Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Culture ~ Pino Timpani

Per ville e monasteri in Brianza

Il nostro tour in Ville Aperte 2016 prosegue nella splendida Villa Gallarati Scotti di Oreno e nel poco noto, ma prezioso, ex Monastero Benedettino di Brugora a Besana Brianza

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

I confini del diritto di costruire

«Io credo che, al giorno d’oggi, costruire sulle poche aree libere da costruzioni dovrebbe essere vietato in assoluto»

Culture ~ Caterina Guerrieri

Dietro il muro di Gaza

«A Gaza anche il mare è un confine, quello che per noi rappresenta il massimo concetto di libertà, qui è un confine, e ai pescatori sparano tutte le notti». “Be a filmaker” di Valerio Nicolosi

Culture ~ Pino Timpani

La delizia dei Rasini

Tra le iniziative collegate a Ville Aperte, un nuovo appuntamento con il Prof. Graziano Vergani alla scoperta delle bellezze di Palazzo Rasini, attuale sede del Comune di Cavenago Brianza

Persone ~ Sergio Civati

Saharawi: tra accoglienza, muri nel deserto, sorrisi monzesi

Il racconto di un'esperienza di volontariato che apre spunti di riflessione su una tragedia di cui spesso, o sempre, il mondo occidentale si dimentica. O finge di dimenticarsi

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Mimes Of Wine e Messina Signorile. Qualità internazionale

BandAutori 37. Il folk-rock a tinte scure dei Mimes Of Wine e l'elettronica jazz di Messina Signorile sfidano i recinti e i confini italici. Per "Libri che suonano" il Festival di Licola del 1975

Culture ~ Vorrei

Libritudine 2016, tutti gli appuntamenti

Parte il 29 settembre l'ottava edizione della rassegna diffusa promossa dal Comune di Lissone. Fra gli ospiti Massimo Zamboni, Giancarlo Caselli,Giuseppe Culicchia, Alessandro Robecchi e Vincenzo Zitello. In anteprima il programma completo data per data

Culture ~ Juri Casati

L'intramontabile Brera

Il Saggiatore ha pubblicato un’antologia di articoli (sportivi e non) del grande Gianni Brera, il principe della zolla: grandi partite, corse in bicicletta, nebbie padane.

Culture ~ Pino Timpani

Ville Aperte in Brianza si quadruplica

Gianpiero Bocca, responsabile del progetto strategico Distretto culturale di Monza e Brianza, ci parla dell'edizione 2016. Alle tre province di Monza, Como e Lecco si aggiungono altri tre comuni del Milanese. 

Culture ~ Vorrei

La Squadra. Portrait Project

   Il progetto fotografico di Marco Pittaluga sulla squadra di calcio della FOA Boccaccio «La provenienza dei calciatori? Lissone, Monza, Milano, Siciilia, Ukraina, Nigeria, Gambia, Ghana... Ogni componente un giocatore ed insieme sono una squadra».

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Il Complesso di Tadà! e Stella Burns and The Lonesome Rabbits. Classici da fine estate

BandAutori 36. Finisce l'estate con la nostalgia Sixties de Il Complesso di Tadà! e con le cover blues morriconiane di Stella Burns and The Lonesome Rabbits. Per "Libri che suonano" Gianco e Manfredi nella Milano di fine Settanta-inizio Ottanta.

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Ode al cibo (buono e bello)

La preziosità dei beni enogastronomici estivi esaltata attraverso la tradizione, le immagini e la poesia di Pablo Neruda 

Culture ~ Simone Camassa

Non mi ha fatto ridere

Charlie Hebdo e la diatriba satira sì satira no(n riuscita). Un po' di storia e riflessioni a mente fredda sulla satira e sul suo ruolo nella società moderna

Persone ~ Antonio Cornacchia

#BrianzaSocialDay. Il primo ottobre invadiamo i social con i colori della Brianza

  Una iniziativa semplicissima (e bellissima): per 24 ore fotografiamo la Brianza e condividiamo le immagini su tutti i social network usando l'hashtag #MonzaSocialDay. Con il tema di questo primo anno sfatiamo un luogo comune: dimostriamo che la Brianza è tutt'altro che grigia!

Persone ~ Rosalba Favale

Simone Tangolo. Vivere il teatro

Andare al teatro vuol dire una medesima vibrazione con l’attore, ovvero abitare un posto, accorgermi del mio vicino, della testa di fronte, di quello dietro, della collettività che c’è intorno a me fino in fondo, all’ultimo tecnico dietro al palco, o al bigliettaio dell’ingresso, e semmai mi fossi accorta del suo gesto, del suo sguardo. 

Culture ~ Antonio Cornacchia

Seveso, un anniversario da ricordare. Anche con i fumetti

  Becco Giallo ha pubblicato “Il caso Seveso”, scritto da Francesca Cosi e  Alessandra Repossi, disegnato da Sara Antonellini ripercorre i giorni del luglio 1976 quando la nube di diossina inquinò la bassa Brianza

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Un territorio essenzialmente industriale ma che non ha perso del tutto la sua tradizione agricola. I suoi prodotti Doc e Dop cominciano a essere valorizzati, mentre qui hanno sede alcuni grandi nomi dell'agroalimentare.

 

Nonostante una superficie relativamente contenuta (405 chilometri quadrati) e un numero piuttosto limitato di Comuni (solo 55), la Provincia di Monza e della Brianza conta più di 800 mila abitanti (833.348 per la precisione) con una densità molto elevata, ben 2.055 abitanti per chilometro quadrato.

Ma, soprattutto, può contare su un invidiabile sistema produttivo: le imprese attive sono 63.373, una ogni 13 abitanti, delle quali 23.217 sono imprese artigiane. Dati interessanti, quelle guidate da donne sono 12.799 mentre 3.473 sono i titolari stranieri di imprese individuali. La Provincia MB può vantare anche ben 599 imprese storiche e 30 Centri di formazione professionale.

In un simile contesto, ci si potrebbe aspettare che il settore agroalimentare rivesta un’importanza residuale. Invece, anche se come tutti ha risentito della recente crisi, anche se di dimensioni tutto sommato modeste in Brianza il comparto è vivo e vegeto. Grazie soprattutto alla persistenza di una tradizione agricola plurisecolare che ha dato vita nel tempo anche a una gamma importante (anche se spesso non così conosciuta) di prodotti Doc e Dop.

In Italia sono oltre 4.100 i prodotti locali - Igp, Dop, agricoltura biologica ecc., per un valore di 5,6 miliardi di euro nel 2004 - e i 450 vini della tradizione Docg, Doc e Igt con vendite per 8 miliardi e un export di 3 miliardi di euro, tutti però molto polverizzati.

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Il Salame Brianza Dop

Il più noto di quelli brianzoli è sicuramente il salame Brianza. Un salume conosciuto e apprezzato anche all’estero, che per meritarsi la qualifica di “Dop” è tutelato da un apposito consorzio di produttori e deve sottostare dal 1996 a un rigido disciplinare. I suini da cui è prodotto, per esempio, devono provenire tassativamente da allevamenti situati in Lombardia, Emilia Romagna o Piemonte e devono presentare le stesse caratteristiche di quelli dai quali si ricavano i pregiati prosciutti di Parma e San Daniele. Il salame Brianza Dop si prepara macinando spalla, fiscoli, pancetta, gola e parti magre, con sale, pepe, aglio e vino; la stagionatura varia dai quindici giorni ai cinque mesi.

Ma nel nostro territorio esistono molti altri prodotti tipici forse meno conosciuti, ma altrettanto squisiti. Per esempio Oreno, frazione di Vimercate, è famoso da sempre per le sue patate: qui viene coltivato un particolare tipo di patata bianca, la Kennebec canadese, adattissima per le sue caratteristiche di compattezza a essere utilizzata per gnocchi, pasta e purè. A Mezzago, si produce invece l'asparago rosa, unico a livello nazionale per la sua colorazione e per le sue qualità organolettiche. Coltivato sul territorio a partire dall'inizio del Novecento, l’asparago rosa di Mezzago aveva rischiato di scomparire verso la fine del secolo ma oggi si è tornati a produrlo con buoni risultati, anche grazie all'intervento di Comune e Regione.

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L'area di coltivazione della patata bianca di Oreno

Per entrambi i prodotti la Camera di Commercio ha adottato da qualche anno il marchio verde “Made in Brianza”. Lo scorso gennaio la Provincia, invece, ha lanciato un bando i cui risultati sono stati pubblicati a marzo: saranno stanziati 70 mila euro per finanziare 14 imprese che valorizzano i prodotti targati Monza.

Ma qual è il reale peso di questa industria oggi? La Lombardia conta per il 15% dell’intera produzione agroalimentare nazionale. In Brianza a farla da padrona è l’industria (il 36,4% delle attività economiche della provincia sono di carattere industriale) mentre le attività legate ad agricoltura, caccia e pesca sono solo l’1,9%. Una curiosità: l’annessione a fine 2009 di cinque comuni situati ai bordi settentrionali ha accresciuto il peso delle attività agricole che in quest’area è maggiore, fino a una punta del 5,6% a Cornate d’Adda.

A livello nazionale invece, l'agricoltura in Italia può contare su un tessuto produttivo di oltre un milione di imprese (il 16 per cento del totale delle imprese italiane), mentre circa 70.000 sono quelle dell'industria alimentare; se si considerano anche l'industria alimentare, la distribuzione e i servizi, il settore agroalimentare del made in Italy vale oltre 220 miliardi di euro e si conferma, dopo il manifatturiero, come il secondo comparto in termini di contributo all'economia nazionale, con un'incidenza pari circa al 15 per cento del prodotto interno lordo.

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Una vecchia pubblicità del "doppio brodo" Star

Monza e la Brianza, comunque, possono contare su diversi marchi importanti dell’alimentare. Uno dei più storici e sicuramente la Star di Agrate Brianza, che ha fatto la storia dello sviluppo del cibo industriale in Italia (per qualcuno forse un demerito più che un merito) introducendo prodotti inusuali per il nostro paese come il famoso “dado”. La Rovagnati, che ha sede a Biassono, è diventata negli anni una delle marche di salumi più note al mondo mentre a Trezzo si trova la Fratelli Beretta.

Quali le prospettive per questo comparto? Secondo Slow Food Monza e Brianza bisogna puntare sulla qualità, sull’ecologia e sul piacere del cibo come momento di socializzazione. Insomma, un ritorno alle tradizioni dei nostri nonni nelle “cascine”.

Gli autori di Vorrei
Author: Claudio Ferrara

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