Vorrei | Rivista non profit

Persone ~ Sergio Civati

La croce di Lampedusa e il medico

Nei giorni scorsi a Monza è giunta la croce ricavata dal legno dei barconi dei migranti. La testimonianza di Pietro Bartolo, il medico che da decenni accoglie e cura i disperati

Ambiente ~ Vorrei

Lettera aperta a Luciano Ligabue sul concerto nel Parco di Monza

«Il concerto è ormai deciso: ti chiediamo solo di avere la voglia di capire e di far capire a chi sarà lì con te, quanto sia importante e bello il posto che ti sta ospitando, di quanto vada rispettato e apprezzato»

Il buono e il bello ~ Gianni Miglionico

Natura morta con lasagne, salmone e pistacchi

Un dialogo tra il salmone dei paesi freddi e il caldo pistacchio di Bronte

Culture ~ Juri Casati

Il Risorgimento, da Cavour a Spielberg

La vita di Cavour, grande statista oggi dimenticato, ricostruita dallo storico Denis Mack Smith

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Carretera Sur e Il Lungo Addio: antropologia in musica

BandAutori 23. In questo numero spazio alle descrizioni del Sud America con i Carretera Sur e della Romagna con Il Lungo Addio. Per "Libri che suonano" l'ascesa dei Righeira.

Persone ~ Alfio Sironi

Alfredo Somoza, dare senso al viaggio

  È in uscita “Il viaggio e l'incontro. Che cos'è il turismo responsabile”, una “guida riflessiva” per viaggiare con consapevolezza. Ne parliamo con una delle voci che hanno dato vita in Italia al movimento per un turismo responsabile.

Lavori ~ Giacomo Correale Santacroce

Stiglitz sulla disuguaglianza: le idee, le proposte

In “La grande frattura” aleggia un quesito:  se i gruppi  dominanti hanno il potere di perpetuare ed accrescere la propria ricchezza a danno degli altri, com’è possibile rompere questo circolo vizioso?

Culture ~ Simone Camassa

PoesiaPresente, 10 e lode

Decima edizione per la stagione poetica organizzata dall'associazione culturale Mille Gru: dal 20 al 22 maggio poeti italiani e stranieri animeranno Monza con letture, poetry slam, presentazioni e spettacoli. Intervista a Simona Cesana, presidente, e Dome Bulfaro, direttore artistico

Persone ~ Alfio Sironi

Scuola. Concorso di colpe

  Il concorso per la selezione dei nuovi docenti è un concentrato di imperizia e viltà. E dovrebbe far arrabbiare tutti visto che tocca una delle cose più preziose che abbiamo: il nostro sistema scolastico.

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Una Route 66 per la Brianza

   La Nuova Valassina, ovvero la Strada Statale 36. Faccio fatica a immaginarmi cosa fosse il nostro territorio senza quella lunga striscia d'asfalto brutta, poco mantenuta, pericolosa e pur così cruciale per i brianzoli di oggi.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Zucchero e Manuel Volpe: il mondo in musica.

BandAutori 22. In questo numero il nuovo album di Zucchero e l'ottimo secondo di Manuel Volpe con la Rhabdomantic Orchestra. Poi Andy Warhol e la musica, la colonna sonora di Apocalypse Now! e degli sguardi sugli anni Settanta.

Culture ~ Simone Camassa

Art Action Festival alla Casa degli Umiliati

Nella suggestiva sede dei Musei Civici di Monza, l'edizione 2016 del Festival organizzato da Nicola Frangione propone per questo fine settimana due giorni di arte performativa, poesia e musica

Culture ~ Vorrei

Monza Visionaria. I notturni al roseto e tanto tango

   Il programma completo della rassegna che dal 24 al 29 maggio 2016 riempirà le strade di Monza di musica e spettacoli

Culture ~ Vorrei

Festa per i 10 anni di PoesiaPresente

  Il programma della decima edizione della rassegna di poesia, dal 20 al 22 maggio 2016 a Monza

Culture ~ Antonio Cornacchia

I due Cyrano: l'umorismo nero ai tempi di Snapchat

In scena al Binario 7 lo spettacolo di Corrado Accordino con Alfredo Colina e Alessandro Betti. Ridere con gusto

Persone ~ Alfio Sironi

La Palestina è un paradigma

  Cecilia Dalla Negra racconta la Palestina di oggi: terza Intifada, generazione Oslo e colonialismo di insediamento sotto gli occhi indifferenti della comunità internazionale

20150130 alisei 1

Chi sono i docenti della nuova scuola di formazione politica promossa dalla CGIL Monza e Brianza? Ce lo racconta il presidente Samuele Tieghi: «Cerchiamo di diffondere una cultura politica che contrasti l'anti politica. Perché oggi questa sembra prevalere nei giovani»

 

A margine della presentazione della Scuola Alisei, avvenuta sabato 24 gennaio 2015 con la presenza di Susanna Camusso (qui gli interventi in video), abbiamo intervistato il presidente dell'associazione, Samuele Tieghi. Avevamo trattato del tema precedentemente con questa intervista al segretario generale della Cgil di Monza e Brianza, Maurizio Laini, e al segretario Simone Pulici.

Come avete costituito il collegio di docenti?
Abbiamo individuato una serie di giovani. Si tratta di contatti maturati negli ambiti relazionali dell'Università degli Studi di Milano. Lì svolgo da dieci anni l'attività di assistente universitario presso la cattedra di storia contemporanea di Luigi Liberati. Gli amici e le persone che ho conosciuto in questi anni mi hanno aiutato a mettere insieme il gruppo.

Nel gruppo ci sono giovani con diversa provenienza. C'è una motivazione precisa in questa scelta?
Tutti hanno avuto e stanno avendo esperienze diversificate in campo politico e in campo accademico. Abbiamo pensato di costituire un gruppo eterogeneo, perché uno dei requisiti fondamentali del modello di scuola che proponiamo è costituito dall'idea di un contesto con più diversificazione possibile.

Quando avete cominciato?
I ragazzi sono stati contattai e invitati tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Durante gli incontri delle settimane successive si è pensato a come strutturare il progetto e ai contenuti da inserirci. È stato bello e appassionante ritrovarsi in questo gruppo, poter discutere e confrontarsi liberamente. C'è stato un notevole arricchimento. I partecipanti si sono trasformati in reclutatori di docenti: ciascuno ha portato altre persone che poi sono entrate a fare parte del collegio docenti.

 

 20150130 camusso

Susanna Camusso negli anni settanta

 

Siamo partiti da quanto pensiamo possa interessare maggiormente i giovani

Quindi il progetto didattico è nato in questo contesto?
Si. La programmazione decisa, ci tengo a dirlo, è di carattere modulare. Perché il modulo è un buon contenitore in cui inserire le lezioni pertinenti agli argomenti. Siamo partiti da quanto pensiamo possa interessare maggiormente i giovani. Ossia che possa avere un ricaduta sulla loro vita. Da che cosa può servire concretamente a loro per farsi una idea di politica. Di volta in volta abbiamo aggiornato sia la struttura delle lezioni e sia i nomi di chi avrebbe dovuto tenerle. Soprattutto la parte laboratoriale. Perché quest'ultima richiede la presenza di esperti specifici, da ricercare anche fuori dall'ambito universitario. Alle 12 lezioni definite, ne abbiamo aggiunto una tredicesima sul tema della relazione della politica con la religione.

Perché proprio 13?
Avremmo potuto farne venti o trenta. Il problema non sta tanto nella quantità. La scuola non può e non deve dilatarsi troppo nel tempo, essere spalmata lungo un intero anno. Almeno con questa sua prima esperienza. Perché il rischio è che diventi eccessivamente impegnativa. Vediamo come va. Proviamo ad essere leggeri. Poi, se la cosa funziona, possiamo pensare a una sua evoluzione.

Pensate di elevare il livello per gli anni a venire e dare continuità alla scuola?
Si, meditiamo addirittura di fare due corsi: uno per i neofiti e l'altro invece di potenziamento e di approfondimento del corso, che avviamo ora, per chi ha già acquisito gli strumenti di base.

Avete avuto contatti con i possibili studenti?
Abbiamo utilizzato un questionario, diffuso tra le persone a cui volevamo offrire il percorso della scuola. Ovviamente molte di queste persone non le conoscevamo, perché esterne e senza contatti, se non indettamente, con la Camera del Lavoro.

Quindi avete avuto un riscontro?
Sì e anche quando questo non c'era abbiamo fatto in modo che ci fosse. Così il programma che abbiamo maturato tiene conto delle richieste e si relaziona ai giovani.

Quello che manca ai giovani oggi è soprattutto la conoscenza del fatto che la politica può essere qualcosa di diverso

Non è una scuola creata a tavolino insomma?
E' una scuola inclusiva e partecipata. Una scuola in cui c'è una dimensione pragmatica. Si parte dal fare e per questo ci si muove a partire dalla concretezza del reale. Sono partite poi anche una serie di considerazioni che abbiamo tradotto dalla realtà. Per esempio la debolezza del rapporto tra la politica e i giovani. Abbiamo indagato e cercato di comprendere le ragioni. Abbiamo scoperto che in realtà nei ragazzi è presente un senso critico. Magari bisogna potenziarlo. Ma accanto a questo, quello che manca ai giovani oggi è soprattutto la conoscenza del fatto che la politica può essere qualcosa di diverso. Dalla storia arrivano esempi di cosa può essere la politica. Arrivano esempi da altri paesi. Anche nel nostro paese ci sono esempi. Non è che tutta la politica del nostro paese sia da buttare nel cestino.

Si salva ancora qualcosa?
Credo che almeno il 50% dei politici attuali sia ancora animato da intessi non di parte. Intendo non animanti da interessi di partito. In alcuni ho constatato direttamente la persistenza di un'idea della politica animata da spirito di servizio.

20150130 statuto

4 marzo 1848 -  Firma dello Statuto Albertino - Arazzo della Pastori & Casanova, tessitura Jacquard, Monza

 

È una scuola principalmente di formazione o è finalizzata a offrire cultura politica?
La cultura ha a che fare con la conoscenza. Avere conoscenza politica significa prima di tutto avere cultura politica. Non è l'unico aspetto. Oltre alla dimensione generale c'è anche una dimensione importante di apprendimento individuale. I ragazzi saranno accompagnati in un percorso di costruzione individuale sugli utilizzi degli strumenti della politica: il discorso di destra, il discorso di sinistra, il tenere un discorso in pubblico, il sapere utilizzare gli strumenti di comunicazione permette non solo di acquisire una cultura, ma anche di farsi sentire dagli altri. Questo è un elemento importante: perché si può essere grandi conoscitori della cultura politica, ma se poi non si è in grado di sapere comunicare questa conoscenza agli altri, si resta in un isola individuale.

I ragazzi saranno accompagnati in un percorso di costruzione individuale sugli utilizzi degli strumenti della politica

Quindi la scuola non serve per diventare politici?
No. Certamente ci auguriamo che da questa scuola possano nascere anche futuri dirigenti o persone che si impegneranno in politica. Ma non è questo il nostro obbiettivo. Ci proponiamo di fare cultura. Far conoscere la politica. Attraverso gli strumenti esposti prima. Cerchiamo di diffondere una cultura politica che in qualche modo contrasti la cultura dell'anti politica. Perché oggi questa sembra prevalere nei giovani. Che poi si risolve nel disinteresse e nel luogo comune "comunque sono tutti uguali". I problemi ci sono, è vero, ma esistono anche gli strumenti, le modalità e gli esempi con cui formulare proposte alternative e con queste combattere l'anti politica e dare risposte.

Il sito di Alisei

 

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani
Author: Pino TimpaniWebsite: http://blog.libero.it/PinoTimpani/

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

digilander.libero.it/pinotimpani/

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.


Su Vorrei.org utilizziamo i cookie perché ci aiutano a migliorare la rivista. Se continui a leggere dichiari di aver capito. Va bene?