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La nuova identità di Corrado Accordino

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Chiusura di stagione per il Teatro Filodrammatici
di Milano e per la sua nuova guida

 

Abbiamo incontrato Corrado Accordino qualche minuto prima di andare in scena con uno dei suoi spettacoli a cui è più legato, “Camus, il primo uomoâ€. In programma fino al 23 maggio, la pièce vede sul palco l'attore-regista insieme ad Alessia Vicari, su un testo dello stesso Accordino e di Paolo Bignamini, tratto dall'omonimo libro postumo dello scrittore e filosofo francese Albert Camus. In scena i due attori rincorrono i ricordi singhiozzanti fra le macerie di un'auto, mettendo insieme pezzi di un puzzle che vorrebbe ritrarre la loro vita, ma che non si ricompone se non per pochi istanti e poi tutto viene rimesso in discussione, daccapo. La storia non c'è, c'è la frantumazione, il ripetersi ossessivo dei gesti, delle parole, dei sentimenti intuiti. Non c'è narrazione e in questo sta la contemporaneità del lavoro di Camus, perchè oggi più che mai non c'è una trama comune, riconoscibile, collettiva. C'è la polverizzazione sociale, molto al di là delle solitudini.

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Alessia Vicardi e Corrado Accordino (foto di E. raimondi)

È stata una stagione lunga e faticosa quella del Teatro Filodrammatrici, la prima con la nuova direzione artistica firmata Accordino-Amadio-Fornasari. Corrado, dopo l'esperienza monzese delle stagioni al Villoresi e al Binario7 (che continua con soddisfazione) ha lanciato la sfida alla metropoli meneghina, in un teatro molto piccolo, in posizione fantastica (15 metri dalla Scala) a cui vuole dare un respiro inedito in confronto alla gestione precedente. Vorrebbe farne sempre più un teatro di produzione consolidata. Punta a metà del cartellone prodotto, un quarto con ospitalità rinnovate negli anni e il restante quarto con quelle di richiamo. Un cocktail a cui non può mancare il sapore acre della situazione economica difficile, comune a qualsiasi impresa, figuriamoci culturale, i singulti dei rapporti con le istituzioni pubbliche e la necessità di allargare le attività ad un contorno che ne faccia un bouquet capace di attirare molte api, ancora di più di quest'anno che vanta collaborazioni e iniziative collaterali, come la presenza degli allievi della Scuola Bauer in sala a scattare come fosse il tappeto rosso di Cannes o la mostra di Carlo Previtali (fino al 31 maggio).

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Corrado Accordino (foto di E. Raimondi)

Sempre il 31 maggio ci sarà l'appuntamento conclusivo della stagione con l'ultimo dei peccati capitali, l'ira, protagonista del programma radiofonico prodotto per LifeGate Radio (105.1). Un progetto ideato sempre da Corrado Accordino e Basilio Santoro. Che vede agli strumenti Raffaele Brancati, Davide Tedesco e Alberto Turra. Biglietto unico di 3 euro per tutti, accessibile e popolare com'è nella politica del teatro. Può essere acquistato sia al Teatro Filodrammatici di Milano che al Teatro Binario 7 di Monza.

 

Autoritratto di un teatro.
Perchè eThica?


Il nome può risultare pomposo e il punto interrogativo è proprio lì a testimoniare come non sia stato scelto per definirci, ma per individuare un percorso fatto di domande e tentativi che noi tracciamo oggi, per aderire sempre più alla definizione che da subito ci ha conquistato: la ricerca di uno o più criteri che permettano all’individuo di gestire adeguatamente la propria libertà. Libertà artistica che veda attori e registi collaborare alla creazione di uno spettacolo grazie alla costruzione e condivisione di un metodo di lavoro. Libertà delle forze (persone fisiche e istituzioni) messe in campo per raggiungere questo traguardo, differenti nei percorsi artistici e professionali, ma a disposizione di un unico progetto che trae la sua forza dal confronto e dalla continua ricerca di criteri comuni, per strutturarsi in un percorso coerente. E’ probabilmente vero, sosteneva Werner Heisenberg, che i risultati più fruttuosi accadono spesso ai punti di interferenza tra diverse linee di pensiero che, se vengono a trovarsi in rapporti sufficientemente stretti da dare origine ad un’effettiva interazione, possono creare nuovi ed interessanti sviluppi. Le differenze sono sempre state sinonimo di ricchezza. Infine eThica? vuol essere un riferimento, un promemoria, legato al testo lasciato incompiuto da uno dei maestri del teatro del ‘900, maestro per molti e anche per noi: Konstantin S. Stanislavskj.

da teatrofilodrammatici.com

 

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