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I (futili) miti d'oggi Stampa E-mail
Di Giuseppe Civati   
Lunedì 16 Giugno 2008


Come qualcuno ricorderà, nel 1957 Roland Barthes pubblicò Miti d'oggi. Isbn pubblica in Italia la versione, per così dire, aggiornata, curata da Jérôme Garcin, che s'intitola, non a caso, Nuovi miti d'oggi. Da Barthes alla Smart. Come quello di allora, il presente è un catalogo dedicato ai miti, ai riti e a quelli che definisco futilismi della cultura popolare contemporanea. Dallo speed-dating (pensate ad alcuni 'approcci' su Facebook o all'aureo concetto di una-botta-e-via) al sushi (per parlare di esotismo), dagli sms ai suv, ai must di una società di nuovi barbari (che poi saremmo noi). Una voce è dedicata ai blog. E' caustica e come tale la riporto qui di seguito (a titolo perfettamente autoironico):

«Ripensate a quei terribili giorni di settembre in cui, invitati a cena, avete dovuto subire la tragedia delle foto delle vacanze. Il padre, quello che aveva tagliato l'arrosto, piazzava su un tavolino lo strumento di tortura, nel quale faceva scivolare i nastri di diapositive, mentre la madre spingeva due vasi per bloccare lo schermo sopra un buffet. [...] Prigioniero nel salone, l'uditorio abbozzava sbadigli nella penombra, ma non osava scappare. Oggi, c'è il blog. E' la stessa cosa...».

Come comprenderete, non sono d'accordo. Ma l'autore, Patrick Rambaud, non ha proprio tutti i torti.

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Commenti
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Pasquale "Oneiros" Cicchetti     |213.174.174.xxx |22-06-2008 23:31:39
Sarà caustico, ma mi pare anche piuttosto sciocco, no?

Ogni fenomeno culturale - specie quelli molto complessi, e la blogosfera indubbiamente lo è - offre la possibilità di fare dell'ironia.

Barthes lo sapeva, e riusciva a illuminare anche quando pungeva.
La maniera di Rambaud è troppo facile: è come sparare sui riti della moda o sui film d'autore.

Un modo divertente per dire che non si capisce (o non si vuol capire) la posta in gioco di quel che si prende in giro.

Detto questo, sarò meno serioso: capita spesso di incappare nel narcisismo autobiografico, quando si naviga, ma a differenza dei vecchi salotti si può sempre cambiare sito, e questa mi pare una bella differenza.
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