Vorrei | Rivista non profit

Rivista di cultura, ambiente e politica.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Med Free Orkestra e I Camillas. Fuori dagli schemi

BandAutori 33. Nel numero pre-vacanziero analizziamo la world music della Med Free Orkestra e l'indie demenziale de I Camillas. Per "Libri che suonano" andiamo negli anni Sessanta del beat italiano.

Ambiente ~ Pino Timpani

Da Spiga & Madia a Spighe Sostenibili

Ha compiuto dieci anni il progetto di filiera del pane creato da Desbri. Sarà rinnovato con un progetto più ambizioso e verrà sperimentato a Caponago e Agrate Brianza. “Chi Semina Raccoglie”, il documentario di Franca Roiatti e Alice Barrese

Culture ~ Antonio Cornacchia

La produzione culturale a Monza

  Il sistema culturale del capoluogo brianteo. Dopo il patrimonio tangibile, ripercorriamo le attività: dall'arte al teatro, dalla poesia alle performance. Una città che produce abbastanza cultura o che si limita al consumo? 

Culture ~ Marta Abbà

Anatomia di un populista. Salvini secondo Pucciarelli

Intervista all'autore de “La vera storia di Matteo Salvini”, scritto dopo mesi di osservazione e racconto del fenomeno leghista, Il personaggio, la persona, il politico e lo stratega, il comunicatore e l'amministratore di partito. 

Ambiente ~ Alfio Sironi

Torneranno le colline?

Nelle scorse settimane ho attraversato l'Italia andando a piedi dal Conero all'Argentario sulle tracce di un vecchio libro di Enrico Brizzi; non ho potuto che fare i conti con l'anima collinare di questo paese.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Mau Mau e Claudia Crabuzza. Sincretismi musicali

BandAutori 32. In questo numero il gran ritorno dei Mau Mau e l'esordio della catalana di Alghero Claudia Crabuzza. Per "Libri che suonano" un riepilogo del folk made in Italy.

Culture ~ Juri Casati

La Torino degli anni Cinquanta

Aldo Cazzullo tratteggia i contorni di una Torino lontanissima da quella che di recente ha visto sfidarsi Fassino e Appendino per la carica di sindaco. I ragazzi di via Po. 1950-1961 quando e perché Torino ritornò Capitale.

Culture ~ Antonio Cornacchia

Monza candidata a capitale italiana della cultura

   La candidatura sarebbe un espediente per valutare lo stato delle cose e capire se la città avrebbe le carte in regola. È tempo infatti di fare il salto di qualità: ci sono tutti i fattori per fare del capoluogo brianteo una città d’arte. O manca qualcosa?

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Crostata ai fichi di Poppea

Frutti dolcissimi di stagione, associati ad una testimonianza archeologica pregevole, in una delle sontuose ville residenziali dedicate all’otium dell’aristocrazia romana

Blog ~ Vorrei

Vorrei cerca nuovi compagni di viaggio

I collaboratori volontari della nostra rivista dal 2008 osservano quello che accade intorno e lo raccontano scrivendo, fotografando e disegnando. Chi vuole salire a bordo e partecipare alle attività di redazione?

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Agnese Valle e Palazzo. Classe da vendere

BandAutori 31. In questo numero il cantautorato rock con uno sguardo ai '70 di Agnese Valle e quello più orientato agli '80 di Palazzo. Per "Libri che suonano" i Whisky-a-gogo e i Teddy Boys secondo Primo Moroni.

Ambiente ~ Pino Timpani

Meda: la Pedemontana rischia di riportare ancora nell'aria la diossina dell'Icmesa

Il geologo Gianni Del Pero incaricato di verificare la presenza di diossina che potrebbe interferire con il tracciato autostradale. In caso di bonifiche obbligatorie, la Pedemontana potrebbe essere realizzata più difficilmente, a causa dei costi elevati a cui andrebbe incontro

Culture ~ Antonio Cornacchia

Musica e natura, l'equilibrio sostenibile

“I suoni della natura” ha portato a Monza un approccio alla musica a impatto zero, valorizzando giovani talenti nella meraviglia inesauribile del Parco 

Culture ~ Marta Abbà

Hana la Yazida. L’inferno è sulla Terra

Il nuovo libro di Claudia Ryan racconta la storia di una donna, ormai libera, intenta a rievocare quanto vissuto: è stata rapita ed è riuscita a scappare ai suoi aguzzini

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Lo Straniero e Cosmo. Electro-pop dagli anni 80 a oggi

BandAutori 30. In questo numero due valide reinterpretazioni del pop elettronico anni 80: Lo Straniero e Cosmo. In "Libri che suonano" trattiamo le canzoni dell'estate.

Culture ~ Antonio Cornacchia

I maestri del romanzo disegnato

Da Pratt a Pazienza, da Zerocalcare a Gipi. Il meglio di 50 anni di fumetto d'autore italiano nella mostra in corso alla Permanente di Milano

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 Gli invitati si servivano con tale andirivieni del braccio da impensierire il cuoco: “E se l’osso buco non bastasse?”

 

I

miei poveri zii, che non ci sono più, lo zio Giuseppe e la zia Olga, si erano sposati a Miradoro Terme, in piena estate. Lei smorta, stringendo in pugno il fazzoletto per farsi coraggio. Lui a petto in fuori, con il colletto della camicia nuova che gli strozzava le vene del collo tanto era il coraggio. Oltre a Gesù e agli Apostoli c’erano tutti i parenti di lui e di lei, anche quel cugino che avrebbe voluto fare lo scrittore e che di lì a poco sarebbe andato in Francia da dove non sarebbe mai più tornato.

Il banchetto era una aiuola di gladioli: nel centro gli sposi, a sinistra Gesù con gli Apostoli, a destra gli altri invitati: le mamme che chiacchieravano come rubinetti aperti, le zie che pungevano come ortiche, i vecchi nonni taciturni ciondolando la testa nell’incipiente sonno, memento della loro morte già per strada, da taluni avvistata a Monteleone o addirittura a Villanterio, a soli due passi da Miradoro.

Il cuoco delle Terme aveva preparato l’osso buco con i piselli ed ora stava all’erta col mestolo levato pronto a servire appena Gesù avesse dato il beneplacito. Per l’appunto, mentre i commensali si aggiustavano i tovaglioli, Gesù si era alzato, aveva giunto le sue diafane mani, aveva chiesto silenzio e quando anche le ultime mosche non avevano più osato ronzare aveva dichiarato che la felicità non è di questo mondo.

Lo sposo, lo zio Giuseppe, si era stretto nelle spalle: “Se ne dicono tante” e si era slacciato il colletto della camicia, finalmente libero di fiatare. La zia Olga aveva ancor di più stretto nel pugno il fazzoletto invocando i suoi poveri morti perché non l’abbandonassero nella notte che stava per sopraggiungere, quando lei avrebbe avuto solo due chances: o saltar dalla finestra, o essere anima e corpo la moglie dello zio Giuseppe. “Chiudi gli occhi e fa finta di niente” le aveva consigliato la prudente prozia che di tanto in tanto le appariva nei sogni con l’ombrello aperto anche in pieno sole.

“Pax vobis” aveva concluso Gesù rispettosamente risedendosi davanti al suo menù di stretto magro composto da due alborelle in croce, Sembrava che il pranzo potesse cominciare, quando aveva levato la mano Giuda Iscariota, che già avrebbe rovinato “l’ ultima cena”. Giuda Iscariota aveva fulminato tutti col suo reprobo sguardo giurando che non solo la felicità non è di questo mondo, ma l’amore è addirittura sotterrato sotto una lapide di granito con la scritta: ”Verboten!”

Non l’avesse mai detto! Come un’aspide era saltata in piedi la cugina di Belgioioso sporgendo le sue poppe maiuscole a stento trattenute dalla blusa di organdis: “Io ci metto la mano sul fuoco, io che ne ho passate di cotte e di crude, io che mai e poi mai ho lasciato andar via un maschio senza la sua soddisfazione!” E così dicendo si era battuta la mano sulla coscia suscitando uno schiocco di polpe da far arrossire tutte le invitate, giovani e vecchie.

Per fortuna era intervenuto il più vecchio dei vecchi, il nonno Siro, la cui morte era già tra la servitù, vestita da cameriera che serviva la bacinella con l’acqua per le mani. Il nonno Siro aveva allargato le braccia invitando tutti a soprassedere e a servirsi dell’osso buco prima che si raffreddasse.

Tutti avevano obbedito, tranne Gesù che per catechesi doveva mangiare solo alborelle condite con un filo d’olio e niente sale. Gli invitati si servivano con tale andirivieni del braccio da impensierire il cuoco: “E se l’osso buco non bastasse?” Ma Giuda Iscariota gli aveva soffiato in un orecchio: “Basterà, basterà… caso mai un’aggiunta di biancostato!” “Ma sei matto!” Aveva replicato il cuoco “Il biancostato è troppo grasso. Caso mai ci vorrebbe dello scamone.” “Non fidarti dello scamone” aveva aggiunto Giuda. “Allora cosa?” “ Nervetti, nervetti con la cipolla cruda.” Per fortuna l’osso buco era bastato, tanto più che era stato seguito da riso e latte. Osso buco e riso e latte, osso buco e riso e latte, buco e latte, buco e latte…da far saltare la mosca al naso agli invitati, levare le braccia e sbraitare: ”Bastalà, bastalà!!!”

Finalmente, col piede sullo sgabello, il violinista delle Terme aveva imbracciato il violino e aveva intonato l’adagio della Malaguegna annunciando che stava per cominciare la luna di miele. Sollecite erano accorse le ombre della sera che si erano allungate sugli Apostoli cancellandoli uno dopo l’altro. Solo Gesù aveva resistito un poco di più per via dell’aureola, infine anche lui si era spento rientrando nel mistero che l’ha sempre circondato. Anche i parenti avevano fatto la stessa fine. Spariti!

Prima di tutti sparito il nonno Siro, preso per un braccio dalla sua morte che l’aveva tirato nell’angolo più buio, gli aveva messo una mano sugli occhi e con tutta la dolcezza possibile gli aveva bisbigliato: “Non aver paura, è un attimo!” “Se lo dici tu.” Aveva acconsentito il nonno Siro.

Il buio aveva cancellato tutti, proprio tutti, tranne lo zio Giuseppe e la zia Olga che avevano mangiato poco e sorriso tanto, per conservarsi illibati fino all’ultimo, quando, lui tirando lei e lei facendosi tirare, avevano salito la scala che portava di sopra, alla camera grande dove era inamidato un lettone a quattro piazze e sopra il cuscino, dalla parte di lei, verdeggiava l’ulivo benedetto.

 

Bibliografia:

I dodici Apostoli: Simone chiamato Pietro e Andrea suo fratello. Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello. Filippo, Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano. Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il cananeo e Giuda Iscariota il traditore.

 

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Gli autori di Vorrei
Adamo Calabrese
Author: Adamo Calabrese

Adamo Calabrese è scrittore, autore di teatro e illustratore. Ha pubblicato con Einaudi il romanzo "Il libro del re", con Albatros i libri di racconti "L'anniversario della neve", "La cenere dei fulmini", "Il passaggio dell'inverno", con Joker "Paese remoto". Ha illustrato i propri libri ed edizioni di Dante, Gibran e Pascutto. Scrive e disegna per il quotidiano "Il cittadinio" di Lodi, per le riviste "Vorrei" di Monza e "Odissea" di Milano. I suoi ultimi lavori teatrali hanno messo in scena opere di Brecht, Joyce, San Francesco e Iacopone. Nel 2012 RAITREha trasmesso un suo testo. Nel 2014 è stato finalista del premio internazionale di grafica satirica "Novello". Insegna letteratura presso le Università della terza età di Sesto san Giovanni e Milano (Università Cardinale Colombo)

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.


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