Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Il Pane di Altamura e la Brioche di Chardin

Il buono e il bello. Dalla Puglia alla Francia colori e bontà gemelle, in apparenza

Culture ~ Antonio Cornacchia

Una lunga chiacchierata con Amélie Nothomb

Il video integrale dell'incontro con la scrittrice belga per Bruma, la rassegna letteraria curata da Camilla Corsellini a Brugherio. I libri, la vita, il lavoro

Culture ~ Elisabetta Raimondi

Noam Chomsky, Ava DuVernay e la “giustizia” americana

A pochi giorni dagli Oscar 2017 che vedono XIII Emendamento nella cinquina dei documentari, alcuni collegamenti tra lo sconvolgente resoconto sul sistema carcerario della regista afroamericana Ava Duvernay e Requiem for the American Dream, acclamato al Tribeca Film Festival 2015, in cui Noam Chomsky tira le somme sullo stato attuale della democrazia.

Culture ~ Marta Abbà

Intervista a Amélie Nothomb «Non ritorno mai su una storia»

Adora le favole, da sempre, perché terrorizzano. Amèlie Nothomb presenta a Bruma il suo nuovo libro “Riccardin dal ciuffo” (edito da Voland) e spiega a Vorrei: “Leggo sempre i miei libri in italiano: sono molto più belli in questa lingua. Così, ho l’impressione di scrivere dei libri magnifici!”

Culture ~ Juri Casati

Umberto Eco, la diffidenza e il caso Braibanti

A un anno dalla morte, rileggiamo un vecchio saggio di Umberto Eco Il costume di casa: evidenze e misteri dell’ideologia italiana negli anni Sessanta.

Persone ~ Antonio Cornacchia

Tutti i colori di Monza

  Straniero io?, il film di Carlo Concina e Cristina Maurelli – prodotto da Liberi Svincoli con il contributo del Comune di Monza – restituisce dignità di nome e cognome agli "stranieri" della città

Culture ~ Marta Abbà

Tim Parks nella Bruma

Scrittura e traduzione nel lavoro dello scrittore inglese. L'Italia vista da dentro e vista da fuori. «Mi piace l’Italia di Starnone e Latronico. Le voci di chi scrive gli affondi nelle grandi testate mi sembrano assai logore. Dico che bisognerebbe “rottamare” un po’ di più, a rischio di sembrare renziano.»

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Garofano Rosso. Colonne sonore techno

  BandAutori 53. L'incontro tra le colonne sonore e la musica elettronica del produttore Giorgio Luceri, in arte Garofano Rosso. Con "Libri che suonano" ci spostiamo invece in ambito sportivo.

Culture ~ Marta Abbà

Io e Amélie Nothomb

Isabella Mattazzi è la nuova traduttrice della scrittrice belga per l'Italia. Nell'intervista rivela una relazione molto intensa “Un lento avvicinamento per cerchi concentrici”. L'esattezza della lingua, i nomi, lo stile.

Culture ~ Elisabetta Raimondi

Shakespeare, il cinema e la scuola

  Coloro che a scuola hanno a che fare con Shakespeare e con la letteratura in generale dovrebbero imparare a vedersi un po’ di più come degli attori, soprattutto se vogliono avere la speranza di infondere nei ragazzi l'interesse verso la cultura

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. Il diluvio universale

La stanza è una pozza d’acqua. Noè posa Sara sul tavolo accanto alla cesta del pane. Il camino farfuglia. Noè si volta. Il camino balbetta, soffia, sospira, si lamenta.

Persone ~ Lia Forti

Una serata con Amira Hass a Monza

La giornalista e la situazione attuale in Palestina. La confusione fra antisionismo e antisemitismo e l'invito a non essere accondiscendenti con i governi israeliani, ignorando i loro crimini contro i diritti umani dei palestinesi.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Nadiè. Chitarre e rabbia

BandAutori 52. In questo numero il secondo disco della band catanese, con forti rimandi al rock indipendente anni '90. In "Libri che suonano" ricordiamo la Vox Pop.

Persone ~ Francesco Achille

Ulivo: ritorno al futuro?

Non si tratta di fare l’Ulivo 4.0. Qui si tratta di rifare l’Ulivo punto e basta. Sperando di essere ancora in tempo

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Dimartino & Fabrizio Cammarata. Sulle orme di Chavela Vargas

BandAutori 51. In questo numero il progetto dei due cantautori siciliani in onore della grande artista messicana. Per "Libri che suonano" andiamo a ballare l'italo-disco.

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Papa Francesco deve sapere (e altri ricordare)

Ripercorriamo le vicende del Parco di Monza alla vigilia della visita di Bergoglio

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Tutti dovrebbero essere toccati da un posto del genere almeno una volta nella vita,
per capire, e per non volerne più visitare alcuno.

KZ-Gedenkstätte DACHAU (1933-1945) - München

Dachau è una cittadina tranquilla alle porte di Monaco di Baviera, immersa nel verde, case basse con giardino, 40mila abitanti, un tenore di vita direi buono.

Mentre sei alla ricerca di un cartello che indichi la direzione corretta non fai che domandarti "ma come fanno? come possono non voler scappare da un luogo che porta un nome tanto feroce? come ci si sono abituati?!?", nel frattempo ti spingi verso la zona est industriale, fino a raggiungere un ampio parcheggio dal quale si prosegue a piedi su una strada sterrata, un filare di alberi costeggia le mura di cinta, poi arrivi all'edificio d'ingresso, bianco, intatto, il cancello in ferro nero porta la crudele scritta "Arbeit macht frei" (Il lavoro rende liberi) ed entri...

Silenzio assoluto.
L'enorme piazzale è vuoto. Grigio.

Da una parte il sito è chiuso da un lungo edificio bianco a U che ospitava le funzioni amministrative (oggi accoglie un percorso storico/museale) mentre dall'altra si sviluppa un lungo viale alberato che fungeva da spina dorsale per le 34 lunghe baracche (queste sono state distrutte dopo la liberazione. Due di esse sono state poi ricostruite come memoria storica). Al centro è stato posizionato il suggetsivo Memoriale Internazionale fatto erigere dagli ex prigionieri nel '68.

Una serie di pannelli descrittivi e fotografici ti accompagnano, come una serie di pugni allo stomaco, minuto dopo minuto, ora dopo ora, verso il luogo più straziante, l'edificio con la camera a gas e i forni crematori.

Non mi sono mai sentito così... così vicino, così dentro alla storia, densa e cruda.
Tutto è ancora lì, immobile.

Ho avuto paura.
Tutti dovrebbero essere toccati da un posto del genere almeno una volta nella vita, per capire, e per non volerne più visitare alcuno.

www.kz-gedenkstaette-dachau.de
Reportage: 9 dicembre 2007

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Gli autori di Vorrei
Author: Massimiliano Giani

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