Dopo che nel mio ultimo libro, L’orchestra del Titanic, ho parlato di questo tema, mi sono giunte parecchie mail di donne che hanno subito la vergogna di veder diffuso in rete un filmato privato, di donne che non osavano più uscire di casa per paura che i vicini potessero riconoscere in loro le protagoniste di scene pornografiche. A queste donne penso di poter consigliare di andare a testa alta, perché in quelle riprese non vi è nulla di disdicevole, nulla di disonorevole. Che altri ci vedano nei nostri momenti più segreti può non essere piacevole, ma in quei momenti non stiamo facendo nulla di male: chi invece andrebbe messo alla gogna è il partner che tradisce un patto di complicità, colui (o, molto raramente, colei) che, mettendo in internet il filmato, cerca il danno di chi gli si è concesso con amore o almeno con passione.

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Filippo Borella, artista
Il confine tra passione, erotismo e pornografia è soggettivo, le differenze sostanziali cambiano secondo come le vivi o le subisci.
Generalizzando, la passione è il vero amore che tutto regola, e può essere ricca anche di un sensuale erotismo. La pornografia è sesso esplicito predominante che si trasforma in atti fini a se stessi.

Nadiolinda, scrittrice, il suo ultimo libro è Se non ti piace dillo. Il sesso ai tempi dell'happy hour (Mondadori)
Direi che il confine tra l'erotismo e la passione è lo stesso che esiste tra se stessi e il mondo. Ovvero: non di può essere passionali se non si condivide la propria attitudine all'erotismo.
Per quanto riguarda la pornografia, è un mondo a parte. Ci rientrano la passione, l'erotismo e molto altro, con un range che spazia dal quasi ingenuo al reato penale.
La pornografia permea la nostra vita e c'è un'attitudine passionale ed erotica che ne fa una cifra fondamentale della sessualità personale e sociale. E poi c'è un'ipocrisia che spinge sempre più in là il confine tra l'eros senza freni e la pornografia più umiliante. Ma questa è un'altra storia.

Alessandra Buccheri, blogger
Nella pornografia l'altro/a non è un fine, ma un mezzo, un oggetto attraverso cui raggiungere il piacere. Oggetto usato o esibito, o anche solo guardato, ma sempre oggetto.
Nell'erotismo l'altro/a è persona. L'erotismo privilegia l'aspetto più fisico, sia in maniera esplicita che in modo sussurrato. Un rapporto sessuale o un semplice sfioramento di pelle o di sguardi, con tutte le sfumature che ci sono nel mezzo e prima e dopo, nei quali l'attenzione è rivolta verso le emozioni trasmesse dal corpo.
La passione ha a che vedere con la fusione, il donarsi e l'appartenersi. Il coinvolgimento fisico va di pari passo con quello emotivo e mentale. L'intesa è totale, la comunicazione senza fraintendimenti. Nella passione l'altro è te e tu sei l'altro.
La passione scalda, l'erotismo brucia, la pornografia gela.

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Beppe Ceccato, giornalista
In due righe raccontare millenni di passioni, slanci, amori, sesso, sensi, sensualità è un'impresa! Ci provo, cercando di non essere bacchettone. La passione è un fuoco che t'accende, una piccola diavolina che inizia ad ardere... L'erotismo può venire stimolato dalla passione, che non necessariamente è la passione per qualcun altro/altra, può essere fine a stesso... La pornografia è una delle espressioni, se vuoi la più estrema, della dell'erotismo con poca passione. Credo che PEP (passione, erotismo, pornografia) possano convivere come essere assolutamente sganciati uno dall'altro.

Maxim Jakubowski, scrittore, il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Vita nel mondo delle donne (ES)
An impossible question, really.
And one i am often asked (especially about difference between eroticism and pornography).
There is an English expression (not sure if it can be translated) which says that it's in the eye of the beholder! And that defines my own attitude to eroticism and pornography!
As for passion, well, it's part of our human nature and I believe that one should put passion into whatever one writes, regardless of genre.
I hope that whenever I write in that perilous genre, readers think it's erotic rather than pornographic. Because I try and write about real people and emotions and the sexual hydraulics are not just there to provoke and titillate, but to illuminate the characters and make them more real. In one way, one might say that eroticism is pornography without the vulgarity, but I think it's still an insufficient definition.
For 15 years now, I have been editing an annual anthology that collects the best erotic stories of the year, so I have read literally thousands of stories and novels in the genre (at one stage, I even thought of writing a dictionary of erotic fiction...), and I have seen so many examples of good and bad erotic tales as well as pornography.
But, in a nutshell, I think, the key to me is emotions. An erotic story should be erotic because you understand (you love, even) the characters and when you read the descriptions of their bodies or lovemaking or perversions even you should be sympathetic and also aroused.
Ah, it's all very complicated, I know.

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Cristina Zagaria, giornalista e scrittrice, il suo ultimo libro è L'osso di Dio (Dario Flaccovio)
"Si chiude. Tra mezz’ora si chiude. Avviatevi all’uscita". Una voce maschile e una campana. Siamo arrivati tardi agli scavi di Pompei. Sono le sei e il parco sta già per chiudere. Io e Marco ci affrettiamo verso le Lupanare, siamo venuti per questo. Corro sulle pietre lisce, rischiando di cadere ad ogni passo. Marco lo conosco dagli anni del liceo. C’è sempre stata una sottile passione tra di noi, fatta di brividi, di sguardi, di sogni proibiti. Ma io al liceo ero fidanzatissima con Stefano e poi lui si è sposato. Una passione fuori tempo la nostra. Non abbiamo mai trovato l’accordo, anche se abbiamo continuato sempre a cercarci e a sentirci, con la scusa del Natale e dei compleanni.
Oggi è il primo giorno di primavera, a Napoli c’è la giornata in ricordo di tutte le vittime di mafia e noi siamo fuggiti dalla città, invasa da 150 mila persone, e siamo venuti a Pompei. Era tanto che volevo venire, l’ultima volta che sono stata agli scavi fu in quinta ginnasio, proprio con Marco e tutta la classe. E proprio qui, dietro l’autobus, prima di andare via, lui mi dette un bacio. Il nostro primo e unico bacio. Forse per questo oggi sono voluta venire qui. Forse questo lui ha accettato. Per il ricordo di una passione, che ha continuato a crescere dentro di noi da quel bacio, di nascosto, tra il fumo del bus e l’odore di patatine dei nostri zaini.
Io, dopo una serie di delusioni e tradimenti, sono sola da anni ormai. Niente uomini, basta. Marco da un anno si è separato da Caterina.
Arriviamo alle lupanare. Non c’è nessuno. Strano, alla chiusura, in genere, tutti i turisti convergono qui. Entriamo. Silenzio. Nelle piccole stanze con i letti di pietra fa freddo. Un freddo umido. Perché non c’è nessuno?
Marco mi prende il collo con una mano. Piano. Da dietro.
Brivido.
Scende. Entra sotto il mio maglione. Mi abbandono. E lo guardo, lo guardo fisso negli occhi. Mi bacia. Alzo lo sguardo e vedo un affresco: colori chiarissimi, marrone su marrone, una donna seduta a cavalcioni su un uomo steso su un divano pieno di cuscini. Lei ondeggia su di lui e gli tiene una mano sulla testa. Il sesso di lui è eretto, grande, teso. Sento Marco addosso. Sentiamo in lontananza la campana. Siamo uno dentro l’altra. Finalmente, la passione diventa eros e liberazione. Finalmente esplodo. E lui esplode. Vorrei gridare, ma so che non posso. Ingoio il mio grido.
Vedo un flash.
Mi abbaglia.
Riapro gli occhi.
È un turista giapponese, con la sua macchina e il cappellino di tela. Ride, ci saluta e scappa via. Guardo Marco. E lui guarda me. Sono seduta su di lui e gli tengo una mano sulla testa. Insieme alziamo lo sguardo sull’affresco sopra di noi e scoppiamo a ridere.
In quella fotografia non ci sarà mai la nostra passione, gli anni, il desiderio. In quella fotografia non ci sarà questo momento, ci saranno solo un uomo e una donna, esseri senza volto né tempo, come l’ affresco dai colori chiari sopra le nostre teste. Ma forse quella fotografia a Tokio o a Kobe, o chissà dove, farà incontrare due passioni e le trasformerà in eros. È un passaparola. È un segreto che si svela solo al momento giusto.
Arruffo i capelli di Marco. "Andiamo, è tardi", dico ridendo. Mi bacia. Arriviamo ai cancelli dell'uscita per ultimi, tutti sudati e il guardiano ci rimprovera, imprecando. Torniamo a Napoli, oggi è il 21 marzo, il primo giorno di primavera.

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Francesca Genti, poetessa, il suo ultimo libro è Poesie d'amore per ragazze kamikaze (Purple Press)
Per me la pornografia non ha a che fare in alcun modo con l'erotismo, anzi va decisamente verso thanatos. E' un affare di soldi, mercato e, in ultima battuta, morte, nel senso che si cerca di resuscitare un qualcosa di morto o di moribondo, è come fare una maldestra respirazione bocca a bocca alla passione.
L'erotismo è un anelito vitale, è espressione che si può incarnare in varie situazioni: dalla sessualità a un sentimento più ampio verso la Natura, l'erotismo è passione, vista quest'ultima come forza in continua trasformazione e a sua volta trasformante.

Gianluca Morozzi, scrittore, il suo ultimo libro è Colui che gli dei vogliono distruggere (Guanda)
La passione è come un bel romanzo: ti fa entrare in un universo parallelo, tagliando fuori tutto il resto.
L'erotismo è come la poesia: se è riuscita, ti fa intravedere squarci di quell'universo parallelo, facendoti desiderare intensamente di poterci entrare.
La pornografia è come un romanzo di bassa lega, che non solo ti spiattella in faccia tutti i contenuti dell'universo parallelo, ma ti fa fare anche un giro per le sue cantine.

Marco Brenna, artista
Con passione di Gesù si intendono la sofferenza di Gesù Cristo che hanno portato alla sua crocifissione, l'uso della parola passione sotto intende la radice etimologica dal verbo latino patior, "soffrire" , passione qualunque essa sia amorosa o ideale è sofferenza.
L’erotismo è il desiderio concepito come libido, un impulso fondamentale che muove l'essere umano verso la ricerca del piacere, qualunque forma di erotismo è ricerca.
La pornografia si caratterizza per la netta separazione fra la sessualità, esibita nella sua crudezza, e il sentimento amoroso, che ne è escluso, pornografia è lucro dell’istinto.

Nanni Delbecchi, giornalista
La passione mi sembra la malattia infantile dell'erotismo, mentre la pornografia ne è la malattia senile. Purché ci sia (l'erotismo, s'intende). Per oggi mi fermerei qui. Ma anche per domani. d'altronde, come saprai perfettamente, il sesso è muto.

Nina Ilmionome, protagonista del romanzo inedito di Leonardo Jattarelli
La passione è un sentimento, l'erotismo è un gesto, la pornografia è odore.

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Danilo Arona, scrittore, il suo ultimo libro è Santanta (Perdisa)
La passione è indirizzata, monotematica, spesso rasenta l'ossessione. Può essere un dettaglio, da un sorriso a una caviglia, dai lombi salubri di Brass ai denti di Berenice. Come cantava Fabrizio, la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie. Per passione ho scritto, ho suonato, mi sono sposato. E per passione continuo a essere intellettualmente contrario all'istituto del matrinonio, per quanto mi ritrovi giuridicamente coniugato dal 1983. La passione è start, quando giri la chiavetta dell'accensione.
L'erotismo?... Già, l'erotismo è - dovrebbe essere - la dimensione vitale in cui immergersi ogni giorno. Sull'erotismo, fortemente condiviso, l'umanità dovrebbe investire molto di più. Sul gioco dell'ammiccamento, sul "famolo strano" e sul "niente sotto il vestito". L'erotismo è donna, ma non solo. E' intelligenza, strategia, politica... E anche erotismo visivo. Occorre spiare. O farsi spiare. Ultimi tanghi a Zagarolo e ultimi fanghi alle Terme di Sassocurvo. Se la gente vi si dedicasse più, nel mondo - in Italia - ci sarebbe qualche casino in meno.
La pornografia ha dei livelli d'intensità. La meno volgare è quella che lambisce e si diparte dall'erotismo... Ma è una dimensione subìta. Personalmente m'interessa poco. Eccetto rari casi, sul piano artistico è nulla. E sul piano personale ho appena dichiarato il mio amore per l'erotismo. Negli ultimi anni però si è fatta avanti una pornografia dell'immagine non erotica accompagnata da quella dei sentimenti... E' interessante sotto il profilo sociologico per gli effetti non certo positivi che ha in ricaduta sulla mente collettiva. Troppa gente confonde pornografia con erotismo... e i risultati finiscono in cronaca (nera).

Mariano Sabatini, giornalista, critico e autore televisivo. I suoi ultimi libri sono Trucchi d'autore e Altri trucchi d'autore (Nutrimenti). A fine aprile uscirà Ci metto la firma (Aliberti).
Bello sarebbe se tra passione, erotismo e pornografia non ci fossero, linee di confine... Il concetto di santa nella vita e puttana a letto non regge mica tanto per noi maschi, e tanto meno la situazione inversa. Tutto dovrebbe essere sapientemente mescolato, in un'alchimia astuta e coinvolgente.

Luca Poldelmengo, scrittore e sceneggiatore cinematografico, il suo ultimo film è Cemento armato, il suo ultimo libro Odia il prossimo tuo (Kowalski).
La passione è la fiamma che arde e scoppietta mentre illumina ciò che la circonda, l'erotismo è la scintilla in grado di accenderla. La pornografia è una lampada che cerca di riprodurre la stessa luce: ma non fa rumore e sopratutto non brucia.

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Akio, blogger e critico televisivo.
Il postino (o piccolo post)
Caro Emilio Fede, è pura passione quella che nutri per Silvio Berlusconi. Te ne nutri al limite della pulsione erotica e la esponi al pubblico ludibrio dei tuoi detrattori che la considerano, parafrasando Mourinho, pornografia intellettuale. Ma è solo passione; pura passione.

Onofrio Catacchio, grafico e illustratore, autore delle copertine di Perdisa editore, i suoi ultimi fumetti sono Gaijin (Black Velvet) e Habemus Fantomas (Edizioni BD).
La passione c’entra sempre e a volte ti riguarda. L’erotismo si annida nei dettagli e si mimetizza nel quotidiano. La pornografia è ready-made del sesso. Il sesso/cesso rovesciato alla Duchamp. I confini sono labili e mutano in base a storie e geografie individuali. Ognuno ha la sua mappa.

Patrick Fogli, scrittore il suo ultimo libro è Il tempo infranto (Piemme). A maggio uscirà Vite spericolate (Edizioni Ambiente).
Passione è il sapore della tua bocca che mi serve per respirare.
Erotismo è il gesto, all'apparenza distratto, con cui ti sistemi il ciondolo fra i seni, slacciando appena l'ultimo bottone della camicia.
Pornografia è l'urlo soffocante con cui la mia pelle grida che vuole scopare la tua.

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Silvia Levenson, artista.
Umh... il mio confine? Passione ed erotismo sono la base della vita in ogni campo. La pornografia stà all'erotismo come il Tavernello ad un buon Amarone. Poi credo che la pornografia sia piu legata ad un immaginario maschile, è troppo gridata e chiara. Preferisco letture e disegni erotici dove sono io che completo il quadro, diciamo.

Elisabetta Bucciarelli, scrittrice e sceneggiatrice, il suo ultimo libro è Femmina de luxe (Perdisa). A maggio uscirà Io ti perdono (Colorado Noir - Kowalski).
Cara Paola, so che non ti darò molta soddisfazione, non sono forte nelle definizioni. E poi, a pensarci bene, conosco solo due cose che si avvicinano a quello che mi chiedi, ma non sono la stessa cosa: il sesso e l’amore. Banale, certo, ma si può parlare di ciò che si conosce e fantasticare del resto. Ora se affrontiamo il porno a me viene da ridere. Non conosco i film hard e nemmeno i giornaletti. Sono per me un po’ come le canne. Mai fatta una. E me ne vanto. La mia fantasia va oltre e non ha bisogno (uso “bisogno” non a caso) di chiedere aiuto. Li vedo come una stampella. La bombola dell’ossigeno. L’erotismo poi, è una questione mentale, fantasie, desideri, tripli e carpiati. Se cerchi di spiegarlo si perde. Se provi a viverlo è già finito. Ma ci pensi all’attesa sfinente di un incontro? La baratteresti per un amplesso qualunque? Mai. E poi mai. L’attesa è la punta massimo di erotismo. Il non vissuto. Il mai consumato. Quanto alla passione esiste, certo, nei confronti degli umani ma anche delle cose. Cose concrete intendo, senza per questo trasformarsi in consumismo o spreco. E’ di questa che ti vorrei parlare, passione irrefrenabile per ciò che costruisce la nostra identità. Sai già che per me la scrittura è questo, e come tale concede massimo piacere ed estremo dolore. Brucia e si consuma nel tempo di una produzione, ma poi risorge. Così penso possa essere nelle vicende d’amore. Passione che si accende, si spegne, e poi si riaccende. Non penso che la passione finisca. Finisce la pornografia di due corpi. L’erotismo che si svela e non lascia nulla di immaginato. Ma la passione no. E’ un trasporto che si ha o non si ha. Genetico, mi viene da dire. Grazie all’intelletto (erotico) e al corpo (il sesso). Il sesso, ecco. Ha un senso parlare di questo. La fisicità, la carnalità, il corpo. Questo è il punto centrale. Per capirlo ci vuole una vita. Per saperlo vivere anche. Per non aver bisogno d’altro pure. Ti basta questo: un corpo complementare (o supplementare, va bene ugualmente). Il tuo. Se ti rendi conto di averlo e se permetti che intervenga nella tua vita. Senza stare semplicemente a guardare il tuo cervello che chiede, come un assetato, gli orpelli delle tue ( e sue) perversioni.

Giancarlo Narciso, scrittore, il suo ultimo libro è Un'ombra anche tu come me (Perdisa).
Allora, in my humble opinion, la passione è quella roba che sale dallo stomaco e ti travolge, è l'istinto, il risultato di milioni di anni di selezione naturale. Inutile definirla, quando la provi sai cos'è, quelli che non la provano non hanno trasmesso i loro geni e quindi si sono estinti a tempi dei pitecantropi non eretti.
Penso proprio che sia è presente in ogni specie, dai coccodrilli alle cinciallegre, non solo nell'uomo. Il corteggiamento, in quanto meccanismo che garantisce che solo i geni più adatti alla sopravvivenza vengano trasmessi e quindi meccanismo istintivo, rientra nella stessa categoria della passione, anche se, visti i modi diversi in cui si manifesta nelle diverse società, potrebbe essere a prima vista scambiato per un aspetto culturale.
L'erotismo invece appartiene alla sfera ludica, socioculturale; è il condimento, è una spezia come il cardamomo o la cannella, una serie di espedienti che rendono il sesso più saporito, più prolungato, più variegato, più piacevole. Quindi, ben venga. Fa bene alla salute, migliora i rapporti sociali e cementa i rapporti di coppia. Dipendesse da me ne renderei obbligatorio l'insegnamento nelle scuole. Non ho mai provato a vivere da barracuda o da bertuccia per cui non saprei dirti se esiste anche in specie animali meno evolute della nostra, ma ho forti dubbi.
La pornografia è un aspetto deviante e patologico della sessualità, per quanto ne so credo che definisca un interesse esasperato per la rappresentazione visuale o verbale del sesso, con una particolare accentuazione degli organi genitali maschili e/o femminili. Come tale dovrebbe essere parente più volgare e povera di contenuti del voyeurismo.

Massimo Mongai, scrittore, il suo ultimo libro è Tette e pistole. Le molte vite del commissario Cartamoni (Robin).
Dice: Il suo confine tra passione, erotismo e pornografia...
Dico: Eh, se sono tre non ci può essere un confine solo!
Dice: Ah, lei pensa?
Dico: Flaiano diceva (ma forse lo ha detto anche qualcun altro) che l’erotismo è la pornografia dei ricchi e viceversa la pornografia è l’erotismo dei poveri. Ma la passione? Non è cosa di tutti i passionali? Ricchi o poveri che siano?
Dice: Ah, ma davvero?
Dico: Ma la questione vera è un’altra, ossia cos’è che permette il sesso? Nel senso di farlo, materialmente, amore o passione e sesso puro e semplice? Non la disponibilità della donna (che può purtroppo essere violentata) ma sostanzialmente l’erezione: senza di lei (!) c’è solo il sesso lesbico, e per altro mi dicono che dildo a pioggia! Ma cos’è che causa l’erezione? Il desiderio. Quindi dato che non c’è vita su questo pianeta senza sesso (batteri a parte e piante comprese) e sesso vuol dire fallo (di una zanzara o di una balena) e coitum in vasum debitum , senza desiderio maschile non c’è vita. E cos’è che stimola il desiderio, e cioè l’erezione? Che si chiami pornografia, erotismo o passione, fa una qualche differenza? Che sia un professore universitario o uno spazzino, al dunque quel che conta è solo cos’è che a lui glielo fa diventare duro. Parlando in francese e sempre e solo fra adulti consenzienti, sia chiaro; ma senza mai dimenticare che la maggiore età sessuale in Italia, legalmente parlando, anche se può sembrare ridicolo, è 14 anni. Senza alcun riguardo, sempre legalmente, ad attività etero od omosessuale. Eh, lo so, è un casino ma così è. Ora, di quali confini parliamo? Di quelli legali o di quelli del desiderio maschile?

200905-katia-zotti-11

Elena Torresani, scrittrice, il suo ultimo libro è L'inferno di Eros (Andrea Oppure Editore).
L'erotismo a mio avviso ha a che fare con la seduzione e il gioco: rimane ben al di là, ben oltre e molto prima di qualsiasi tipo di sesso e di appagamento.
La pornografia è solamente l’esplicitazione piatta e spesso fuorviante della nostra parte "copulante": la differenza con l’erotismo è piuttosto netta e non così sottile come spesso ci dicono.
La passione è un sentimento che può essere indipendente da e verso erotismo e passione: primo perché sussiste indipendentemente e secondo perché anche l’assenza di passione è, talvolta, profondamente erotica.

Antonio Paolacci, scrittore, il suo ultimo libro è Flemma (Perdisa editore)
La pornografia è per definizione qualcosa di esplicito, il che non vuol dire volgare o triste, non per forza. La famosa tristezza della pornografia è solo nell'inganno, o nell'autoinganno. Il mio confine tra erotismo e passione, poi, credo sia solo un gesto.

Barbara Baraldi, scrittrice, il suo ultimo libro è La casa di Amelia (Perdisa editore)
Erotismo, la carezza che accende la mente. Il sussurro di un bianconero, inebria i sensi e può accendere la passione. La passione, un fuoco che divora. La pornografia è spesso la morte dell’erotismo.

Umberto Torricelli, artista
La passione è ciò di cui non posso fare a meno, una cosa che non deve mai mancare nella mia vita. Quando dipingo una figura femminile non posso fare a meno di provare passione per il corpo che sto disegnando, anche se è una passione 'di testa', che si risolve tutta davanti alla tela, ovviamente. Per distinguere tra erotismo e pornografia uso un criterio del tutto personale, che non ha nulla a che vedere con il centimetri quadrati di pelle mostrata o cose del genere: se quello che sto guardando dopo un po' mi annoia, allora è pornografia. Altrimenti si tratta di erotismo.

Gemma Gaetani, scrittrice, il suo ultimo libro è Colazione al Fiorucci store (Lain)
Per me non c'è confine tra passione, erotismo e pornografia. Mai. Se c'è amore non c'è più un confine. La passione diventa presto erotismo, poi l'erotismo sfocia nella pornografia, ovvero intimità assoluta tra due dove tutto è permesso. La differenza con la pornografia cinematografica, per quanto mi riguarda, è rappresentata soltanto dal fatto che non ci sono spettatori ad assistere. Tutto questo avviene, naturalmente, nelle questioni d'amore, che sono le uniche nelle quali quelle tre cose trapassano in una sola che le contiene tutt'e tre, e che è, appunto, l'amore. La tassonomia che le esamina separatamente, così come l'esperirle separatamente (faccio la pornostar di professione ma in realtà sono frigida, Giulio ed io abbiamo in comune tutto ma non l'intesa fisica, quella vado a soddisfarla altrove oppure opero una rinuncia, mia moglie ed io siamo sposati da una vita e l'erotismo tra di noi è scemato, ma ciò non toglie che io, e bla, e bla, e bla), non m'interessa. Mi fa, anzi, una certa pena. So che questo separare passione, erotismo e pornografia, nell'amore, esiste, lo so perché osservo il mondo, ma è qualcosa che non m'interessa.

Biancaneve de Pompadour, illustratrice e scrittrice, i suoi ultimi libri sono Hard Blog (Mondadori) e Water Sex (Mondadori).
La Passione è crudelmente romantica, si porta appresso un romanzo, una fantasia, un sogno oppure un delirio, qualcosa di infrenabile di esaltato, di doloroso e stupendo, una pazzia delirante che coinvolge la testa il cuore e il sesso fino a poterne morire e a poter uccidere, anche solo per un sussurro di labbra...
L'Erotismo è un richiamo intelligente, un dichiarare lucido che si desidera amare, che si desidera scambiare il gioco del sesso, con gli occhi, con le mani, con le parole, con il silenzio o con l'odio. Un gioco quasi crudele che porta all'esasperazione del desiderio, all'ansimo greve che rende ciechi e mai posseduti, un lampo che increspa un cielo nero e tuona, una mano che freme, due occhi che aspettano quella bocca umida che mai, però, si offrirà...
La Pornografia è la parte carnale del sesso crudo, la sconcezza che ammicca, le mani veloci sulla carne, le carezze che palpano come carne da macello, occhi pieni di volgarità, egoismo, voglia di sentirsi liberati, solitudine da sé, abbandono totale, la massima manifestazione della volgarità e della pochezza umana.

Stefania Nardini, giornalista e scrittrice, il suo ultimo romanzo è Gli scheletri di via Duomo (Tullio Pironti editore).
La passione è fondamentale, l'erotismo è la passione resa arte, la pornografia è come dire vado al discount e compro un carrello di offerte speciali di precotti. E siccome anche il cibo è bellezza meglio un risotto alle ostriche tirato lentamente con champagne. Volete mettere!

Remo Bassini, giornalista e scrittore, il suo ultimo romanzo è La donna che parlava con i morti (Newton & Compton)
A me piace il senso del proibito e, anche, il proibito. La pornografia mi annoia, il proibito no. E il proibito (come spiegava B. Russell) ce l'abbiamo ancora, almeno un po', nel dna.
E' figlio di quando gli uomini vivevano nudi. L'eccitamento più grande era quello di accoppiarsi con la moglie di un altro uomo mentre quest'ultimo dormiva. Godere in silenzio, con la tensione d'essere scoperti. Insomma, la pornografia mi annoia e, forse, la evito, perché son figlio di quell'Italia bacchettona che aveva pudore anche a parlare di sesso.
Non vedo invece confine tra eros e passione. Si compenetrano, ma è una questione anche psicologica e culturale. L'erotismo indotto dalla passione a mio avviso non deve e non ha freni inibitori. E' concesso tutto. L'erotismo indotto dal gruppo - condizionato cioé da internet, televisione e pornografia, soprattutto quella pornografia figlia del consumismo - può dare l'impressione di essere senza inibizioni e libero, ma in realtà è una farsa.
Anni fa mi colpì un pezzo di Gramellini, sulla Stampa. Una statistica metteva in risalto che la maggior parte delle donne italiane avevano due (dico due) rapporti sessuali al mese; e che per molte di loro erano insoddisfacenti. Un'analoga statistica diceva che in India, invece, le donne avevano una vita sessuale più intensa e soddisfacente. Per forza, concludeva Gramellini, lì ancora non sono arrivate le "cose pornografiche" della rete.

200905-katia-zotti-12

Passione, erotismo, pornografia:
le etimologie

PASSIONE = lat. PASSIONEM, da participio passato di PAT, soffrire, patire. Sofferenza, pena, travaglio. Forte commozione dell'animo, che può essere anche non dolorosa. Per esempio: passione amorosa.
Passione indica un insieme di condizioni caratteristiche di un atteggiamento passivo dell'individuo, per opposizione agli stati di cui si è attivamente la causa. Da tale senso del termine è derivato un nuovo significato: quello di un'emozione più forte di noi, che in un certo senso si subisce. La passione amorosa è il paradosso che vede la ragione scontrarsi con il desiderio dell'altro, dove il bisogno della presenza è così forte da trasformarsi in assenza.

EROTICO = lat. EROTICUS, greco EROTIKOS. Desiderio appassionato, ed anche nome proprio del Dio dell'amore, onde ERAO = amo, specialmente di amore sensuale, con l'idea accessoria della tenerezza e della passione. Che appartiene all'amore, che ne rappresenta gli effetti, ne celebra le delizie.
Erotismo indica le varie forme di manifestazione del desiderio erotico che spinge o attrae verso qualcuno o qualcosa, e il tipo di relazione che si instaura tra soggetti che ne sono coinvolti.

PORNOGRAFIA (dal greco πορνογραφια, letteralmente "scrivere su" o "disegnare prostitute") è la raffigurazione esplicita di soggetti erotici e sessuali - ossia, in altre parole: "Trattazione o rappresentazione esplicita, in scritti, disegni, film, fotografie, ecc., di soggetti di carattere erotico e ritenuti osceni".
Il termine ha iniziato ad essere impiegato con questo significato agli inizi del XIX secolo, per poi diffondersi nei decenni successivi.
"Pornografia non è altro che la verità" (Aldo Palazzeschi)

 

Dal blog di Paola Pioppi


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