La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

A cosa servono le mostre? ce lo raccontano Matera e Pasolini

Culture ~ Antonio Cornacchia

A cosa servono le mostre? ce lo raccontano Matera e Pasolini

 A Palazzo Lanfranchi, Matera — candidata a capitale europea della cultura per il 2019 — si racconta nel cinquantesimo del Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. Una mostra importante, che riempie di sana curiosità i cittadini-visitatori

Da Mozart ai Pink Floyd. Via Storm

Culture ~ Giacomo Correale Santacroce

Da Mozart ai Pink Floyd. Via Storm

Ancora sulla mostra di Storm Thorgerson all'Arengario di Monza, prorogata fino al 7 settembre 2014

#ingredientesegretoD mostra interattiva a Cernobbio

Culture ~ Alessandra Scarazzato

#ingredientesegretoD mostra interattiva a Cernobbio

  #IngredientesegretoD una mostra interattiva di autoriflessione al femminile. Donne eccezionalmente normali a Cernobbio in Villa Bernasconi fino al 15 agosto. Intervista a Elena Nuozzi

Scarlattine Teatro e il Giardino delle Esperidi

Culture ~ Azzurra Scattarella

Scarlattine Teatro e il Giardino delle Esperidi

Un percorso artistico e teatrale che da un piccolo comune brianzolo si apre alla sperimentazione e all'Europa. Intervista a Michele Losi.

Le bufale sull’economia italiana e la crisi

Lavori ~ Ivan Commisso

Le bufale sull’economia italiana e la crisi

Seconda puntata sui miti che dovrebbero spiegare le ragioni della crisi italiana. Numeri e grafici che smontano le affermazioni che vanno per la maggiore. Siamo proprio sicuri che è come ce la raccontano?

CATA: l'arte e la tradizione alimentare in Brianza

Persone ~ Pino Timpani

CATA: l'arte e la tradizione alimentare in Brianza

Giuseppe Astori, presidente di CATA: la nascita, l'evoluzione dell'associazione monzese e gli ultimi progetti avviati con Slow Food di Monza e Brianza

Da dove vengono le idee in urbanistica? Da lontano.

Ambiente ~ Giorgio Majoli

Da dove vengono le idee in urbanistica? Da lontano.

  Spesso si pensa che alcune realizzazioni siano del tutto nuove, mentre hanno una loro storia, nate da idee e proposte anche molto lontane nel tempo. Facciamo qualche esempio su Monza.

Dove va la Lombardia?

Lavori ~ Giacomo Correale Santacroce

Dove va la Lombardia?

A giugno la Banca d’Italia ha pubblicato “Economie Regionali. L’economia della Lombardia”. Ecco che cosa contiene

I racconti di Adamo. In do maggiore

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. In do maggiore

Poi, un giorno, il miracolo dei miracoli. E’ mattina presto. Suonano nella strada: “Parigi oh cara…”. Picchiano alla porta. Una tempesta di pugni: “Sono io, salta fuori!”

Che cos'è il Progetto Rainbow?

Persone ~ Vorrei

Che cos'è il Progetto Rainbow?

   Un progetto per le scuole co-finanziato dall'Unione Europea e adottato dal Comune di Monza per combattere lo stereotipo e la discriminazione contro gli omosessuali. Ecco com'è strutturato e “Bob”, uno dei 9 film utilizzati.

Home

Melogramma. Processo al punto e virgola

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

20110306-melogramma-a

Breve cronaca di una catastrofe surreale, dunque assolutamente plausibile.

Il qui presente Punto e virgola è accusato di resistenza e oltraggio all’art. 25 della legge sulla riforma della grammatica nonché di reiterati atti osceni in testo pubblico

«L’imputato si alzi in piedi», ruggì il giudice dopo aver sedato, a colpi di martello, una jam session di vocali e consonanti poco confacente all’austerità dell’aula.

L’imputato si verticalizzò all’istante. Era così minuto che decine di monocoli e cannocchiali si sollevarono contemporaneamente, per inquadrarlo.

«Dichiari la sua identità.»

La risposta fu un sussurro più fievole di un’acca aspirata.

«Più forte», esortò il giudice. «Alzi il volume.»

«Punto e virgola», ripeté l’imputato con voce tremante, ma più udibile.

Il giudice gli ordinò di rimettersi a sedere, e subito dopo passò la parola al Pubblico Ministero, invitandolo a enunciare i capi d’accusa.

Il PM, principe del foro fabbricato in serie in una robotteria padana, si esprimeva economizzando la punteggiatura e nello stesso tono delle voci campionate dei navigatori satellitari.

«Il qui presente Punto e virgola è accusato di resistenza e oltraggio all’art. 25 della legge sulla riforma della grammatica nonché di reiterati atti osceni in testo pubblico»

«Come si dichiara l’imputato?», domandò il giudice svogliatamente, rivolgendosi questa volta alla difesa.

«Innocente, Vostro Onore», rispose l’avvocato d’ufficio. Il primo difensore, quello scelto dall’imputato, era stato ricusato dalla corte e sollevato dall’incarico per palese conflitto d’interesse. Avendo egli lungamente frequentato autori sovversivi quali il Manzoni e il Croce, si era dimostrato nei propri scritti utente personale del Punto e virgola, dunque in diretta ed evidente combutta con l’assistito.

Si passò all’escussione dei testi.

Invitata dal PM, marciò verso il banco dei testimoni una gallina bionda di piacente aspetto. Dichiarò di chiamarsi Coccoricco Miranda, si qualificò come ex girl televisiva e attuale “membra” della commissione governativa per la riforma della grammatica e della sintassi, giurò sul bignamino di non dire frottole e si accomodò impettitamente sull’apposito scranno.

«Signora Coccoricco il Punto e virgola è stato o non è stato soppresso definitivamente dalle norme che regolano la disciplina nazionale della punteggiatura?»

«Obiezione, Vostro Onore», proclamò l’avvocato della difesa prima che la gallina potesse deporre alcunché. «La domanda non ha senso. Se il mio assistito fosse stato realmente soppresso, non potrebbe esser presente in quest’aula, né lo si potrebbe accusare di qualsivoglia reato.»

«Obiezione accolta», sentenziò il giudice. «L’accusa riformuli la domanda in modo più appropriato.»

«Riformulo la domanda signora cosa stabilisce esattamente l’art. 25 della legge in questione?»

Il divieto assoluto di masturbarsi col Punto e virgola in qualsiasi tipologia di testo

«Promulga il divieto assoluto di masturbarsi col Punto e virgola in qualsiasi tipologia di testo, e ingiunge a editori e tipografi di procedere alla sostituzione del medesimo con altro segno di interpunzione di libera scelta in caso di ristampa di scritti concepiti prima dell’entrata in vigore della legge.»

«Grazie dottoressa vuole ora spiegare alla giuria in poche parole le ragioni del bando?»

«Quale bando? Non c’è stato un bando di concorso.»

«Bando nel senso che l’uso del Punto e virgola è stato bandito signora»

«Chiedo scusa, non avevo capito. Ragioni a non finire, di portata sociale e morale. Il Punto e virgola discrimina il colto dall’incolto, e ciò è eticamente inaccettabile. Non serve a nulla, è saccente, complica ogni discorso intromettendosi in modo fastidioso. Non ha nemmeno un’identità sua propria, è un segno a due facce, uno schizoide, un plagiario, un ladro che indossa i vestiti degli altri (il punto per cappello, la virgola per mutanda) allo scopo di intorbidare la chiarezza e la linearità del discorso, un intruso che si installa in frasi che non gli competono con l’invadenza d’un clandestino, un ermafrodita dichiarato e – quel ch’è peggio – un parassita, un lavativo che si diverte a interrompere e rallentare i flussi produttivi imponendo pause forzate, indugi inconciliabili col dinamismo che abbiamo il dovere di praticare e stimolare, scioperi bianchi, istigazioni all’assenteismo e all’intellettualismo... Un radical chic, insomma, e della specie più letale.»

Un dissidente, all’ultima fila in fondo alla sala, mormorò al vicino: «Meglio radical chic che sradical shit»; ma a bassa voce.

Il difensore, che per un po’ se n’era stato immobile a subire quel gavettone di parole con una smorfia di disgusto sulle labbra, decise a un certo punto di sovrapporre la propria voce a quella della teste.

«Obiezione, obiezione! Vostro Onore, la testimone esprime giudizi invece di limitarsi a rispondere alle domande!»

«Obiezione accolta. La teste risponda senza dilungarsi in opinioni e commenti.»

«Qual era la domanda?», annaspò l’interrogata sentendosi un po’ sperduta.

«Per quali ragioni avete deliberato di sopprimere pardon di proibire l’uso del Punto e virgola?»

«Le ho già riferite!»

«Le ripeta per favore e sia sintetica grazie»

Perché il Punto e virgola è difficile da usare e in più è comunista.

«Perché il Punto e virgola è difficile da usare e in più è comunista.»

L’accusatore si ritenne soddisfatto della deposizione e lasciò il campo al difensore, perché interrogasse a sua volta la teste. Il difensore era rosso di capelli e punteggiato di efelidi dalla fronte in giù, dettagli che non lo rendevano particolarmente simpatico agli oppositori del rosso e della punteggiatura.

«Signora», chiese con cortesia, «vuole chiarire alla giuria cosa intende per comunista

«Intendo parassita, naturalmente. Uno che boicotta la produzione attardandosi in chiacchiere senza capo né coda.»

Ciò detto, la teste fu scossa da un fremito.

«Si sente bene, signora?», le fu chiesto premurosamente.

«Certo che mi sento bene. Ho appena compiuto il mio dovere.»

Si scoprì poi che aveva deposto un uovo. Il tuorlo era nero, ideale per la ricetta dell’uovo in camicia.

La linea di difesa, essendo sapientemente elaborata, non fu capita da nessuno. Si reggeva su due assunti: che l’imputato non potesse rispondere di eventuali reati commessi dai propri utenti («È come processare una sigaretta al posto del suo fumatore», commentò appassionatamente l’avvocato dai capelli rossi); e che le accuse nei suoi confronti fossero dettate da livori e pregiudizi ideologici e antiletterari, anziché da fatti concreti.

Così, quando – al termine di un rapido dibattito, delle arringhe conclusive e di una fulminea riunione dei giurati – Sua Eccellenza chiese al presidente della giuria popolare di pronunciare il verdetto, l’interpellato rispose:

«Colpista.»

Il cancelliere rimase interdetto, con la penna a mezz’aria.

Il giudice pregò il presidente di esprimersi meglio, e l’uomo si corresse:

«Culpévul.»

Il Punto e virgola fu condannato all’esilio perpetuo e allo sradicamento da tutte le tastiere della repubblica.

Il Punto e virgola fu condannato all’esilio perpetuo e allo sradicamento da tutte le tastiere della repubblica.

Il Punto fermo, le Virgole, i Due punti, i Trattini e le Parentesi gongolarono come se avessero vinto un appalto miliardario, e si apprestarono con gioia a invadere gli spazi lasciati liberi dall’esiliato. Ma fu godimento di breve respiro. Alla prima riforma seguì una raffica di leggi, decreti e provvedimenti che non promettevano nulla di buono.

Il primo botto esplose con le leggi razziali. Le lettere esotiche J, K, X, W, Y subirono la stessa sorte del Punto e virgola, nonostante l’autorevole dissenso – espresso con petizioni, cortei e minacce di referendum – della regione Trentino Alto Adige. Le tastiere dei computer furono sfigurate da un’escalation di buchi neri. Una scrittrice piemontese dovette correggere migliaia di volte i nomi ricorrenti nella sua produzione letteraria, Jolanda e Walter, ribattezzati Iolanda e Valter. Il Water fu corretto in Vater, che in tedesco vuol dire “padre”. La Xenofobia dilagante diventò Senofobia, procurando malintesi a catena nella sfera delle relazioni sessuali.

Poi fu la volta della G, che non si capiva bene se si dovesse pronunciare come in Geranio o come in Garofano, e che complicava vieppiù l’esistenza quando si accoppiava con la N. La C se la passò ancor peggio, quando il ministero della pubblica istruzione decretò di abolirla e di cambiare l’ortografia di Scuola in Squola, per venire incontro alla lingua dell’elettorato.

Il governo responsabile di queste riforme fu rieletto per cent’anni di seguito, e rimase in carica fino alla scomparsa di quasi tutto l’alfabeto e di tutti i segni di interpunzione dell’ancien régime.

Si salvarono solo la I e la O, le lettere più popolari fra gli egocentrici e i ciucci.


La-Manomissione-delle-Parole

Imperdibile manuale di sopravvivenza per gli ultimi sostenitori della democrazia.

Gli autori di Vorrei
Author: Pasquale Barbella

Nato a Ruvo di Puglia nel 1941, Pasquale Barbella inizia la carriera pubblicitaria a Milano nel 1967, dopo esperienze in altri settori (tra cui quattro anni di mail writing presso la Mondadori). Alla professione dedica 36 anni di attività come copywriter, direttore creativo e coordinatore creativo di network internazionali. Nel 1990 è tra i fondatori della BGS (Barbella Gagliardi Saffirio); dal 2000 al 2003 è membro del Worldwide Board of Directors del gruppo internazionale D’Arcy, per il quale è anche responsabile dei servizi creativi per l’Europa e il Nordamerica. Con i suoi team ha creato case histories di successo per Swatch, Lacoste, Champion, Infostrada e numerose altre marche. I suoi lavori sono stati spesso premiati in festival italiani e internazionali. È stato per due volte presidente dell’Art Directors Club Italiano, che lo ha eletto nella sua Hall of Fame.

Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn
Comunicati stampa
  • 1
  • 2
  • 3
Prev Next
Marzo 2014

Marzo 2014

Il consumo consapevole

Febbraio 2014

Febbraio 2014

Start up, green economy, innovazione

Dicembre 2013

Dicembre 2013

Brianza che vieni. Brianza che vai.

Novembe 2013

Novembe 2013

Spiritualità vo cercando

Settembre 2013

Settembre 2013

Ecologia dell'informazione

Luglio 2013

Luglio 2013

Vecchie povertà, nuovi mestieri

Maggio 2013

Maggio 2013

Braccia ridate all'agricoltura

Aprile 2013

Aprile 2013

La verità, vi prego, sulla politica

Febbraio 2013

Febbraio 2013

Di che tribù sei?

Gennaio 2013

Gennaio 2013

Spazi comuni, luoghi di socializzazione.

Dicembre 2012

Dicembre 2012

L'amore (di questi tempi)

Novembre 2012

Novembre 2012

La Provincia di Monza e Brianza

Ottobre 2012

Ottobre 2012

Non si esce vivi dagli anni Ottanta

Primavera 2011

Primavera 2011

Ecomostri.

Inverno 2010

Inverno 2010

Il pacco di Natale del sindaco a Monza

Ottobre 2010

Ottobre 2010

Il povero Lambro

Maggio 2010

Maggio 2010

Noi siamo quel che mangiamo (e beviamo)

Marzo 2010

Marzo 2010

Elezioni regionali Lombardia 2010

Febbraio 2010

Febbraio 2010

Lavoro cercasi.

Dicembre 2009

Dicembre 2009

Casa, amara casa.

Novembre 2009

Novembre 2009

Mobilità.

Ottobre 2009

Ottobre 2009

Brianza, terra di cultura?

Luglio Agosto 2009

Luglio Agosto 2009

Anime migranti

Giugno 2009

Giugno 2009

La Brianza al voto  

Maggio 2009

Maggio 2009

Donne di Brianza

Aprile 2009

Aprile 2009

Produci, consuma, crepa.  

Marzo 2009

Marzo 2009

Allarmanti allarmi

Febbraio 2009

Febbraio 2009

Uomini sull'orlo di una crisi economica

Gennaio 2009

Gennaio 2009

  È la stampa bellezza.

Dicembre 2008

Dicembre 2008

  Vent'anni. Senza condizionale.  

Novembre 2008

Novembre 2008

  La scuola e il doposcuola.

Settembre ottobre 2008

Settembre ottobre 2008

  Il Parco e la Villa Reale di Monza

Luglio agosto 2008

Luglio agosto 2008

  Il Sessantotto e gli anni Settanta.

Giugno 2008

Giugno 2008

  La Lega.

Maggio 2008

Maggio 2008

  Monza e la Brianza, futuro prossimo.