La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Letture per l'estate dall'archivio di Vorrei

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Il quorum, la politica e l'informazione

Il quorum, la politica e l'informazione

   Perché il “popolo del Web” si è dimostrato assai più fiducioso di altri decifratori professionali delle tendenze politiche? La sorpresa per i risultati elettorali, ci dice che anche l’informazione, dunque...

Persone ~ Michelangelo Casiraghi
15-06-2011

Ecco s'avanza uno strano lettore

Ecco s'avanza uno strano lettore

GdL: Gruppi di Lettura e biblioteche pubbliche in Italia e in Europa. Una Giornata di discussione a Cologno Monzese, sabato 10 novembre.

Culture ~ Alessandra Scarazzato
22-10-2012

Per Bruma un esordio surreale

Per Bruma un esordio surreale

Il primo incontro della rassegna di Brugherio ha visto protagonista l'autore parmense Paolo Nori, classe '63, autore di romanzi dal forte taglio ironico e apprezzato traduttore di letteratura russa

Culture ~ Simone Camassa
16-09-2011

Youssef Salmi: l’integrazione culturale è il vero valore

Youssef Salmi: l’integrazione culturale è il vero valore

  Si è chiusa giovedì scorso, con la conferenza tenuta dall’assessore di Novellara Youssef Salmi la rassegna di Solidarte 2011, arte e multiculturalità a Villa Mariani di Casatenovo.

Persone ~ Arianna Carimati
11-11-2011

Villa Reale di Monza. Miseria e nobiltà

Villa Reale di Monza. Miseria e nobiltà

Paradossi monzesi, mentre la stampa nazionale mostra il grande degrado in cui versa buona parte della Villa, nel salone si celebra il "Gran ballo delle debuttanti"

Ambiente ~ AC
22-03-2011

Comitato “Non uno di meno” Alcatel-Lucent di Vimercate: non c'è più lavoro per lei

Comitato “Non uno di meno” Alcatel-Lucent di Vimercate: non c'è più lavoro per lei

Storie e fotografie di uomini e donne cacciati dal lavoro. La mostra fotografica itinerante dei volti della crisi brianzola sarà sabato 9 marzo a Osnago

Persone ~ Pino Timpani
08-03-2013

La grande Star di Agrate Brianza si fa piccola

La grande Star di Agrate Brianza si fa piccola

Viaggio nella crisi produttiva della Brianza. Seconda tappa.

Lavori ~ Pino Timpani
22-01-2012

Monza Cinema sotto le stelle 2011

Monza Cinema sotto le stelle 2011

  Il programma completo della rassegna estiva di cinema all'aperto presso la Villa Reale

Culture ~ Vorrei
17-06-2011

ST Microtronics: la crisi produttiva e la crisi di prospettive

ST Microtronics: la crisi produttiva e la crisi di prospettive

Il nostro viaggio nella crisi produttiva brianzola ci porta allo stabilimento STM di Agrate Brianza

Lavori ~ Pino Timpani
04-04-2012

La meteora Mx Group, fuggita nei territori più competitivi di Serbia

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Crisi produttiva in Brianza. Maria Grazia Gallo ci racconta la parabola dell'azienda e dei suoi stabilimenti di Villasanta e Mezzago: in soli tre anni si sono consumati speranze, entusiasmi e...

Lavori ~ Pino Timpani
22-12-2012

Il più grande spazio di aggregazione d’Europa

Il più grande spazio di aggregazione d’Europa

Dossier: Spazi comuni, luoghi di socializzazione. Il più grande spazio di aggregazione di Europa è a Monza, ed è il suo Parco

Ambiente ~ Gimmi Perego
12-01-2013

Scrivere in Brianza. Tutte le interviste

Scrivere in Brianza. Tutte le interviste

  L'elenco in continuo aggiornamento degli incontri di Vorrei con gli autori del territorio

Culture ~ Vorrei
10-04-2011

Ospedale San Gerardo, una ristrutturazione che scotta

Ospedale San Gerardo, una ristrutturazione che scotta

A 30 anni dalla sua costruzione, l'ospedale di Monza già necessita di lavori per più di 200 milioni. I sindacati lanciano l'allarme: "Occhio agli appalti!"

Lavori ~ Romano Bonifacci
20-08-2012

La tribù degli ecologisti (brianzoli)

La tribù degli ecologisti (brianzoli)

Dossier: Di che tribù sei? Esplorazione dell'ambientalismo brianzolo, partendo dalla genesi mondiale del movimento 

Ambiente ~ Pino Timpani
16-02-2013

Humus per eco-mostri, Arcore sotto assedio

Humus per eco-mostri, Arcore sotto assedio

Voglia di cemento: Milano4, grattacieli, outlet... e ora un impianto di betonaggio vicino alle abitazioni. Lunedì 7 marzo si terrà un'assemblea pubblica indetta da un comitato di cittadini.

Ambiente ~ Pino Timpani
05-03-2011

 
Le bufale sull’economia italiana e la crisi

Lavori ~ Ivan Commisso

Le bufale sull’economia italiana e la crisi

Seconda puntata sui miti che dovrebbero spiegare le ragioni della crisi italiana. Numeri e grafici che smontano le affermazioni che vanno per la maggiore. Siamo proprio sicuri che è come ce la raccontano?

CATA: l'arte e la tradizione alimentare in Brianza

Persone ~ Pino Timpani

CATA: l'arte e la tradizione alimentare in Brianza

Giuseppe Astori, presidente di CATA: la nascita, l'evoluzione dell'associazione monzese e gli ultimi progetti avviati con Slow Food di Monza e Brianza

Da dove vengono le idee in urbanistica? Da lontano.

Ambiente ~ Giorgio Majoli

Da dove vengono le idee in urbanistica? Da lontano.

  Spesso si pensa che alcune realizzazioni siano del tutto nuove, mentre hanno una loro storia, nate da idee e proposte anche molto lontane nel tempo. Facciamo qualche esempio su Monza.

Dove va la Lombardia?

Lavori ~ Giacomo Correale Santacroce

Dove va la Lombardia?

A giugno la Banca d’Italia ha pubblicato “Economie Regionali. L’economia della Lombardia”. Ecco che cosa contiene

I racconti di Adamo. In do maggiore

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

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Poi, un giorno, il miracolo dei miracoli. E’ mattina presto. Suonano nella strada: “Parigi oh cara…”. Picchiano alla porta. Una tempesta di pugni: “Sono io, salta fuori!”

Che cos'è il Progetto Rainbow?

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L'elogio dell'imperfezione del Gruppo Koiné

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 Al Mac di Lissone l'intervento del collettivo artistico. 12 fra installazioni e performance disseminate anche nel territorio

La Villa restaurata. Un bel vedere.

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

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 Finiti i lavori di restauro alla Reggia di Monza si parla finalmente delle attività che ospiterà nei prossimi anni

L'arte della copertina

Culture ~ Antonio Cornacchia

L'arte della copertina

La mostra di Storm Thorgerson all'Arengario di Monza per riscoprire l'importanza delle copertine dei dischi e dell'arte nella musica.

I retroscena del caso Ecclestone - Gran Premio di Monza

Blog ~ Paolo Ciccarone

I retroscena del caso Ecclestone - Gran Premio di Monza

Le dichiarazioni del capo della Formula 1 hanno portato scompiglio nel mondo sportivo e politico lombardo e brianzolo. Ma cosa c'è dietro l'uscita dell'ottantaquattrenne? Sul Secolo XIX un articolo tenta di ricostruire l'intera situazione: “Inchieste e marketing, ecco perché Ecclestone vuole affossare Monza. Il vuoto di potere penalizza il circuito. Pronto il Mugello”

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Siamo ancora capaci di ricordare?

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20120720-fiaccolata-a 

Nel giorno del ventesimo anniversario della strage di via D’Amelio, Monza sembra aver ricordato con troppo poco slancio che la memoria di certe pagine della storia va rinnovata.

 

Ieri ricorreva il ventennale di quella domenica 19 luglio 1992, quando scomparve anche Paolo Borsellino, il secondo (dopo Giovanni Falcone) dei giudici che oggi prestano il loro nome illustre a illustri vie e piazze del nostro Paese.

Venti anni. Che avrebbero dovuto far nascere spontaneo l’istinto di cercare su Google cosa avrebbe fatto la propria città per ricordare, dando per scontato che qualche cosa sarebbe stata fatta. O quanto meno, ci si sarebbe aspettati, oltre a qualche sparso annuncio sui giornali, voci, volantini e cartelloni (licenze permettendo), inviti impazziti su facebook: qualunque cosa invogliasse la cittadinanza a partecipare alla commemorazione.

E invece.

Dispiace deviare il discorso dalla nobiltà dell’evento che lo ha generato, ma se chi questo evento lo ha organizzato ha mancato i propri obiettivi, la critica è incontenibile.

I sindacati e Libera hanno dato appuntamento alla cittadinanza in mattinata, davanti al Tribunale. Desolante la mancanza di persone estranee ad associazioni e giornali e assordante il chiacchiericcio di molti partecipanti (che, si ripete, erano sindacalisti o associati). Fuori dai denti: erano in pochi e tra quei pochi che c’erano troppi parlavano dei fatti propri.

Chi lo ha organizzato lo ha fatto con le più sincere motivazioni e si è trovato persino di fronte alle difficoltà di comunicazione pubblicitaria che questa città oppone. E non ha colpe se hanno partecipato in pochi e se addirittura sapevano, in pochi. Ma della pigrizia e delle licenze si è già detto.

Bisogna anche fare autocritica: perché invitare a portare un pensiero in piazza, e sentire da parte loro quelle parole già sentite milioni di volte, non è ciò che si ha voglia di fare in una rovente mattinata di metà luglio. Per chi se lo stesse domandando: sì, nell’aria sono volati i soliti «La mafia è una montagna di merda» e «Non li avete uccisi, le vostre idee camminano sulle nostre gambe».

La sera invece, giovani di età media 21 anni, qualche personalità politica in più e poca gente perché era giovedì. Esatto, giovedì: quella sera alla settimana in cui, d’estate, i negozi a Monza restano aperti fino a sera tarda.

E in quella sera, si è preferito che tutto procedesse come al solito (modificando addirittura poche ore prima anche il luogo di ritrovo del corteo: piazza del Tribunale anziché piazza Carrobiolo, la seconda circondata da negozi, la prima no), anziché chiudere le attività proprio in onore della commemorazione, dando così un segnale o quanto meno far sapere alla cittadinanza che qualcosa di ammirevole stava accadendo. Una volta tanto.

Tra i diversi momenti della giornata, da segnalare gli interventi di Luca Basanisi, studente 24enne in fisica e coordinatore del gruppo giovani di Libera Monza e Brianza: l’unico che abbia cercato di coinvolgere i presenti con un pensiero tutto suo sulle mafie e sull’impegno sociale.

Dell’assessore alle Opere pubbliche Antonio Marrazzo, che si è opposto a un tempo come il nostro dove «sembra che sia tutto concesso».

 

20120720-fiaccolata-01

 

Del referente di Libera Monza Valerio D’Ippolito, che ha sottolineato la «natura fin troppo territoriale della mafia e della necessità che la lotta ad essa si svolga soprattutto a livello locale», in barba a chi ha sempre sostenuto che al nord le mafie non esistono.

Di Walter Mapelli, sostituto procuratore della Repubblica a Monza che ha espresso il pensiero più proficuo della giornata: «Falcone e Borsellino ci hanno insegnato a uscire dall’ipocrisia della separazione tra magistratura e cittadini: la magistratura vuole e deve essere tra la gente. E, se penso alla condizione in cui vivono oggi molti mafiosi, costretti in cunicoli sotterranei e lontani dall’idea di nababbi che immaginiamo e che appartiene a un’epoca passata, capiamo quanto sia stato incisivo il loro lavoro e che non sono morti invano».

Diciamo la verità: la commemorazione, già dalla parola, è noiosa. Nella mente di chiunque pronunci questa parola balzeranno subitanee le immagini di quelle ore interminabili di lezioni saltate a scuola per partecipare alla commemorazione del 27 gennaio (il giorno della memoria per eccellenza, quello per la Shoah): mai, forse, lezione mancata fu più rimpianta.

La commemorazione è noiosa perché è sempre stata svolta (ancor prima che vissuta) come un obbligo. Quando si parla di “dovere di ricordare”, però, non si fa affatto riferimento a un obbligo. Il dovere, in questo caso, ha a che fare con il senso civico, con il legame profondo alle proprie radici, in definitiva con un bisogno necessario di non dimenticare qualcosa che ci ha visti vulnerabili e quindi attaccabili, e che ci ha fatto perdere qualcosa.

E, anche qualora di obbligo si trattasse, nel caso specifico dei giovani nelle scuole, bisogna mascherarlo, giocarci, camuffarlo, affinché si crei anche in loro quella curiosità e quel bisogno di andare a fondo e di conoscere, per poi sentire il dovere ricordare.

Se è vero che i giovani sono il futuro, viene spontaneo chiedersi se, così facendo, invece non facciamo altro che rinnovare in loro quella noia e quel rifiuto tipici di chi vive come troppo lontani certi eventi e non trova il senso della loro commemorazione.

Questo sarà vero sino a quando il ricordo avverrà nella forma di conferenze condotte e vissute senza entusiasmo, o di proiezione di documentari soporiferi, fino a quando non si faranno fare delle cose a questi giovani: gite, giochi, qualunque cosa susciti in loro una curiosità anche minima, che serve giusto a far scattare l’attenzione. Dopo, sarà più facile tenerli attenti, perché l’argomento da solo farà la sua parte. Ma è lo stimolo iniziale che conta, è la capacità di ricordare noi stessi per primi, con l’orgoglio e l’entusiasmo di chi è cosciente che tutto ciò a qualcosa è servito.

Fino a quando le cose resteranno tali, Monza che non risponde e i giovani che sbadigliano saranno lì a suggerirci che stiamo ricordando male.

 

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