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Gli operai della Yamaha di Lesmo si appellano a Vale Rossi

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Rischiano di andare tutti a casa a gennaio i dipendenti dell'azienda
che costruisce le moto del campione del mondo

 

Da motoblog.it

Torniamo a parlare degli operai Yamaha Motor Italia che dal prossimo 8 gennaio perderanno il posto di lavoro. In seguito alla riorganizzazione aziendale Yamaha Motor Italia ha recentemente comunicato la cessazione dell’attività produttiva di Gerno di Lesmo e conseguentemente ha avviato una procedura di riduzione collettiva di personale che riguarderà 66 degli oltre 200 addetti.

Dopo aver chiesto aiuto a Valentino Rossi, “È italiano come noi, deve darci una mano. Per noi sarebbe importante, nella nostra lotta, avere Valentino dalla nostra parte†hanno fatto sapere i delegati sindacali, ed aver ricevuto attestato di solidarietà da parte di Davive Brivio, team manger di Rossi, gli operai Yamaha richiamano nuovamente l’attenzione dei media e di Rossi attraverso le pagine dell’Unità.

Questo l’appello del delegato Rsu della Fim-Cisl Angelo Caprotti:

“Caro Vale, noi siamo disperati. La Yamaha ha deciso di chiudere la fabbrica e di licenziare i 67 dipendenti. Il prossimo 8 gennaio, se non ci saranno cambiamenti sostanziali, noi saremo tutti fuori, senza lavoro, senza futuro. Ti abbiamo aiutato tante volte a sistemare le moto, siamo stati contenti dei tuoi successi perchè ci sembrava che fossero il successo dell’azienda e anche del nostro lavoro. Adesso ti chiediamo una mano, aiutaci a salvare il nostro posto di lavoroâ€

Auguriamoci davvero che la “potenza mediatica†di Valentino Rossi possa aiutare i dipendenti dello stabilimento di Gerno di Lesmo a non perdere il posto di lavoro. Nel seguito trovate l’ultimo comunicato ufficiale sulla riorganizzazione Yamaha Motor Italia e chiarimenti sulla procedura di mobilità in corso.

Nelle settimane che hanno seguito l’annuncio dell’avvio della procedura di mobilità che sta interessando Yamaha Motor Italia S.p.A. – conseguenza del perdurare della crisi economica e della sempre più evidente sovra capacità produttiva nel settore motociclistico mondiale – abbiamo purtroppo riscontrato che in più casi l’informazione che raggiunge il pubblico contiene un grave errore di fondo, lasciando intendere o addirittura comunicando la chiusura di tutte le attività di Yamaha Motor Italia S.p.A.

Nulla di più inesatto: Yamaha Motor Italia S.p.A. non cessa affatto tutte le sue attività ed il Gruppo Yamaha continua a dare lavoro, in Italia, a centinaia di persone, impegnate nel marketing, nella commercializzazione e vendita dei suoi prodotti e servizi, nell’assistenza, nella ricerca e sviluppo, nelle corse. Le centinaia di migliaia di clienti Yamaha continueranno a trovare in Italia assistenza per le loro moto, scooter o motori marini, garantita da Yamaha Motor Italia S.p.A. e dalla sua rete di Concessionari Ufficiali. L’Italia è per Yamaha il mercato più importante d’Europa: rappresenta un paese strategico nel quale sarà sempre indispensabile una forte presenza commerciale e distributiva. Quello che Yamaha Motor Italia S.p.A ha intenzione di cessare è esclusivamente la produzione nel sito di Gerno di Lesmo. Nell’ambito della prospettata riorganizzazione è stata avviata una procedura di mobilità che interessa solo una parte degli oltre 200 addetti.

L’azienda, peraltro, ha da subito segnalato la propria disponibilità nella ricerca di soluzioni che possano mitigare l’impatto sociale del progetto di riorganizzazione.

Confidiamo che questo chiarimento consenta a tutti di rilasciare notizie che non modifichino la realtà dei fatti o ne amplifichino erroneamente i contenuti, nel rispetto soprattutto delle persone che lavorano in Yamaha Motor Italia S.p.A., dei suoi Concessionari e dei suoi Clienti che ogni giorno scelgono i loro prodotti.

 

 

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