Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Muskuidd al vincotto

L’Action Painting di Jackson Pollock accostata ai capunti dolci e pepati

Culture ~ Marta Abbà

Come stanno le cose per Giorgio Odifreddi

Al Manzoni di Monza uno spettacolo conferenza che può aver sorpreso: chi si aspettava dal matematico “impertinente” invettive e provocazioni si è trovato sul palco un divulgatore scientifico accattivante e innamorato del sapere

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Maledetta Dopamina. Rumore e creatività

BandAutori 49. Nel primo numero del 2017 il noise rock strumentale dei Maledetta Dopamina, atipico trio brianzolo. Con "Libri che suonano" indaghiamo il rapporto tra Giorgio Gaber e Re Nudo.

Culture ~ Carmela Tandurella

Andrej Longo e i ragazzi di Napoli

Voci e storie dal Sud. Tra voglia di riscatto e dannazione, la letteratura dello scrittore nell'intervista di Vorrei

Persone ~ Vorrei

Buona accoglienza, istruzione, integrazione, ascolto. L'esempio di Zavattarello

Nel paese in provincia di Pavia un gruppo di ragazzi, provenienti da Africa e Asia, sosta in attesa dello status di rifugiato. Un vero e proprio laboratorio di integrazione che suscita sempre più curiosità

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. Il viaggio di Tobia

I genitori e il figlio si accoccolarono attorno alla stufa. La madre si fece coraggio, congiunse le mani e supplicò: “Tobia non partire. Non partire.”  

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Il Best Of 2016 di BandAutori

BandAutori 48. In questo numero il riassunto dell'anno che va a finire e i nostri Best Of degli ultimi dodici mesi. Con "Libri che suonano" torniamo ai primi anni dei Mercanti Di Liquore.

Culture ~ Anna Lucia Cagnazzi e Sante Cutecchia

Domenico Notarangelo. In una mano la storia millenaria dei santi padri contadini

Fotoreporter e uomo politico del sud Italia. Pugliese di nascita e lucano per scelta. Attivista del PCI, si è dedicato con passione, sincerità e meticolosità alle vicende della cultura e della vita contadina di quelle terre che Cristo aveva dimenticato di raggiungere.

Culture ~ Antonio Cornacchia

La fotografia di Cesura

   Hanno cominciato andando a bottega da Alex Majoli, sono quasi tutti monzesi ed ex studenti ISA. Lavorano in giro per il mondo, raccolgono premi con reportage, libri e mostre. Intervista a Luca Santese del collettivo Cesura

Persone ~ Francesco Achille

La punta dell’iceberg

Diceva Ken Saro-Wiwa, importante scrittore nigeriano scomparso nel 1995 “Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente”.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Pop X. Pop post-moderno

BandAutori 47. In questo numero Pop X col suo sguardo post-moderno, ironico e folle sull'electro. Per "Libri che suonano" i Tasaday si raccontano.

Persone ~ Caterina Guerrieri

I racconti in immagini di Luciano Montemurro

«Non c’è nulla di romantico nella mia fotografia» Si definisce uno sradicato, lui che ha lasciato Corato per andare a studiare a Firenze e che poi è rimasto altrove, a Limido Comasco per l’esattezza

Lavori ~ Ivan Commisso

La morte vi fa belli, cari pensionati

Come anche l’INPS perora eventuali misure perequative delle pensioni che accorcino la vita media. Il lessico è forbito ma la sostanza è quella.

Culture ~ Juri Casati

Kevin Bacon, Pippo Franco, cimici e foche

Mark Buchanan racconta la storia della “scienza delle reti” dagli anni Sessanta ai nostri giorni

Culture ~ Antonio Cornacchia

La pornografia del dolore

Mostrare immagini di bambini morti e di vittime devastate è lecito? è utile? ha senso? Tre articoli di Gli stati generali e qualche nostra postilla sulla superficialità della condivisione social e sulla necessità di non fermarsi alle emozioni e di puntare alla consapevolezza

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Spaghetti al pesce spada verde

Il mare incontra la terra e uno strano incanto prende forma

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Professori e studenti presentano un progetto sulla sede del futuro. Sollecitati anche gli enti, ma la Provincia fa orecchie da mercante, mentre il Comune non si presenta

"La scuola che vorremmo". Il titolo che il preside dell'Istituto d'Arte di Monza Guido Soroldoni ha dato alla conferenza stampa di oggi è esplicito. L'occasione è servita per ricordare alla cittadinanza e all'amministrazione comunale e sovracomunale tutti i problemi legati al liceo artistico, ospitato all'interno di edifici della Villa Reale, la maggior parte dei quali non conformi alle normative sulla sicurezza. Come ha ricordato il preside, inoltre, gli spazi esistenti sono insufficienti per la didattica "semplice" e ancor di più per quella di laboratorio, indispensabile in questo tipo di scuola. La mancanza di un ascensore e di una palestra (gli studenti fanno educazione fisica alla Forti e Liberi), insieme all'aspetto fatiscente di alcuni edifici, come per esempio quello intitolato al pittore Borsa, che ospita otto classi, penalizzano l'attività didattica di una scuola che serve, oltre a Monza, molti altri comuni della Brianza e del milanese. Soroldoni ha anche sottolineato il fatto che nella struttura attuale che ospita l'ISA, ci sono molti spazi al momento inutilizzabili, ma che potrebbero essere messi in sicurezza con investimenti piccoli.

 

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Da tempo, dunque, è in corso il dibattito sul futuro dell'istituto: rimettere in sesto la sede odierna oppure spostare tutto altrove? Il preside, ma anche i professori coinvolti, hanno rivendicato con orgoglio il buon lavoro svolto dalla scuola nel corso dei quaranta anni in cui è stata ospitata nella Villa Reale, sottolineando che gli spazi necessari ci sarebbero, con dei lavori adeguati. Soroldoni, tuttavia, apre al dialogo con gli enti pubblici: «Se l'ISA deve andare via dalla Villa per occupare un edificio nuovo, accetteremo la decisione – ha detto – ma tale edificio deve almeno rispondere a requisiti precisi, che abbiamo evidenziato nel nostro progetto». Progetto illustrato dai due professori incaricati di seguirlo, Gloria Crovi e Giovanni Cassina, che hanno coordinato il lavoro di due classi quarte, coinvolgendo in tal modo anche gli studenti stessi in un lavoro sul futuro della propria scuola. Questa prima fase di raccolta e analisi dei dati sulle esigenze dell'ISA per le attività didattiche e per la costruzione di spazi utili, come la palestra, la mensa e percorsi interni a norma, ha evidenziato che i metri quadri necessari sono il doppio di quelli disponibili attualmente, cioè 5970 (il progetto ne prevede quindi 11737). A testimoniare la bontà del lavoro, il professor Cassina ha confrontato il proprio progetto con un altro, fatto nel 2002 dalla Provincia di Milano, che stimando un numero di studenti molto inferiore a quello attuale (seicento contro i mille stimati quest'anno), proponeva un ampiamento della metratura sostanzialmente identico, attestandosi su 11908 metri quadrati. Nel documento con cui illustrava il lavoro, Cassina ha espresso apertamente il desiderio che la scuola rimanga lì dov'è, pensando alla scuola d'arte «nella prestigiosa Villa Reale non come tragico ripiego ma come risorsa per promuovere un territorio d'arte». Una possibilità, insomma, «per insegnare arte in un luogo d'arte (l'Accademia di Brera insegna)».

 

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Al fermento mostrato da parte dei docenti, degli studenti e dello stesso preside, ha corrisposto una certa timidezza delle istituzioni. Assente ingiustificato il comune di Monza, i cui rappresentanti erano pur stati invitati alla conferenza, mentre per la provincia di Monza e Brianza è intervenuto l'assessore all'Edilizia scolastica Fabio Meroni, che però per prima cosa ha puntualizzato che la competenza sull'ISA, al momento, è soltanto del Comune: «Si potrà intervenire – ha spiegato – solo quando l'amministrazione monzese si convenzionerà con quella provinciale. La decisione più importante, comunque, cioè se la scuola cambierà sede o no, la può prendere solo il Comune, noi saremo al massimo degli esecutori materiali. A quanto ne so, il sindaco Mariani – ha aggiunto – preferirebbe spostarla dall'area della villa in cui si trova ora, dato che per il suo utilizzo ha altre idee». Secondo l'assessore, una possibile sistemazione dell'ISA potrebbe anche essere l'ex caserma IV novembre al Rondò dei Pini, che però dovrebbe in realtà già ospitare il polo istituzionale della provincia MB.

Gli autori di Vorrei
Simone Camassa
Author: Simone Camassa

Nato a Brindisi il 7 maggio del 1985. Insegnante di Italiano, Storia e Geografia nella scuola pubblica, si è laureato in Lettere, in Culture e Linguaggi per la Comunicazione e in Lettere Moderne, sempre all'Università degli studi di Milano. Suona la chitarra elettrica (ha militato in due gruppi rock, LUST WAVE e BLACK MAMBA) e scrive poesie.

Appassionato di sport, ha praticato il nuoto a livello agonistico fino ai diciotto anni, per un anno ha anche giocato a pallacanestro. Di recente, è tornato al cloro.
È innamorato della letteratura in tutti i suoi aspetti, dalla poesia fino al fumetto supereroistico statunitense. Sogna di realizzare un supercolossal hollywoodiano della Divina Commedia, ovviamente in forma di trilogia e abbondando con gli effetti speciali.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.


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