| Futilismi e la saga dell'sms. Fenomenologia del richiamino |
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| Di Giuseppe Civati |
| Venerdì 04 Luglio 2008 |
![]() Che secondo me gli sms li hanno inventati perché sono il 'mezzo' migliore per i 'richiamini'. Ovvero, finisce una storia sentimentale, di qualsiasi genere e tipo, e come si fa a continuare a comunicare? Ma con gli sms, ovviamente. Con la scusa di non voler disturbare, si disturba eccome. Ad esempio, mi scrive un'amica - il periodo è di quelli terribili - che è stata piantata in asso da un tizio che aveva un'altra donna. Che poi sarebbe sua moglie. E se n'era, diciamo, dimenticato per tre mesi. Comunque, lei non lo vuole più sentire. E lui per un po' si contiene. Poi dopo tre settimane, ecco il richiamino via sms. Di solito la formula magica che non impegna è il «come stai?», che uno fa anche la figura del gentiluomo, perché voleva solo assicurarsi se andava tutto bene. Arriva il fatidico «come stai?», infatti, e lei risponde: «Bene, come spero sia anche per te». Non raccoglie la provocazione, la nostra eroina. E il richiamista che fa? Richiama. Questa volta al telefono, per segnalare che la risposta di lei era fredda. Lei ripete che sta bene e lui allora chiede se si possono sentire. Lei risponde mi faccio sentire io e lui nervoso riattacca. Ditemi voi se si può andare avanti a questa maniera. Abolire gli sms, non si può: mettiamo allora una tariffa speciale per i richiamini. Sono talmente prevedibili che il sistema informatico dovrebbe essere in grado di riconoscerli immediatamente. E scalare un centinaio di euro dal conto del fenomeno in questione. |
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