Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Culture ~ Elisabetta Raimondi

Noam Chomsky, Ava DuVernay e la “giustizia” americana

A pochi giorni dagli Oscar 2017 che vedono XIII Emendamento nella cinquina dei documentari, alcuni collegamenti tra lo sconvolgente resoconto sul sistema carcerario della regista afroamericana Ava Duvernay e Requiem for the American Dream, acclamato al Tribeca Film Festival 2015, in cui Noam Chomsky tira le somme sullo stato attuale della democrazia.

Culture ~ Marta Abbà

Intervista a Amélie Nothomb «Non ritorno mai su una storia»

Adora le favole, da sempre, perché terrorizzano. Amèlie Nothomb presenta a Bruma il suo nuovo libro “Riccardin dal ciuffo” (edito da Voland) e spiega a Vorrei: “Leggo sempre i miei libri in italiano: sono molto più belli in questa lingua. Così, ho l’impressione di scrivere dei libri magnifici!”

Culture ~ Juri Casati

Umberto Eco, la diffidenza e il caso Braibanti

A un anno dalla morte, rileggiamo un vecchio saggio di Umberto Eco Il costume di casa: evidenze e misteri dell’ideologia italiana negli anni Sessanta.

Persone ~ Antonio Cornacchia

Tutti i colori di Monza

  Straniero io?, il film di Carlo Concina e Cristina Maurelli – prodotto da Liberi Svincoli con il contributo del Comune di Monza – restituisce dignità di nome e cognome agli "stranieri" della città

Culture ~ Marta Abbà

Tim Parks nella Bruma

Scrittura e traduzione nel lavoro dello scrittore inglese. L'Italia vista da dentro e vista da fuori. «Mi piace l’Italia di Starnone e Latronico. Le voci di chi scrive gli affondi nelle grandi testate mi sembrano assai logore. Dico che bisognerebbe “rottamare” un po’ di più, a rischio di sembrare renziano.»

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Garofano Rosso. Colonne sonore techno

  BandAutori 53. L'incontro tra le colonne sonore e la musica elettronica del produttore Giorgio Luceri, in arte Garofano Rosso. Con "Libri che suonano" ci spostiamo invece in ambito sportivo.

Culture ~ Marta Abbà

Io e Amélie Nothomb

Isabella Mattazzi è la nuova traduttrice della scrittrice belga per l'Italia. Nell'intervista rivela una relazione molto intensa “Un lento avvicinamento per cerchi concentrici”. L'esattezza della lingua, i nomi, lo stile.

Culture ~ Elisabetta Raimondi

Shakespeare, il cinema e la scuola

  Coloro che a scuola hanno a che fare con Shakespeare e con la letteratura in generale dovrebbero imparare a vedersi un po’ di più come degli attori, soprattutto se vogliono avere la speranza di infondere nei ragazzi l'interesse verso la cultura

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. Il diluvio universale

La stanza è una pozza d’acqua. Noè posa Sara sul tavolo accanto alla cesta del pane. Il camino farfuglia. Noè si volta. Il camino balbetta, soffia, sospira, si lamenta.

Persone ~ Lia Forti

Una serata con Amira Hass a Monza

La giornalista e la situazione attuale in Palestina. La confusione fra antisionismo e antisemitismo e l'invito a non essere accondiscendenti con i governi israeliani, ignorando i loro crimini contro i diritti umani dei palestinesi.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Nadiè. Chitarre e rabbia

BandAutori 52. In questo numero il secondo disco della band catanese, con forti rimandi al rock indipendente anni '90. In "Libri che suonano" ricordiamo la Vox Pop.

Persone ~ Francesco Achille

Ulivo: ritorno al futuro?

Non si tratta di fare l’Ulivo 4.0. Qui si tratta di rifare l’Ulivo punto e basta. Sperando di essere ancora in tempo

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Dimartino & Fabrizio Cammarata. Sulle orme di Chavela Vargas

BandAutori 51. In questo numero il progetto dei due cantautori siciliani in onore della grande artista messicana. Per "Libri che suonano" andiamo a ballare l'italo-disco.

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Papa Francesco deve sapere (e altri ricordare)

Ripercorriamo le vicende del Parco di Monza alla vigilia della visita di Bergoglio

Persone ~ Sergio Civati

Questioni ultime. Il fine vita fra diritto e etica

  Un dibattito voluto dalla Cisl al Carlo Porta di Monza con Beppino Englaro, Don Stefano Cecchetti e Annamaria Colombo

Ambiente ~ Alfio Sironi

Tutelare la fruibilità dei sentieri in Lombardia

Al vaglio della Commissione Cultura la nuova legge regionale sulla rete sentieristica lombarda. Ci sono delle lacune da colmare, lo evidenzia il caso di Casatenovo.

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Un camper partito da Monza  verso la Siria in ginocchio per gli scontri interni. Lorenzo Locati e i suoi amici affronteranno i pericoli con un carico di medicinali e materiale d'aiuto.

 

Lorenzo Locati, docente di educazione fisica dell'istituto monzese Isa/Las, ha deciso di passare le proprie ferie pasquali presso il campo profughi di Bab El Salam in Siria ai confini con la Turchia. Una scelta particolare a cui si aggiunge la decisione di arrivare al campo profughi con il proprio camper carico di vestiti, medicinali, giocattoli e latte in polvere per i bambini del campo. Fino a poco tempo fa, molto probabilmente, Lorenzo non avrebbe mai pensato di affrontare un viaggio pieno di incognite alla volta di in paese devastato da un conflitto armato, ma la decisione di partire, come ci ha confidato lui, è stata fatta “a caldo, di getto”, più con la pancia che con la testa.

La sensibilità a tematiche sociali ha portato Lorenzo a contattare una associazione di Modena di cui aveva sentito parlare in radio. Time4life è un’associazione senza scopo di lucro, giuridicamente appena nata, ma operante a favore dei profughi siriani da 2 anni. La straordinaria capacità di Elisa Fangareggi, presidente dell’associazione, di raccontare dei suoi svariati e avventurosi viaggi, come se fossero parte della vita normale di una madre di tre figli, ha spronato Lorenzo ad intraprendere lo stesso viaggio.

Lo scopo del professore è quello di poter dare il proprio contributo per limitare l’emergenza che attualmente sta devastando il campo profughi di Bab El Salam, ovvero, l’alta mortalità infantile. Nel “campo dei bloccati”, così definito perché le persone non sono autorizzate ad oltrepassare la frontiera turco-siriana, convivono 14 mila persone senza alcun tipo di rifornimento idrico stabile o infrastrutture indispensabili, come le latrine. L’inverno in Siria è molto rigido e le condizioni di vita dei 3 mila bambini del campo è davvero critica, per questo Lorenzo ha raccolto vestiti per bambini, omogeneizzati, giochi, articoli da disegno e latte in polvere.

La mobilitazione della cittadinanza monzese è stata impressionante, in pochi giorni si è riusciti a recuperare tutto ciò che un camper era in grado di trasportare, senza neanche chiedere l’auto alle associazioni attive in ambito sociale del territorio. Come mai l’iniziativa del professore ha riscontrato così tanta attenzione da parte dei privati cittadini di Monza? Lorenzo ci ha spiegato questo fenomeno con due ragioni: “Prima di tutto chi ha donato è certo che il suo aiuto arriverà direttamente a destinazione senza intermediari, passaggi e perdite come spesso succede, in più io ci ho messo la faccia in questa iniziativa, e come professore conosco molte persone, il passaparola con i miei studenti ha funzionato. Io e gli altri partecipanti siamo una garanzia”.

L’iniziativa è piaciuta talmente tanto che l’avventura in solitaria, si è trasformata in breve tempo in una spedizione di gruppo alla quale partecipano, con un secondo mezzo, anche il fotografo Orazio Truglio di Bovisio Masciago, il suo assistente Andrea Carzaniga di Carnate, Michele Barone cameraman di professione e Martino Lorenzini, redattore del Giornale di Monza. Un professore, un giornalista, un fotografo professionista e un cameramen; l’ensemble sembra essere particolarmente adatto per realizzare quello che i viaggiatori si sono promessi di fare al rientro dal viaggio, ovvero, una mostra fotografica itinerante nelle scuole e nelle biblioteche del territorio monzese.

 

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I quattro argonauti sono partiti mercoledì 27 marzo alle 3.45 di mattina da Monza in direzione Ancona dove si sono imbarcati su un traghetto (nella foto in alto) per raggiungere Igoumenitsa in Grecia. Sul territorio greco e turco dovranno percorrere 2500 Km di strada fino ad arrivare a Kilis al confine turco-siriano. Dopo di che solo poche decine di chilometri li divideranno dal campo profughi Bab El Salam, dove ad attenderli troveranno Elisa Fangareggi, che cercherà di entrare nel campo profughi con dei medici.

Il condizionale qui è d’obbligo, infatti gli avventurosi monzesi dovranno non solo cercare di passare la frontiera greco-turca senza farsi sequestrare l’ingente carico di medicinali, ma in più è nelle loro intenzioni entrare in territorio siriano con i propri veicoli, cosa che fino ad ora non è mai stato possibile per nessun mezzo privato. Il supporto dell’associazione Time4life sarà molto utile ai nostri viaggiatori, ma la tensione che ci ha confidato avere addosso Lorenzo, alla vigilia della partenza, è più che giustificabile.

La guerra civile in Siria dura ormai da due anni, ma i bombardamenti continuano intensi e indiscriminati. Secondo gli ultimi dati pubblicati da OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli interventi Umanitari, sale a 60 mila il numero ufficiale delle vittime, secondo fonti ufficiose potrebbero essere oltre 100mila. Chi non combatte né contro né a favore del regime di Bashar al Assad fugge dalla Siria principalmente nei Paesi limitrofi o alla frontiera con essi in campi profughi come quello dove si sta dirigendo la carovana monzese.

Lo stesso Lorenzo ci ricorda che attualmente la situazione è ancora più critica: la Turchia e le monarchie arabe, grazie anche all’intervento statunitense, hanno intensificato il loro ponte aereo per consegnare armi ai ribelli e nell’ultimo mese anche la Francia e il Regno Unito hanno deciso di fornire aiuti militari per la lotta contro il presidente siriano Bashar al-Assad. Proprio alla vigilia della partenza da Monza, il 26 marzo, ha avuto inizio il vertice della Lega araba organizzato a Doha, in Qatar, dove si parlerà soprattutto della crisi siriana, e nel quale la Siria verrà rappresentata dalla Coalizione nazionale siriana (Cns), unico gruppo dell’opposizione siriana riconosciuto come legittimo a livello internazionale.

Il viaggio di Lorenzo Locati e dei suoi compagni si prospetta una vera e propria avventura, che ci sembra essere stata dettata non solo da un grande spirito di altruismo, ma anche da non poca incoscienza. Ci chiediamo se sia giusto agire “di getto” in una situazione così complessa come una guerra civile e in una realtà così fragile quali sono i campi profughi. L’agire d’istinto molto spesso ci porta a compiere azioni mai immaginate prima e che se unite con la bontà d’animo possono trasformarsi in azioni nobili, ma difronte ad una situazione così complessa sarebbe forse necessario agire di testa più che di pancia. Agli occhi di molti questa iniziativa può sembrare più che nobile: sobbarcarsi il costo ingente del viaggio, organizzare i due veicoli, raccogliere grandi quantità di beni di prima necessità e distribuirli ad una popolazione sofferente; ma forse tutte queste energie potevano essere spese in modo diverso e con un carattere meno assistenziale. Molte sono le associazioni umanitarie che ancor prima degli scontri armati lavoravano e lavorano a stretto contatto con la popolazione siriana e che dispongono di una rete di relazioni che aiutano la mobilità dei propri professionisti per assicurare l’efficacia e l’efficienza degli aiuti umanitari.

Gli autori di Vorrei
Author: Marta Tremolada

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