Vorrei | Rivista non profit

Lavori ~ Giacomo Correale Santacroce

Segnali dal futuro in economia

Auto senza guidatore, droni, India, Cina e l'Apple a Napoli. Segnali che stimolano l’immaginazione sul futuro della vita, del lavoro e sulla possibilità di contrastare gli effetti più dirompenti delle disuguaglianze

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Usmate-Velate, la Sevres-Limoges d’Italia

Le porcellane della Tiche. Come riuscire a essere ai vertici mondiali di un prodotto millenario, dall’eccellenza artigianale incomparabile, e non farlo sapere in giro.

Culture ~ Carmela Tandurella

Storia della Seregno rurale, fra campi e cascine

Intervista a  Zeno Celotto e Chiara Ballabio, autori del volume pubblicato dal Circolo “Seregn de la Memoria”.

Culture ~ Antonio Cornacchia

La “Doppia luce” di Valentina Tamborra

Un progetto fotografico analogico con cui porre domande a poeti, musicisti, attrici. Chi sei, cosa fai. In cerca della verità

Culture ~ Pasquale Barbella

Apocalittici e disintegrati

  Da una parte gli entusiasmi sul progresso tecnologico, dall’altra critiche e rappresaglie sempre più feroci alla civiltà che abbiamo costruito. Gli apocalittici sono tornati tra noi. Si salvi chi può.

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Il monumentale di Monza e i suoi architetti

Progettato da Ulisse Stacchini, il cimitero vide fra i partecipanti al concorso del 1912 per la sua costruzione anche Antonio Sant'Elia, l'architetto futurista precursore dei futuribili edifici di Metropolis e Blade Runner

Ambiente ~ Pino Timpani

Marco Troiano: a Brugherio un Pgt su misura per i cittadini

Il Sindaco con delega all'urbanistica ci parla della variante che sta per essere adottata. Avviata per correggere il Pgt, quello approvato nel 2012  dal commissario prefettizio, prevede una corposa riduzione dei volumi e del consumo di suolo

Persone ~ Rosalba Favale

Monza, così lontana così vicina

Alla riscoperta della città con gli occhi dei migranti meridionali di ieri e di oggi, lontano dai luoghi comuni

Culture ~ Carmela Tandurella

Omaggio a Piero Marelli

Ospite di Mirabello Cultura 2016, con Edoardo Zuccato, Salvatore Aglieco, Corrado Bagnoli, Angelo Lumelli, Franco Loi, Marco Bellini, Alberto Casiraghy e Giordano Dell'Armellina.

Culture ~ Felice Camesasca

Le origini di Monza risalgono all’età del bronzo?

  Nel 1880 scavi occasionali in città portarono alla luce un cimitero dell’età del bronzo. Tra i reperti: urne cinerarie, monili e tre spade a cui viene dato il nome di “ modello Monza”.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Romina Daniele e Statuto. Vere eccellenze italiane

BandAutori 15. In questo numero l'opus magnum di Romina Daniele e il concept album degli Statuto. Per "Libri che suonano" il processo a De Gregori del 1976.

Persone ~ Simone Camassa

Arci a Monza: è cambiato il Vento

È da poco pienamente operativo a Monza il circolo Arci Scuotivento, sorto per aggregare la cittadinanza attorno alla cultura, spingendola verso modelli di vita consapevoli e innovativi. Abbiamo intervistato Rossana Currà, vicepresidente dell'Associazione, e la socia Margherita Motta

Persone ~ Alfio Sironi

Le dimensioni dell'“invasione” dei migranti

  Siamo invasi? Dobbiamo difendere le nostre radici? Diventeremo l'Eurabia profetizzata dalla Fallaci? Stiamo accogliendo davvero tutti? Fulvio Scaglione, vicedirettore di Famiglia Cristiana, cerca di abbattere con i dati i principali luoghi comuni sul tema, restituendone i confini precisi.

L'oblò ~ La Pantera Rosa

Ma che ne sanno loro della famiglia?

Pensiamo per un momento alla piazza che ci si presenterà sabato 30 gennaio per il “Family Day” . C’è da mettersi le mani nei capelli, se consideriamo il particolare della indissolubilità della famiglia “tradizionale”  tanto esaltata

Culture ~ Vorrei

La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945

Le tavole di Elena Mistrello per ricordare la Resistenza a Monza: la fucilazione di Vittorio Michelini, Alfredo Ratti e Raffaele Criscitiello

Lab Redazione Mondo ~ Veronica Tedeschi

I fumetti della memoria

  A Monza una mostra per la giornata della memoria con le tavole di Spiegelman, Eisner Filman e gli originali di “La neve era bianca” di Elena Maitrello

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Un territorio essenzialmente industriale ma che non ha perso del tutto la sua tradizione agricola. I suoi prodotti Doc e Dop cominciano a essere valorizzati, mentre qui hanno sede alcuni grandi nomi dell'agroalimentare.

 

Nonostante una superficie relativamente contenuta (405 chilometri quadrati) e un numero piuttosto limitato di Comuni (solo 55), la Provincia di Monza e della Brianza conta più di 800 mila abitanti (833.348 per la precisione) con una densità molto elevata, ben 2.055 abitanti per chilometro quadrato.

Ma, soprattutto, può contare su un invidiabile sistema produttivo: le imprese attive sono 63.373, una ogni 13 abitanti, delle quali 23.217 sono imprese artigiane. Dati interessanti, quelle guidate da donne sono 12.799 mentre 3.473 sono i titolari stranieri di imprese individuali. La Provincia MB può vantare anche ben 599 imprese storiche e 30 Centri di formazione professionale.

In un simile contesto, ci si potrebbe aspettare che il settore agroalimentare rivesta un’importanza residuale. Invece, anche se come tutti ha risentito della recente crisi, anche se di dimensioni tutto sommato modeste in Brianza il comparto è vivo e vegeto. Grazie soprattutto alla persistenza di una tradizione agricola plurisecolare che ha dato vita nel tempo anche a una gamma importante (anche se spesso non così conosciuta) di prodotti Doc e Dop.

In Italia sono oltre 4.100 i prodotti locali - Igp, Dop, agricoltura biologica ecc., per un valore di 5,6 miliardi di euro nel 2004 - e i 450 vini della tradizione Docg, Doc e Igt con vendite per 8 miliardi e un export di 3 miliardi di euro, tutti però molto polverizzati.

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Il Salame Brianza Dop

Il più noto di quelli brianzoli è sicuramente il salame Brianza. Un salume conosciuto e apprezzato anche all’estero, che per meritarsi la qualifica di “Dop” è tutelato da un apposito consorzio di produttori e deve sottostare dal 1996 a un rigido disciplinare. I suini da cui è prodotto, per esempio, devono provenire tassativamente da allevamenti situati in Lombardia, Emilia Romagna o Piemonte e devono presentare le stesse caratteristiche di quelli dai quali si ricavano i pregiati prosciutti di Parma e San Daniele. Il salame Brianza Dop si prepara macinando spalla, fiscoli, pancetta, gola e parti magre, con sale, pepe, aglio e vino; la stagionatura varia dai quindici giorni ai cinque mesi.

Ma nel nostro territorio esistono molti altri prodotti tipici forse meno conosciuti, ma altrettanto squisiti. Per esempio Oreno, frazione di Vimercate, è famoso da sempre per le sue patate: qui viene coltivato un particolare tipo di patata bianca, la Kennebec canadese, adattissima per le sue caratteristiche di compattezza a essere utilizzata per gnocchi, pasta e purè. A Mezzago, si produce invece l'asparago rosa, unico a livello nazionale per la sua colorazione e per le sue qualità organolettiche. Coltivato sul territorio a partire dall'inizio del Novecento, l’asparago rosa di Mezzago aveva rischiato di scomparire verso la fine del secolo ma oggi si è tornati a produrlo con buoni risultati, anche grazie all'intervento di Comune e Regione.

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L'area di coltivazione della patata bianca di Oreno

Per entrambi i prodotti la Camera di Commercio ha adottato da qualche anno il marchio verde “Made in Brianza”. Lo scorso gennaio la Provincia, invece, ha lanciato un bando i cui risultati sono stati pubblicati a marzo: saranno stanziati 70 mila euro per finanziare 14 imprese che valorizzano i prodotti targati Monza.

Ma qual è il reale peso di questa industria oggi? La Lombardia conta per il 15% dell’intera produzione agroalimentare nazionale. In Brianza a farla da padrona è l’industria (il 36,4% delle attività economiche della provincia sono di carattere industriale) mentre le attività legate ad agricoltura, caccia e pesca sono solo l’1,9%. Una curiosità: l’annessione a fine 2009 di cinque comuni situati ai bordi settentrionali ha accresciuto il peso delle attività agricole che in quest’area è maggiore, fino a una punta del 5,6% a Cornate d’Adda.

A livello nazionale invece, l'agricoltura in Italia può contare su un tessuto produttivo di oltre un milione di imprese (il 16 per cento del totale delle imprese italiane), mentre circa 70.000 sono quelle dell'industria alimentare; se si considerano anche l'industria alimentare, la distribuzione e i servizi, il settore agroalimentare del made in Italy vale oltre 220 miliardi di euro e si conferma, dopo il manifatturiero, come il secondo comparto in termini di contributo all'economia nazionale, con un'incidenza pari circa al 15 per cento del prodotto interno lordo.

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Una vecchia pubblicità del "doppio brodo" Star

Monza e la Brianza, comunque, possono contare su diversi marchi importanti dell’alimentare. Uno dei più storici e sicuramente la Star di Agrate Brianza, che ha fatto la storia dello sviluppo del cibo industriale in Italia (per qualcuno forse un demerito più che un merito) introducendo prodotti inusuali per il nostro paese come il famoso “dado”. La Rovagnati, che ha sede a Biassono, è diventata negli anni una delle marche di salumi più note al mondo mentre a Trezzo si trova la Fratelli Beretta.

Quali le prospettive per questo comparto? Secondo Slow Food Monza e Brianza bisogna puntare sulla qualità, sull’ecologia e sul piacere del cibo come momento di socializzazione. Insomma, un ritorno alle tradizioni dei nostri nonni nelle “cascine”.

Gli autori di Vorrei
Author: Claudio Ferrara

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