Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Culture ~ Antonio Cornacchia

Monza, una mappa dei ricordi nella città raccontata

Strada per strada, piazza per piazza, storia per storia. Raccogliamo i vostri piccoli e grandi ricordi legati ai luoghi della città per una mappa raccontata e collettiva di Monza

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Lucio Battisti e la Brianza

La “convivenza” con Mogol a Molteno, le amicizie, la sepoltura. Storie e aneddoti del musicista nella «Brianza velenosa»

Persone ~ Anna Ascani

Scuola e digitale

Ospitiamo l'intervento di Anna Ascani, parlamentare del PD «I nostri ragazzi sono chiamati a uno sforzo epocale e avvincente, che è quello di saper maneggiare gli strumenti con cui competere nel mondo del lavoro, essere responsabili dei contenuti che producono online e saperli usare a fini umanistici, integrando la comunicazione frammentaria e veloce del nostro tempo con la saggezza immortale che si insegna sui banchi di scuola.»

Culture ~ Roberto Rampi

Pop (young) pope

Roberto Rampi: quello che ho visto guardando The Young Pope.

Ambiente ~ Pino Timpani

Una petizione per salvare la cascina Cavallera di Oreno

A Vimercate è stata lanciata una raccolta firme a sostegno del recupero della cascina, di cui sono già crollati entrambi i fienili

Culture ~ Antonio Cornacchia

La nuova direzione del Manzoni di Monza

  Intervista a Paola Pedrazzini, nuova direttrice del più grande dei teatri pubblici della città. La formazione, le scelte, i programmi. Fra continuità e innovazione, il nuovo corso di una sala da quasi 900 posti

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Piccola Orchestra Gagarin. Musica dai mondi

BandAutori 45. In questo numero l'incontro tra mondi musicali della Piccola Orchestra Gagarin, guidata dal chitarrista sardo Paolo Angeli. Con "Libri che suonano" andiamo nella Bologna del punk e del movimento.

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. La zebra africana

Corro alla finestra e resto esterrefatto. Il  circo Krupp dilaga nella piazza. Il signor Krupp in persona schiocca la frusta e si rivolge a me.

Culture ~ Simone Camassa

La poesia della semplicità

Nel corso della presentazione del suo ultimo libro, alla libreria Feltrinelli di Monza, la poetessa Vivian Lamarque ha incontrato lettori e studenti, intavolando un dialogo interessante sulla poesia, con una nota finale anche sul silenzio del poeta

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Pizza rustica alla Kandinsky

Semplicità, bontà e colore in un piatto improvvisato

Ambiente ~ Vorrei

Lettera aperta a Papa Francesco in arrivo al Parco di Monza

La prevista visita del pontefice il 25 Marzo 2017, ha sollevato le reazioni del mondo ambientalista che intende inviare una lettera aperta al Papa. Di seguito, il contenuto.

Culture ~ Juri Casati

Due o tre consigli da parte del re

Stephen King regala qualche trucco del mestiere a chi ha voglia di leggere la sua autobiografia

Ambiente ~ Vorrei

Le osservazioni di associazioni e comitati di Monza sul nuovo PGT

« Le 84 osservazioni presentate chiedono all’amministrazione comunale di approvare un PGT finalizzato ad un effettivo e non burocratico “zero consumo di suolo”, visti gli alti livelli raggiunti in Città e in Brianza».

Culture ~ Antonio Cornacchia

Maroccolo, il suono dell'arte

Il musicista, produttore e bassista di Litfiba, CSI e Marlene Kuntz si è raccontato in un workshop allo Spazio Arte di Sesto San Giovanni. Ma questa storia comincia nel 1987, sui gradini di una chiesa di Matera

Persone ~ Caterina Guerrieri

Le terre di transito di Paolo Martino

Un grande viaggiatore, frequentatore del Medio Oriente dove ha conosciuto la quotidianità, i sogni e le delusioni dei rifugiati.  Ha realizzato diversi reportage sulle migrazioni, concentrandosi negli ultimi anni sulle vicende afghane.

Persone ~ Ivan Commisso

Il referendum misurato in quantità: “Signora che faccio, lascio?”

Quante e quali parole sono state utilizzate nel testo di riforma costituzionale sottoposto a referendum il prossimo 4 Dicembre. Si fanno certe scoperte…

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 Gli invitati si servivano con tale andirivieni del braccio da impensierire il cuoco: “E se l’osso buco non bastasse?”

 

I

miei poveri zii, che non ci sono più, lo zio Giuseppe e la zia Olga, si erano sposati a Miradoro Terme, in piena estate. Lei smorta, stringendo in pugno il fazzoletto per farsi coraggio. Lui a petto in fuori, con il colletto della camicia nuova che gli strozzava le vene del collo tanto era il coraggio. Oltre a Gesù e agli Apostoli c’erano tutti i parenti di lui e di lei, anche quel cugino che avrebbe voluto fare lo scrittore e che di lì a poco sarebbe andato in Francia da dove non sarebbe mai più tornato.

Il banchetto era una aiuola di gladioli: nel centro gli sposi, a sinistra Gesù con gli Apostoli, a destra gli altri invitati: le mamme che chiacchieravano come rubinetti aperti, le zie che pungevano come ortiche, i vecchi nonni taciturni ciondolando la testa nell’incipiente sonno, memento della loro morte già per strada, da taluni avvistata a Monteleone o addirittura a Villanterio, a soli due passi da Miradoro.

Il cuoco delle Terme aveva preparato l’osso buco con i piselli ed ora stava all’erta col mestolo levato pronto a servire appena Gesù avesse dato il beneplacito. Per l’appunto, mentre i commensali si aggiustavano i tovaglioli, Gesù si era alzato, aveva giunto le sue diafane mani, aveva chiesto silenzio e quando anche le ultime mosche non avevano più osato ronzare aveva dichiarato che la felicità non è di questo mondo.

Lo sposo, lo zio Giuseppe, si era stretto nelle spalle: “Se ne dicono tante” e si era slacciato il colletto della camicia, finalmente libero di fiatare. La zia Olga aveva ancor di più stretto nel pugno il fazzoletto invocando i suoi poveri morti perché non l’abbandonassero nella notte che stava per sopraggiungere, quando lei avrebbe avuto solo due chances: o saltar dalla finestra, o essere anima e corpo la moglie dello zio Giuseppe. “Chiudi gli occhi e fa finta di niente” le aveva consigliato la prudente prozia che di tanto in tanto le appariva nei sogni con l’ombrello aperto anche in pieno sole.

“Pax vobis” aveva concluso Gesù rispettosamente risedendosi davanti al suo menù di stretto magro composto da due alborelle in croce, Sembrava che il pranzo potesse cominciare, quando aveva levato la mano Giuda Iscariota, che già avrebbe rovinato “l’ ultima cena”. Giuda Iscariota aveva fulminato tutti col suo reprobo sguardo giurando che non solo la felicità non è di questo mondo, ma l’amore è addirittura sotterrato sotto una lapide di granito con la scritta: ”Verboten!”

Non l’avesse mai detto! Come un’aspide era saltata in piedi la cugina di Belgioioso sporgendo le sue poppe maiuscole a stento trattenute dalla blusa di organdis: “Io ci metto la mano sul fuoco, io che ne ho passate di cotte e di crude, io che mai e poi mai ho lasciato andar via un maschio senza la sua soddisfazione!” E così dicendo si era battuta la mano sulla coscia suscitando uno schiocco di polpe da far arrossire tutte le invitate, giovani e vecchie.

Per fortuna era intervenuto il più vecchio dei vecchi, il nonno Siro, la cui morte era già tra la servitù, vestita da cameriera che serviva la bacinella con l’acqua per le mani. Il nonno Siro aveva allargato le braccia invitando tutti a soprassedere e a servirsi dell’osso buco prima che si raffreddasse.

Tutti avevano obbedito, tranne Gesù che per catechesi doveva mangiare solo alborelle condite con un filo d’olio e niente sale. Gli invitati si servivano con tale andirivieni del braccio da impensierire il cuoco: “E se l’osso buco non bastasse?” Ma Giuda Iscariota gli aveva soffiato in un orecchio: “Basterà, basterà… caso mai un’aggiunta di biancostato!” “Ma sei matto!” Aveva replicato il cuoco “Il biancostato è troppo grasso. Caso mai ci vorrebbe dello scamone.” “Non fidarti dello scamone” aveva aggiunto Giuda. “Allora cosa?” “ Nervetti, nervetti con la cipolla cruda.” Per fortuna l’osso buco era bastato, tanto più che era stato seguito da riso e latte. Osso buco e riso e latte, osso buco e riso e latte, buco e latte, buco e latte…da far saltare la mosca al naso agli invitati, levare le braccia e sbraitare: ”Bastalà, bastalà!!!”

Finalmente, col piede sullo sgabello, il violinista delle Terme aveva imbracciato il violino e aveva intonato l’adagio della Malaguegna annunciando che stava per cominciare la luna di miele. Sollecite erano accorse le ombre della sera che si erano allungate sugli Apostoli cancellandoli uno dopo l’altro. Solo Gesù aveva resistito un poco di più per via dell’aureola, infine anche lui si era spento rientrando nel mistero che l’ha sempre circondato. Anche i parenti avevano fatto la stessa fine. Spariti!

Prima di tutti sparito il nonno Siro, preso per un braccio dalla sua morte che l’aveva tirato nell’angolo più buio, gli aveva messo una mano sugli occhi e con tutta la dolcezza possibile gli aveva bisbigliato: “Non aver paura, è un attimo!” “Se lo dici tu.” Aveva acconsentito il nonno Siro.

Il buio aveva cancellato tutti, proprio tutti, tranne lo zio Giuseppe e la zia Olga che avevano mangiato poco e sorriso tanto, per conservarsi illibati fino all’ultimo, quando, lui tirando lei e lei facendosi tirare, avevano salito la scala che portava di sopra, alla camera grande dove era inamidato un lettone a quattro piazze e sopra il cuscino, dalla parte di lei, verdeggiava l’ulivo benedetto.

 

Bibliografia:

I dodici Apostoli: Simone chiamato Pietro e Andrea suo fratello. Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello. Filippo, Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano. Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il cananeo e Giuda Iscariota il traditore.

 

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Gli autori di Vorrei
Adamo Calabrese
Author: Adamo Calabrese

Adamo Calabrese è scrittore, autore di teatro e illustratore. Ha pubblicato con Einaudi il romanzo "Il libro del re", con Albatros i libri di racconti "L'anniversario della neve", "La cenere dei fulmini", "Il passaggio dell'inverno", con Joker "Paese remoto". Ha illustrato i propri libri ed edizioni di Dante, Gibran e Pascutto. Scrive e disegna per il quotidiano "Il cittadinio" di Lodi, per le riviste "Vorrei" di Monza e "Odissea" di Milano. I suoi ultimi lavori teatrali hanno messo in scena opere di Brecht, Joyce, San Francesco e Iacopone. Nel 2012 RAITREha trasmesso un suo testo. Nel 2014 è stato finalista del premio internazionale di grafica satirica "Novello". Insegna letteratura presso le Università della terza età di Sesto san Giovanni e Milano (Università Cardinale Colombo)

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.


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