
Il 20 maggio uno dei più importanti pubblicitari italiani
nostro ospite alla Feltrinelli di Monza
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La rivista che vorrei
incontra
Pasquale Barbella
grande pubblicitario italiano
già presidente dell’Art Directors Club Italiano
Autore di “Confessioni di una macchina
per scrivere. La pubblicità tra visione
di marca e visione del mondo.â€
Nella splendida cornice della
Feltrinelli Monza
Mercoledì 20 maggio 2009, ore 18.30.
Un’occasione irripetibile,
accorrete numerosi!
Chi è Pasquale Barbella.
Docente di comunicazione pubblicitaria presso l'Università degli Studi di Milano, facoltà di Lettere e Filosofia. Copywriter e direttore creativo dal 1967 al 2003, ha pubblicato articoli e saggi professionali e, nel 1995, un romanzo, "Giardinineri". Due volte presidente dell'Art Directors Club Italiano, è stato poi eletto nella Hall of Fame della stessa associazione. Vincitore di molti premi italiani e internazionali, ha partecipato nel 1990 alla fondazione di un'agenzia, BGS (Barbella Gagliardi Saffirio), stimata fra le più brillanti del mercato. Prima di lasciare il business nel 2003, è stato membro del D'Arcy Worldwide Board of Directors e leader creativo D'Arcy per l'Europa.
Il copywriter secondo Barbella.
Copywriter. Convulso cacciatore di metafore. Scrittore biodegradabile e quindi riciclabile, pronto a passare dall’esaltazione del doppio brodo a quella dell’assorbente igienico. Attento analista del costume, incline tuttavia a confondere il cinema con la vita e la vita col cinema. Consumista inquieto di prodotti e miti. L’unico deviante accettato dal sistema (che altro sarebbe la creatività , se non trasgressione?). Ex figura sospetta, poco amata dalle persone perbene a cavallo degli anni Sessanta e Settanta. Vezzeggiata dai magazine del decennio successivo. Protagonista di tutte le microinchieste possibili, da quella sul trend anti-adulterio di Attrazione fatale a “Cosa ne pensi delle rockstar androgineâ€. Ha letto Comma 22 nel ’68 e tutti i minimalisti vent’anni dopo. Ama Chandler svisceratamente. Proust è troppo lungo.
Fiero avversario, e vittima, di test e ricerche motivazionali. Sempre in bilico fra passione e ragione. Estimatore dei premi assegnati con serietà . Contestatore dei premi vinti da altri. Habitué del festival di Cannes, dove puntualmente lamenta che la pubblicità italiana fa schifo, senza precisare se nel mazzo mette anche la sua.



















