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I racconti di Toxidrome III

20090516-toxidrome


È uno stambecco come tutti gli altri

Dopo mesi di chat con Sandrina decidiamo di vederci. Ci diamo appuntamento in una cascina abbandonata. Il luogo l'ha deciso lei.

Arriva il giorno dell'appuntamento. Ovviamente mi trovo obbligato a farmi un bidet. Sono circa sessant'anni che non mi lavo lì. Cioè sono passati sessant'anni dall'ultima scopata che ho fatto. Non che pensassi di scoparmi Sandrina, mai vista prima, anzi. Avevo considerato l'idea che potesse trattarsi di un uomo, in particolare un maniaco. Nel caso che mi avesse legnato di botte, per non dire peggio, in ospedale mi avrebbero trovato pulito. La mamma diceva sempre di lavarmi tutti i giorni, così se un giorno stavo a casa da scuola per malattia poi veniva il dottore e mi trovava pulito.

Comunque giungo alla cascina e appena scendo dall'auto Sandrina mi manda un sms: "Ci vediamo nella cascina, ok?". Ah, ok. Apro il portone, esce una zaffata di zolfo con retrogusto ascellare. Cioè come se le ascelle sudassero zolfo. Una mano color verde exogino mi afferra per i capelli, mi scaraventa nel buio sul pavimento. Non riesco più a muovermi, né a parlare. In realtà ci sono fori e fessure nelle pareti, in pochi istanti l'oscurità acquista forme e colori: un gruppo di persone attorno a me armeggia con qualcosa tra le mani. Non si tratta di persone nel senso comune del termine. Sembrerebbero nude, imbutoidi, macrocefali, hanno gli occhi a mandorla che occupano metà faccia. Smettono di muoversi, mi fissano. Hanno un'espressione indifferente, indecifrabile. Uno di loro si abbassa e allunga il braccio verso la mia testa. Ha in mano un oggetto che mi infila nell'orecchio. Introduce la mano e poi tutto il braccio. Non sento niente, in tutti i sensi. Tira fuori il braccio, la mano è vuota. Si allontana ed esce insieme agli altri.

Non so per quanto tempo rimango bloccato. A un tratto sento di potermi muovere. Esco, faccio il giro della struttura. Rientro, controllo ogni angolo. Non c'è nessuno. La mia macchina è ancora lì dove l'ho lasciata.

Mi viene in mente Ciccioparìa, un mio amico. Anche lui prese appuntamento con una ragazza conosciuta in chat. Quando si presentò, invece della ragazza trovò la Madonna, fluttuante e bellissima fra le chiome degli alberi di un parchetto. La Madonna gli disse che sì, era proprio lei la ragazza conosciuta in chat. Ciccioparìa la invitò a bere qualcosa in un pub, lei rifiutò perché preferiva fluttuare, asserendo che il contatto con il suolo avrebbe portato la verginità allo stesso potenziale elettrico del terreno. Ciccioparìa non capì cosa ci fosse di male, lei precisò che con la messa a terra avrebbe praticamente perso la verginità. Ciccioparìa rispose che non andava mai a messa, ma considerata la circostanza gli stava bene assistere da terra alla messa per aria, da una predicatrice fluttuante. Sentito ciò la Madonna rise sboccata, lo mandò a fanculo e scomparve.

Gli dissi che se alle superiori avesse seguito meglio le lezioni di elettronica, forse se la sarebbe potuta scopare, la Madonna, senza fare quella figura di merda. Ciccioparìa rise: ma come facevo a scoparmela, disse, senza farle perdere la verginità! Gli risposi che esisteva anche la messa in culo. Lui cominciò a piangere dicendo che la Chiesa non approverebbe mai la messa in culo della Madonna. Mi sta bene, gli dissi, in caso contrario accetterei la Chiesa. I fedeli non sono pronti per la messa in culo della Madonna, rispose. E' solo questione di tempo, dissi, poco tempo fa non accettavano nemmeno che la Terra fosse tonda, vedrai.

Mentro penso a tutto questo arriva una macchina e si ferma. Ne escono una coppia di anziani e uno stambecco.
Lo stambecco si avvicina, mi guarda.
"Ciao caro, piacere di vederti! Sono Sandrina!", dice lo stambecco.
"Ma è uno stambecco!", dico, rivolto alla coppia.
"Sì figliolo, è nostra figlia", dice l'uomo.
"Uno stambecco parlante, è incredibile!".
"Anche se parla è uno stambecco come tutti gli altri"
"E sarebbe vostra figlia..."
"Sì", dice la madre, "è nostra figlia, qualcosa in contrario?"
"Vogliamo che fate l'amore insieme", dice il padre.
"Io e sua moglie, spero", dico.
"Tu e nostra figlia, idiota", dice la madre.
"Dobbiamo riprodurci! Ora!", urla Sandrina.
"Ma sei uno stambecco!" dico.
"E' uno stambecco come tutti gli altri", dice il padre.
"Vogliamo che fate l'amore insieme", dice la madre.
"Dobbiamo riprodurci! Ora!", urla Sandrina.
"E' nostra figlia, qualcosa in contrario?", dice la madre.
"E' uno stambecco come tutti gli altri"
"Vogliamo che fate l'amore insieme"
"Dobbiamo riprodurci! Ora!"
"E' nostra figlia, qualcosa in contrario?"
"E' uno stambecco come tutti gli altri"
"Vogliamo che fate l'amore insieme"
"Dobbiamo riprodurci! Ora!"
"E' nostra figlia, qualcosa in contrario?"
"E' uno stambecco come tutti gli altri"
"Vogliamo che fate l'amore insieme"
"Dobbiamo riprodurci! Ora!"
"E' nostra figlia, qualcosa in contrario?"
"E' uno stambecco come tutti gli altri"


Da Toxidrome pattume non riciclabile

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