A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

Lettera all'onorevole Maurizio Fugatti

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Egregio On. Fugatti,
deve sapere che il sabato mattina è il mio momento speciale. Mi sveglio quando voglio e la prima cosa che faccio è infilarmi il primo indumento che trovo sparso per la stanza e uscire di casa per comprare il giornale. Ci sono volte, poi,  in cui mi vizio oltremodo e decido di fare colazione al bar, cappuccio e brioche, così, per coccolarmi. Oggi è uno di quei momenti speciali e, maledizione, lei  me lo ha rovinato. Metto gli occhi sulla prima pagina di Repubblica e conati di vomito improvvisi bloccano il mio passo.  Certo è colpa mia, perché di solito compro in primo luogo il giornale e, solo dopo,  mi fermo al bar dove resto un tempo indefinito a leggere. Oggi no, ho cambiato programma e ho fatto prima di tutto  colazione; la quale mi è rimasta, grazie a lei e alla sua brillante proposta di emendamento alla Finanziaria, bloccata sullo stomaco. Leggo di quella che Curzio Maltese ha definito “un’altra proposta di legge razziale che non si sa se definire più idiota o indegna”. Io userei altri aggettivi, ma anche qui al Café Vorrei bisogna darsi dei limiti. La Cassa Integrazione di soli 6 mesi ai lavoratori stranieri. Ma che bravo, davvero, i miei complimenti. Lei sa di cosa sta parlando vero? Perché se non lo sa, allora mi permetto di invitarla a passare qualche giorno con me, al lavoro. Vede ho a che fare tutti i giorni con i lavoratori messi in cassa integrazione in deroga, sa i famosi ammortizzatori sociali. Venga, venga. Le farei incontrare qualcuno di quei lavoratori stranieri che tiene in piedi il sistema della piccola-media impresa nel ricco Nord. Nella Padania. Venga, è il benvenuto, potrebbe scambiarci quattro chiacchiere e magari la prossima volta aprirebbe la bocca sapendo di cosa sta parlando e chissà potrebbe anche fermarsi a pensare prima di presentare al Parlamento Italiano idee miserabili e ignobili oltre che incostituzionali. Per favore. Davvero, gliene saremmo tutti molto grati.
Dimenticavo, un’ultima cosa ancora. Quando in uno dei suoi attimi creativi le verrà in mente una proposta di legge per cui piemontesi, molisani, pugliesi  e consimili dovranno avere il permesso di soggiorno per lavorare in Padania, mi avvisi, così che possa attrezzarmi per tempo. Un bel  biglietto di sola andata per un Paese civile. No, mi scusi, non intendevo Bussolengo.
Cordialmente,
Cinzia Zanetti.

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

sostieni-vorrei-banner

ebook-banner

 

Iscriviti gratis alla nostra newsletter per ricevere gli aggiornamenti, le novità e le iniziative di Vorrei

cover-portfolio

WALLSOUND

segnalart

La matita di Fulvio Fontana