Vorrei | Rivista non profit

Rivista non profit di cultura, ambiente e politica.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

I (circa) 40 anni del punk in Italia

BandAutori 50. Un numero speciale per i (circa) quarant'anni del punk: una discografia bizzarra ma ragionata, una di cuore e "Libri che suonano" con la storia delle Clito, un esempio del clima di quegli anni.

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Muskuidd al vincotto

L’Action Painting di Jackson Pollock accostata ai capunti dolci e pepati

Culture ~ Marta Abbà

Come stanno le cose per Giorgio Odifreddi

Al Manzoni di Monza uno spettacolo conferenza che può aver sorpreso: chi si aspettava dal matematico “impertinente” invettive e provocazioni si è trovato sul palco un divulgatore scientifico accattivante e innamorato del sapere

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Maledetta Dopamina. Rumore e creatività

BandAutori 49. Nel primo numero del 2017 il noise rock strumentale dei Maledetta Dopamina, atipico trio brianzolo. Con "Libri che suonano" indaghiamo il rapporto tra Giorgio Gaber e Re Nudo.

Culture ~ Carmela Tandurella

Andrej Longo e i ragazzi di Napoli

Voci e storie dal Sud. Tra voglia di riscatto e dannazione, la letteratura dello scrittore nell'intervista di Vorrei

Persone ~ Vorrei

Buona accoglienza, istruzione, integrazione, ascolto. L'esempio di Zavattarello

Nel paese in provincia di Pavia un gruppo di ragazzi, provenienti da Africa e Asia, sosta in attesa dello status di rifugiato. Un vero e proprio laboratorio di integrazione che suscita sempre più curiosità

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. Il viaggio di Tobia

I genitori e il figlio si accoccolarono attorno alla stufa. La madre si fece coraggio, congiunse le mani e supplicò: “Tobia non partire. Non partire.”  

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Il Best Of 2016 di BandAutori

BandAutori 48. In questo numero il riassunto dell'anno che va a finire e i nostri Best Of degli ultimi dodici mesi. Con "Libri che suonano" torniamo ai primi anni dei Mercanti Di Liquore.

Culture ~ Anna Lucia Cagnazzi e Sante Cutecchia

Domenico Notarangelo. In una mano la storia millenaria dei santi padri contadini

Fotoreporter e uomo politico del sud Italia. Pugliese di nascita e lucano per scelta. Attivista del PCI, si è dedicato con passione, sincerità e meticolosità alle vicende della cultura e della vita contadina di quelle terre che Cristo aveva dimenticato di raggiungere.

Culture ~ Antonio Cornacchia

La fotografia di Cesura

   Hanno cominciato andando a bottega da Alex Majoli, sono quasi tutti monzesi ed ex studenti ISA. Lavorano in giro per il mondo, raccolgono premi con reportage, libri e mostre. Intervista a Luca Santese del collettivo Cesura

Persone ~ Francesco Achille

La punta dell’iceberg

Diceva Ken Saro-Wiwa, importante scrittore nigeriano scomparso nel 1995 “Provo sgomento per la vergognosa povertà del mio popolo che vive su una terra molto generosa di risorse; provo rabbia per la devastazione di questa terra; provo fretta di ottenere che il mio popolo riconquisti il suo diritto alla vita e a una vita decente”.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Pop X. Pop post-moderno

BandAutori 47. In questo numero Pop X col suo sguardo post-moderno, ironico e folle sull'electro. Per "Libri che suonano" i Tasaday si raccontano.

Persone ~ Caterina Guerrieri

I racconti in immagini di Luciano Montemurro

«Non c’è nulla di romantico nella mia fotografia» Si definisce uno sradicato, lui che ha lasciato Corato per andare a studiare a Firenze e che poi è rimasto altrove, a Limido Comasco per l’esattezza

Lavori ~ Ivan Commisso

La morte vi fa belli, cari pensionati

Come anche l’INPS perora eventuali misure perequative delle pensioni che accorcino la vita media. Il lessico è forbito ma la sostanza è quella.

Culture ~ Juri Casati

Kevin Bacon, Pippo Franco, cimici e foche

Mark Buchanan racconta la storia della “scienza delle reti” dagli anni Sessanta ai nostri giorni

Culture ~ Antonio Cornacchia

La pornografia del dolore

Mostrare immagini di bambini morti e di vittime devastate è lecito? è utile? ha senso? Tre articoli di Gli stati generali e qualche nostra postilla sulla superficialità della condivisione social e sulla necessità di non fermarsi alle emozioni e di puntare alla consapevolezza

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Un territorio essenzialmente industriale ma che non ha perso del tutto la sua tradizione agricola. I suoi prodotti Doc e Dop cominciano a essere valorizzati, mentre qui hanno sede alcuni grandi nomi dell'agroalimentare.

 

Nonostante una superficie relativamente contenuta (405 chilometri quadrati) e un numero piuttosto limitato di Comuni (solo 55), la Provincia di Monza e della Brianza conta più di 800 mila abitanti (833.348 per la precisione) con una densità molto elevata, ben 2.055 abitanti per chilometro quadrato.

Ma, soprattutto, può contare su un invidiabile sistema produttivo: le imprese attive sono 63.373, una ogni 13 abitanti, delle quali 23.217 sono imprese artigiane. Dati interessanti, quelle guidate da donne sono 12.799 mentre 3.473 sono i titolari stranieri di imprese individuali. La Provincia MB può vantare anche ben 599 imprese storiche e 30 Centri di formazione professionale.

In un simile contesto, ci si potrebbe aspettare che il settore agroalimentare rivesta un’importanza residuale. Invece, anche se come tutti ha risentito della recente crisi, anche se di dimensioni tutto sommato modeste in Brianza il comparto è vivo e vegeto. Grazie soprattutto alla persistenza di una tradizione agricola plurisecolare che ha dato vita nel tempo anche a una gamma importante (anche se spesso non così conosciuta) di prodotti Doc e Dop.

In Italia sono oltre 4.100 i prodotti locali - Igp, Dop, agricoltura biologica ecc., per un valore di 5,6 miliardi di euro nel 2004 - e i 450 vini della tradizione Docg, Doc e Igt con vendite per 8 miliardi e un export di 3 miliardi di euro, tutti però molto polverizzati.

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Il Salame Brianza Dop

Il più noto di quelli brianzoli è sicuramente il salame Brianza. Un salume conosciuto e apprezzato anche all’estero, che per meritarsi la qualifica di “Dop” è tutelato da un apposito consorzio di produttori e deve sottostare dal 1996 a un rigido disciplinare. I suini da cui è prodotto, per esempio, devono provenire tassativamente da allevamenti situati in Lombardia, Emilia Romagna o Piemonte e devono presentare le stesse caratteristiche di quelli dai quali si ricavano i pregiati prosciutti di Parma e San Daniele. Il salame Brianza Dop si prepara macinando spalla, fiscoli, pancetta, gola e parti magre, con sale, pepe, aglio e vino; la stagionatura varia dai quindici giorni ai cinque mesi.

Ma nel nostro territorio esistono molti altri prodotti tipici forse meno conosciuti, ma altrettanto squisiti. Per esempio Oreno, frazione di Vimercate, è famoso da sempre per le sue patate: qui viene coltivato un particolare tipo di patata bianca, la Kennebec canadese, adattissima per le sue caratteristiche di compattezza a essere utilizzata per gnocchi, pasta e purè. A Mezzago, si produce invece l'asparago rosa, unico a livello nazionale per la sua colorazione e per le sue qualità organolettiche. Coltivato sul territorio a partire dall'inizio del Novecento, l’asparago rosa di Mezzago aveva rischiato di scomparire verso la fine del secolo ma oggi si è tornati a produrlo con buoni risultati, anche grazie all'intervento di Comune e Regione.

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L'area di coltivazione della patata bianca di Oreno

Per entrambi i prodotti la Camera di Commercio ha adottato da qualche anno il marchio verde “Made in Brianza”. Lo scorso gennaio la Provincia, invece, ha lanciato un bando i cui risultati sono stati pubblicati a marzo: saranno stanziati 70 mila euro per finanziare 14 imprese che valorizzano i prodotti targati Monza.

Ma qual è il reale peso di questa industria oggi? La Lombardia conta per il 15% dell’intera produzione agroalimentare nazionale. In Brianza a farla da padrona è l’industria (il 36,4% delle attività economiche della provincia sono di carattere industriale) mentre le attività legate ad agricoltura, caccia e pesca sono solo l’1,9%. Una curiosità: l’annessione a fine 2009 di cinque comuni situati ai bordi settentrionali ha accresciuto il peso delle attività agricole che in quest’area è maggiore, fino a una punta del 5,6% a Cornate d’Adda.

A livello nazionale invece, l'agricoltura in Italia può contare su un tessuto produttivo di oltre un milione di imprese (il 16 per cento del totale delle imprese italiane), mentre circa 70.000 sono quelle dell'industria alimentare; se si considerano anche l'industria alimentare, la distribuzione e i servizi, il settore agroalimentare del made in Italy vale oltre 220 miliardi di euro e si conferma, dopo il manifatturiero, come il secondo comparto in termini di contributo all'economia nazionale, con un'incidenza pari circa al 15 per cento del prodotto interno lordo.

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Una vecchia pubblicità del "doppio brodo" Star

Monza e la Brianza, comunque, possono contare su diversi marchi importanti dell’alimentare. Uno dei più storici e sicuramente la Star di Agrate Brianza, che ha fatto la storia dello sviluppo del cibo industriale in Italia (per qualcuno forse un demerito più che un merito) introducendo prodotti inusuali per il nostro paese come il famoso “dado”. La Rovagnati, che ha sede a Biassono, è diventata negli anni una delle marche di salumi più note al mondo mentre a Trezzo si trova la Fratelli Beretta.

Quali le prospettive per questo comparto? Secondo Slow Food Monza e Brianza bisogna puntare sulla qualità, sull’ecologia e sul piacere del cibo come momento di socializzazione. Insomma, un ritorno alle tradizioni dei nostri nonni nelle “cascine”.

Gli autori di Vorrei
Author: Claudio Ferrara

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