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Avanti così, però

Ci scrive un lettore:

«Avanti così, il vostro impegno è molto apprezzabile. Però...
Somigliate un po' a "Diario" dei tempi migliori. Nel senso che, qualche anno fa, si sforzava di capire la realtà senza pregiudizi. Però...
Sforzatevi di più in questa direzione. Ascoltate, ascoltate, ascoltate. Ascoltate di più senza preconcetti.
Per esempio, la vostra inchiesta sulla Lega. Risente troppo di pregiudizi "di sinistra".
Non fate come chi, a sinistra, è convinto di essere il depositario unico e assoluto della verità.
La società è cambiata profondamente. Viviamo in una civiltà consumistica, piaccia o non piaccia. L'individualismo è considerato un diritto e un pregio, piaccia o non piaccia.
La democrazia è questo: la scelta elettorale della maggioranza, per quanto possa non risultare gradita, vince e governa, e non solo.
Cercate di capire quali sono le esigenze che la società esprime, e perchè è la Lega (qui da noi) che le sta facendo proprie e le sta rappresentando. Il disegno "di sinistra" deve tenerne conto pragmaticamente. Deve imparare a ricondurre le esigenze dei cittadini in un disegno politico organico.
Credo che Penati, per quanto possa irritare, vada imitato. Con meno occhi alle prossime elezioni, come fa lui, e con più concretezza e realismo, come una bella rivista digitale dovrebbe fare.
Buon lavoro.
Nando Pessina»

Gentile Nando, grazie per l'incoraggiamento e per il paragone con il meraviglioso Diario.
Ascoltiamo e continueremo ad ascoltare molto, siamo d'accordo. Non siamo d'accordo su una cosa. Prendere atto di quel che accade e adeguarsi è compito che non compete a noi. Come sa, non abbiamo nulla da vendere, per cui se questa stagione va di moda il colore lavanda, non siamo tenuti a mettere in vetrina capi di quel colore. Se va di moda l'egoismo e il consumismo, perchè dovremmo rassegnarci ed esserne orgogliosi? Per capire quello che ci accade o non ci accade intorno, sappiamo molto bene di dover guardare ben al di là delle punte delle nostre scarpe. Questo però non significa buttare via le nostre idee, le nostre sensibilità, le nostre convinzioni. Lo facciano quelli che devono vendere detersivi e copie di giornale o raccattare voti ad ogni costo. Per fortuna La rivista che vorrei ha scelto di non dover fare nessuna di queste cose.

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