A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

La rivista che Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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Leonardo, l'Ambrosiana e la vera ricchezza dell'Italia

Culture ~ Antonio Cornacchia

Leonardo, l'Ambrosiana e la vera ricchezza dell'Italia

 Sulle orme di Leonardo. Dalla collezione della Pinacoteca Ambrosiana alla grande mostra di Palazzo Reale. La vera ricchezza dell'Italia è nel patrimonio stabile e diffuso. Una ricchezza di conoscenza e consapevolezza

Di cosa parliamo quando parliamo di cultura? Episodio 1

Culture ~ Vorrei

Di cosa parliamo quando parliamo di cultura? Episodio 1

  Quante definizioni si possono dare alla cultura? cosa intendiamo per la sua valorizzazione? Nell'episodio 1 rispondono Agnese Ermacora, Chiara Spinnato, Michela Tilli, Luigi Rossi e Alfredo Somoza

Un pezzo di storia culturale di Monza. Un video del CCR

Culture ~ Vorrei

Un pezzo di storia culturale di Monza. Un video del CCR

Il Centro Culturale Ricerca nel 2001 produsse un video per raccontare i suoi primi venti anni di attività, lo abbiamo digitalizzato per riproporlo ai nostri lettori

Intervista a Mario Cresci «Stare tra le persone, fermarsi nei luoghi»

Culture ~ Marco Cacciatore

Intervista a Mario Cresci «Stare tra le persone, fermarsi nei luoghi»

Un maestro della fotografia e del design contemporaneo. Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo ospita fino al 6 settembre 2015 la sua mostra Racconti privati. Interni 1967 – 1978, una selezione del consistente lavoro di indagine sul territorio realizzato da Cresci in quegli anni tra la Basilicata e Barbarano Romano

 Tutti parlano di cultura, nessuno parla di cultura

Culture ~ Antonio Cornacchia

Tutti parlano di cultura, nessuno parla di cultura

  Il convegno voluto dall’associazione “Consulta di Monza e della Brianza per la cultura e i beni culturali” e da Confindustria MB con il titolo “Cultura. Nuovo fattore produttivo per Monza e Brianza”. Profit, non profit, valorizzazione, patrimonio, turismo, mecenatismo, sponsor… Troppi bersagli per un colpo solo?

Electric Run, lo scoiattolo rosso e il Gran Tour

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Electric Run, lo scoiattolo rosso e il Gran Tour

Fra iniziative ed eventi, le strategie per il Parco di Monza. La teoria del "In fondo, che c'è di male?" inesorabilmente  porta al degrado permanente e progressivo  dell'ambiente, della cultura, dell’identità e dell’immagine di persone e luoghi.

Eat & Ride Tour ai Mulini Asciutti

Ambiente ~ Pino Timpani

Eat & Ride Tour ai Mulini Asciutti

Una domenica al mese, da aprile ad ottobre, Monza Bike Friendly propone un itinerario ciclo-gastronomico nel Parco di Monza

Biennale Giovani 2015. Monza sempre più città d'arte

Culture ~ Antonio Cornacchia

Biennale Giovani 2015. Monza sempre più città d'arte

   Aperta fino al 28 giugno l'edizione 2015 della Biennale Giovani presso l'Arengario. 30 artisti, 5 critici e una città che sta cambiando pelle

Valerio D'Ippolito: Libera, la ndrangheta e la Brianza felix

Persone ~ Romano Bonifacci

Valerio D'Ippolito: Libera, la ndrangheta e la Brianza felix

Intervista al presidente di Libera Monza e Brianza «Una locale della ndrangheta su 4, al Nord è qui vicino. Le retate di polizia e carabinieri sono la conferma di questo primato, altro che Brianza felix»

Il viaggio leggero di Timbuktu

Culture ~ Roberto Rampi

Il viaggio leggero di Timbuktu

  Un film di Abderrahmane Sissako. Altro che scontro di civiltà, altro che modernità contro barbarie. I frutti perversi dell'emarginazione e della sottocultura europea

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La pubblicità che vorrei

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Se fossi Fiat, se fossi un'acqua minerale, se fossi Sipra, se fossi una banca, se fossi una carta igienica, se fossi una compagnia telefonica...

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e fossi Fiat, sceglierei come testimonial pubblicitari alcuni operai perché dicano di un’auto: «Sono affezionato a questa macchina perché l’ho fatta anch’io.»

Se fossi sadico, condannerei quelli della Tim ad ascoltare mille volte di seguito la canzone Well well well tenendoli seduti e legati tutto il giorno sul water.

Se fossi Sipra, aumenterei un tantino le tariffe ma in compenso offrirei ogni mese una pianificazione gratuita alla “Campagna del Giorno”, selezionata per speciali meriti da un’apposita commissione nominata dall’Art Directors Club Italiano.

Se fossi un assorbente, tratterei con maggior rispetto e riservatezza chi ha bisogno di me, senza strombazzare al mondo intero che la signora puzza di urina in ascensore.

Se fossi un’acqua minerale, la pianterei con questa eterna menata del bere di più per pisciare di più. Non si vive di solo piscio.

Se fossi un’azienda che paga le tasse e ha i bilanci a posto, inviterei mediante pubblicità tutte le altre a fare altrettanto, spiegando che i problemi dell’economia si risolvono soprattutto con la correttezza fiscale.

Se fossi un’azienda del Nord investirei tutto il budget di quest’anno in una campagna educativa sull’Unità d’Italia.

Se fossi un’impresa veronese o trevigiana, userei la pubblicità per ringraziare i cittadini di qualunque regione, nazione o credo politico, perché senza il loro apprezzamento non saremmo nessuno.

Se fossi una banca, eviterei di propinare musical ballerecci e altre forme di spasso carnevalesco nei periodi di crisi economica.

Se fossi una carta igienica, mi sentirei a mio agio nella penombra e nel silenzio; troverei sconveniente srotolarmi per la città e farmi inseguire da una moltitudine di coprofili esagitati.

Se fossi una catena di grandi magazzini a prezzi medio-bassi, userei la pubblicità per spiegare come si fa a essere eleganti senza spendere una fortuna.

Se fossi una compagnia aerea, userei la pubblicità per illustrare le cause dei disagi più frequenti sofferti dai passeggeri; direi che facciamo del nostro meglio per limitarli o ridurne l’impatto, e che comunque siamo gli unici a scusarcene pubblicamente.

Se fossi una compagnia telefonica, abiliterei il mio call center a fornire anche assistenza domestica anziché solo assistenza verbale, e userei questo argomento nella pubblicità.

Se fossi una ghigliottina, taglierei la gola a quelli che strillano senza motivo negli spot radiofonici.

Se fossi una griffe d’alta moda, investirei metà del mio budget in una campagna di prevenzione dell’anoressia. Anche firmata, purché sincera ed efficace.

Se fossi una marca di cioccolato o di gelati al cioccolato, spiegherei che il cioccolato non ha nulla a che fare col sesso orale; il nostro è ottimo da mangiare e non serve necessariamente a procurarsi un orgasmo.

Se fossi una società alimentare, eviterei di inventare e registrare nomi pseudoscientifici come Bifidus ActiRegularis e di far dire ai miei testimonial frasi ripugnanti come «mi sento gonfia».

Se fossi una società maniaca del testimonial, rinuncerei ai soliti vip e arruolerei al loro posto immigrati e disoccupati, persone spesso più interessanti di una Belen o di un Bonolis e sicuramente meno costose. E se proprio non sapessi fare a meno di una Belen o di un Bonolis, esigerei dai miei sceneggiatori storie e dialoghi meno infantili e più brillanti.

Se fossi un responsabile di marketing, smetterei di trattare il cittadino come “consumatore” e spesso come deficiente cronico: alla lunga non gioverebbe a nessuno, e farebbe sembrare scemo anche me. Vorrei essere più ambizioso di come sono, e farmi ricordare come colui o colei che ha promosso la migliore comunicazione degli ultimi vent’anni.

Se fossi Cecco, come sono e fui, torrei le idee giovani e leggiadre e vecchie e laide lasserei altrui.

 

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Un famoso annuncio di Bob Levinson, Doyle Dane Bernbach, New York, anni Sessanta.

 

Gli autori di Vorrei
Author: Pasquale Barbella

Nato a Ruvo di Puglia nel 1941, Pasquale Barbella inizia la carriera pubblicitaria a Milano nel 1967, dopo esperienze in altri settori (tra cui quattro anni di mail writing presso la Mondadori). Alla professione dedica 36 anni di attività come copywriter, direttore creativo e coordinatore creativo di network internazionali. Nel 1990 è tra i fondatori della BGS (Barbella Gagliardi Saffirio); dal 2000 al 2003 è membro del Worldwide Board of Directors del gruppo internazionale D’Arcy, per il quale è anche responsabile dei servizi creativi per l’Europa e il Nordamerica. Con i suoi team ha creato case histories di successo per Swatch, Lacoste, Champion, Infostrada e numerose altre marche. I suoi lavori sono stati spesso premiati in festival italiani e internazionali. È stato per due volte presidente dell’Art Directors Club Italiano, che lo ha eletto nella sua Hall of Fame.

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