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Di Antonio Cornacchia
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Lunedì 23 Giugno 2008 |
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L'altra sera, alla Feltrinelli, ai tempi supplementari avremmo dovuto leggere queste righe di Gugliemo Minervini, perchè ci sembrano molto prossime a quello che La rivista che vorrei sta provando a fare.
Bisogna trasgredire.
E il dono di se è l’unica trasgressione veramente sovversiva, la
rottura che rovescia i presupposti non gli effetti.
La vita non è forza e potere, carriera e denaro. C’è una ricchezza che
separa e una ricchezza che unisce. La ricchezza di merci separa
condizioni e destini. La ricchezza di relazioni congiunge persone e
pensieri. Ricchezza è pienezza quando è una trama tessuta di relazioni
donate. La pienezza che si avverte solo quando ricerchi il senso delle
cose, di te stesso e degli altri. Di te stesso attraverso gli altri. Ci
si scopre donandosi. Ci si situa donandosi.
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