A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

La rivista che Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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Lì dove le persone si incontrano. I CAG di Monza

Persone ~ Valentina Selini

Lì dove le persone si incontrano. I CAG di Monza

Viaggio nei luoghi di incontro. Prima tappa. La vita nei Centri di aggregazione giovanile a Monza: il Pavoni e il Frassati

Giorgio Ambrosoli, la libertà e la responsabilità

Persone ~ Giorgio Casera

Giorgio Ambrosoli, la libertà e la responsabilità

Umberto Ambrosoli, a Monza per la rassegna “Ora legale” di Novaluna, ricorda l'esempio del padre, l' “eroe borghese”

Di corsa nel Parco di Monza contro la violenza alle donne

Persone ~ Luigi Dionisio

Di corsa nel Parco di Monza contro la violenza alle donne

Women in Run: una campagna sociale nata sul web e culminata sabato 24 gennaio 2015 con una corsa

L'inaugurazione di Alisei con Susanna Camusso in diretta

Persone ~ Vorrei

L'inaugurazione di Alisei con Susanna Camusso in diretta

La diretta streaming dell'inaugurazione della scuola di formazione politica promossa dalla CIL di Monza e Brianza con la segretaria nazionale

Il girone dei bannati. Da Facebook

Culture ~ Pasquale Barbella

Il girone dei bannati. Da Facebook

   Pasquale Barbella ha un rapporto movimentato con il social network più affollato del pianeta. Bannato 3 volte — per errore o per “nudo” — ci racconta la sua storia di bandito recidivo.

La solidarietà di Stefano Rodotà

Persone ~ Giacomo Russo Spena

La solidarietà di Stefano Rodotà

«Cercare di creare una nuova soggettività assemblando quel che c’è nel mondo propriamente politico secondo me è una via perdente. Bisogna partire da quel che definisco “coalizione sociale”». Intervista al professore sul futuro della Sinistra, dell'Italia e dell'Europa. Da MicroMega

La nuova vita del Punto di Villasanta

Persone ~ Pino Timpani

La nuova vita del Punto di Villasanta

È partita il 16 gennaio 2015 la nuova versione della testata. Il Punto sarà soprattutto on-line e si configura come una via di mezzo tra il giornale locale e il magazine con una valenza sovra locale. Ne parliamo con la direttrice Bianca Folino

Michela Tilli, il nuovo romanzo e l'incontro con il teatro

Culture ~ Azzurra Scattarella

Michela Tilli, il nuovo romanzo e l'incontro con il teatro

Intervista alla scrittrice monzese. Anticipazioni e disvelamenti su Ogni giorno come fossi bambina

Piketty: l'economia non è per gli economisti

Lavori ~ Giacomo Correale Santacroce

Piketty: l'economia non è per gli economisti

«Come la priorità del settore della sanità non è quella di fornire agli altri settori dei lavoratori in buona salute, così la priorità del settore della formazione non è quella di preparare a svolgere un mestiere negli altri settori. In tutte le società umane, la salute e l’educazione hanno un valore in sé: riuscire a trascorrere la propria vita in...

Arianna Scommegna al Binario 7

Culture ~ Vorrei

Arianna Scommegna al Binario 7

Il Premio Ubu 2014 come migliore attrice, sabato 24 e domenica 25 gennaio 2015, in scena a Monza con “Qui città di M.” di Piero Colaprico. L'intervista tratta da “Fool”, il giornalino della Scuola delle arti

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Una giornata senza immigrate

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Tahany è la “rappresentante delle donne straniere" del comitato per il 1° marzo.
Da molto in Italia e ben integrata, ci racconta la parte femminile della manifestazione.

 

 Come mai hai deciso di entrare a far parte dell’organizzazione per il “Primo Marzo”?

Me ne ha parlato la mia responsabile, al lavoro, e mi è sembrata subito una bella idea. Soprattutto per la situazione in cui ci troviamo in questi mesi e per tutto ciò che oggi si dice di noi immigrati, mi è sembrato necessario difendere i nostri diritti.

Qual è il tuo ruolo all’interno dell’organizzazione?

Io mi occupo molto della parte pratica e dei rapporti con le altre comunità, soprattutto con le donne delle altre comunità. Ci sono molte attività che richiedono tempo e voglia e lavoro manuale: la preparazione dei nastrini e di tutto il “materiale giallo” per la manifestazione e per la promozione dell’iniziativa…è di questo che mi sono occupata, della esecuzione e di trovare le persone che aiutassero. Molte donne, amiche e di altre comunità

Hai trovato delle difficoltà ad introdurti nell’organizzazione?

Assolutamente no, anzi sono stata personalmente accolta benissimo. Alla prima riunione c’era andato solo mio marito, dalla seconda ci sono andata anch‘io e da lì ho seguito tutti gli incontri, ora sono un po’ come una rappresentante delle donne straniere.

E difficoltà pratiche?

Nell’organizzazione generale no, anzi, un buon dialogo, tante idee ed iniziative, invece per quanto riguarda il coinvolgimento delle altre donne delle varie comunità straniere è stato un lavoro duro, molte sono venute ad aiutare solo perché sono mie amiche e io ha detto loro che avevo molto bisogno “delle loro mani”. Ma devo dire la verità, sono più di 5 anni che cercavo di farle venire nel centro che è diventato il nostro laboratorio del Primo Marzo e non erano mai venute. Ecco già un buon risultato della manifestazione!

Come mai succede?

Molte sono intimidite o impaurite, alcune sentono molto il problema della lingua, altre magari mi hanno detto che dovevano cucinare o fare lavori in casa e gli orari non erano adatti… ma con un po’ di insistenza stavolta ce l’ho fatta a farle venire.

Da quanto tempo vivi in Italia? Lavori?

Sono in Italia da 17 anni, molto tempo ormai, e da un po’ lavoro in asilo nido, la mattina: aiuto le educatrici e mi occupo dei bambini. Mi piace molto e poi è molto simile a ciò che facevo nel mio paese, ero maestra di lingua araba, stare a contatto con  i bambini mi è sempre piaciuto. Anche se non è la stessa cosa che insegnare anche all’asilo nido mi trovo bene, anche con le colleghe.

E come ti trovi nel tuo quartiere?

Mi trovavo meglio dove stavo prima, sinceramente, qui non è male ma noto un atteggiamento più distaccato e freddo da parte dei vicini. Ero abituata a salutare, fermarmi a parlare, e magari anche vedersi per chiacchierare invece ora ci si saluta e basta. Comunque la gente è molto rispettosa.

Cosa ti aspetti dalla giornata del “Primo Marzo”?

Grande partecipazione, e quello che spero è che ci siano molte donne, italiane. Sì, perché penso che sia importante anche per noi straniere vedere la loro presenza e sentire il loro sostegno, sarebbe utile per far diminuire la diffidenza e la paura in donne come le mie amiche che ancora sono intimorite dall’uscire da sole…sarebbe un bel segno di solidarietà.

E dopo questa manifestazione?

Io spero che si continui, anzi si deve continuare, altrimenti non ha senso. Dovremmo continuare con le riunioni, ogni tanto, e organizzare man mano delle iniziative sia nel mondo del lavoro ma anche per tutti i problemi che ci sono nelle scuole e nella città.  

Gli autori di Vorrei
Author: Marta Abbà

Nata giusto in tempo per esultare ai Mondiali dell'82, trascorre l'infanzia tra pomeriggi di Guardia&Ladri e storie di Roal Dahl e Rodari. Qualche anno dopo si laurea in Fisica, mentre con l'altra mano continua a scrivere e diventa giornalista. Ora tra Milano e Monza, con exploit là dove la cronaca la porta, collabora con una agenzia di stampa, alcuni periodici e un sito di divulgazione scientifica ed ecologia. Ha le antenne accese 24 ore su 24 per ascoltare il mondo, irrimediabilmente "addicted to" cinema, libri e teatro. Solo, però, se condivisi con qualcuno.
Per inseguirla il metodo migliore, se non avete un razzo, è twitter: @martac3h5n3o9

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