Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Dirotta Su Cuba e Carlo Martinelli. Nuove vite musicali

BandAutori 38. In questo numero il ritorno dei Dirotta Su Cuba e l'esordio solista di Carlo Martinelli dei Luminal. Per "Libri che suonano" il rapporto tra partiti di destra e musica.

Persone ~ Luigi Dionisio

Le storie di Annagiò per uno stile di vita sano

Un progetto degli studenti del liceo “Nanni Valentini” di Monza per promuovere la Dieta Mediterranea e prevenire l’obesità, le patologie cardiovascolari, i tumori e le epidemie più diffuse. Il 4 ottobre al Binario 7

Culture ~ Pino Timpani

Per ville e monasteri in Brianza

Il nostro tour in Ville Aperte 2016 prosegue nella splendida Villa Gallarati Scotti di Oreno e nel poco noto, ma prezioso, ex Monastero Benedettino di Brugora a Besana Brianza

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

I confini del diritto di costruire

«Io credo che, al giorno d’oggi, costruire sulle poche aree libere da costruzioni dovrebbe essere vietato in assoluto»

Culture ~ Caterina Guerrieri

Dietro il muro di Gaza

«A Gaza anche il mare è un confine, quello che per noi rappresenta il massimo concetto di libertà, qui è un confine, e ai pescatori sparano tutte le notti». “Be filmaker a Gaza” di Valerio Nicolosi

Culture ~ Pino Timpani

La delizia dei Rasini

Tra le iniziative collegate a Ville Aperte, un nuovo appuntamento con il Prof. Graziano Vergani alla scoperta delle bellezze di Palazzo Rasini, attuale sede del Comune di Cavenago Brianza

Persone ~ Sergio Civati

Saharawi: tra accoglienza, muri nel deserto, sorrisi monzesi

Il racconto di un'esperienza di volontariato che apre spunti di riflessione su una tragedia di cui spesso, o sempre, il mondo occidentale si dimentica. O finge di dimenticarsi

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Mimes Of Wine e Messina Signorile. Qualità internazionale

BandAutori 37. Il folk-rock a tinte scure dei Mimes Of Wine e l'elettronica jazz di Messina Signorile sfidano i recinti e i confini italici. Per "Libri che suonano" il Festival di Licola del 1975

Culture ~ Vorrei

Libritudine 2016, tutti gli appuntamenti

Parte il 29 settembre l'ottava edizione della rassegna diffusa promossa dal Comune di Lissone. Fra gli ospiti Massimo Zamboni, Giancarlo Caselli,Giuseppe Culicchia, Alessandro Robecchi e Vincenzo Zitello. In anteprima il programma completo data per data

Culture ~ Juri Casati

L'intramontabile Brera

Il Saggiatore ha pubblicato un’antologia di articoli (sportivi e non) del grande Gianni Brera, il principe della zolla: grandi partite, corse in bicicletta, nebbie padane.

Culture ~ Pino Timpani

Ville Aperte in Brianza si quadruplica

Gianpiero Bocca, responsabile del progetto strategico Distretto culturale di Monza e Brianza, ci parla dell'edizione 2016. Alle tre province di Monza, Como e Lecco si aggiungono altri tre comuni del Milanese. 

Culture ~ Vorrei

La Squadra. Portrait Project

   Il progetto fotografico di Marco Pittaluga sulla squadra di calcio della FOA Boccaccio «La provenienza dei calciatori? Lissone, Monza, Milano, Siciilia, Ukraina, Nigeria, Gambia, Ghana... Ogni componente un giocatore ed insieme sono una squadra».

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Il Complesso di Tadà! e Stella Burns and The Lonesome Rabbits. Classici da fine estate

BandAutori 36. Finisce l'estate con la nostalgia Sixties de Il Complesso di Tadà! e con le cover blues morriconiane di Stella Burns and The Lonesome Rabbits. Per "Libri che suonano" Gianco e Manfredi nella Milano di fine Settanta-inizio Ottanta.

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Ode al cibo (buono e bello)

La preziosità dei beni enogastronomici estivi esaltata attraverso la tradizione, le immagini e la poesia di Pablo Neruda 

Culture ~ Simone Camassa

Non mi ha fatto ridere

Charlie Hebdo e la diatriba satira sì satira no(n riuscita). Un po' di storia e riflessioni a mente fredda sulla satira e sul suo ruolo nella società moderna

Persone ~ Rosalba Favale

Simone Tangolo. Vivere il teatro

Andare al teatro vuol dire una medesima vibrazione con l’attore, ovvero abitare un posto, accorgermi del mio vicino, della testa di fronte, di quello dietro, della collettività che c’è intorno a me fino in fondo, all’ultimo tecnico dietro al palco, o al bigliettaio dell’ingresso, e semmai mi fossi accorta del suo gesto, del suo sguardo. 

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Un camper partito da Monza  verso la Siria in ginocchio per gli scontri interni. Lorenzo Locati e i suoi amici affronteranno i pericoli con un carico di medicinali e materiale d'aiuto.

 

Lorenzo Locati, docente di educazione fisica dell'istituto monzese Isa/Las, ha deciso di passare le proprie ferie pasquali presso il campo profughi di Bab El Salam in Siria ai confini con la Turchia. Una scelta particolare a cui si aggiunge la decisione di arrivare al campo profughi con il proprio camper carico di vestiti, medicinali, giocattoli e latte in polvere per i bambini del campo. Fino a poco tempo fa, molto probabilmente, Lorenzo non avrebbe mai pensato di affrontare un viaggio pieno di incognite alla volta di in paese devastato da un conflitto armato, ma la decisione di partire, come ci ha confidato lui, è stata fatta “a caldo, di getto”, più con la pancia che con la testa.

La sensibilità a tematiche sociali ha portato Lorenzo a contattare una associazione di Modena di cui aveva sentito parlare in radio. Time4life è un’associazione senza scopo di lucro, giuridicamente appena nata, ma operante a favore dei profughi siriani da 2 anni. La straordinaria capacità di Elisa Fangareggi, presidente dell’associazione, di raccontare dei suoi svariati e avventurosi viaggi, come se fossero parte della vita normale di una madre di tre figli, ha spronato Lorenzo ad intraprendere lo stesso viaggio.

Lo scopo del professore è quello di poter dare il proprio contributo per limitare l’emergenza che attualmente sta devastando il campo profughi di Bab El Salam, ovvero, l’alta mortalità infantile. Nel “campo dei bloccati”, così definito perché le persone non sono autorizzate ad oltrepassare la frontiera turco-siriana, convivono 14 mila persone senza alcun tipo di rifornimento idrico stabile o infrastrutture indispensabili, come le latrine. L’inverno in Siria è molto rigido e le condizioni di vita dei 3 mila bambini del campo è davvero critica, per questo Lorenzo ha raccolto vestiti per bambini, omogeneizzati, giochi, articoli da disegno e latte in polvere.

La mobilitazione della cittadinanza monzese è stata impressionante, in pochi giorni si è riusciti a recuperare tutto ciò che un camper era in grado di trasportare, senza neanche chiedere l’auto alle associazioni attive in ambito sociale del territorio. Come mai l’iniziativa del professore ha riscontrato così tanta attenzione da parte dei privati cittadini di Monza? Lorenzo ci ha spiegato questo fenomeno con due ragioni: “Prima di tutto chi ha donato è certo che il suo aiuto arriverà direttamente a destinazione senza intermediari, passaggi e perdite come spesso succede, in più io ci ho messo la faccia in questa iniziativa, e come professore conosco molte persone, il passaparola con i miei studenti ha funzionato. Io e gli altri partecipanti siamo una garanzia”.

L’iniziativa è piaciuta talmente tanto che l’avventura in solitaria, si è trasformata in breve tempo in una spedizione di gruppo alla quale partecipano, con un secondo mezzo, anche il fotografo Orazio Truglio di Bovisio Masciago, il suo assistente Andrea Carzaniga di Carnate, Michele Barone cameraman di professione e Martino Lorenzini, redattore del Giornale di Monza. Un professore, un giornalista, un fotografo professionista e un cameramen; l’ensemble sembra essere particolarmente adatto per realizzare quello che i viaggiatori si sono promessi di fare al rientro dal viaggio, ovvero, una mostra fotografica itinerante nelle scuole e nelle biblioteche del territorio monzese.

 

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I quattro argonauti sono partiti mercoledì 27 marzo alle 3.45 di mattina da Monza in direzione Ancona dove si sono imbarcati su un traghetto (nella foto in alto) per raggiungere Igoumenitsa in Grecia. Sul territorio greco e turco dovranno percorrere 2500 Km di strada fino ad arrivare a Kilis al confine turco-siriano. Dopo di che solo poche decine di chilometri li divideranno dal campo profughi Bab El Salam, dove ad attenderli troveranno Elisa Fangareggi, che cercherà di entrare nel campo profughi con dei medici.

Il condizionale qui è d’obbligo, infatti gli avventurosi monzesi dovranno non solo cercare di passare la frontiera greco-turca senza farsi sequestrare l’ingente carico di medicinali, ma in più è nelle loro intenzioni entrare in territorio siriano con i propri veicoli, cosa che fino ad ora non è mai stato possibile per nessun mezzo privato. Il supporto dell’associazione Time4life sarà molto utile ai nostri viaggiatori, ma la tensione che ci ha confidato avere addosso Lorenzo, alla vigilia della partenza, è più che giustificabile.

La guerra civile in Siria dura ormai da due anni, ma i bombardamenti continuano intensi e indiscriminati. Secondo gli ultimi dati pubblicati da OCHA, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli interventi Umanitari, sale a 60 mila il numero ufficiale delle vittime, secondo fonti ufficiose potrebbero essere oltre 100mila. Chi non combatte né contro né a favore del regime di Bashar al Assad fugge dalla Siria principalmente nei Paesi limitrofi o alla frontiera con essi in campi profughi come quello dove si sta dirigendo la carovana monzese.

Lo stesso Lorenzo ci ricorda che attualmente la situazione è ancora più critica: la Turchia e le monarchie arabe, grazie anche all’intervento statunitense, hanno intensificato il loro ponte aereo per consegnare armi ai ribelli e nell’ultimo mese anche la Francia e il Regno Unito hanno deciso di fornire aiuti militari per la lotta contro il presidente siriano Bashar al-Assad. Proprio alla vigilia della partenza da Monza, il 26 marzo, ha avuto inizio il vertice della Lega araba organizzato a Doha, in Qatar, dove si parlerà soprattutto della crisi siriana, e nel quale la Siria verrà rappresentata dalla Coalizione nazionale siriana (Cns), unico gruppo dell’opposizione siriana riconosciuto come legittimo a livello internazionale.

Il viaggio di Lorenzo Locati e dei suoi compagni si prospetta una vera e propria avventura, che ci sembra essere stata dettata non solo da un grande spirito di altruismo, ma anche da non poca incoscienza. Ci chiediamo se sia giusto agire “di getto” in una situazione così complessa come una guerra civile e in una realtà così fragile quali sono i campi profughi. L’agire d’istinto molto spesso ci porta a compiere azioni mai immaginate prima e che se unite con la bontà d’animo possono trasformarsi in azioni nobili, ma difronte ad una situazione così complessa sarebbe forse necessario agire di testa più che di pancia. Agli occhi di molti questa iniziativa può sembrare più che nobile: sobbarcarsi il costo ingente del viaggio, organizzare i due veicoli, raccogliere grandi quantità di beni di prima necessità e distribuirli ad una popolazione sofferente; ma forse tutte queste energie potevano essere spese in modo diverso e con un carattere meno assistenziale. Molte sono le associazioni umanitarie che ancor prima degli scontri armati lavoravano e lavorano a stretto contatto con la popolazione siriana e che dispongono di una rete di relazioni che aiutano la mobilità dei propri professionisti per assicurare l’efficacia e l’efficienza degli aiuti umanitari.

Gli autori di Vorrei
Author: Marta Tremolada

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